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Se è vero che i valori emergono alla distanza, ne abbiamo avuto una certezza dagli slalom di Goss nei minuti fatali attraverso un'area affollata di muscoli e di pensieri. Phil nel supplementare di Biella, al di là di una prova sin lì non propria al fulmicotone - ed è stato sapiente Recalcati a non arrischiarlo in un dispendio di energie fine a se stesso -, ha preso la palla al balzo dopo aver scrutato gli avversari nei loro limiti e soprattutto nei loro affanni per una fortuna (come quel vantaggio congruo) dilapidata.

In quel momento serviva più un assalto a petto nudo che molte cerbottane, così ha fatto l'americano della Cimberio cui sono bastate tre accelerazioni profonde per stroncare gli afflitti piemontesi, in testa e nelle gambe.

Hai detto niente per il tipo di pallacanestro cui siamo abituati? Soprattutto da una Pall. Varese ammirevole nella sua mentalità del sacrificio ma anche troppo incline a quel su e giù nel punteggio, dovuto al suo tiro al bersaglio. Che se non va, essa finisce sotto ma che, se va, le bastano due, tre azioni per tornare in gara.

Già, come vivere o morire su quella fatidica linea per dire di un dubbio amletico che ha accompagnato la squadra di Recalcati per quasi un'intera stagione, almeno sin quando s'è deciso di riportare qui, riconsiderando vecchie scelte e ammettendo un certo errore, quell'ometto di cui aveva bisogno per dotarsi di una variabile cruciale nei giochi d'attacco, c'entrando poco ogni conto economico, da non forare, avendo scelto un solo americano e scritto a bilancio ingaggi di elementi che, per quel poco che costino, hanno reso sin qui una cicca.

Va anche detto che, se ogni ripensamento fruttuoso va considerato un merito, esso va attribuito al club biancorosso, peraltro in un momento decisivo per le sue sorti e le sue aspirazioni.

Resta da chiedersi tuttavia, immaginandoci in un Bar Sport a disquisire tra ‘’se’’e ‘’ma’’ ammissibili per supposizioni ancorché improponibili nei fatti, quale sarebbe stato il cammino di Varese con un ‘’usato sicuro’’ come Goss (foto Blitz) fin dall'inizio d'un campionato mai forse così strampalato e mediocre come questo.

Torniamo però nel seminato, quello reale, avendo la Cimberio nelle proprie mani un ottavo posto probabilissimo e un settimo possibile restando alle Vu Nere di Sabatini la polvere del loro palazzo sotto le scarpe quando sono in trasferta.

Mancano sei gare, tutte da vivere e, immaginando il pensiero di Recalcati, tutte da vincere anche per qualche disgrazia altrui. Il tifoso, adesso, sogna e fa bene.

Non piacendoci le disillusioni e avendo per mestiere uno diverso da quello del fan, sposiamo il cauto ottimismo, pure nel merito di un'incredibile scalata. Una cosa è certa: i pronostici fatti a suo tempo, almeno quelli dubbiosi in chiave playoff, sono ora sormontati da ambizioni giustificate proprio grazie a un Phil in più e in buone mani, viste e considerate le capacità di Recalcati che ancora una volta ha ‘’seccato’’ un collega per dire della zona Cimberio, tipo banco di nebbia per la lanciata Biella.

Come e dove finirà Varese? Scongiurato un finale anonimo, il bello viene adesso.

Staremo a vedere.

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