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È dura da digerire anche a mente fredda la sconfitta interna con Roma: la Cimberio per una volta ha ''steccato'' l'approccio mentale di una gara casalinga. Così il presidente biancorosso Cecco Vescovi esprime le sue sensazioni del giorno dopo: «Sconfitta brutta perché evitabile, non arrivando a giocarci la partita sugli episodi finali: dovevamo gestire meglio i vantaggi accumulati nel secondo quarto senza dare a Roma la sensazione di poter tornare in partita. Però non siamo stati abili ad amministrare il margine e soprattutto a dare quella sensazione di solidità che avrebbe messo in crisi gli avversari: la rocambolesca vittoria esterna di Casale Monferrato poteva essere la svolta della stagione, invece l'abbiamo vanificata subito...».

Una sconfitta dolorosa ma che Vescovi considera potenzialmente ''salutare'' per evitare di trascinarsi dietro i problemi emersi nelle ultime settimane: «Alla fine rischiavamo ancora di vincerla con il tiro di Stipcevic, ma il risultato finale è giusto perché in un campionato così equilibrato non ci si può permettere distrazioni. E un successo in volata avrebbe nascosto i problemi che sarebbero poi emersi più avanti, con meno possibilità di correggerli. C'è bisogno di ritrovare fluidità in attacco ma soprattutto di giocare con la giusta concentrazione difensiva: domenica contro Roma gli errori più gravi sono arrivati in quel settore, e questa squadra non può prescindere dalla massima applicazione per vincere contro chiunque».

E molti degli sbalzi di tensione di domenica sono dipesi anche dal rendimento insufficiente degli italiani della panchina, cui Vescovi chiede una reazione forte: «Il problema è evidente ma è altrettanto evidente che devono essere loro a trovare la forza di reagire: sono entrati in un tunnel di cui non si vede la fine ma noi non possiamo dargli una mano, tocca a loro darsi una scossa e uscire dall'apatia. Al momento è chiaro che soffriamo tantissimo ogni volta che dobbiamo inserire i cambi, ma spero che questo stimoli i giocatori a fare meglio e ad invertire il trend. Di sicuro però non voglio vedere musi lunghi: il minutaggio si deve guadagnare, in campo deve stare solo chi ha gli occhi e la faccia giusti, a costo di veder crollare sul parquet i titolari. E poi basta giustificazioni per gli acciacchi: se dobbiamo appellarci sempre a quell'alibi, giochi chi sta bene e gli altri si siedano...».

E contro Roma è emerso anche il problema-lunghi, sia nel presidio dell'area colorata che nella produzione offensiva interna: «La squadra è stata costruita senza un lungo dominante ma puntando su elementi atipici che debbono darci determinate cose: al momento il reparto è in difficoltà, il più incisivo è Talts che però si perde in falli banali; ma anche da loro ci si aspetta una presenza diversa e maggiori responsabilità offensive. L'ipotesi mercato? Ci guardiamo attorno ma cambieremo solo se ci sarà l'occasione giusta per migliorare. Resto però convinto che se l'organico attuale rendesse secondo quello che ci si aspettava non ci sarebbe bisogno di ritocchi. Resto comunque convinto che l'obiettivo playoff sia ancora raggiungibile: ci aspetta un compito difficile ma non impossibile con tanti scontri diretti in casa, se riusciremo a ritrovare il volto del girone d'andata tutto è ancora nelle nostre mani».

Giuseppe Sciascia

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