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3 ore fa, Giobbo dice:

Personalmente quella non la definirei ingenuità. Ci ha provato e gli è scappata la palla. Anche perchè se non ricordo male non c'era spazio per andare ad appoggiare, visto che era abbastanza lontano dal ferro con almeno un difensore (ma forse due) tra lui e il canestro.

Ma si tratta di giocate che se vengono hanno un impatto psicologico su entrambe le squadre (chiaramente opposto) estremamente elevato.

 

3 ore fa, Ellediluca dice:

Sarebbe stata la giocata dell'anno in lba, bravo Egbunu,riprovaci

 

1 ora fa, alfa dice:

Se entrava il mio cartonato a Masnago saltava in piedi

Non è questione di SE, secondo me è questione di QUANDO. I progressi che ha fatto vedere in un mese fanno pensare che entro qualche settimana Egbunu potrebbe (ri-)raggiungere degli standard cui non eravamo più abituati. 

 

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13 hours ago, Bluto said:

Cercando di essere positivi, si può dire questo: Dunston era impressionante già  da newbie, era  un diamante che aveva bisogno solo del raggio di luce per splendere,  Egbunu è un po' più un diamante grezzo, per il suo ruolo è ancora abbastanza giovane e può migliorare ancora parecchio. Comunque in poco tempo bisogna ammettere che ha fatto dei passi avanti davvero notevoli. E ri-comunque ti capisco.

Ma anche stocazzo!

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dalla Gazza di oggi intervista e pagina dedicata al nostro Ruzzier

 

Il play ha il numero 10 di Ossola e si ispira al Poz: «Ci hanno rilanciato le ultime tre vittorie di fila. Scola, che carisma»

Cresciuto a Trieste con cui nel 2012 conquista la promozione in LegaDue (ora A2). Dal 2014 passa alla Reyer Venezia e nel 2016 alla Fortitudo Bologna in A-2. Dal 2017 è a Cremona con cui nel 2019 vince la Coppa Italia. Da quest’anno è a Varese.

Nel 2013 ha vinto l’Europeo con l’Italia Under 20. Ha due presenze con la Nazionale maggiore con cui ha esordito il 20 febbraio 2020 a Napoli in Italia-Russia 8364 segnando 7 punti. all’inferno dell’ultimo posto, ora Varese è salita al purgatorio grazie a tre vittorie di fila (cinque nelle ultime 8 partite) avvicinandosi alla salvezza che in una stagione come questa è diventata l’obiettivo del club dei 10 scudetti e 5 Coppe dei Campioni. Nella ripresa dell’Openjobmetis c’è la spinta del suo play italiano titolare, Michele Ruzzier, 28 anni, nipote d’arte (lo zio è Matteo Boniciolli, oggi coach di Udine), alla sua prima stagione varesina dopo quelle di Venezia e Cremona. Nell’ultima vittoria contro Trento, il regista di nascita e scuola triestina ha firmato il suo record stagionale con 19 punti conditi da 6 assist. «Abbiamo trovato finalmente una buona solidità difensiva – attacca Ruzzier spiegando la rinascita -. Rispetto a due mesi fa, quando la squadra con le sconfitte dimostrava fragilità caratteriale sciogliendosi alla prima difficoltà, oggi con queste ultime vittorie abbiamo più certezze che dubbi. E i rinforzi Egbunu e Beane ci stanno aiutando tanto».

L’esempio di Luis

Il lungo periodo all’ultimo posto poteva logorare l’ambiente, erano tanti che temevano il crollo. «Io non ho mai pensato che fossimo spacciati perché il club ci è stato sempre vicino. Abbiamo passato di tutto, il focolaio di Covid è stato devastante, ma ho sempre creduto che saremmo risorti. L’esempio di Scola, capocannoniere a 40 anni, ci ha aiutato a resistere. Luis non è solo un grande campione che può ancora spiegarla a tutti sotto l’aspetto del gioco. Il suo carisma e il suo sorriso, quando tutto andava male, ci hanno dato forza». Ruzzier è della scuola di Pozzecco e dirige sotto il coaching di Bulleri. Le lezioni e i modelli di regia non mancano. «Da buon triestino per me il Poz è l’idolo assoluto – conferma -. Tra gli stranieri guardo sempre i top di Eurolega: in passato Jasikevicius, oggi il Chacho Rodriguez. Con Bulleri c’è un confronto continuo. Lui mi fa vedere alcuni aspetti del gioco da un’altra prospettiva. Per esempio: io amo correre, il Bullo mi chiede di gestire il ritmo. Nel mio ruolo non sono sfumature». In campionato i numeri promuovono Ruzzier che produce 7.6 punti e 5 assist di media. Unica ombra il tiro da tre: solo 26.5%. Eppure solo qualche anno fa aveva il 40% dalla lunga distanza. «Quando arrivano le sconfitte, la fiducia nel tiro viene meno e io ne ho subìto le conseguenze. Ma adesso che i risultati vanno meglio penso che potrò crescere nelle percentuali. Ma non ci bado tanto. Per me quello che conta è raggiungere la salvezza. Oggi ci credo al 100% anche se che davanti abbiamo un calendario difficile per le ultimi sei giornate. A Pasquetta affrontiamo Milano, poi Reggio che lotta come noi per rimanere in Serie A. Poi Venezia, Treviso, Trieste e Brindisi che hanno ambizioni di playoff e alta classifica. Ma in questo campionato anomalo, Milano a parte, tutte possono vincere con tutte».

Tris di campioni

Ruzzier è nel cuore della carriera con un paio di sogni nel cassetto: «Il mio punto fisso è entrare stabilmente in Nazionale. Poi vorrei consolidarmi in un club. A Varese sto benissimo, ho un altro anno di contratto. Qui mi sento a mio agio: nessuno, per esempio, mi ha fatto pesare che indosso la maglia numero 10 del mitico Aldo Ossola». Citando un tris di campioni come Ossola, Poz e Bulleri, tutti grandi play italiani della storia di Varese, può starci un altro sogno, diventare il quarto: «Sarei molto orgoglioso se solo potessi emulare un centesimo della loro carriera» chiosa con pudore. Perché non qualcosa di più?

Adesso siamo una squadra con grande solidità difensiva

Brutto calendario? A parte Milano, tutte possono battere tutte

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Mah. Diciamo che sarebbe meglio lasciare voci e sussurri relativi alla stagione 2021/2022 un attimo in standby.
Non è che 3w ci abbiano già portati al sicuro.

La strada della salvezza è ancora lunga e per nulla agevole. Niente distrazioni, testa bassa e pedalare please

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28 minutes ago, florob said:

Scola "qualche anno" a Varese?

Apperò, addirittura qualche anno!

Al di là di come finirà non sarà un anno da ricordare, tutt'altro. Io spero si riparta da poche certezze, con un allenatore.

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6 ore fa, Binzaghino dice:

Ci sono validissimi allenatori come Cavazzana che, nonostante i successi di Trento, in 20 anni di carriera non hanno mai ricoperto ruoli di capo allenatore. A volte è anche una questione di attitudine a ricoprire un ruolo.

Bulleri sembra più sciolto in panchina rispetto a inizio anno. Io non vedo delle grosse modifiche tattiche, abbiamo sempre gli Iverson Cut per far ricevere Douglas e l'incrocio per il post di Scola. In difesa sui pick'n presidiamo sempre l'area. La differenza la fa il corpaccione di Egbunu (abbiamo finalmente un lungo dinamico) e in generale una maggiore grinta difensiva. La rotazione chiara, senza dei cali spaventosi come certi quarti di blackout totale, ci permettere di reggere l'urto per quei 5 minuti senza Scola o Douglas.

Difficile dire dove iniziano i suoi meriti. Certamente è stata un'annata particolarmente sfigata....vediamo come finisce la stagione prima di giudicare

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56 minuti fa, CERVO dice:

Ci sono validissimi allenatori come Cavazzana che, nonostante i successi di Trento, in 20 anni di carriera non hanno mai ricoperto ruoli di capo allenatore. A volte è anche una questione di attitudine a ricoprire un ruolo.

Bulleri sembra più sciolto in panchina rispetto a inizio anno. Io non vedo delle grosse modifiche tattiche, abbiamo sempre gli Iverson Cut per far ricevere Douglas e l'incrocio per il post di Scola. In difesa sui pick'n presidiamo sempre l'area. La differenza la fa il corpaccione di Egbunu (abbiamo finalmente un lungo dinamico) e in generale una maggiore grinta difensiva. La rotazione chiara, senza dei cali spaventosi come certi quarti di blackout totale, ci permettere di reggere l'urto per quei 5 minuti senza Scola o Douglas.

Difficile dire dove iniziano i suoi meriti. Certamente è stata un'annata particolarmente sfigata....vediamo come finisce la stagione prima di giudicare

E potrebbe anche finire con una sola vittoria ancora visto il calendario. Ciò non si aggiungerebbe al giudizio negativo fino al mese scorso. Dipenderà da come eventualmente si perderà perché oggettivamente Milano brindisi sono  impossibili. Venezia molto difficile e vincere a Reggio e Treviso ci sta ma non sicuramente. 

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18 minuti fa, venti dice:

E potrebbe anche finire con una sola vittoria ancora visto il calendario. Ciò non si aggiungerebbe al giudizio negativo fino al mese scorso. Dipenderà da come eventualmente si perderà perché oggettivamente Milano brindisi sono  impossibili. Venezia molto difficile e vincere a Reggio e Treviso ci sta ma non sicuramente. 

Per salvarci dobbiamo vincerne ancora 2. Per i playoff penso 4. 

 

Paradossalmente la più facile sarà con Milano tra le 3 impossibili...a questo punto vorranno staccare il biglietto per le F4 e la partita con Varese diventa 1 delle 66 di Regular Season che devono giocare

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46 minuti fa, CERVO dice:

Per salvarci dobbiamo vincerne ancora 2. Per i playoff penso 4. 

 

Paradossalmente la più facile sarà con Milano tra le 3 impossibili...a questo punto vorranno staccare il biglietto per le F4 e la partita con Varese diventa 1 delle 66 di Regular Season che devono giocare

Mah va bene tutto però forse più accessibile venezia

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2 hours ago, venti said:

E potrebbe anche finire con una sola vittoria ancora visto il calendario....

E potrebbe finire anche che non ne vinciamo neppure una o che, magari, le vinciamo tutte. 
Se ne sono già viste troppe quest’anno e di tutti i colori. Quindi aspettiamo e vediamo...

Edited by UNSELD
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3 ore fa, CERVO dice:

Ci sono validissimi allenatori come Cavazzana che, nonostante i successi di Trento, in 20 anni di carriera non hanno mai ricoperto ruoli di capo allenatore. A volte è anche una questione di attitudine a ricoprire un ruolo.

Bulleri sembra più sciolto in panchina rispetto a inizio anno. Io non vedo delle grosse modifiche tattiche, abbiamo sempre gli Iverson Cut per far ricevere Douglas e l'incrocio per il post di Scola. In difesa sui pick'n presidiamo sempre l'area. La differenza la fa il corpaccione di Egbunu (abbiamo finalmente un lungo dinamico) e in generale una maggiore grinta difensiva. La rotazione chiara, senza dei cali spaventosi come certi quarti di blackout totale, ci permettere di reggere l'urto per quei 5 minuti senza Scola o Douglas.

Difficile dire dove iniziano i suoi meriti. Certamente è stata un'annata particolarmente sfigata....vediamo come finisce la stagione prima di giudicare

Bravo, mi è piaciuta molto la tua analisi tecnica. Anche io non ho notato grandi cambiamenti nella conduzione della squadra fatto salvo forse l’utilizzo un po’ più intenso del pick’n roll anche doppio. Time will tell...

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In difesa siamo veramente migliori. In certi frangenti veramente difficile tirare pulito. Certo long John aiuta eccome e tutti hanno paura. Il primo quarto contro Trento veramente impressionante x cose intangibili in difesa. Poi TD veramente in difesa mi ha fatto impressione. Ma anche ex Roma soprattutto sulla palla veramente ottimo. Per me il passo avanti è innanzitutto in difesa e anche nell'equilubrio delle soluzioni in attacco che ci sbilanciani molto meno e non ci espongono a contropiede facile 

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Egbunu straripante in schiacciata stampata ad Hines dalle pagine della Gazzetta, parla di una squadra unita e ben guidata (fa piacere sentirgli descrivere il lavoro del ns coach)
ecco il pezzo

 Davanti a Kyle Hines, il re dei pivot europei, l’uomo delle quattro Euroleghe, John Egbunu ha costruito, insieme a Ruzzier, la grande impresa contro Milano. Varese, alla quarta vittoria di fila, sale dunque sul treno playoff, lasciandosi alle spalle dubbi e incertezze, spazzati via anche dalla consistenza del suo totem. Centrone atletico e dalla sagoma possente, 26 anni, nigeriano migrato negli Stati Uniti in tenera età, è planato a Varese due mesi fa, ribaltando i destini della stagione. Protagonista del poker di successi, al ritmo di 9.7 punti e altrettanti rimbalzi di media, Long John è riuscito a mettere alle strette perfino il fenomeno dell’Olimpia: «Giocare contro Kyle è un privilegio. Sfidarlo ti stimola e ti aiuta a migliorare perché ti confronti con un livello superiore. Parliamo di uno dei migliori centri d’Europa, un vincente. Da un giocatore del suo calibro c’è solo da imparare. Sono felice di aver vinto e di avere fatto una bella figura».

Intuizione

Egbunu comincia la sua carriera universitaria a South Florida per poi passare all’Università della Florida. Con i Gators una buona stagione a 11.5 punti, 6.5 rimbalzi e 1.4 stoppate di media nel 2015-’16, poi la rottura del legamento crociato del ginocchio destro che lo ferma per quasi due anni. Nel 2019 il ritorno in campo in G-League, nella squadra satellite dei Nets, poi una brevissima parentesi in Corea del Sud (4 partite), prima di accettare l’offerta del club lombardo. Per Varese un’intuizione vincente che schiude orizzonti seducenti. La parola playoff non spaventa il pivot nigeriano: «Abbiamo preso un ritmo importante come squadra e quindi i playoff sono sicuramente un nostro obiettivo, anche se non voglio guardare troppo avanti. Ora si pensa solo alla prossima partita». A Varese l’ex Gators ha trovato l’ambiente ideale per rilanciare la propria carriera. Scola, coach Bulleri, squadra e piazza: gli ingredienti non mancano per che vive di ambizioni: «Luis è come un’enciclopedia, sto imparando molto da lui sia dentro che fuori dal campo. Conosce a fondo il basket, è professionale e generoso, i suoi consigli sono sempre molto utili. Coach Bulleri è una persona eccezionale, sempre alla ricerca dello sviluppo individuale e collettivo, sia al video che con un lavoro personalizzato. Mi pare proprio che ci abbia dato la traccia giusta. In squadra ho legato con tutti e sono stato accolto con grande disponibilità. Tra l’altro, questo è un gruppo molto divertente».

Il coach

Bulleri lo esalta, disegnando il perimetro di una carriera interessante, quantomeno in Europa: «John mixa molto bene stazza, altezza e dinamicità sia in orizzontale che in verticale. Inoltre è un ragazzo estremamente intelligente. Si è messo alla prova uscendo dagli Usa per la prima volta, se si esclude la breve parentesi in Corea. In due mesi si è adattato rapidamente a una pallacanestro che non conosceva. Deve crescere alla voce esperienza e concentrazione che significa anche continuità. Se inserito nel contesto giusto, può avere una carriera importante in Europa e forse anche oltre se quello è il suo sogno. Io glielo auguro». Intanto essere un grande pivot a Varese evoca pure mitici predecessori. Il nome Dino Meneghin dice qualcosa? «So - dice Egbunu - che questo club ha una storia molto importante. Sì, ho sentito parlare di lui, uno dei più grandi giocatori italiani ed europei di sempre».

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