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8 minutes ago, parish76 said:

Quella squadra scarsa per ora ha 16 punti e ottavo posto  ... 6 punti più di noi .. Poi concordo che  è la squadra più scarsa che potevamo affrontare fuori casa ...ma questo dice per ora classifica e comunque non era scontato vincerla.. Ora speriamo che la prossima partita vada a 18 punti e a 12 giornate dalla fine loro sono praticamente salvi .. Noi no .. 

Sono d'accordo, solo che non sarei così certo che i nostri paladini siano diventati affidabili..

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4 hours ago, ROOSTERS99 said:

Un dubbio....ma se il monte stipendi vale il 30% del budget...700-800 K di buco non mi pare si "giustifichino" coi giocatori sostituiti, o non solo, pe lo meno...

Solo io mi ricordo che lo scorso anno( o forse quello prima ma son più convinto della scorsa stagione) era stato chiesto ai consorziati di ripianare un buco di 500K?

A mio parere c'è qualcosa che non quadra nei conti e siccome poi Ponchiaz mi farà la domanda,io vorrei buttar li un'ipotesi: non è che per caso che chi mette i soldi si vede poi magicamente tornare indietro qualcosina?

Altrimenti non mi spiego tutti sti ammanchi pur facendo squadre scarse e al risparmio.

Oppure siamo davvero l'ultimo budget della serie A,come disse Bulgheroni,magari mettendo un piede in fallo.

Discorso lungo e delicato,troppo delicato.

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7 minuti fa, Binzaghino dice:

Solo io mi ricordo che lo scorso anno( o forse quello prima ma son più convinto della scorsa stagione) era stato chiesto ai consorziati di ripianare un buco di 500K?

 

Sì, a novembre scorso, sul bilancio 2014/2015...e in quella occasione si era parlato di crediti non riscossi da alcuni sponsor e della transazione sanguinosa del biennale a Deane

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Articolo di GS dell'11 febbraio scorso, utile come ripasso e con una chiusa quantomai attuale

A tutto ciò quindi va aggiunto il nuovo buco di 500k (per Varese sport) o 700/800k (per la Provincia) principalmente sul 2015/2016 di gestione "tutta Coppa", già ripianato al 70-80%. 

 

Sei stagioni di Pallacanestro Varese in cifre per capire le ragioni dei fasti del primo triennio dell'era "Varese nel Cuore" e delle difficoltà in classifica dal 2013 a oggi. I dati, ricavati principalmente dai bilanci certificati fino alla stagione 2013/'14 (quello del 2014/'15 dovrebbe essere ratificato dall'assemblea del consorzio di lunedì), fotografano nitidamente l'evoluzione delle risorse a disposizione dal 2010 a oggi. 
 
Evidente la differenza tra il primo ciclo triennale conclusosi con la stagione degli "Indimenticabili" e le ultime tre annate vissute stabilmente nella metà bassa della classifica: il contributo della famiglia Castiglioni all'interno di "Varese nel Cuore" (prima 800, poi 500 e infine 300mila euro dal 2010/'11 al 2012/' 13) e il peso rilevante degli sponsor di maglia - il contributo di Cimberio era quasi doppio rispetto a quello di Openjobmetis, in più c'erano gli accordi triennali con Superenalotto e Air One. consentivano alla società di disporre di un monte-stipendi molto più elevato.
 
I problemi sono nati quando, alla scadenza degli accordi con gli sponsor del primo triennio e senza più l'apporto della famiglia Castiglioni, si è cercato di mantenere l'ossatura degli "Indimenticabili" sobbarcandosi però contratti non più sostenibili (300mila dollari per Ere o 150mila euro per Sakota). II 2013/'14 iniziato con un monte-stipendi sostanzialmente analogo a quello degli "Indimenticabili" è diventato presto insostenibile per le casse del club. E la ricerca spasmodica di risorse fresche attraverso nuovi partner e consorziati (c'era anche chi pensava di cedere la società a Nicola Laurenza in modalità polisportiva con il calcio...) non ha avuto esito positivo, se - come sembra - a maggio di due anni fa la società vantava crediti sospesi per fatture emesse e non saldate per oltre 700mila euro, con alcune scelte (vedi l'addio a Polonara e ai 180mila euro del terzo anno del suo contratto) obbligate dall'interregno tra l'addio forzoso di Renzo Cimberio come main sponsor e l'arrivo - ad agosto inoltrato e con metà squadra già allestita - di Openjobmetis. A ciò si aggiunga un sostanzioso dimagrimento di "Varese nel Cuore", passato nell'estate 2014 da 78 a 44 soci dopo il cambio di alcune regole di partecipazione, con un apporto economico inferiore del 40 per cento rispetto all'annata degli "Indimenticabili".

 

E si arriva alla passata stagione, quella del "buco" da 400mila euro coperto dai proprietari attraverso un extrabudget approvato lo scorso novembre e versato interamente ai primi di gennaio. Parte di quel deficit è figlio di errori di mercato (in particolare il biennale da 370mila dollari totali firmato a settembre 2014 con Willie Deane); ma la fetta più cospicua (a partire da uno sponsor di maglia del 2013/'14) pesa alla voce "crediti inesigibili" di stagioni passate. Nonostante tutto nel 2015/'16, grazie agli sforzi della nuova gestione del consorzio che tra maggiore apporto e copertura delle perdite contribuirà per circa 1,1 milioni (quasi il doppio della scorsa annata), il budget totale è aumentato per la prima volta in sei anni dell'era "Varese nel Cuore", anche se il monte-stipendi (gravato dai 150mila euro dei costi delle transazioni estive) è leggermente inferiore a quello del 2014/'15. 
 
Purtroppo il peso delle risorse spese (male) con una copertura solo parziale di due anni fa ha gravato sulle scelte strategiche e sull'entità delle risorse spese (comunque male) lo scorso anno; nell'ultima estate la proprietà consortile e l'area marketing hanno lavorato meglio nell'ambito della raccolta risorse, anche se i risultati del campo certificano che si è speso male per il terzo anno di fila nonostante la rivoluzione dell'area tecnica. In ottica futura basterà ottimizzare le competenze delle risorse interne con una sola aggiunta importante (che sia Andrea Conti, Claudio Coldebella, Carlo Recalcati o altre possibili ipotesi in un ruolo dirigenziale strategico) per migliorare nettamente il rapporto costi-rendimento sul campo oppure la proprietà dovrà trovare nuove strade - a partire dall'apertura a soci extraconsorzio -per cercare di aumentare in maniera consistente i ricavi? 

Giuseppe Sciascia

Edited by simon89

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2 ore fa, simon89 dice:

Articolo di GS dell'11 febbraio scorso, utile come ripasso e con una chiusa quantomai attuale

A tutto ciò quindi va aggiunto il nuovo buco di 500k (per Varese sport) o 700/800k (per la Provincia) principalmente sul 2015/2016 di gestione "tutta Coppa", già ripianato al 70-80%. 

 

Sei stagioni di Pallacanestro Varese in cifre per capire le ragioni dei fasti del primo triennio dell'era "Varese nel Cuore" e delle difficoltà in classifica dal 2013 a oggi. I dati, ricavati principalmente dai bilanci certificati fino alla stagione 2013/'14 (quello del 2014/'15 dovrebbe essere ratificato dall'assemblea del consorzio di lunedì), fotografano nitidamente l'evoluzione delle risorse a disposizione dal 2010 a oggi. 
 
Evidente la differenza tra il primo ciclo triennale conclusosi con la stagione degli "Indimenticabili" e le ultime tre annate vissute stabilmente nella metà bassa della classifica: il contributo della famiglia Castiglioni all'interno di "Varese nel Cuore" (prima 800, poi 500 e infine 300mila euro dal 2010/'11 al 2012/' 13) e il peso rilevante degli sponsor di maglia - il contributo di Cimberio era quasi doppio rispetto a quello di Openjobmetis, in più c'erano gli accordi triennali con Superenalotto e Air One. consentivano alla società di disporre di un monte-stipendi molto più elevato.
 
I problemi sono nati quando, alla scadenza degli accordi con gli sponsor del primo triennio e senza più l'apporto della famiglia Castiglioni, si è cercato di mantenere l'ossatura degli "Indimenticabili" sobbarcandosi però contratti non più sostenibili (300mila dollari per Ere o 150mila euro per Sakota). II 2013/'14 iniziato con un monte-stipendi sostanzialmente analogo a quello degli "Indimenticabili" è diventato presto insostenibile per le casse del club. E la ricerca spasmodica di risorse fresche attraverso nuovi partner e consorziati (c'era anche chi pensava di cedere la società a Nicola Laurenza in modalità polisportiva con il calcio...) non ha avuto esito positivo, se - come sembra - a maggio di due anni fa la società vantava crediti sospesi per fatture emesse e non saldate per oltre 700mila euro, con alcune scelte (vedi l'addio a Polonara e ai 180mila euro del terzo anno del suo contratto) obbligate dall'interregno tra l'addio forzoso di Renzo Cimberio come main sponsor e l'arrivo - ad agosto inoltrato e con metà squadra già allestita - di Openjobmetis. A ciò si aggiunga un sostanzioso dimagrimento di "Varese nel Cuore", passato nell'estate 2014 da 78 a 44 soci dopo il cambio di alcune regole di partecipazione, con un apporto economico inferiore del 40 per cento rispetto all'annata degli "Indimenticabili".

 

E si arriva alla passata stagione, quella del "buco" da 400mila euro coperto dai proprietari attraverso un extrabudget approvato lo scorso novembre e versato interamente ai primi di gennaio. Parte di quel deficit è figlio di errori di mercato (in particolare il biennale da 370mila dollari totali firmato a settembre 2014 con Willie Deane); ma la fetta più cospicua (a partire da uno sponsor di maglia del 2013/'14) pesa alla voce "crediti inesigibili" di stagioni passate. Nonostante tutto nel 2015/'16, grazie agli sforzi della nuova gestione del consorzio che tra maggiore apporto e copertura delle perdite contribuirà per circa 1,1 milioni (quasi il doppio della scorsa annata), il budget totale è aumentato per la prima volta in sei anni dell'era "Varese nel Cuore", anche se il monte-stipendi (gravato dai 150mila euro dei costi delle transazioni estive) è leggermente inferiore a quello del 2014/'15. 
 
Purtroppo il peso delle risorse spese (male) con una copertura solo parziale di due anni fa ha gravato sulle scelte strategiche e sull'entità delle risorse spese (comunque male) lo scorso anno; nell'ultima estate la proprietà consortile e l'area marketing hanno lavorato meglio nell'ambito della raccolta risorse, anche se i risultati del campo certificano che si è speso male per il terzo anno di fila nonostante la rivoluzione dell'area tecnica. In ottica futura basterà ottimizzare le competenze delle risorse interne con una sola aggiunta importante (che sia Andrea Conti, Claudio Coldebella, Carlo Recalcati o altre possibili ipotesi in un ruolo dirigenziale strategico) per migliorare nettamente il rapporto costi-rendimento sul campo oppure la proprietà dovrà trovare nuove strade - a partire dall'apertura a soci extraconsorzio -per cercare di aumentare in maniera consistente i ricavi? 

Giuseppe Sciascia

Apertura a soci extraconsorzio.. É  tutto bloccato dal consorzio, alcuni dei consorziati non hanno nessuna intenzione di farsi da parte in quanto ricevono numerosi vantaggi economici e non solo....insomma poco a che fare con l'amore per i nostri colori.... 

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5 hours ago, fillmore said:

Mi fa ridere perchè abbiamo vinto una partita contro una squadra scarsa tanto quanto noi e siam diventati i San Antonio Spurs delle prealpi.

Shhhhhh, non si dicono queste cose !

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2 hours ago, simon89 said:

Articolo di GS dell'11 febbraio scorso, utile come ripasso e con una chiusa quantomai attuale

A tutto ciò quindi va aggiunto il nuovo buco di 500k (per Varese sport) o 700/800k (per la Provincia) principalmente sul 2015/2016 di gestione "tutta Coppa", già ripianato al 70-80%. 

 

Sei stagioni di Pallacanestro Varese in cifre per capire le ragioni dei fasti del primo triennio dell'era "Varese nel Cuore" e delle difficoltà in classifica dal 2013 a oggi. I dati, ricavati principalmente dai bilanci certificati fino alla stagione 2013/'14 (quello del 2014/'15 dovrebbe essere ratificato dall'assemblea del consorzio di lunedì), fotografano nitidamente l'evoluzione delle risorse a disposizione dal 2010 a oggi. 
 
Evidente la differenza tra il primo ciclo triennale conclusosi con la stagione degli "Indimenticabili" e le ultime tre annate vissute stabilmente nella metà bassa della classifica: il contributo della famiglia Castiglioni all'interno di "Varese nel Cuore" (prima 800, poi 500 e infine 300mila euro dal 2010/'11 al 2012/' 13) e il peso rilevante degli sponsor di maglia - il contributo di Cimberio era quasi doppio rispetto a quello di Openjobmetis, in più c'erano gli accordi triennali con Superenalotto e Air One. consentivano alla società di disporre di un monte-stipendi molto più elevato.
 
I problemi sono nati quando, alla scadenza degli accordi con gli sponsor del primo triennio e senza più l'apporto della famiglia Castiglioni, si è cercato di mantenere l'ossatura degli "Indimenticabili" sobbarcandosi però contratti non più sostenibili (300mila dollari per Ere o 150mila euro per Sakota). II 2013/'14 iniziato con un monte-stipendi sostanzialmente analogo a quello degli "Indimenticabili" è diventato presto insostenibile per le casse del club. E la ricerca spasmodica di risorse fresche attraverso nuovi partner e consorziati (c'era anche chi pensava di cedere la società a Nicola Laurenza in modalità polisportiva con il calcio...) non ha avuto esito positivo, se - come sembra - a maggio di due anni fa la società vantava crediti sospesi per fatture emesse e non saldate per oltre 700mila euro, con alcune scelte (vedi l'addio a Polonara e ai 180mila euro del terzo anno del suo contratto) obbligate dall'interregno tra l'addio forzoso di Renzo Cimberio come main sponsor e l'arrivo - ad agosto inoltrato e con metà squadra già allestita - di Openjobmetis. A ciò si aggiunga un sostanzioso dimagrimento di "Varese nel Cuore", passato nell'estate 2014 da 78 a 44 soci dopo il cambio di alcune regole di partecipazione, con un apporto economico inferiore del 40 per cento rispetto all'annata degli "Indimenticabili".

 

E si arriva alla passata stagione, quella del "buco" da 400mila euro coperto dai proprietari attraverso un extrabudget approvato lo scorso novembre e versato interamente ai primi di gennaio. Parte di quel deficit è figlio di errori di mercato (in particolare il biennale da 370mila dollari totali firmato a settembre 2014 con Willie Deane); ma la fetta più cospicua (a partire da uno sponsor di maglia del 2013/'14) pesa alla voce "crediti inesigibili" di stagioni passate. Nonostante tutto nel 2015/'16, grazie agli sforzi della nuova gestione del consorzio che tra maggiore apporto e copertura delle perdite contribuirà per circa 1,1 milioni (quasi il doppio della scorsa annata), il budget totale è aumentato per la prima volta in sei anni dell'era "Varese nel Cuore", anche se il monte-stipendi (gravato dai 150mila euro dei costi delle transazioni estive) è leggermente inferiore a quello del 2014/'15. 
 
Purtroppo il peso delle risorse spese (male) con una copertura solo parziale di due anni fa ha gravato sulle scelte strategiche e sull'entità delle risorse spese (comunque male) lo scorso anno; nell'ultima estate la proprietà consortile e l'area marketing hanno lavorato meglio nell'ambito della raccolta risorse, anche se i risultati del campo certificano che si è speso male per il terzo anno di fila nonostante la rivoluzione dell'area tecnica. In ottica futura basterà ottimizzare le competenze delle risorse interne con una sola aggiunta importante (che sia Andrea Conti, Claudio Coldebella, Carlo Recalcati o altre possibili ipotesi in un ruolo dirigenziale strategico) per migliorare nettamente il rapporto costi-rendimento sul campo oppure la proprietà dovrà trovare nuove strade - a partire dall'apertura a soci extraconsorzio -per cercare di aumentare in maniera consistente i ricavi? 

Giuseppe Sciascia

In effetti l'aggiunta di Coldebella è stato un plus notevolissimo, e le cose sono cambiate radicalmente....:doh[1]:

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23 ore fa, banksanity6 dice:

Stando alle informazioni che mi hanno riferito mi permetto di fare un esempio: Avellino ha rispetto a Varese circa 600k per allestire la squadra e mi sembra che stiano portando avanti un bel progetto con squadra che sta facendo benissimo nelle stesse competizioni in cui è stata impegnata Varese. Quindi 500k potrebbero spostare e non poco certi equilibri...se spesi bene ovviamente! 

Attenzione, non sto dicendo che 500k non possano spostare una stagione, anzi se spesi bebe ne sono convinto. Ma non saranno quelli che ti permetteranno di programmare ed investire in maniera pluriennale nella squadra come intende Wes.

Quello che intendo è che ad oggi qualunque giocatore che è convinto di valere firma contratti annuali in modo che a fine stagione possa monetizzare e cambiae casacca oppure puntare a salire di categoria. Gli unici che firmano per più anni sono o a fine carriera (Cavaliero, Kangur) e quindi ormai se si trovano bene in un posto non hanno più necessità/spinta a cambiare oppure sono giocatori che accettano questi contratti perché occasione della vita (es. Ferrero).

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Se domani a LeBron James cade una tegola in testa e corre a Varese a firmare un triennale perché la tegola gli ha lobotomizzato il cervello non è che mi fa schifo è. Certo che se il pluriennale lo firma la cavalla con già la testa al circolo dei pensionati il discorso cambia. 

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16 ore fa, Ponchiaz dice:

Io mi stupisco ancora che qualcuno possa pensare a programmazioni pluriennali come a cose positive.

 

E quindi come dovrebbe essere la programmazione giusta per la Pallacanestro Varese?

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«Da queste sfide il Consorzio ne esce sempre più unito»

Alberto Castelli, dopo l'assemblea che ha reso noto il buco di 7-800mila euro di Alberto Coriele

La risposta del Consorzio è stata positiva, unita, compatta, decisa, ed il futuro non fa paura. Le parole del presidente Alberto Castelli esprimono al contempo fiducia ed orgoglio, per l'ennesima prova di attaccamento dei consorziati alla causa, offerta martedì sera durante l'assemblea: «Non è la prima volta che lo dico, ma ripeterlo è sempre una piacevole conferma: da queste assemblee esce un gruppo sempre più coeso, appassionato e disponibile, come in questo caso, a fare ciò che va fatto. C'è sempre il desiderio di mettere un tassello e, mi è capitato già in altre occasioni, questa è la conferma della passione che vive all'interno della proprietà».

Una risposta che pesa

Il caso specifico è la decisione, presa senza levate di scudi, di partecipare al ripianamento del buco di bilancio lasciato dalla gestione passata di circa 700-800 mila euro, e portato in superficie proprio martedì sera: «Siamo un gruppo eterogeneo per definizione, legato da una passione condivisa. Non siamo preoccupati per il buco, ma non perché siamo incoscienti, ma semplicemente perché siamo consapevoli del fatto che c'è una coscienza del sacrificio, di avere un'importanza. A valle il problema sarebbe più complesso se questi requisiti non esistessero. Invece, ogni volta di più, ci rendiamo conto che il Consorzio risponde presente. Per quanto mi riguarda, non conta il fatto che la gente abbia risposto perché una parte del gap sia già stato trovato. Per me conta che la gente abbia risposto, e c'è una sensibile differenza. Concettualmente è molto importante. Ognuno può rispondere nei modi e nelle misure che vuole, però questa compattezza significa che si lavora con la voglia e con la passione verso questa realtà. Un aiuto importante è arrivato, ma questo non cambia la sostanza delle cose da un punto di vista di fattibilità. Uno risponde alle necessità nel modo in cui può, ma queste sono dinamiche interne. Quello che ognuno può dare, chi più chi meno, è sempre un contributo fondamentale. L'importante credo sia raggiungere l'obiettivo finale».

Consapevolezza che cresce

Una coscienza che negli ultimi anni è aumentata all'interno del Consorzio Varese nel Cuore; «Due anni fa credo, dissi che per tutti i consorziati era nata una coscienza superiore del ruolo di proprietari. Molte persone che come me hanno iniziato questa avventura, lo hanno fatto un po' per passione, un po' per caso, un po' perché coinvolti da qualcuno. Senza chissà quale idea, senza sapere bene cosa ci avrebbe riservato il futuro. Nel tempo l'idea è mutata in una consapevolezza sempre maggiore del ruolo che il Consorzio ricopre, ossia di proprietario del 95% delle quote di Pallacanestro Varese. Ma non in termini di supremazia o arroganza, bensì per uno spirito di servizio, di assunzione di responsabilità, ed io ne sono onorato ogni giorno di più, perché non viene fatto per un ritorno particolare, è una scelta di passione». Nei prossimi mesi, il Consorzio è atteso ad un importante check-up,un punto di incontro in cui verteranno tutte le idee per possibili nuovi scenari e modifiche della composizione e delle regole attuali: «Questo è un discorso in divenire, perché crediamo che dopo sei anni sia giusto fare dei ragionamenti. Ci siamo detti "pensiamoci", abbiamo lanciato il sasso. In Questo momento non è possibile dire con certezza cosa sarà, però ritengo giusto che si faccia un pensiero. Nella vita è bello mettersi in gioco e non ritenere fossilizzate certe idee e certe abitudini. Noi lo faremo, e vedremo dove ci porterà».

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11 minuti fa, simon89 dice:

«Da queste sfide il Consorzio ne esce sempre più unito»

La lingua italiana un po' meno.

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1 ora fa, simon89 dice:

«Da queste sfide il Consorzio ne esce sempre più unito»

Alberto Castelli, dopo l'assemblea che ha reso noto il buco di 7-800mila euro di Alberto Coriele

La risposta del Consorzio è stata positiva, unita, compatta, decisa, ed il futuro non fa paura. Le parole del presidente Alberto Castelli esprimono al contempo fiducia ed orgoglio, per l'ennesima prova di attaccamento dei consorziati alla causa, offerta martedì sera durante l'assemblea: «Non è la prima volta che lo dico, ma ripeterlo è sempre una piacevole conferma: da queste assemblee esce un gruppo sempre più coeso, appassionato e disponibile, come in questo caso, a fare ciò che va fatto. C'è sempre il desiderio di mettere un tassello e, mi è capitato già in altre occasioni, questa è la conferma della passione che vive all'interno della proprietà».

Una risposta che pesa

Il caso specifico è la decisione, presa senza levate di scudi, di partecipare al ripianamento del buco di bilancio lasciato dalla gestione passata di circa 700-800 mila euro, e portato in superficie proprio martedì sera: «Siamo un gruppo eterogeneo per definizione, legato da una passione condivisa. Non siamo preoccupati per il buco, ma non perché siamo incoscienti, ma semplicemente perché siamo consapevoli del fatto che c'è una coscienza del sacrificio, di avere un'importanza. A valle il problema sarebbe più complesso se questi requisiti non esistessero. Invece, ogni volta di più, ci rendiamo conto che il Consorzio risponde presente. Per quanto mi riguarda, non conta il fatto che la gente abbia risposto perché una parte del gap sia già stato trovato. Per me conta che la gente abbia risposto, e c'è una sensibile differenza. Concettualmente è molto importante. Ognuno può rispondere nei modi e nelle misure che vuole, però questa compattezza significa che si lavora con la voglia e con la passione verso questa realtà. Un aiuto importante è arrivato, ma questo non cambia la sostanza delle cose da un punto di vista di fattibilità. Uno risponde alle necessità nel modo in cui può, ma queste sono dinamiche interne. Quello che ognuno può dare, chi più chi meno, è sempre un contributo fondamentale. L'importante credo sia raggiungere l'obiettivo finale».

Consapevolezza che cresce

Una coscienza che negli ultimi anni è aumentata all'interno del Consorzio Varese nel Cuore; «Due anni fa credo, dissi che per tutti i consorziati era nata una coscienza superiore del ruolo di proprietari. Molte persone che come me hanno iniziato questa avventura, lo hanno fatto un po' per passione, un po' per caso, un po' perché coinvolti da qualcuno. Senza chissà quale idea, senza sapere bene cosa ci avrebbe riservato il futuro. Nel tempo l'idea è mutata in una consapevolezza sempre maggiore del ruolo che il Consorzio ricopre, ossia di proprietario del 95% delle quote di Pallacanestro Varese. Ma non in termini di supremazia o arroganza, bensì per uno spirito di servizio, di assunzione di responsabilità, ed io ne sono onorato ogni giorno di più, perché non viene fatto per un ritorno particolare, è una scelta di passione». Nei prossimi mesi, il Consorzio è atteso ad un importante check-up,un punto di incontro in cui verteranno tutte le idee per possibili nuovi scenari e modifiche della composizione e delle regole attuali: «Questo è un discorso in divenire, perché crediamo che dopo sei anni sia giusto fare dei ragionamenti. Ci siamo detti "pensiamoci", abbiamo lanciato il sasso. In Questo momento non è possibile dire con certezza cosa sarà, però ritengo giusto che si faccia un pensiero. Nella vita è bello mettersi in gioco e non ritenere fossilizzate certe idee e certe abitudini. Noi lo faremo, e vedremo dove ci porterà».

Se la gioia e l'ottimismo del sig. Castelli è  sincera allora mi inchino davanti ai Consorziati, che probabilmente senza alcun ritorno economico, si vedono ogni anno una squadra inguardabile, senza raggiungimento di alcun obbiettivo se non quello di non retrocedere, di pagare ogni anno gente che non ne azzecca una e di ripianare buchi economici.

lo dico senza ironia. Complimenti veramente se davvero c'è stato un ritorno cosi positivo.

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2 hours ago, FinoAllaFine said:

E quindi come dovrebbe essere la programmazione giusta per la Pallacanestro Varese?

Anno per anno come per tutti, ovviamente.

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21 minutes ago, Ponchiaz said:

Gli abbiamo offerto un quinquennale e si è messo in malattia.

È qua ancora solo perché ha la 104 per Kangur 

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3 hours ago, Dragonheart said:

La lingua italiana un po' meno.

Mi hai strappato le lettere dalla tastiera ...

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22 hours ago, Wes Matthews said:

Apertura a soci extraconsorzio.. É  tutto bloccato dal consorzio, alcuni dei consorziati non hanno nessuna intenzione di farsi da parte in quanto ricevono numerosi vantaggi economici e non solo....insomma poco a che fare con l'amore per i nostri colori.... 

La prossima volta vieni ad un'assemblea del consorzio, t'invito io.

Così vedrai di persona i numerosi vantaggi economici e non solo. Te li presento per nome, uno per uno.

Ovviamente è invitato anche il Binza.

 

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