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Un derby ''aggiustatutto''. Per la Cimberio che, appena uscita dalla zona play off, cerca di rimettervi decisamente piede e per l'Armani, sempre più un ufficio di campioni smarriti che un Emporio di gran firma, il che stride clamorosamente con i suoi investimenti, con le sue scelte e con i suoi ambiziosissimi proclami. Il confronto stimola tantissimo la Cimberio che, costando probabilmente otto volte meno della non proprio irresistibile formazione di Scariolo, sta facendo un pensiero, stupendo per sé e per i propri tifosi.

Non c'è paragone, s'accennava, tra i due organici al di là dei soli quattro punti che li dividono in classifica: oggi come oggi l'Armani sembra ''illeggibile'', anche per chi la bastona senza pietà o si scandalizza dopo una serie di gare inguardabili al di là di una distinzione tra campionato ed Eurolega, beh qui molto più deludenti pur scontando relative tarature. La stessa dotazione, gasante e sentimentale di un asso Nba come Gallinari è finita agli archivi con effetti discutibili, diventando quella super mossa una specie di ''diversivo'' fuorviante ai fini di un'incisiva compiutezza di Milano come squadra. È un'opinione personale, liberi di sbagliarci ma nessuno può negare che i top player dell'Olimpia sembrano ancora vagare alla ricerca di un costrutto d'insieme che possa generare un ''pezzo unico'' di superba grandezza.

Probabilmente lo stesso Scariolo, tecnico carismatico e vincente, fatica a raccapezzarsi di fronte a una realtà così surreale, per come contorta sia, ma crediamo che, soverchiati ogni genere di male, tattico o psicologico, che soffoca questo o quel talento, potrà trovare, alla distanza, esauriente ragione delle proprie scelte. Milano, non si può negarlo, possiede tutto ciò che - almeno in teoria - pretende il basket moderno ad alto livello, chiaramente, riconoscibile nelle storie cestistiche dei suoi uomini i quali, a vederli, danno l'impressione di poter spazzar via ogni argine che incontrano, salvo poi sbattere contro il primo muretto che trovano.

Attenzione a considerarli dei ''cadaveri eccellenti'', la loro reazione sta dietro l'angolo, quando avverrà perentoriamente, non si sa. Recalcati (foro Blitz) non ha tratto alcun insegnamento dal match di Eurolega tra Armani e Panathinaikos cui ha assistito come osservatore - a suo dire - non a vuoto soltanto per una divertente ''rimpatriata'' con Gianmarco Pozzecco.

Ciò la dice lunga sulla garaccia dei Milano in Coppa ma temibilissima a Masnago, soprattutto, se sveltirà il suo gioco, dovendo, in ogni caso, misurare i suoi paradossi attuali contro una Cimberio che, in compenso, vanta - in casa - un suo sistema di pallacanestro grazie a elementi che, ardentemente, fanno quadrato sul collettivo. Varese alla scoperta di Tony Weeden (''che non si è allenato o quasi'', osserva Recalcati), un play-guardia esperto e sveglio ma ancora da scoprire. Non esiste più un alibi Hurtt, la Cimberio ha un americano consumato, augurandosi che faccia al caso suo.

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