Lucaweb Posted February 10, 2012 Posted February 10, 2012 Varese contro Milano come Lucio Battisti contro Anna Oxa. Da una parte, quella varesina, "Emozioni" e, parafrasando, dopo una grande vittoria ritrovarsi a volare. Dall'altro lato, quello milanese, una "Emozione da poco", un basket pieno di indifferenza che fa stare male i tifosi meneghini. In mezzo Rok Stipcevic, uno che le emozioni le doma, le cavalca ed è capace di centuplicarle. «Abbiamo vinto contro Milano perché - spiega il playmaker croato -, al di là degli aspetti tecnici o tattici, abbiamo giocato con più energia, cuore e grinta. Questo vale per il buon atteggiamento difensivo messo in mostra nel secondo tempo, ma soprattutto per la nostra presenza a rimbalzo. A mio parere il solo dato relativo ai rimbalzi conquistati potrebbe essere più che sufficiente per capire la morale del derby: 38 rimbalzi contro i 26 di Milano, ma soprattutto i 16 strappati in attacco sotto i loro tabelloni. Tutto ciò significa che noi abbiamo espresso più reattività mentale, maggior intensità e vitalità rispetto ai nostri avversari. Quindi, in definitiva, Varese, certamente con più emozione carica interna dell'EA7 Milano». Considerazione già girata anche a coach Recalcati: dalle tribune il vostro è parso un successo più "facile" del previsto. «Non esistono partite facili nel campionato italiano e tantomeno lo è stata quella contro l'Armani, una squadra che fa parte delle "Top 16" di Eurolega e merita grandissimo rispetto. I milanesi, forse, non al massimo della forma, hanno accusato qualche difficoltà e prodotto una gara sottotono, ma queste cose mi interessano poco. Credo sia più giusto sottolineare i nostri meriti e dire che nella ripresa abbiamo letto meglio tutte le situazioni e siamo stati bravi a colpire Milano nei suoi punti più vulnerabili: dentro l'area e in contropiede. Peccato solo che la brutta percentuale dall'arco non ci abbia permesso di chiudere con un vantaggio ancora più largo». Parere sintetico sul nuovo compagno di reparto Tony Weeden. «Un buon giocatore, esperto che, senza dubbio, una volta in forma e più rodato, sarà certamente utile perché, come visto contro Milano, sa costruirsi tiri in avvicinamento e possiede quelle capacità di palleggio che saranno fondamentali per giocare con due guardie. Purtroppo ha tirato male, ma le qualità ci sono». Il derby contro Milano ha inaugurato il girone di ritorno: tempo cronologicamente perfetto per regalarci il suo bilancio al giro di boa. «Se mi guardo indietro e valuto non solo il girone d'andata, ma tutto il 2011 trascorso a Varese, credo ci sia di che essere soddisfatti. O, almeno, io lo sono perché nonostante le mille difficoltà abbiamo centrato gli obiettivi fissati e, di più, stiamo offrendo al nostro pubblico una stagione vincente». Un vecchio adagio recita: in casa si costruisce la salvezza e fuori si costruiscono i playoff. Adesso siete chiamati a un'andatura più spedita lontano da Masnago. «Il campionato italiano è durissimo proprio per questa ragione e un po' tutte le formazioni, anche quelle di testa, quando giocano in trasferta spesso pagano dazio. La verità è che ogni squadra, quando gioca davanti al suo pubblico, scende in campo col sangue agli occhi e una faccia diversa. Insomma, come dicevamo prima, tra casa e trasferta si gioca con emozioni molto, molto differenti. Noi, però, garantisco, ci proviamo sempre, ma la verità è una sola: vincere fuori casa è un'impresa». Quindi, che cosa prospetta per Montegranaro? «Altro giro, altra corsa, altra gara impegnativa al 110 per cento. I nostri avversari non sono più quelli arrendevoli visti all'andata, hanno battuto nettamente Cantù e se la sono giocata a lungo anche a Siena. La chiave? La marcatura di Zoroski e Di Bella: il flusso del gioco della Fabi parte da loro e - conclude Rok - va assolutamente fermato». Massimo Turconi
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