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XVIII Legislatura

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Condoglianze Corny, è vero non abbiamo idea di cosa possa essere la Val Seriana. A volte mi domando quanto una zona rossa alla Codogno avrebbe aiutato la valle ed il resto della provincia.

Negli ultimi due giorni ho saputo che il padre di un collega è morto a Bergamo, questa mattina che è morto il mio vicino di casa in una casa di riposo.

Per Robo, il padre del mio amico non aveva nulla, sarebbe campato ancora un po'. Il mio vicino di casa soffriva di demenza senile, ma era in questa condizione da anni. Nessuno dei due sarebbe morto se non fosse stato per il COVID.

Quando sarà passato tutto e vedremo il numero di morti totali 2020-2019 capiremo di preciso quanti avranno perso la vita per il virus, diagnosticati o meno, condizioni pre esistenti o meno.

 

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Un grande abbraccio a te,ed ai tuoi cari,Sentite condoglianze.Forza.

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1 ora fa, Ponchiaz dice:

Condoglianze Corny, è vero non abbiamo idea di cosa possa essere la Val Seriana. A volte mi domando quanto una zona rossa alla Codogno avrebbe aiutato la valle ed il resto della provincia.

Negli ultimi due giorni ho saputo che il padre di un collega è morto a Bergamo, questa mattina che è morto il mio vicino di casa in una casa di riposo.

Per Robo, il padre del mio amico non aveva nulla, sarebbe campato ancora un po'. Il mio vicino di casa soffriva di demenza senile, ma era in questa condizione da anni. Nessuno dei due sarebbe morto se non fosse stato per il COVID.

Quando sarà passato tutto e vedremo il numero di morti totali 2020-2019 capiremo di preciso quanti avranno perso la vita per il virus, diagnosticati o meno, condizioni pre esistenti o meno.

 

Chiarissimo.Certo è che non si tratta di "poco più che una brutta influenza".

Ci siamo sbagliati tutti,al riguardo.Chi perchè troppo ottimista chi perchè troppo disfattista.

Ad ogni modo sento di dire senza tema di smentita,che è stata gestita malissimo da tutti. Tutti.

E davvero tremo per il post pandemia.Basti guardare il casino odierno sul sito INPS. Solo in Italia,solo in Italia...

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7 ore fa, corny dice:

Numeri assolutamente non reali per difetto.

Questo è quello che dice il sindaco del paese dove vivo

https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/coronavirus-val-seriana-1.5087982?fbclid=IwAR0svLnHopfilpJtl6KLdAwy5vuzoBfP5wsVo0vkGPIMxb57Zti6NwLl8wg

Io mi considero un miracolato dopo 11 giorni di febbre via via sempre più alta, fortunatamente mi sto riprendendo. Purtroppo non mio fratello che ha perso la battaglia con questo virus bastardo a soli 60 anni.

Chi non vive in Valseriana non può capire cosa sia stato l'ultimo mese per noi. Praticamente ogni famiglia ha avuto un lutto. Quasi un intera generazione di anziani spazzata via.

I dati forniti dal sindaco di Albino sono sovrapponibili a quelli di comuni come Alzano, Nembro, Villa di Serio, Gazzaniga, praticamente tutti i comuni della media Valseriana

Condoglianze Diego, so cosa stai passando

Qui in Val Cavallina va leggermente (ma dico leggermente) meglio, ma ho il mio figlioccio vicino a te e lo stress e l'ansia la conosco purtroppo

Un abbraccio

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5 ore fa, robokop dice:

Chiarissimo.Certo è che non si tratta di "poco più che una brutta influenza".

Ci siamo sbagliati tutti,al riguardo.Chi perchè troppo ottimista chi perchè troppo disfattista.

Ad ogni modo sento di dire senza tema di smentita,che è stata gestita malissimo da tutti. Tutti.

E davvero tremo per il post pandemia.Basti guardare il casino odierno sul sito INPS. Solo in Italia,solo in Italia...

Robo, tra chi muore per o a causa di.... ti spiego con un esempio che mi ha fatto un primario di Bergami

Tu hai una pistola carica, ma se nessuno preme il grilletto resta una pistola carica, ma solo pericolosa. Ecco, il coronavirus preme il grilletto

In quanto al solo in Italia, vedremo. Non credo che il resto del mondo ne uscirà a champagne e pugnette. E lo dico sperando vivamente di sbagliarmi

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1 ora fa, tricky dice:

Robo, tra chi muore per o a causa di.... ti spiego con un esempio che mi ha fatto un primario di Bergami

Tu hai una pistola carica, ma se nessuno preme il grilletto resta una pistola carica, ma solo pericolosa. Ecco, il coronavirus preme il grilletto

In quanto al solo in Italia, vedremo. Non credo che il resto del mondo ne uscirà a champagne e pugnette. E lo dico sperando vivamente di sbagliarmi

Tricky,questo si era capito.Trattasi di virus assai pericoloso e subdolo. Non credere che non lo sappia.

Per quanto riguarda il "solo in italia" era riferito al flop del sito dell'Inps di cui avrai avuto notizia.Insomma ,ti danno una vera e propria elemosina e in più ti fanno uscire matto.

Il mio commercialista ha detto proprio così" una roba da pazzi".

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Sentire gli sproloqui in perfetto politichese di Roberto"inutile" Speranza e di Lucianina" splendida Creatura" Lamorgese,mi fa un pochino rivalutare Viscido Gualtieri.

Pensa un pò...

😫

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Grazie per la vostra vicinanza.

Questo secondo me non è il momento delle polemiche, serve solo unità e coesione per superare insieme questo momento terribile, al di la delle appartenenze politiche. Ma mi sto rendendo conto che questo in Italia è praticamente impossibile.

Poi quando l'emergenza si sarà calmata si potranno fare tutti i ragionamenti del caso e ricercate le responsabilità dove la macchina operativa ha toppato, nella mia zona 2 scelte che nessuno ha capito, in primis la riapertura dopo 4 ore del pronto soccorso di Alzano senza aver preso nessuna precauzione e non rispettando i vari protocolli di sicurezza, e la mancata zona rossa in media Valseriana.

Tutti, e sottolineo tutti, abbiamo sottovalutato questo virus. Ascoltiamo le dichiarazioni di tutti i politici di destra, centro e sinistra di fine febbraio quando è stato trovato a Codogno il primo positivo al COVID19 dove nessuno aveva ancora capito la gravità del problema. Se è vero, come sembra, che il virus era presente nella bergamasca già a metà gennaio, in era di globalizzazione, probabilmente dovevamo essere più vigili sull'aumento considerevole di polmoniti nelle prime settimane di febbraio.

Certo tutto questo con il senno di poi.

   

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1 hour ago, corny said:

Grazie per la vostra vicinanza.

Questo secondo me non è il momento delle polemiche, serve solo unità e coesione per superare insieme questo momento terribile, al di la delle appartenenze politiche. Ma mi sto rendendo conto che questo in Italia è praticamente impossibile.

Poi quando l'emergenza si sarà calmata si potranno fare tutti i ragionamenti del caso e ricercate le responsabilità dove la macchina operativa ha toppato, nella mia zona 2 scelte che nessuno ha capito, in primis la riapertura dopo 4 ore del pronto soccorso di Alzano senza aver preso nessuna precauzione e non rispettando i vari protocolli di sicurezza, e la mancata zona rossa in media Valseriana.

Tutti, e sottolineo tutti, abbiamo sottovalutato questo virus. Ascoltiamo le dichiarazioni di tutti i politici di destra, centro e sinistra di fine febbraio quando è stato trovato a Codogno il primo positivo al COVID19 dove nessuno aveva ancora capito la gravità del problema. Se è vero, come sembra, che il virus era presente nella bergamasca già a metà gennaio, in era di globalizzazione, probabilmente dovevamo essere più vigili sull'aumento considerevole di polmoniti nelle prime settimane di febbraio.

Certo tutto questo con il senno di poi.

   

Hai ragione da vendere.

Per quello che ci aspetta domani, vedendo quello che è successo all'INPS viene da chiedersi che speranze possiamo avere con le App di tracciamento.

Nutro una certa speranza per queste analisi rapide sierologiche di cui si inizia a parlare.

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L'ho letto su  YT.Nuovo acronimo dell' I.N.P.S.  Italiani non prenderete soldi

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Io mi chiedo piuttosto cosa sia stato fatto a livello nazionale tra la decretazione dello stato di emergenza il 31 gennaio e lo scoppio dei primi casi....assolutamente niente, né acquisti mirati di protezioni né la diffusione di un protocollo da seguire per ospedali e medici nel caso di contagi. Ospedali e medici che infatti sono stati travolti da una cosa che non conoscevano affatto e per cui non era stata data loro alcuna indicazione, commettendo così anche gravi errori

Sugli acquisti di materiale tramite Consip del super commissario stendiamo un pietoso velo

Hanno sottovalutato tutti, a ogni livello, trovare un unico capro espiatorio mi sembra del tutto inutile

Edited by simon89

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1 hour ago, simon89 said:

Io mi chiedo piuttosto cosa sia stato fatto a livello nazionale tra la decretazione dello stato di emergenza il 31 gennaio e lo scoppio dei primi casi....assolutamente niente, né acquisti mirati di protezioni né la diffusione di un protocollo da seguire per ospedali e medici nel caso di contagi. Ospedali e medici che infatti sono stati travolti da una cosa che non conoscevano affatto e per cui non era stata data loro alcuna indicazione, commettendo così anche gravi errori

Sugli acquisti di materiale tramite Consip del super commissario stendiamo un pietoso velo

Hanno sottovalutato tutti, a ogni livello, trovare un unico capro espiatorio mi sembra del tutto inutile

Tutto vero, ma leggiti l'articolo sul post riguardo alla bergamasca e guarda cosa sta facendo Zaia e soprattutto Bonaccini in Emilia.

Lo stato fa abbastanza cagare per tutti, poi arriva Fontana vede la merda ed accende il ventilatore. Probabilmente eterodiretto dallo sciacallo.

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Passano gli anni, ma vedere e soprattutto sentire Rigor Montis suscita nel sottoscritto sempre lo stesso ribrezzo e disgusto.

Ignobile fino alla fine dei suoi giorni.

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7 hours ago, Spaten said:

 

Quello che fa più incazzare di questa storia dei tamponi che non sono stati fatti periodicamente neppure a medici e personale ospedaliero è quando vedi che a un Dybala di turno e alla sua compagna ne sono stati fatti a iosa. A me, e a tanti nella mia situazione, malgrado sintomi conclamati niente, ma il comico è che fin quando non farò un tampone sarò potenzialmente una persona contagiosa che non è neppure in quarantena.

Che ci siano state lacune enormi nelle procedure di contenimento del contagio è evidente. A mia cognata, malgrado il marito sia morto per COVID19, non è stata messa in quarantena, solo dopo aver avuti sintomi e portata in pronto soccorso a tampone positivo riportata a casa e messa in quarantena. Ma la cosa allucinante è che è stata chiamata dall'ospedale perchè dopo qualche giorno doveva presentarsi al pronto soccorso per ripetere il tampone !!! Cioè una persona positiva è invitata a spostarsi magari con i mezzi pubblici per recarsi in ospedale.

Procedura questa poi modificata perchè quando ho telefonato all'ospedale per chiedere delucidazioni mi è stato detto che adesso sarà l'ATS locale a prendersi in carico le persone risultate positive, con interventi di monitoraggio a domicilio.

Eravamo totalmente impreparati a questo tipo di emergenze.

Vi recupero una lettera veramente interessante di una decina di medici del Papa Giovanni XXIII di Bergamo in cui si spiega come e perchè dovrà cambiare la sanità pubblica dopo questa emergenza.

 

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Il 2/4/2020 at 08:46, corny dice:

Grazie per la vostra vicinanza.

Questo secondo me non è il momento delle polemiche, serve solo unità e coesione per superare insieme questo momento terribile, al di la delle appartenenze politiche. Ma mi sto rendendo conto che questo in Italia è praticamente impossibile.

Poi quando l'emergenza si sarà calmata si potranno fare tutti i ragionamenti del caso e ricercate le responsabilità dove la macchina operativa ha toppato, nella mia zona 2 scelte che nessuno ha capito, in primis la riapertura dopo 4 ore del pronto soccorso di Alzano senza aver preso nessuna precauzione e non rispettando i vari protocolli di sicurezza, e la mancata zona rossa in media Valseriana.

Tutti, e sottolineo tutti, abbiamo sottovalutato questo virus. Ascoltiamo le dichiarazioni di tutti i politici di destra, centro e sinistra di fine febbraio quando è stato trovato a Codogno il primo positivo al COVID19 dove nessuno aveva ancora capito la gravità del problema. Se è vero, come sembra, che il virus era presente nella bergamasca già a metà gennaio, in era di globalizzazione, probabilmente dovevamo essere più vigili sull'aumento considerevole di polmoniti nelle prime settimane di febbraio.

Certo tutto questo con il senno di poi.

   

Sono completamente d'accordo con te, Diego

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Ecco la lettera di 13 medici del Papa Giovanni di Bergamo che offre spunti di riflessione veramente interessanti:

 

La lettera dei medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo al New England Journal of Medicine, che Fabio Sabatini, professore associato alla Sapienza di Roma,  ha tradotto.

Un grido di allarme struggente e un atto di accusa durissimo.

Lavoriamo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una struttura all’avanguardia con 48 posti di terapia intensiva. Nonostante Bergamo sia una città relativamente piccola, è l’epicentro dell’epidemia con 4305 casi, più di Milano e di qualsiasi altro comune nel paese.

Il nostro ospedale è altamente contaminato e siamo già oltre il punto del collasso: 300 letti su 900 sono occupati da malati di Covid-19. Più del 70% dei posti in terapia intensiva sono riservati ai malati gravi di Covid-19 che abbiano una ragionevole speranza di sopravvivere.

La situazione è così grave che siamo costretti a operare ben al di sotto dei nostri standard di cura. I tempi di attesa per un posto in terapia intensiva durano ore. I pazienti più anziani non vengono rianimati e muoiono in solitudine senza neanche il conforto di appropriate cure palliative. Le famiglie non possono avere alcun contatto coi malati terminali e sono avvisate del decesso dei loro cari per telefono, da medici benintenzionati ma esausti ed emotivamente distrutti.

Nelle zone circostanti la situazione è anche peggiore. Gli ospedali sono sovraffollati e prossimi al collasso, e mancano le medicazioni, i ventilatori meccanici, l’ossigeno e le mascherine e le tute protettive per il personale sanitario. I pazienti giacciono su materassi appoggiati sul pavimento.

Il sistema sanitario fatica a fornire i servizi essenziali come l’ostetricia, mentre i cimiteri sono saturi e (l’accumulazione dei cadaveri, ndt) crea un ulteriore problema di salute pubblica.

Il personale sanitario è abbandonato a se stesso mentre tenta di mantenere gli ospedali in funzione. Fuori dagli ospedali, le comunità sono parimenti abbandonate, i programmi di vaccinazione sono sospesi e la situazione nelle prigioni sta diventando esplosiva a causa della mancanza di qualsiasi distanziamento sociale.

Siamo in quarantena dal 10 marzo. Purtroppo il resto del mondo sembra non essersi accorto che a Bergamo l’epidemia è fuori controllo.

I sistemi sanitari occidentali sono stati costruiti intorno al concetto di patient-centered care (un approccio per cui le decisioni cliniche sono guidate dai bisogni, dalle preferenze e dai valori del paziente, ndt). Ma un’epidemia richiede un cambio di prospettiva verso un approccio community-centered care. Stiamo dolorosamente imparando che c’è bisogno di esperti di salute pubblica ed epidemie. A livello nazionale, regionale e di ogni singolo ospedale ancora non ci si è resi conto della necessità di coinvolgere nei processi decisionali chi abbia le competenze appropriate per contenere i comportamenti epidemiologicamente pericolosi.

Per esempio, stiamo imparando che gli ospedali possono essere i principali veicoli di trasmissione del Covid-19, poiché si riempiono rapidamente di malati infetti che contagiano i pazienti non infetti. Lo stesso sistema sanitario regionale contribuisce alla diffusione del contagio, poiché le ambulanze e il personale sanitario diventano rapidamente dei vettori. I sanitari sono portatori asintomatici della malattia o ammalati senza alcuna sorveglianza.

Alcuni rischiano di morire, compresi i più giovani, aumentando ulteriormente le difficoltà e lo stress di quelli in prima linea.

Questo disastro poteva essere evitato soltanto con un massiccio spiegamento di servizi alla comunità, sul territorio. Per affrontare la pandemia servono soluzioni per l’intera popolazione, non solo per gli ospedali.

Cure a domicilio e cliniche mobili evitano spostamenti non necessari e allentano la pressione sugli ospedali. Ossigenoterapia precoce, ossimetri da polso, e approvvigionamenti adeguati possono essere forniti a domicilio ai pazienti con sintomi leggeri o in convalescenza. Bisogna creare un sistema di sorveglianza capillare che garantisca l’adeguato isolamento dei pazienti facendo affidamento sugli strumenti della telemedicina.

Un tale approccio limiterebbe l’ospedalizzazione a un gruppo mirato di malati gravi, diminuendo così il contagio, proteggendo i pazienti e il personale sanitario e minimizzando il consumo di equipaggiamenti protettivi.

Negli ospedali si deve dare priorità alla protezione del personale medico. Non si possono fare compromessi sui protocolli; l’equipaggiamento deve essere disponibile. Le misure per prevenire il contagio devono essere implementate massicciamente, in tutti i luoghi compresi i veicoli. Abbiamo bisogno di strutture ospedaliere interamente dedicate al Covid-19 e separate dalle aree non contagiate.

Questa epidemia non è un fenomeno che riguarda soltanto la terapia intensiva, è una crisi umanitaria e di salute pubblica. Richiede l’intervento di scienziati sociali, epidemiologi, esperti di logistica, psicologi e assistenti sociali. Abbiamo urgente bisogno di agenzie umanitarie che operino a livello locale.

L’OMS ha lanciato l’allarme sugli allarmanti livelli di inazione (dei paesi occidentali, ndt). Sono necessarie misure coraggiose per rallentare l’infezione. Il lockdown è fondamentale: in Cina il distanziamento sociale ha ridotto la trasmissione del contagio di circa il 60%. Ma non appena le misure restrittive saranno rilassate per evitare di fermare l’economia, il contagio ricomincerà a diffondersi.

Abbiamo bisogno di un piano di lungo periodo per contrastare la pandemia.

Il coronavirus è l’Ebola dei ricchi e richiede uno sforzo coordinato e transnazionale. Non è particolarmente letale, ma è molto contagioso. Più la società è medicalizzata e centralizzata, più si diffonde il virus.

La catastrofe che sta travolgendo la ricca Lombardia potrebbe verificarsi ovunque.”

 

Gli autori sono

Mirco Nacoti,

Andrea Ciocca,

Angelo Giupponi,

Pietro Brambillasca,

Federico Lussana,

Michele Pisano,

Giuseppe Goisis,

Daniele Bonacina,

Francesco Fazzi,

Richard Naspro,

Luca Longhi,

Maurizio Cereda

Carlo Montaguti

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