Lucaweb Posted May 25, 2012 Posted May 25, 2012 Nessuno stress ma solo una gran voglia di fare il proprio dovere sino all'ultimo giorno. Non sono le notizie di un suo sostituto sulla panchina della prossima Cimberio a turbare Carlo Recalcati (foto Blitz): se così non fosse, non avrebbe imparato nulla da tanta militanza e in club diversi. Egli, innanzitutto, si fida della società biancorossa che incontrerà, come nei patti, a fine campionato. Dopo di che conoscerà le intenzioni di Cecco Vescovi per una conferma o per un addio che, a suo dire, accetterà con serenità, sempre che una decisione avversa non fosse stata già presa prima del fatidico confronto. In realtà ci vuole ben altro per essere stressati come, ad esempio, svegliarsi ogni mattina alle sei per andare a lavorare e guadagnare ottocento euro al mese: ci risulta difficile comprendere totalmente quel tipo di stanchezza (da consunzione mentale o persino fisica) accusata da Luis Enrique e Guidolin nel calcio. Il basket, invece e fortunatamente, riserva ben altri effetti sugli allenatori, magari non da vacanza termale ma nemmeno da fonderia (del cervello), tant'è che i loro agenti già marcano a pressing le società per piazzare i propri assistiti, sempre che vogliano cambiare aria. Che Vitucci siano uno di questi, dato che il suo nome, più di altri, viene abbinato alla Cimberio? Recalcati, si diceva, pare imperturbabile, segno di una tranquillità che si confà al suo operato, ben sapendo egli, in coscienza, d'aver ottenuto un altro onorevole risultato, non essendo affatto i playoff una consuetudine della Pall. Varese, come dimostra la storia degli ultimi dieci anni. Può piacere o no, ma è oggettiva la sua valutazione e molti sono i tifosi che lo apprezzano. Non avendo lo statistico Pagnoncelli... sotto mano, non sappiamo quale sia la percentuale dei suoi estimatori, sicuramente sarebbe facile dare un nome a questo partito. Già, movimento... una stella. Come quella vinta da Recalcati alla guida dei Roosters, tanto per citare un altro bel risultato, anzi un trionfo, preceduto - nella stagione precedente - dalla qualificazione all'Eurolega. Eppure il tecnico canturino (nemmeno questo è un peccato originale, essendo nato a Milano) non sembra affatto sicuro di un'unzione di conferma, avendo la Cimberio tutti i diritti, e ci mancherebbe altro, di cambiare manico, fors'anche sicura di non farsi smentire da quella regola d'oro secondo cui non si cambia il certo per l'incerto. Staremo a vedere nel rispetto delle future decisioni, nel frattempo incombe la prima gara della serie playoff a Siena: una sfida impari stando a una logica competitiva che pone le due squadre su gradini diversi. Un po' tutti lo pensano, magari ironizzando su un'apparizione tipo meteora (0-3 e biancorossi a casa) ma, nello stesso tempo e in cuor proprio, si sogna uno sgambetto che metta paura ai campioni. Lo medita Recalcati che evoca supposizioni di battibilità d'una Montepaschi non più cannibale: «Da qualche tempo le possibilità d'una sua caduta non sono così assurde come sembrano e per piazzare almeno un colpaccio mi sembra quella di gara-1 un'occasione». Il coach della Cimberio è davvero carico, soprattutto per la faccia giusta dei suoi uomini.
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