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joe

Brescia-Varese

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23 minuti fa, peter pan dice:

Attenzione che una quota importante di quel fatturato è dovuto ad una nota multinazionale di elettrodomestici che sappiamo quanto interessata ad una sponsorizzazione e al principale brand di iFinmeccanica....quindi :(

Perdonami, a me nn risulta che la "fu" Agusta metta della granella per la Pallacanestro Varese. A te si? Nel caso, quanto si sa?

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1 ora fa, Spo2 dice:

Perdonami, a me nn risulta che la "fu" Agusta metta della granella per la Pallacanestro Varese. A te si? Nel caso, quanto si sa?

Credo che intenda dire che il grosso del fatturato delle aziende della provincia di Varese è fatto da queste due e non che partecipino alla sponsorizzazione di Varese.

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Guest
4 minutes ago, Paul The Rock said:

Credo che intenda dire che il grosso del fatturato delle aziende della provincia di Varese è fatto da queste due e non che partecipino alla sponsorizzazione di Varese.

E sono il paradigma di quanto si diceva poc'anzi: quante aziende storicamente varesine ora (non esattamente ora in questi casi) non sono più di proprietà di varesini?

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Vabbeh, ma che centra? anche Germani è da anni parte del gruppo Arcese...eppure investe in sponsorizzazioni nel territorio d'origine.

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3 hours ago, peter pan said:

Attenzione che una quota importante di quel fatturato è dovuto ad una nota multinazionale di elettrodomestici che sappiamo quanto interessata ad una sponsorizzazione e al principale brand di iFinmeccanica....quindi :(

Si beh,

poi ci sarebbe stata a Malnate una famigliuola che ha appena transato 1.3 MILIARDI di euris per sistemare un casinello giù in bassa Italia, nonchè una nota casa di moda il cui simbolo ha a che fare con un noto predatore dei mari e che fattura vuoto per pieno un 150 MIJIONI di euris con un utile vicino ai 35 MIJIONI ed il cui proprietario correttamente è sempre a vedere le partite in parterre. Magari lamentandosi giustamente perchè consorziati tipo la "Cilumbriello s.r.l. smatlimento rifiuti" o la "Termoidraulica Rossi" non gli comprano Karrim Giabbar.

Quoto Giesse.

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Ciao a tutti, la nota famiglia credo che a Malnate avesse solo una mega proprietà, ma di rapporti col territorio (a parte qualcuno di papà Riva, morto da qualche anno) nisba... il figlio viveva da latitante a Londra o sbaglio?

Meglio fare un po' di chiarezza sui numeri dell'economia varesina: 

il valore aggiunto prodotto dalle 62mila imprese del nostro territorio supera i 26 miliardi di euro (più di alcuni, piccoli, paesi europei!) con un export che quest'anno probabilmente supererà i 10 miliardi e mezzo, probabile record di sempre (vd. www.osserva-varese.it, ottimo portale statistico della Camera di Commercio). 

La prima azienda per fatturato (ultimi dati disponibili, relativi ai bilanci 2015, vd. Made in Varese maggio 2017) è Aermacchi, con poco più di 3 miliardi, seguita da Agusta (2 miliardi e 700 milioni), Novartis e Whirlpool (circa 1 miliardo e 200 milioni).

Gli utili maggiori sono di Agusta, con 290 milioni...l'azienda tessile cittadina col marchio di un noto predatore dei mari ha avuto non 35 milioni bensì  poco più di 50 milioni di utile.

Che è...vivi nel bengodi? 

Beh, questi sono i numeri... poi in tema di mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione che nel 2007 era al 2,9% ora è all'8,2% e le persone in mobilità, che erano 5mila, adesso sono più di 35mila.

Che c'entra col basket? 

Niente....ma forse abbiamo tutti bisogno di maggiore consapevolezza sul reale peso di un'economia che, almeno per una fetta (ampia) di imprese (... per i dipendenti, ahimé, è diverso), appare vivace e con una forte capacità innovativa, contando su punte d'eccellenza a livello mondiale (il Sistema Varese esporta più del 40% dei beni prodotti... ) e su una diversificazione che non trova riscontri a livello europeo: abbiamo i distretti della metalmeccanica, della robotica, della plastica, del tessile, della chimica, della farmaceutica...  

va beh, torniamo a divertirci con la palla a spicchi!

 

   

 

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Wells, mancato decollo. Ora occorre personalità

La Pallacanestro Varese chiede un cambio di passo a Cameron Wells per fugare i dubbi relativi al giocatore cardine del suo mercato estivo. La prova incolore del PalaGeorge (4 punti e meno 16 plus/minus in 22') ha certificato le difficoltà del playmaker statunitense nel prendere in mano la bacchetta del comando della squadra di Attilio Caja. Nelle prime 4 gare il regista ex Giessen ha prodotto solo 5.0 punti col 25% da 2 e 2 soli liberi tentati in 102 minuti di gioco: rendimento individuale largamente insufficiente - unico indicatore positivo i 4,3 assist - pur nelle pieghe di un collettivo funzionante.

In discussione non c'è una squadra che si è presa nettamente il derby con Cantù (comunque vittoriosa con Cremona e Trento al di là degli evidenti problemi extracampo) e perso contro le tre imbattute capolista. Ma l'impatto del giocatore dal quale ci si aspettavano qualità individuali da solutore per sopperire a eventuali criticità del sistema corale. Problemi di adattamento nel passaggio da un "player's coach" che gli lasciava le briglie sul collo come l'ex varesino Dennis Wucherer (suo allenatore al Giessen) a un tecnico amante del gioco organizzato come Attilio Caja? In realtà il coach pavese chiede sin dal precampionato al regista ex Citadel di spingere maggiormente e prendere più iniziative. E in questo senso l'aspetto più preoccupante è legato alla poca personalità che Wells sta palesando nell'interpretazione del ruolo di pilota del gioco.

Il rendimento sufficiente o superiore alle attese degli altri elementi del roster sta però nascondendo il fatturato finora insufficiente del play titolare. Nel dopo-partita di lunedì sera Caja ha formalizzato la necessità di un passo avanti da parte di Wells («Lampante l'esigenza che ci dia di più»). Ma il tecnico smorza qualsiasi velleità "interventistica" dando ancora fiducia al suo regista titolale: «Cameron va aspettato con pazienza, anche perché attualmente la squadra, andando benino nell'insieme delle prime 4 gare, lo ha sorretto e protetto - spiega "Artiglio" - Non dobbiamo pretendere da lui un rendimento alla Tony Parker, però un minimo di impatto ci serve; abbiamo fiducia nelle sue qualità, speriamo che sappia darci i segnali auspicati a partire da domenica».

Insomma nessun caso Wells per una Varese decisa a seguire la rotta tracciata dal d.g. Claudio Coldebella nel chiedere pazienza ai tifosi ad inizio stagione, e a mettere in pratica i consigli estivi di Andrea Trinchieri dopo la scelta del play suo avversario in Germania («Sarà una buona presa se Varese lo sosterrà anche qualora dovesse fare male in trasferta all'inizio: se le critiche iniziano a novembre si rischia di farsi molto male...»). Wells è partito male, ma non c'è alcuna intenzione di metterlo sotto esame o sulla graticola dopo sole 4 partite. A patto che i risultati del campo diano ragione a Varese: servirà difendere il fortino di Masnago nelle prossime due gare con Pistoia e Trento con un rendimento quantomeno sufficiente del suo play per proseguire senza deviazioni sull'attuale rotta improntata alla fiducia.

Giuseppe Sciascia

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4 minuti fa, antoniofranzi dice:

Ciao a tutti, la nota famiglia credo che a Malnate avesse solo una mega proprietà, ma di rapporti col territorio (a parte qualcuno di papà Riva, morto da qualche anno) nisba... il figlio viveva da latitante a Londra o sbaglio?

Meglio fare un po' di chiarezza sui numeri dell'economia varesina:

il valore aggiunto prodotto dalle 62mila imprese del nostro territorio supera i 26 miliardi di euro (più di alcuni, piccoli, paesi europei!) con un export che quest'anno probabilmente supererà i 10 miliardi e mezzo, probabile record di sempre (vd. www.osserva-varese.it, ottimo portale statistico della Camera di Commercio).

La prima azienda per fatturato (ultimi dati disponibili, relativi ai bilanci 2015, vd. Made in Varese maggio 2017) è Aermacchi, con poco più di 3 miliardi, seguita da Agusta (2 miliardi e 700 milioni), Novartis e Whirlpool (circa 1 miliardo e 200 milioni).

Gli utili maggiori sono di Agusta, con 290 milioni...l'azienda tessile cittadina col marchio di un noto predatore dei mari ha avuto non 35 milioni bensì  poco più di 50 milioni di utile.

Che è...vivi nel bengodi?

Beh, questi sono i numeri... poi in tema di mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione che nel 2007 era al 2,9% ora è all'8,2% e le persone in mobilità, che erano 5mila, adesso sono più di 35mila.

Che c'entra col basket?

Niente....ma forse abbiamo tutti bisogno di maggiore consapevolezza sul reale peso di un'economia che, almeno per una fetta (ampia) di imprese (... per i dipendenti, ahimé, è diverso), appare vivace e con una forte capacità innovativa, contando su punte d'eccellenza a livello mondiale (il Sistema Varese esporta più del 40% dei beni prodotti... ) e su una diversificazione che non trova riscontri a livello europeo: abbiamo i distretti della metalmeccanica, della robotica, della plastica, del tessile, della chimica, della farmaceutica... 

va beh, torniamo a divertirci con la palla a spicchi!

 

  

 

Tutto bello, ma poi forse devi fare i conti con un " Sistema Stato " che , con regole restrittive al limite del ridicolo, nega ( vedi caso Cimberio) o fa' passare la voglia anche al Cilumbriello di turno di andare a sponsorizzare una qualsivoglia attivita' sportiva.

Perché, diciamolo, dare colpa all imprenditore cattivo e' sempre la cosa piu' semplice.....

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Il contratto con Varese La pazienza con il playmaker

«L'obiettivo sportivo della nostra stagione è la salvezza: dobbiamo trovare una squadra da metterci dietro in classifica». Facile ricordare questa frase, pronunciata più o meno testualmente da coach Attilio Caja (e con essa tutte quelle equivalenti uscite dalla bocca di dirigenti e giocatori), dopo aver sotterrato Cantù con il record di scarto. Meno facile, molto meno, è farlo dopo aver preso una mezza "scoppola" in casa contro Venezia o dopo aver registrato la sconfitta mai in discussione contro Brescia. È una pura questione di predisposizione mentale, di verso di lettura: dopo una vittoria (è successo anche a seguito di quelle ottenute in precampionato) l'ammissione della modestia intrinseca della Openjobmetis 2017/2018 e della finitudine nell'ambizione dei suoi traguardi appare come un grandioso punto di partenza per grattare qualcosa in più al destino; la stessa ammissione fatta dopo le sconfitte sa invece di punto d'arrivo, sa di fastidioso confine, sa di obbligo del quale accontentarsi. Bisogna però essere onesti e meno ondivaghi.

Le parole estive non contenevano alcuna sovrastruttura: erano nient'altro che un preciso, onesto e necessario esame di realtà presentato ai tifosi e alla critica in preparazione dell'incombente stagione. Quelle parole sono finite su un contratto firmato da tutti, insieme alla promessa di impegno, abnegazione e serietà. E i contratti sono legge, tra le parti. Rispettare il "negozio" che lega alla Varese dell'Artiglio significa tante cose. Significa tarare il giudizio anche sugli avversari (quasi sempre, non solo quando si affrontano Milano o Venezia), significa guardare alle attuali tre sconfitte e una vittoria come a un ruolino di marcia assolutamente normale e persino auspicabile a inizio ottobre, significa vivere ogni partita o quasi consci dei limiti tecnici e fisici del gruppo e usare questi come didascalia per leggere ciò che accade sul parquet. Significa, anche, armarsi di santa pazienza con Cameron Wells: una squadra che deve «solo trovarne un'altra che stia dietro» deve permettersi di aspettarlo.

Fabio Gandini

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4 minutes ago, Roberto said:

Tutto bello, ma poi forse devi fare i conti con un " Sistema Stato " che , con regole restrittive al limite del ridicolo, nega ( vedi caso Cimberio) o fa' passare la voglia anche al Cilumbriello di turno di andare a sponsorizzare una qualsivoglia attivita' sportiva.

Perché, diciamolo, dare colpa all imprenditore cattivo e' sempre la cosa piu' semplice.....

Questo commento non era neanche quotato dalla SNAI.

In realtà la discussione è un'altra.

Ovvero legittimo non spendere i soldi nella PallVa...NON è legittimo dire che a Varese i soldi non ci siano.

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8 minuti fa, Ponchiaz dice:

Questo commento non era neanche quotato dalla SNAI.

In realtà la discussione è un'altra.

Ovvero legittimo non spendere i soldi nella PallVa...NON è legittimo dire che a Varese i soldi non ci siano.

Certo, poi vediamo se alla SNAI ti quotano anche il fatto che ognuno dei suoi soldi fa quello che vuole ( anche se purtroppo e' sempre meno vero).

 Perché, secondo me, la discussione dovrebbe vergere piu' sul " come " rendere appetibile una sponsorizzazione ( visto che lo sanno anche i sassi che a Varese i soldi non mancano).

E un modo per renderla immediatamente appetibile e' quello di togliere la solita mano lunga dello stato dai maroni.

Edited by Roberto

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4 minuti fa, Roberto dice:

Certo, poi vediamo se alla SNAI ti quotano anche il fatto che ognuno dei suoi soldi fa quello che vuole ( anche se purtroppo e' sempre meno vero).

 Perché, secondo me, la discussione dovrebbe vergere piu' sul " come " rendere appetibile una sponsorizzazione ( visto che lo sanno anche i sassi che a Varese i soldi non mancano).

E un modo per renderla immediatamente appetibile e' quello di togliere la solita mano lunga dello stato dai maroni.

Come ha fatto Bologna a rendersi appetibile al sciur Zanetti? Chiedo eh, perché nn so'.

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Altro discorsetto: due stagioni orsono arriva Ponti( uno che ora vuole investire circa 4.5 Mln per il settore giovanile e fare palestra più foresteria),dice neanche in maniera velata che c’è qualcosa che non torna nei numeri e dunque vuol vederli e vuole vederci chiaro.Buttiamo via 2 stagioni per tornare poi a morosare il sciur Ponti nel momento in cui è venuto fuori che i conti non tornano,col rischio di perdere un investitore serio. Questa cosa deve fare riflettere e soprattutto potrebbe essere una delle cause per le quali molti possibili investitori varesini non si avvicinano alla Pall.Varese.

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Adesso, Spo2 dice:

Come ha fatto Bologna a rendersi appetibile al sciur Zanetti? Chiedo eh, perché nn so'.

Il problema non risiede nel singolo, che potrebbe essere anche un pazzo ( perché quello devi essere ai nostri giorni).

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1 ora fa, antoniofranzi dice:

Ciao a tutti, la nota famiglia credo che a Malnate avesse solo una mega proprietà, ma di rapporti col territorio (a parte qualcuno di papà Riva, morto da qualche anno) nisba... il figlio viveva da latitante a Londra o sbaglio?

Meglio fare un po' di chiarezza sui numeri dell'economia varesina: 

il valore aggiunto prodotto dalle 62mila imprese del nostro territorio supera i 26 miliardi di euro (più di alcuni, piccoli, paesi europei!) con un export che quest'anno probabilmente supererà i 10 miliardi e mezzo, probabile record di sempre (vd. www.osserva-varese.it, ottimo portale statistico della Camera di Commercio). 

La prima azienda per fatturato (ultimi dati disponibili, relativi ai bilanci 2015, vd. Made in Varese maggio 2017) è Aermacchi, con poco più di 3 miliardi, seguita da Agusta (2 miliardi e 700 milioni), Novartis e Whirlpool (circa 1 miliardo e 200 milioni).

Gli utili maggiori sono di Agusta, con 290 milioni...l'azienda tessile cittadina col marchio di un noto predatore dei mari ha avuto non 35 milioni bensì  poco più di 50 milioni di utile.

Che è...vivi nel bengodi? 

Beh, questi sono i numeri... poi in tema di mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione che nel 2007 era al 2,9% ora è all'8,2% e le persone in mobilità, che erano 5mila, adesso sono più di 35mila.

Che c'entra col basket? 

Niente....ma forse abbiamo tutti bisogno di maggiore consapevolezza sul reale peso di un'economia che, almeno per una fetta (ampia) di imprese (... per i dipendenti, ahimé, è diverso), appare vivace e con una forte capacità innovativa, contando su punte d'eccellenza a livello mondiale (il Sistema Varese esporta più del 40% dei beni prodotti... ) e su una diversificazione che non trova riscontri a livello europeo: abbiamo i distretti della metalmeccanica, della robotica, della plastica, del tessile, della chimica, della farmaceutica...  

va beh, torniamo a divertirci con la palla a spicchi!

 

   

 

Beh ci sono anche realtà nella PMI che uno non ci crede finché non vede.. Il Consorzio é (/credo che sia) nato proprio per attirare queste piccole e medie realtà con un investimento di minima a fronte di un ritorno di collaborazione reciproca,  più che di immagine/sponsor classica. Il problema é andarle a scovare e convincerle.. Per esempio: dalla WWII alla guerra del vietnam, gli elmetti dell'esercito americano, quelli immortalati da milioni di films, erano tutti fabbricati in un garage di bustarsizio..

In più si ragiona ancora con la mentalità 1.0, quando nel mondo evoluto siamo al 4.0, all'ibridazione del mercato e alla collaboration, non ci si rende conto che il social è uno strumento e non solo il luogo in cui si sfogano narcisismo e frustrazione. In NFL gli highlights su facebook delle squadre sono tutti "sponsored by", a fronte di centinaia di migliaia di visualizzazioni. Si potrebbero attirare sponsor mirati con l'idea, troppo presto naufragata tra sberleffi e sufficienza, delle sponsorizzazioni a tempo, magari circondate da eventi collaterali. Infine, visto che il modello consorzio si sta allargando ad altre squadre di LegaA, si potrebbero organizzare incontri per promuovere la collaborazione reciproca fra diverse realtà territoriali.

In questo momento storico c'é molto fermento tra chi sa cogliere le opportunità del futuro prossimo, purché si cambi la mentalità che abbiamo avuto fino ad oggi (motivo per cui tanti analisti parlano di "nuova rivoluzione industriale"). Per dire: Logotel,  azienda di Milano Lambrate nata nella cucina dei due titolari, detiene il marchio "weconomy" ed é diventata in pochi anni il brand europeo di riferimento per le strategie 4.0.

Edited by Ale Div.

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7 minutes ago, Ale Div. said:

Beh ci sono anche realtà nella PMI che uno non ci crede finché non vede.. Il Consorzio é (/credo che sia) nato proprio per attirare queste piccole e medie realtà con un investimento di minima a fronte di un ritorno di collaborazione reciproca,  più che di immagine/sponsor classica. Il problema é andarle a scovare e convincerle.. Per esempio: dalla WWII alla guerra del vietnam, gli elmetti dell'esercito americano, quelli immortalati da milioni di films, erano tutti fabbricati in un garage di bustarsizio..

In più si ragiona ancora con la mentalità 1.0, quando nel mondo evoluto siamo al 4.0, all'ibridazione del mercato e alla collaboration, non ci si rende conto che il social è uno strumento e non solo il luogo in cui si sfogano narcisismo e frustrazione. In NFL gli highlights su facebook delle squadre sono tutti "sponsored by", a fronte di centinaia di migliaia di visualizzazioni. Si potrebbero attirare sponsor mirati con l'idea, troppo presto naufragata tra sberleffi e sufficienza, delle sponsorizzazioni a tempo, magari circondate da eventi collaterali. Infine, visto che il modello consorzio si sta allargando ad altre squadre di LegaA, si potrebbero organizzare incontri per promuovere la collaborazione reciproca fra diverse realtà territoriali.

In questo momento storico c'é molto fermento tra chi sa cogliere le opportunità del futuro prossimo, purché si cambi la mentalità che abbiamo avuto fino ad oggi (motivo per cui tanti analisti parlano di "nuova rivoluzione industriale"). Per dire: Logotel,  azienda di Milano Lambrate nata nella cucina dei due titolari, detiene il marchio "weconomy" ed é diventata in pochi anni il brand europeo di riferimento per le strategie 4.0.

Mi sento tirato in ballo dagli sberleffi alle sponsorizzazioni a tempo.

La mia polemica era relativa squisitamente al fatto che fossero stati resi disponibili degli slot sulle maglie durante l'anno ad una frazione del costo pagato da chi aveva comprato l'intera stagione, facendo un po' sentire lo sponsor di maglia come gli acquirenti di Mediaset Premium quando la Champions viene passata tranquillamente in chiaro.

@Roberto, non c'è alcun dubbio sul fatto che tutto debba essere sempre reso più appetibile, come anche sul fatto che il basket in Italia è una spesa e non un investimento, ho poi addirittura scritto che è normale che ognuno coi suoi soldi debba fare solo e soltanto quello che vuole.

Io continuo a vedere una certa difficoltà a reperire i soldi ad inizio stagione, ma molta più apertura quando questa richiesta è associata ad un chiaro obbiettivo di mercato.

Se ci dicessero "Serve X per portare Dunston a Varese" non sarebbe più invitante che "Serve X"?

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2 minuti fa, Ponchiaz dice:

 

Se ci dicessero "Serve X per portare Dunston a Varese" non sarebbe più invitante che "Serve X"?

Giusto, magari parlando cosi' il trust volerebbe ai massimi storici.

Ma qui sembra serva ben altro.

 

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10 minuti fa, Ponchiaz dice:

 

@Roberto      il basket in Italia è una spesa e non un investimento

Chissa' come mai.

Gia' di suo e' un prodotto di nicchia ,liberiamolo dalle restrizioni  a cui e assoggettato a 360° , poi vediamo se non diventa virtuoso e piu' appetibile.

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1 hour ago, Binzaghino said:

Altro discorsetto: due stagioni orsono arriva Ponti( uno che ora vuole investire circa 4.5 Mln per il settore giovanile e fare palestra più foresteria),dice neanche in maniera velata che c’è qualcosa che non torna nei numeri e dunque vuol vederli e vuole vederci chiaro.Buttiamo via 2 stagioni per tornare poi a morosare il sciur Ponti nel momento in cui è venuto fuori che i conti non tornano,col rischio di perdere un investitore serio. Questa cosa deve fare riflettere e soprattutto potrebbe essere una delle cause per le quali molti possibili investitori varesini non si avvicinano alla Pall.Varese.

I soldi che ci voleva mettere il Ponti sono come i lucci del lago di varese. Si ingrandiscono ogni volta che li racconti.

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2 ore fa, Roberto dice:

Tutto bello, ma poi forse devi fare i conti con un " Sistema Stato " che , con regole restrittive al limite del ridicolo, nega ( vedi caso Cimberio) o fa' passare la voglia anche al Cilumbriello di turno di andare a sponsorizzare una qualsivoglia attivita' sportiva.

Perché, diciamolo, dare colpa all imprenditore cattivo e' sempre la cosa piu' semplice.....

:clap[1]:

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1 ora fa, Spo2 dice:

Come ha fatto Bologna a rendersi appetibile al sciur Zanetti? Chiedo eh, perché nn so'.

Bologna e Varese son 2 realtà BEN BEN BEN diverse.

Ma molto.

Ma moltissimamente tanto.

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia ( che il culo rimane comunque fuori- cit. :P)

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1 ora fa, Virgus dice:

Bologna e Varese son 2 realtà BEN BEN BEN diverse.

Ma molto.

Ma moltissimamente tanto.

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia ( che il culo rimane comunque fuori- cit. :P)

Sarà anche così ma io ne so quanto prima. :lol:

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Varese è una terra a dir poco arida per la qualunque interesse che non sia il lavoro o produrre utili.

La cultura, lo sport etc etc non si sa neanche cosa siano da queste parti in termini di organizzazione e di investimento.

Basti pensare che nella land del turismo il non plus ultra dell'attrazione di metà agosto è la polentata degli alpini al sacro monte.

 

Poi invece quest'anno hanno messo in piedi una cosa stupenda come Nature Urbane e si sono mosse 12.000 persone (forse che forse bisogna essere capaci nell'organizzare qualcosa di bello per attirare lagggente?)

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28 minuti fa, homersimpson dice:

Varese è una terra a dir poco arida per la qualunque interesse che non sia il lavoro o produrre utili.

La cultura, lo sport etc etc non si sa neanche cosa siano da queste parti in termini di organizzazione e di investimento.

Basti pensare che nella land del turismo il non plus ultra dell'attrazione di metà agosto è la polentata degli alpini al sacro monte.

 

Poi invece quest'anno hanno messo in piedi una cosa stupenda come Nature Urbane e si sono mosse 12.000 persone (forse che forse bisogna essere capaci nell'organizzare qualcosa di bello per attirare lagggente?)

beh sai d'altronde finchè la promozione della land of tourism era in mano a certa gente strapagata per produrre zero...:doh[1]:

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5 ore fa, Ponchiaz dice:

Mi sento tirato in ballo dagli sberleffi alle sponsorizzazioni a tempo.

La mia polemica era relativa squisitamente al fatto che fossero stati resi disponibili degli slot sulle maglie durante l'anno ad una frazione del costo pagato da chi aveva comprato l'intera stagione, facendo un po' sentire lo sponsor di maglia come gli acquirenti di Mediaset Premium quando la Champions viene passata tranquillamente in chiaro.

@Roberto, non c'è alcun dubbio sul fatto che tutto debba essere sempre reso più appetibile, come anche sul fatto che il basket in Italia è una spesa e non un investimento, ho poi addirittura scritto che è normale che ognuno coi suoi soldi debba fare solo e soltanto quello che vuole.

Io continuo a vedere una certa difficoltà a reperire i soldi ad inizio stagione, ma molta più apertura quando questa richiesta è associata ad un chiaro obbiettivo di mercato.

Se ci dicessero "Serve X per portare Dunston a Varese" non sarebbe più invitante che "Serve X"?

Chiariamo: "tra sufficienza e sberleffi" si riferisce anche alla Pall Varese che ha gestito la cosa esattamente come la descrivi tu, andando in giro con il cappello in mano a chiedere la questua. Al contrario, potrebbe rivelarsi uno strumento efficace se gestito con le strategie contemporanee, due tartine,  una coppa di champagne, un tweet e qualche diretta su facebook.

Per dire una cazzata da ignorante: se vai in trasferta a CdO, puoi invitare un'agenzia turistica a sponsorizzarti per quella partita, creando incontri con le realtà del turismo locale prima della partita, per favorire partnership e collaborazioni. Come insegnava cento anni fa un guru delle PR: puoi aspettare che UN cliente venga da te o tu andare dai TUOI clienti. Così crei attenzione nel basket e possibilità di investimenti anche a quelle realtà economiche che del basket,  giustamente in quanto prodotto di "minchia", non gliene puó fregare di meno..

 

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