Lucaweb Posted April 5, 2012 Posted April 5, 2012 Mancano nove giornate, anzi otto dovendo saltarne una per turno di riposo, come s'usa nelle stazioni di servizio per dire di una classifica illeggibile, almeno in proiezione teorica, sino in fondo. Pesaro, per esempio, ha due punti in più di Varese ma con due gare in meno, anche per effetto di una partita (con Cantù) rinviata. Il muro dei play off si sta alzando ben oltre quota 32, fors'anche accessibile un ottavo posto che diventa una specie di ''barrage'' (seppur onorevole), vista la predestinata avversaria qual è Siena. Un muro con filo spinato, non c'è che dire. La Cimberio, oggi ottava, se la giocherà in casa contro Sassari, Pesaro, Cremona e Teramo, in trasferta di fronte a Biella, Cantù, Treviso e Avellino, ognuno faccia pronostici e calcoli ben conoscendo l'andazzo biancorosso per dire del suo rendimento fra Masnago e fuori con implicite riflessioni su ben noti limiti. Per esempio il tiro da tre punti, in uso massiccio nella pallacanestro attuale, nemmeno fosse diventata un poligono di tiro, quale alternativa (agevole) a un confronto fisico molto rude, quindi abbastanza avventuroso se non si posseggono muscoloni, estro e talento oltre che gambe di dinamite. Certo, esistono gli schemi per aprire strade meno trafficate e pericolose ma, all'ingrosso, prevalgono fisicità sotto i tabelloni e qualità tecnica in penetrazione. In questa rappresentazione, pur sommaria, ci stanno tutti i chiaroscuri di questa Cimberio, come è accaduto contro Venezia stando alle palle perse (in avventure d'area) e ad altre statistiche. Tuttavia la squadra di Recalcati, è bene ricordarlo, sa anche ben amministrarli con ammirevole applicazione e disinvolta pratica di disbrigo offensivo, a rischio però di un abuso testardo a suo danno quando non è giornata... A questa soluzione essa, in ogni caso, sembra legata indissolubilmente con effetti collaterali compresi. Dunque, nessuna contro avvertenza per una squadra che mostra una sola pelle pur provando a cambiarla, se non con forzature faticose, proprio per le caratteristiche dei suoi uomini, molto lineari, quindi poco estemporanei mancando loro l'acuto inventivo. Il match di domenica ha registrato 31 tiri dall'arco e 29 da due; Venezia, al contrario, ha tentato 40 conclusioni sotto misura o in area e soltanto 16 dalla fatidica ''fettuccia'': un esempio emblematico al di là dei suoi valori realizzativi. E con un 29% in tabella era come sparare al tirassegno di un Luna Park senza vincere una bambolina. Se questa è la tipicità d'una Cimberio ''tagliata'' a tale vocazione, evidentemente, non ne esiste una versione molto diversa. Si sa che a corredare il gioco di estro e imprevedibilità, almeno in formazioni d'una certa fascia, sono gli americani, già ma, nelle file di Varese, c'è il solo Weeden (foto Blitz) che, presentato come l' ''uomo giusto al posto giusto'', è risultato sin qui abbastanza deludente, ancorché estemporaneo, a capocchia.
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