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piccolo terremoto in lega?


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Le decisioni della Assemblea della Lega

07/11/2005 20:02

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L’Assemblea della Lega Basket Serie A (presenti 18 società su 18) che si è riunita oggi a Bologna, preso atto che l’operato della Fip non tiene conto delle esigenze degli imprenditori che investono nel basket professionistico e non è stato rispettoso dei principi di democraticità che erano stati pattuiti e ben presenti nel suo statuto, ha deciso, con 17 voti e 1 astenuto, le seguenti iniziative:

1) di uscire dal Governo federale, ritirando il mandato conferito agli attuali consiglieri Enrico Prandi e Francesco Corrado che conseguentemente si dimetteranno nella giornata di domani.

2) di chiedere le dimissioni del Presidente Federale Fausto Maifredi.

3) di incaricare il Consiglio di Presidenza di Lega, allargato ai club che ne vorranno fare parte, di definire uno studio di fattibilità per la organizzazione di un campionato indipendente da Fip e Coni. Il tempo previsto per questo studio è di 60 giorni.

4) di adottare, nelle opportune sedi sportive, amministrative, civili, penali e comunitarie, tutte le iniziative legali a tutela del diritto delle società di allestire la migliore formazione e di organizzare il miglior spettacolo in applicazione degli ineludibili principi imprenditoriali e di diritto del lavoro.

5) di modificare il progetto iniziale dell’All Star Game 2005, che prevedeva la partecipazione della Nazionale opposta ad una selezione dei migliori stranieri del campionato, riservandosi di comunicare nei prossimi giorni le modalità con cui disputare questo evento di Lega.

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Bel casino, staccandosi dalla fip e dal coni puntano ai 12 extracomunitari su 12, scavalcando le quote concordate con la bossi-fini.....però la giba come prenderà questa notizia???

Rischiamo uno sciopero degli italiani???

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il fatto che 17 su 18 con un' astenuta dice molto sul malumore delle società .... aspettiamo l'evolversi di questa situazione .... penso che un tetto minimo si terrà forse il discorso del 6 + 6 è fattibile .... 2 italiani 2 stranieri passaporto italiano 2 del vivaio in linea di massima è già un passo avanti per il prossimo anno ... il coni e la fip hanno tirato la corda con quelle dichiarazione un pò azzardate dei mesi scorsi .... visto che numericamente il livello degli italiani per la attuale serie A non è alto e ci vogliono degli anni per ottenere 6 italiani veri in squadra .... aggiungerei che il costo dei pochi italiani buoni lieviterebbe non poco ...

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Quasi quasi sono portato a sperare che si faccia veramente un campionato a sè, chiuso, dove partecipa chi può e chi è in regola. Basta con fallimenti senza senso, basta con squadre che hanno un budget più scarso del mio portafoglio, non se ne può più di campionati falsati e/o modificati in corsa o alla fine dalle traversie economiche!

16/18 squadre al massimo.

Al momento, nell'attuale serie A, mancherebbe solo pesaro. Di un avellino che non ha neanche gli occhi per piangere, che ce ne facciamo?? Solo materassi...

E poi da quando il totocalcio è stato sostituito dal superenalotto, dal coni di soldi non se prendono più....

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Quasi quasi sono portato a sperare che si faccia veramente un campionato a sè, chiuso, dove partecipa chi può e chi è in regola. Basta con fallimenti senza senso, basta con squadre che hanno un budget più scarso del mio portafoglio, non se ne può più di campionati falsati e/o modificati in corsa o alla fine dalle traversie economiche!

16/18 squadre al massimo.

Al momento, nell'attuale serie A, mancherebbe solo pesaro. Di un avellino che non ha neanche gli occhi per piangere, che ce ne facciamo?? Solo materassi...

E poi da quando il totocalcio è stato sostituito dal superenalotto, dal coni di soldi non se prendono più....

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18 squadre con un palazzo omologato con capienza minima di 5000 posti ....

società oltre a pesaro di diritto che vorranno entrare vedo ancora genova o torino ....

nessuna retrocessione ....

tetto salariale con multe per chi supera tale limite ....

l'unica cosa difficile da attuare un draft stile NBA per chi arriva ultima ....

ultima cosa cantù giocherà a desio ..... ;):lol::lol:

basta proroghe :lol:

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Assolutamente d'accordo, facciamo un referendum per abolire il pianella!!  ;)

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Ma voi lo sapevate che a Cantù era iniziata la costruzione del nuovo palazzetto da 8000 posti e che poi hanno lasciato li a metà per mancanza di fondi??? intanto giocano nel palazzetto più brutto d'italia! potrebbero chiedere aiuto al Ranzani... :lol:

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Il Pianella è il Pianella e nulla è peggio di quello scatolone.

Però una sistematina all'esterno del PalaIgnis per no farmi nuotare tutte le volte che devo entrare e c'è stata un po' di rugiada non sarebbe male.  :lol:

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In effetti il lato ovest del palazzetto e i suoi ingressi non sono messi bene........

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tornado al discorso .... preso da un giornale mai amato .....

Da ieri sera il basket è ufficialmente un mare in tempesta, la più forte degli ultimi cinque anni in cui pure la Lega e le istituzioni hanno marciato con due velocità e altrettante direzioni. Gli imprenditori, i manager e il mercato da una parte, il Palazzo con le sue regole e le sue garanzie dall’altra: anche nel calcio la forbice è sempre più aperta, ma a quanto pare se mai ci sarà, la rivoluzione copernicana dello sport italiano in Europa avrà un canestro come simbolo: dall’anno prossimo, il basket potrebbe avere un campionato stile Nba, marchiato dalla Lega e autonomo da Fip e Coni. O adesso o mai più, si sono detti i club riuniti in assemblea a Bologna. Hanno fatto la conta, sul tavolo la regola del 6+6 e più in generale i rapporti coi palazzi romani, e hanno scoperto che stavolta l’incazzatura è così grossa da metterli tutti in fila dalla stessa parte.

Tranne Roma, che si è astenuta e ora dovrà per forza scegliere che riva del fiume scegliere. La prima notizia è proprio l’inedita unità delle società, schierate in difesa del principio di autonomia. Il fronte pare proprio

compatto: «Con soddisfazione posso affermare che l’assemblea ha confermato la propria unitarietà e coesione nel voler intraprendere un percorso comune a tutela degli investimenti effettuati dalle società di serie A» ha commentato il presidente Enrico Prandi. Principio di autonomia prima di tutto, perché rispetto alla delibera Fip e ai desiderata di Gianni Petrucci, i club «non accettano più di subire violenze», citando sempre Prandi. Da qui, la decisione di uscire dallo stesso, oggi Prandi e Corrado si dimettono da consiglieri; chiedendo le dimissioni del presidente Fausto Maifredi e impugnando le delibere davanti agli organi di giustizia italiani, dalla commissione giudicante Fip fino al Consiglio di stato, e alla Corte di giustizia europea. Perfino la chiusura dell’All Star Game di dicembre al Palalottomatica: la Nazionale non è più invitata, le stelle del campionato faranno da sole. È una dichiarazione di guerra totale, e appunto stavolta firmata da tutti i generali di viale Aldo Moro. Ma oltre al principio di autonomia che ha fatto ruggire i club, c’è ben altro. Ossia il punto quattro del comunicato diffuso: uno «studio di fattibilità per l’organizzazione di un campionato indipendente da Fip e Coni» che il Consiglio di presidenza ha 60 giorni di tempo per preparare. Il fatidico strappo, la scissione dalla base (che resterebbe sotto l’ombrello federale fondendo LegaDue e serie <_< per creare un torneo di vertice riservato ai professionisti. La «franchigia» che è già stata accarezzata un paio di volte, tra 2000 e 2001, quando le società chiedevano i campionati a numero chiuso senza promozioni e retrocessioni. Il no delle istituzioni e il loro lavoro diplomatico bloccarono la rivolta che si disperse in rivoli. Anche stavolta, peraltro, la Lega si aspetta che Fip e Coni cerchino di spaccare il fronte dei club, tagliando le gambe agli altri. Per ora Petrucci ha dettato un comunicato durissimo, confermando le proprie decisioni e posizioni. Sferzante anche la risposta di Maifredi: «Così non è più sport. Uscendo dal Coni e dalle leggi italiane il basket sarà come uno spettacolo. È grave che le società abbiano preso questo atteggiamento. Siamo arrivati all'anarchia».

Salvatore Maria Righi

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Una provocazione e nulla di più: fuori dalla fip significherebbe fuori dalla fiba e dall'uleb, quindi impossibilità per le società di partecipare alle competizioni europee e per i giocatori di far parte delle rappresentative nazionali.

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Fuori dall Fiba forse ... dall' Uleb no ... visto che si basa sulle Leghe delle varie nazioni.

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Domandina per i signori della Lega...

Come si fa a ottenere il visto di ingresso per motivi di lavoro sportivo di un cittadino extracomunitario uscendo dalla casa madre CONI? Da vaghe reminescenze della Bossi-Fini mi risulta che ogni anno ci siano 3000 visti per motivi "sportivi" suddivisi dal CONI in ragione delle varie federazioni, e che comunque quando richiedi il visto presso la questura competente servono i documenti della Federazione che attestino la qualifica sportiva del lavoratore.

Uscendo dalla Fip e dal Coni, quei documenti chi li rilascia? E senza quei documenti, a che titolo può giocare in Italia uno sportivo extracomunitario?

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Stralcio dell'articolo 22 della legge di cui sopra...

Con decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, su proposta del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), sentiti i Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali, e' determinato il limite massimo annuale d'ingresso degli sportivi stranieri che svolgono attivita' sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita, da ripartire tra le federazioni sportive nazionali. Tale ripartizione e' effettuata dal CONI con delibera da sottoporre all'approvazione del Ministro vigilante. Con la stessa delibera sono stabiliti i criteri generali di assegnazione e di tesseramento per ogni stagione agonistica anche al fine di assicurare la tutela dei vivai giovanili.

Appunto....

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Stralcio dell'articolo 22 della legge di cui sopra...

Con decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, su proposta del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), sentiti i Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali, e' determinato il limite massimo annuale d'ingresso degli sportivi stranieri che svolgono attivita' sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita, da ripartire tra le federazioni sportive nazionali. Tale ripartizione e' effettuata dal CONI con delibera da sottoporre all'approvazione del Ministro vigilante. Con la stessa delibera sono stabiliti i criteri generali di assegnazione e di tesseramento per ogni stagione agonistica anche al fine di assicurare la tutela dei vivai giovanili.

Appunto....

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Cio' che riporti e' inconfutabile pero' e' anche vero che a tuttoggi i due boiardi Petrucci e Maifredi non hanno ancora detto come intendono creare 90 giocatori "italiani veri" da inserire nei roster delle varie squadra a giugno 2006 .

E come mai Farabello ,Fernandez e altri cittadini italiani di passaporto con tutti i diritti che ne conseguono debbano essere discriminati rispetto un qualsiasi altro giocatore "italiano" .

E come mai un giocatore ( Lavoratore ) comunitario dopo tutto quello che si e' fatto in ambito europeo debba essere definito straniero e discriminato nel momento in cui si muove dal proprio paese per venire in Italia a lavorare .

Mi sembra che il buon Petrucci si sia mosso come spesso gli capita facendo il forte con i deboli mentre si guarda bene dall'alzare la voce nei confronti del calcio ad esempio dove gia' un paio di anni orsono una squadra di A l'Inter si presento' in campo con il solo Toldo in porta come Italiano ,pero' grida allo scandalo se la stessa cosa viena fatta dall'Upea .

Aumentare il numero di italiani in Lega Uno e' sacrosanto ma la cosa va' programmata per arrivare al famoso 6+6 nel giro di 5 o 6 anni ricreando i vivai e nel contempo cercare di mantenere un livello tecnico il piu' alto possibile in modo di non far scappare pubblico , televisioni ,sponsor etc .

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I giocatori italiani veri ci sono, salvo che giocano in B1 per motivi economico/fiscali. E ci saranno un domani se si riprende a fare reclutamento su scala nazionale a livello giovanile. Chi dice che non ci sono 90 o 108 italiani "veri" per 18 squadre di serie A o ha interessi da difendere o spara una gran palla. Anche perchè, a guardare bene come stanno le cose, alle società medie basterà mettere al massimo tre "italianuzzi" da settimo, ottavo e nono uomo più 3 bambini delle giovanili e girare tutto il resto del budget sul restante "+6".

Al giorno d'oggi molte società si rimpinzano di comunitari e passaportati doppi o tripli per dipendenza dai procuratori, ignoranza sul mercato, poca capacità di programmazione e tante altre ragioni extratecniche. E che non mi vengano a dire che un italiano costa più di un comunitario, perchè si torna al caso di prima, gran palla o interessi da difendere.

Altro è il discorso legale della discriminazione dei cittadini italiani a seconda che siano nati qui o all'Estero. Questo è un problema oggettivo, tant'è che Maifredi dichiarò subito, dopo l'ukase petrucciano, "Speriamo che il Coni ci assista in tutti i contenziosi legali che si apriranno". Let's see...

Comunque il decreto CONI del 50 per cento di giocatori italiani "a referto" dal 2007/2008 vale anche per il calcio.

E altra cosa che non ho letto da nessuna parte: è stata sotto la presidenza Petrucci che nel 1995 la Fip sposò la causa professionistica in toto con una Legge 91 ancor più integrale che per il calcio, cancellando l'obbligo dell'attività giovanile per i club di vertice.

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I giocatori italiani veri ci sono, salvo che giocano in B1 per motivi economico/fiscali.

[...]

Al giorno d'oggi molte società si rimpinzano di comunitari e passaportati doppi o tripli per dipendenza dai procuratori, ignoranza sul mercato, poca capacità di programmazione e tante altre ragioni extratecniche. E che non mi vengano a dire che un italiano costa più di un comunitario, perchè si torna al caso di prima, gran palla o interessi da difendere.

Ciao GS!!

Scusa se ti chiedo chiarimenti, ma non ho capito perché, se un italiano non costa più di un comunitario, i giovani italiani finiscono in B1 per motivi economico/fiscali (non è una domanda polemica, è che davvero non ho capito e vorrei saperne di più :P )

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I giocatori italiani veri ci sono, salvo che giocano in B1 per motivi economico/fiscali. E ci saranno un domani se si riprende a fare reclutamento su scala nazionale a livello giovanile. Chi dice che non ci sono 90 o 108 italiani "veri" per 18 squadre di serie A o ha interessi da difendere o spara una gran palla. Anche perchè, a guardare bene come stanno le cose, alle società medie basterà mettere al massimo tre "italianuzzi" da settimo, ottavo e nono uomo più 3 bambini delle giovanili e girare tutto il resto del budget sul restante "+6".

Al giorno d'oggi molte società si rimpinzano di comunitari e passaportati doppi o tripli per dipendenza dai procuratori, ignoranza sul mercato, poca capacità di programmazione e tante altre ragioni extratecniche. E che non mi vengano a dire che un italiano costa più di un comunitario, perchè si torna al caso di prima, gran palla o interessi da difendere.

Altro è il discorso legale della discriminazione dei cittadini italiani a seconda che siano nati qui o all'Estero. Questo è un problema oggettivo, tant'è che Maifredi dichiarò subito, dopo l'ukase petrucciano, "Speriamo che il Coni ci assista in tutti i contenziosi legali che si apriranno". Let's see...

Comunque il decreto CONI del 50 per cento di giocatori italiani "a referto" dal 2007/2008 vale anche per il calcio.

E altra cosa che non ho letto da nessuna parte: è stata sotto la presidenza Petrucci che nel 1995 la Fip sposò la causa professionistica in toto con una Legge 91 ancor più integrale che per il calcio, cancellando l'obbligo dell'attività giovanile per i club di vertice.

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Si pero' qui il problema e' un'altro non si tratta di prendere 6 ragazzini di metterli in panca al minimo di stipendio e spendere il resto per gli altri 6 ho capito che cosi' si tira avanti e il problema e' risolto,qui si tratta di arrivare nel giro di 5 6 anni ad avere dei giocatori veri in grado in base alle proprie qualita' di reggere il campo per tot minuti non che si limitino a scaldare la panca .

Altrimenti se prendiamo la norma con 6 extra + 6 ragazzini non risolviamo niente ne ora ne fra' 50 anni .

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Perchè in B1 i giocatori non sono professionisti, mentre in serie A debbono sottoscrivere un contratto pagando i contributi fiscali in qualità di lavoratori dipendenti. Quindi un non professionista che costa 100 in B1 ad una società professionistica costa 140 e spiccioli, più o meno.

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Si pero' qui il problema e' un'altro non si tratta di prendere 6 ragazzini di metterli in panca al minimo di stipendio e spendere il resto per gli altri 6 ho capito che cosi' si tira avanti e il problema e' risolto,qui si tratta di arrivare nel giro di 5 6 anni ad avere dei giocatori veri in grado in base alle proprie qualita' di reggere il campo per tot minuti non che si limitino a scaldare la panca .

Altrimenti se prendiamo la norma con 6 extra + 6 ragazzini non risolviamo niente ne ora ne fra' 50 anni .

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ma allora mi chiedo come sia stato possibile, in passato, che per + di 20 anni consecutivamente almeno una coppa europea fosse vinta da una squadra italiana, e nel roster potevi schierare solo 2 stranieri, di qualunque nazionalità essi fossero... :huh::P

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Cio' che riporti e' inconfutabile pero' e' anche vero che a tuttoggi i due boiardi Petrucci e Maifredi non hanno ancora detto come intendono creare 90 giocatori "italiani veri" da inserire nei roster delle varie squadra a giugno 2006 .

E come mai Farabello ,Fernandez e altri cittadini italiani di passaporto con tutti i diritti che ne conseguono debbano essere discriminati rispetto un qualsiasi altro giocatore "italiano" .

E come mai un giocatore ( Lavoratore ) comunitario dopo tutto quello che si e' fatto in ambito europeo debba essere definito straniero e discriminato nel momento in cui si muove dal proprio paese per venire in Italia a lavorare .

Mi sembra che il buon Petrucci si sia mosso come spesso gli capita facendo il forte con i deboli mentre  si guarda bene dall'alzare la voce nei confronti del calcio ad esempio dove gia' un paio di anni orsono una squadra di A  l'Inter si presento' in campo con il solo Toldo in porta come Italiano ,pero' grida allo scandalo se la stessa cosa viena fatta dall'Upea .

Aumentare il numero di italiani in Lega Uno e' sacrosanto ma la cosa va' programmata per arrivare al famoso 6+6 nel giro di 5  o 6 anni ricreando i vivai e nel contempo cercare di mantenere un livello tecnico il piu' alto possibile in modo di non far scappare pubblico , televisioni ,sponsor etc .

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Se il Signor Farabello (prendo un nome a caso...) vorrà far ricorso sentendosi discriminato rispetto agli italiani di nascita, ho come la vaga idea che lo vincerà, già a livello di giudice italiano: si sta creando una discriminazione tra italiani "puri" e italiani "di seconda classe"; mi pare, ad una prima lettura, un'autentica oscenità...

Poi, su come debbano essere trattati i lavoratori comunitari, la sentenza Bosman mi pare chiara... e visto che era una questione di sostanza, non di forma, non so come potranno far digerire la limitazione...

Ciao

JB

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