Lucaweb Posted May 19, 2012 Posted May 19, 2012 È il candidato più autorevole al titolo di allenatore dell'anno, ma al momento attuale l'attenzione di Meo Sacchetti è concentrata sui playoff di Sassari e non su un premio comunque prestigioso per un tecnico partito dal "sommerso" come l'ex bandiera della Ranger. Il 59enne coach residente a Varese ha conquistato una sorta di scudetto capeggiando la "classifica delle normali" visto il quarto posto del suo Banco Sardegna dietro le tre rappresentanti italiane nell'Eurolega 2011/2012, frutto di un girone di ritorno in cui la Dinamo ha conquistato gli stessi punti di Siena e Milano: «Sinceramente non bado molto ai riconoscimenti personali, quel che conta maggiormente è stato confermare il risultato playoff ottenendo un quarto posto davvero esaltante. Abbiamo cercato di raggiungere il miglior piazzamento possibile con una concomitanza di situazioni che ci ha agevolato nel finale, ma alla fine ce lo siamo meritati grazie ad un gran girone di ritorno: dietro le tre super potenze ci siamo noi». E Sassari sta progressivamente affermandosi come realtà conclamata del basket italiano: come Varese la squadra di Sacchetti ha confermato il secondo posto dello scorso anno, ma nel 2010/2011 Banco Sardegna e Cimberio chiusero "a braccetto" a quota 30 punti e ora il salto di qualità dei sardi è evidente «Lo scorso anno abbiamo raggiunto i playoff solo all'ultima giornata piazzandoci sesti solo per differenza canestri, ora ci siamo conquistati sul campo tutto quello che abbiamo ottenuto e attorno a noi si respira un'aria davvero esaltante: rimaniamo la squadra di Sassari ma portiamo in giro il nome di tutta la Sardegna allargando l'attenzione che c'è attorno a noi». Ora Sassari proverà a imporre anche nei playoff contro la Virtus Bologna il suo basket frizzante e spregiudicato (secondo miglior attacco del campionato a 80,7 punti segnati): «Nei playoff si gioca un basket un po' diverso, ma noi non snatureremo il nostro modo di essere in vista di questa post-season in cui vogliamo comunque divertirci il più a lungo possibile. Manterremo il nostro "imprinting" che ci ha portato fino a qui cui cercheremo di aggiungere più continuità in difesa, ma vogliamo comunque sviluppare la pallacanestro che rappresenta il nostro marchio di fabbrica». E a distanza comunque Sacchetti "tifa" Varese nell'accoppiamento sullo stesso lato del tabellone che opporrà in semifinale le vincenti di Siena-Cimberio e Sassari-Bologna: un po' il sogno di giocare il secondo turno proprio contro la squadra della sua città, più che altro la speranza che la truppa di Recalcati faccia sudare la MPS nell'ipotesi di sfidarla successivamente: «Sfidare Varese in semifinale sarebbe bellissimo, anche perché così giocherei a casa mia Scherzi a parte le tre grandi Siena, Milano e Cantù - a patto che recuperi gli infortunati - hanno rotazioni profondissime e qualità in tutti i ruoli. Con la formula al meglio di tre partite poteva scapparci qualche sorpresa, ma nel formato "3 su 5" è dura sfatare il pronostico. E in particolare sarà dura per la Cimberio: battere la MPS in una partita secca è difficilissimo ma non impossibile, mentre in una serie sembra francamente un'impresa proibitiva». E se Sassari riuscisse a superare il primo turno otterrebbe il "pass" internazionale per la qualificazione all'Eurocup, vetrina di assoluto rilievo che renderebbe ancor più "indecente" l'eventuale proposta di Varese per lasciare Sassari, per citare le parole del coach della Dinamo nell'intervista apparsa a fine marzo su queste colonne (al di là di tutto il contratto con i sardi - esteso fino al 2014 lo scorso settembre - non concederebbe "scappatoie" fino al giugno 2013). «In questa stagione abbiamo sempre vissuto un passo alla volta: prima abbiamo messo al sicuro la salvezza, poi i playoff ed infine abbiamo pensato alla migliore posizione. Ora vedremo fino a dove arriveremo, ma per giungere fino a qui non abbiamo rubato nulla, dunque vogliamo continuare il più a lungo possibile questa avventura». Giuseppe Sciascia
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