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Recalcati si o no? l'ora ''X'' è vicina


Lucaweb
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L'ultima cena. Che ha chiuso festosamente una stagione per aprirne un'altra. Che sarà di Recalcati e dei suoi uomini tra promossi, rimandati e bocciati? Si diceva di un'ultima cena, verosimile per diversi biancorossi in scadenza di contratto o con possibilità di decidere in proprio, come nel caso di Stipcevic mentre Garri e Ganeto risultano imponibili da ''carta canta'', a meno di volerla stracciare e rimetterci del denaro.

Sicuramente Diawara (verso Siena) è già un ex, così si può dire di Kangur il cui destino sta nelle mani di una Montepaschi costretta a ridurre il proprio budget. Potrebbero continuare elementi credibili come Rannikko, Talts e Fajardo che male non fanno ma che dipendono da un certo programma tecnico da comparare con nuove regole di tesseramento stranieri e risorse finanziarie, in ogni caso delineabile quando si avrà ogni certezza sull'allenatore.

Sono ragionamenti in libertà che attendono una logica operativa d'insieme appena si conoscerà il destino di Recalcati (foto Blitz) che dovrebbe rivelarsi domani attraverso un rendez-vous già fissato dalla società. I giornali di Avellino hanno sparato la notizia di Vitucci a Varese mentre il presidente irpino ha dato al tecnico un ultimatum: o dentro o fuori.

Resta da chiedersi se davvero Cecco Vescovi e dirigenza abbiano già deciso per un mutamento netto alla ''panchina'' oppure per una conferma nel timore di mettere un piede in fallo nell'esclusivo tentativo di cambiare passo. Accadde dopo lo scudetto con lo stesso Recalcati cui si volle dare l'addio nonostante un trionfo e poi, ancor di più, con un Magnano defenestrato per fare spazio a un'azzardata ''nouvelle vague'' come lo stesso Vescovi può ricordare quale assistente di Mrsic.

Verrebbe da dire che un determinato e onorevole equilibrio, conquistato a fatica e con merito dalla Cimberio negli ultimi due anni, sconsiglierebbe qualsiasi rischiosa scommessa. Qual è lo stato d'animo di Recalcati nell'attesa? Aspetta e spera. Ironia o no, l'allenatore della Stella non ci sembra affatto superato dagli eventi avendo dato sempre prova di lucidità e capacità - al di là di errori a monte per determinate scelte, peraltro, condivise responsabilmente con la società - sino a ottenere un rendimento di squadra fors'anche inimmaginabile per quei colleghi che hanno guidato formazioni con più spiccate individualità.

Recalcati, dove ha operato, ha sempre ottenuto risultati, basti ripassare la storia per riconoscerlo come il migliore tecnico italiano, Ettore Messina a parte, degli ultimi quindici anni. Se c'è bisogno di ricordare i tre scudetti con squadre diverse, le medaglie conquistate con la Nazionale, aggiungiamo allora la qualificazione all'Eurolega e i due play off con Varese tanto per constatare un feeling tra la nostra piazza e il tecnico di Cantù, anzi milanese.

La società, ovviamente, ha tutti i diritti di fare scelte diverse e magari congeniali, a suo modo di vedere, a un nuovo progetto di squadra, in ogni caso compatibile alle sue risorse finanziarie, ancora tutte da accertare per la prossima stagione. Sicuramente la Cimberio, questione allenatore a parte, dovrà affrontare un impegnativo e delicato lavoro, dovendosi innanzitutto interrogare, per trovare adeguati rimedi, sul sensibile calo di presenze, peraltro non rispondente alle minime attese in gara quattro contro Siena, due sere dopo uno strepitoso successo. È indubbio il segno d'una crisi economica e ancor più di un disamore per la pallacanestro nonché per Varese, un tempo vera Basketcity.

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