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7 ore fa, Ponchiaz dice:

Nel frattempo siamo saliti al 5% di proprietà che Vivendi levati dal cazzo e JP Morgan muti.

Pheeegah, occhio a non mettere Cattaneo alla presidenza perché si ciuccerebbe tutto il budget dei prossimi 5 anni in "premi a se stesso" :lol:

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  • 1 month later...

 

Il Basket siamo noi, ma non tutti...«Il futuro, però, passa dal trust»

Sette mesi di azionariato popolare, solo 374 gli aderenti raccolti dal progetto: il bilancio del presidente Villa

 

Il Basket siamo noi... Sì, ma “noi” quanti? «Varese è così poco innamorata della sua pallacanestro? Allora meritiamo davvero l’A2?»
Una punta di amarezza a metà del cammino può cogliere anche gli escursionisti più forti e più preparati, quelli che fin dall’inizio hanno considerato la cima un sogno da realizzare, non una semplice meta. Seduto nella sala riunioni del suo ufficio, Luca Thomas Villa, presidente di quanti quel sogno l’hanno coltivato davvero e ci hanno messo del loro, nel lasciarsi andare alla provocazione è ben lontano dall’immagine dell’uomo sopraffatto dagli eventi: «Si tratta di un processo lento, ne siamo consapevoli, così come ben sappiamo che i risultati della squadra hanno influito molto sulle scarse adesioni. Non demorderemo e cercheremo di far passare meglio il nostro messaggio, continuando a mantenere le promesse che abbiamo fatto»

Una goccia, un mare

Sette mesi di Trust. È il 23 giugno 2016 quando 15 tifosi annunciano al mondo la nascita dell’azionariato popolare biancorosso. Dopo Varese nel Cuore il genio cittadino partorisce un’altra strada verso la sostenibilità economica di una passione. L’unione deve fare la forza, anche qui, come successo per le aziende dopo aver appurato la latitanza di padroni mecenati. In questo caso, però, si parla alle persone, non alle partite Iva: 100 o 500 euro all’anno, una goccia che diventa mare. «Pensate se 2000 persone versassero 100 euro all’anno - azzardò Toto Bulgheroni, socio fondatore (anzi: socio sognatore, come gli altri 14...) - Sarebbero 200 mila euro in più da spendere per la Pallacanestro Varese. E sarebbero un aiuto consistente».
Ne sarebbero bastati 1000, ci si è assestati a 350 e spicci (374 per l’esattezza): «L’inizio è stato eccellente - afferma Villa - Ora stiamo un po’ pagando lo scotto dell’andamento della squadra. Sinceramente mi aspettavo un po’ più di amore incondizionato da parte di Varese: 370 aderenti, in una città che fa 80mila abitanti e che ama il basket, è un dato oggettivamente sproporzionato. Mi viene da pensare che la gente qui sia sì affezionata alla pallacanestro, ma a costo zero o quasi».

Promesse rispettate

Il rammarico, però, lascia ben presto spazio sia all’orgoglio, sia alla voglia di proseguire sulla strada intrapresa: «Il bilancio di questi mesi non è negativo. Abbiamo creato un qualcosa che ha pochi eguali in Italia, abbiamo centrato l’obiettivo di acquistare le azioni della società (ora il Trust ha il 5% ndr), abbiamo dato il nostro contributo per l’acquisto di Dominique Johnson, abbiamo colorato di biancorosso il palazzetto con le coreografie. Io al “Basket siamo Noi” darei un 8».
Otto per quei banchetti informativi che non mancano mai fuori da Masnago, che ci sia freddo o gelo, otto per le trasferte organizzate che sono state un formidabile strumento di aggregazione, otto per averci creduto e per continuare a farlo: «Il prossimo passo saranno l’assemblea dei soci e la creazione di un appuntamento settimanale, una sorta di ritrovo tra i soci sempre aperto. E poi continueranno gli eventi in ottica reclutamento. Sono assolutamente convinto che il futuro passi anche dalla nostra iniziativa: non mi sorprenderei se fra 10 anni una squadra di pallacanestro fosse posseduta interamente da un trust di tifosi».
Il domani più prossimo, tuttavia, si chiama salvezza. E i 374 “tifosi proprietari” hanno ancora più diritto degli altri a lanciare il loro appello: «L’A2 sarebbe un incubo, non scherziamo - conclude il presidente de “Il Basket siamo Noi” - E lo sarebbe per quelle regole che renderebbero quasi impossibile una rapida risalita e per l’inevitabile regresso delle risorse economiche che una retrocessione comporterebbe. Io spero che i giocatori lo sappiano e che imparino a sputare sangue. Se qualcuno non ci sta, faccia pure subito le valigie».

 
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38 minuti fa, simon89 dice:

 

Sinceramente mi aspettavo un po’ più di amore incondizionato da parte di Varese: 370 aderenti, in una città che fa 80mila abitanti e che ama il basket, è un dato oggettivamente sproporzionato. Mi viene da pensare che la gente qui sia sì affezionata alla pallacanestro, ma a costo zero o quasi».

 

Ho in tasca due abbonamenti parterre piu' uno per la coppa, ma visto il fatto che non ho dato elemosina, non sono affezionato alla pall Va .

Genio del marketing, su le mani..!.

Edited by Roberto
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Diciamo che anche aspettarsi che 1000 persone non abbonate dessero 100€ o che abbonati spendessero altri 100€ invece di prendersi per dire un abbonamento più bello era una bella sfida.

E questo PRIMA che tutti vedessero giocare questa che chiamiamo squadra.

Dopo neanche il fottuto mago delle vendite avrebbe potuto salvarli.

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Si', pero' dare la colpa di un probabile " amore a costo zero" a " possibili soci futuri " perché non hai raggiunto i numeri sperati, e' roba che si commenta da sola.

Personalmente avrei incolpato prima me stesso, ma capisco sia piu' facile percorrere altre vie.

Che poi quest intervista porti la gente a montare le tende davanti all ingresso parterre, si dai perché no.

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Dato che in famiglia siamo in 4 ad andare al palazzetto, io direi  che se avessi versato anche solo 100 euro, oltre a pagare abbonamenti o biglietti per il campionato e per una coppa che è  stata una farsa e una presa in giro, sarei ancora piu incazzato. E il livello di incazzatura è già abbastanza alto!

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invece di stare chiusi nelle loro lussuose stanze scendano in strada e si confrontino con le persone, per capire perchè non hanno scelto il trust (magari tanti manco sa che esiste). Se poi l'unico metodo è mettere un tavolino all'ingresso del parterre, beh come modalità di comunicazione e marketing ne devono ancora fare di strada. 

Tuttora sono convinto che l'idea di fondo del trust (in senso generale, non nello specifico) sia importante e da portare avanti sempre più nello sport, come forma di inserimento sociale (nella società intendo) e di fidelizzazione (non solo sportiva). Per cui aver letto quell'intervista mi ha soltanto provocato una fortissima irritazione

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2 ore fa, simon89 dice:

 


Il domani più prossimo, tuttavia, si chiama salvezza. E i 374 “tifosi proprietari” hanno ancora più diritto degli altri a lanciare il loro appello: «L’A2 sarebbe un incubo, non scherziamo - conclude il presidente de “Il Basket siamo Noi”

 

Anche questa chicca, mi sembra degna di nota.

La purezza del messaggio, provoca in me comunque una certa tenerezza nei confronti di chi ( lo si evince), in fondo crede in quello che ha fatto.

E su questo, tanto di cappello.

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tra qualche settimana potrei anche pensare di aggiungermi perché l'idea mi sembra buona, in compenso dubito di aver voglia di fare ancora l'abbonamento perché, va bene il tifo, ma di pagare ancora una volta per rompermi i coglioni, francamente, anche no.

ancora una volta significa che dalla stagione 1999/2000, e una l'ho pure saltata pochi anni fa, si salva troppo poco per continuare ad aver voglia.

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5 minuti fa, alberto dice:

tra qualche settimana potrei anche pensare di aggiungermi perché l'idea mi sembra buona, in compenso dubito di aver voglia di fare ancora l'abbonamento perché, va bene il tifo, ma di pagare ancora una volta per rompermi i coglioni, francamente, anche no.

ancora una volta significa che dalla stagione 1999/2000, e una l'ho pure saltata pochi anni fa, si salva troppo poco per continuare ad aver voglia.

Cioe', trusti ma non ti abboni..?

Dai, ci sta.

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25 minuti fa, alberto dice:

tra qualche settimana potrei anche pensare di aggiungermi perché l'idea mi sembra buona,.........

Hai perfettamente ragione.

Molte società in Europa lo fanno già, con i dovuti paragoni il Barcellona  con i suoi 223.000 soci, costituisce il più grande esempio di azionariato popolare nel mondo, Il Bayern Monaco è di proprietà per il 9% di Audi, 9% di Adidas, 9% Allianz  e il 73% dei suoi tifosi. In Italia lo fanno poche squadre di calcio tra cui la Roma. L' idea è molto bella e potremmo essere dei precursori di un progetto interessante, ma con quello che è successo in questi anni disastrosi chiaro che i partecipanti siano solo 374, in quanto siamo tutti incazzati e non versiamo nemmeno un euro, ......oltre che a voler essere rimborsati:angry:

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1 hour ago, alberto said:

tra qualche settimana potrei anche pensare di aggiungermi perché l'idea mi sembra buona, in compenso dubito di aver voglia di fare ancora l'abbonamento perché, va bene il tifo, ma di pagare ancora una volta per rompermi i coglioni, francamente, anche no.

ancora una volta significa che dalla stagione 1999/2000, e una l'ho pure saltata pochi anni fa, si salva troppo poco per continuare ad aver voglia.

Quindi, 100€ che ti danno diritto a nulla, rispetto a 100€ per darti la possibilità di andare alla partita.

Ottimo.

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