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Protagonista di mille e mille derby, compagno di Recalcati della squadra che vinceva in Europa, uomo simbolo e oggi presidente del Coni lombardo. Perluigi Marzorati. Che dice: «Cantù-Varese è una delle poche partite rimaste capaci di conservare ancora un po' di sapore d'antico, di passato, di un basket che non c'è più. È una classica».

Come ci arrivano le due squadre?

Cantù è messa male sotto canestro per l'infortunio di Shermadini e in più avrà Leunen acciaccato, in più Trinchieri dovrà rinunciare a Micov. Varese arriverà gasata dall'ottimo campionato che sta facendo, dai risultati ottenuti e dal fatto che sicuramente farà i playoff.

Quindi, possibile sorpresa?

Sarà una partita brutta e nervosa, ma sicuramente equilibrata: se devo fare un pronostico dico 51 per 100 Cantù, 49 per 100 Varese.

Recalcati

Bandiera di Cantù, bandiera di Varese. La persona giusta per una società come quella biancorossa che doveva rifondare e rilanciarsi non avrebbero potuto scegliere meglio.

Il consorzio Varese nel Cuore?

Grande idea, che sta facendo scuola e vanta innumerevoli tentativi di imitazione. In un momento in cui è diventato impossibile trovare dei mecenate in grado di mandare avanti da soli una società, il modello proposto da Varese è senz'altro vincente.

Il derby e la sua atmosfera ?

Non è certo quella che si respira oggi, con gli americani che vivono isolati dietro le cuffie dei loro IPod. Per noi il derby durava una stagione, e veniva vissuto a contatto con i tifosi.

Sono loro, i tifosi, gli ultimi testimoni di quella passione?

Certo, a patto che si ricordino che comunque e sempre solo una partita di basket.

L'avversario varesino che più l'ha fatta dannare, nelle vostre sfide?

Che domande: Aldo Ossola, senza dubbi. Che giocatore, che battaglie, che duelli. F. Cai

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