Lucaweb Posted April 4, 2012 Posted April 4, 2012 Solita Cimberio sterile e poco incisiva in formato trasferta uguale sconfitta netta e senza sussulti sul campo della Reyer Venezia: biancorossi sostanzialmente mai in partita sin dalle battute iniziali in una gara che ha ribadito alcuni limiti strutturali della squadra di Recalcati, come conferma il team manager Massimo Ferraiuolo: «Sicuramente la grande difesa della Reyer ci ha disorientato nelle battute iniziali e il break del primo quarto è stato decisivo nell'economia della partita. Brava l'Umana a limitare bene Diawara; con l'area chiusa e il nostro miglior attaccante interno controllato da vicino abbiamo preso più tiri da fuori che da sotto anche quando gli avversari avevano bruciato presto il bonus come nel terzo quarto. In queste condizioni vincere in trasferta diventa impossibile». Particolarmente negativa la prova di Tony Weeden, che continua a litigare col ferro (37% da 2 e 22% da 3 con 7 punti in 20 minuti medi): a livello individuale l'ex Polpharma è più incisivo di Hurtt ma il suo inserimento nel sistema stenta ancora ad avvenire. «Se le percentuali dal perimetro non ci aiutano e le difese sono così concentrate sulla marcatura di Diawara fatichiamo effettivamente a trovare alternative: manca un elemento che batta l'uomo in uno contro uno, l'unico che ha queste caratteristiche è Weeden che però sta attraversando un momento abbastanza critico. Domenica non ha fatto canestro e ha sbagliato le letture offensive, la sensazione è che sia preoccupato della sua difficoltà al tiro e si faccia prendere dalla frenesia di superare questa crisi con esiti però controproducenti». La sconfitta contro la Reyer costringe la Cimberio a riporre ambizioni di alta classifica e sposta l'attenzione sulla necessità di conquistare i playoff pur con un piazzamento di rincalzo: «Se avessimo vinto potevamo ambire a un piazzamento di classifica di buon livello, adesso è chiaro che l'obiettivo playoff andrà difficilmente al di sopra del settimo o dell'ottavo posto. Ma per quel che si è visto nel corso della stagione è la posizione che vale la squadra: la sensazione è che per rendere al meglio si debba essere sempre sotto pressione, nel momento in cui ci si rilassa c'è la tendenza ad andare per conto proprio e questo è un gruppo che rende al meglio solo se ognuno fa la sua parte per il bene comune. Per esprimersi al massimo c'è bisogno di giocare al massimo della concentrazione e della coralità, se questo non accade le difficoltà sono evidenti». Il dirigente varesino conserva comunque la fiducia nella possibilità di ottenere l'accesso al tabellone-scudetto e guarda avanti verso il decisivo rush finale: «Facciamo quadrato confidando nel lavoro del gruppo; importante prepararci al meglio per i prossimi tre scontri diretti che dovranno darci una spinta decisiva per puntare verso la quota 34 punti necessaria per centrare i playoff. In casa gli ultimi 4 impegni sono alla nostra portata, bisogna trovare una trasferta da vincere per tagliare il traguardo; le gare sui campi di Treviso ed Avellino potrebbero diventare più abbordabili se la classifica sarà più delineata, l'impegno più difficile ma allo stesso tempo più stimolante sarà quello di Biella». Giuseppe Sciascia
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