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Guardate che bell'articolo!!!


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Crisi della settimana giornata, quasi fosse la scena da un matrimonio, come la proverbiale crisi del settimo anno, tra le lombarde vince soltanto Varese (73-65 contro Biella). Perde Cant (88-82) una bellissima partita, a Bologna contro la Virtus, al termine della quale le due squadre sono pari nella valutazione globale (97-97). La Vertical Vision ha pagato duramente la distrazione difensiva del secondo periodo, concedendo alcuni facili contropiedi che hanno fruttato alla Caffè Maxim un attivo di 12 punti; Cantù, in un confronto accanito, non è più riuscita a ricucire, nonostante la buona prova di Michelori.

IL TRACOLLO E ha perso anche Milano, 73-60, la sfida al vertice della classifica in casa della Montepaschi Siena. Che sarà mai? In trasferta ci sta, sarebbe salva anche la «media inglese». Una gattina pietosa, quella che fa i micini orbi, potrebbe anche vederla così. Invece no, non ci sta per niente. Milano ha perso malissimo: partita, primato e faccia. Senza flessibilità offensiva, senza gamma di soluzioni, l’Armani ha subito i toscani, che hanno dato il primo assalto (e primo sorpasso 20-19 al 13’) con la coppia atipica di lunghi (Nicola e Stonerook).

Il vero dramma, però, è stata la difesa: sempre un passo indietro. Senza aiuti, che vuol dire senza un’anima di squadra. Rimantas Kaukenas ne ha fatti 28, compresi i 10 consecutivi che hanno lanciato la Montepaschi Siena alla fuga per la vittoria, trovando campo aperto per il contropiede e la porta spalancata per le penetrazioni in area. E quando sbagliava aveva tutto il tempo di andare indisturbato a correggere, lui stesso, in tap in. Il che, francamente, non è bello, anzi, è inammissibile.

Quando l’Armani, dopo essere andata negli spogliatoi per l’intervallo sotto 45-31, dando l’impressione di un pugile suonato, è stata rimandata in campo di forza da Lino Lardo, per qualche minuto ha reagito, alzando l’intensità difensiva, arrivando fino a -5 (52-47 al 27’), poi che è successo? Milano ha immediatamente subito un parziale di 11-0. Deduzione: nel Dna di questa squadra è scomparsa la cattiveria agonistica dello scorso anno.

L’ESEMPIO E dire che un bell’esempio l’avrebbero a portata di mano. Prendete Varese, che ieri ha sconfitto 73-65 l’Angelico Biella. Coach Ruben Magnano ha sempre saputo che i suoi non sono aquile (infatti anche contro Biella hanno perso la battaglia nel cielo dei rimbalzi, 33-41) e allora ha cercato di dare loro, con umiltà, senza presunzione, un’altra identità: quella dei caimani di palude, che appena ti avventuri ti spezzano le gambe. Quindi 17 palle recuperate per la Whirlpool, soltanto 9 perse.

Capito, adesso, dove Varese costruisce le sue vittorie? Nella voglia di soffrire e di far soffrire gli avversari sulla via del canestro. Il pubblico di Masnago ha tributato a Magnano la standing ovation, proprio perché si vede bene l’identità che ha saputo dare alla sua squadra: Varese, dopo 7 giornate, è la miglior difesa del campionato (67,85 punti subiti a partita).

Werther Pedrazzi

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un’altra identità: quella dei caimani di palude

43416[/snapback]

Bella mo cito la pallacanestro varese per plagio e per danni morali

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Noi siamo i caimani....e soprattutto d'inverno giochiamo in un campo che sembra una palude indi siamo i caimani da palude......Plagiooooooooo

Jake sei avvisato :P

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Crisi della settimana giornata, quasi fosse la scena da un matrimonio, come la proverbiale crisi del settimo anno, tra le lombarde vince soltanto Varese (73-65 contro Biella). Perde Cant (88-82) una bellissima partita, a Bologna contro la Virtus, al termine della quale le due squadre sono pari nella valutazione globale (97-97). La Vertical Vision ha pagato duramente la distrazione difensiva del secondo periodo, concedendo alcuni facili contropiedi che hanno fruttato alla Caffè Maxim un attivo di 12 punti; Cantù, in un confronto accanito, non è più riuscita a ricucire, nonostante la buona prova di Michelori.

IL TRACOLLO E ha perso anche Milano, 73-60, la sfida al vertice della classifica in casa della Montepaschi Siena. Che sarà mai? In trasferta ci sta, sarebbe salva anche la «media inglese». Una gattina pietosa, quella che fa i micini orbi, potrebbe anche vederla così. Invece no, non ci sta per niente. Milano ha perso malissimo: partita, primato e faccia. Senza flessibilità offensiva, senza gamma di soluzioni, l’Armani ha subito i toscani, che hanno dato il primo assalto (e primo sorpasso 20-19 al 13’) con la coppia atipica di lunghi (Nicola e Stonerook).

Il vero dramma, però, è stata la difesa: sempre un passo indietro. Senza aiuti, che vuol dire senza un’anima di squadra. Rimantas Kaukenas ne ha fatti 28, compresi i 10 consecutivi che hanno lanciato la Montepaschi Siena alla fuga per la vittoria, trovando campo aperto per il contropiede e la porta spalancata per le penetrazioni in area. E quando sbagliava aveva tutto il tempo di andare indisturbato a correggere, lui stesso, in tap in. Il che, francamente, non è bello, anzi, è inammissibile.

Quando l’Armani, dopo essere andata negli spogliatoi per l’intervallo sotto 45-31, dando l’impressione di un pugile suonato, è stata rimandata in campo di forza da Lino Lardo, per qualche minuto ha reagito, alzando l’intensità difensiva, arrivando fino a -5 (52-47 al 27’), poi che è successo? Milano ha immediatamente subito un parziale di 11-0. Deduzione: nel Dna di questa squadra è scomparsa la cattiveria agonistica dello scorso anno.

L’ESEMPIO E dire che un bell’esempio l’avrebbero a portata di mano. Prendete Varese, che ieri ha sconfitto 73-65 l’Angelico Biella. Coach Ruben Magnano ha sempre saputo che i suoi non sono aquile (infatti anche contro Biella hanno perso la battaglia nel cielo dei rimbalzi, 33-41) e allora ha cercato di dare loro, con umiltà, senza presunzione, un’altra identità: quella dei caimani di palude, che appena ti avventuri ti spezzano le gambe. Quindi 17 palle recuperate per la Whirlpool, soltanto 9 perse.

Capito, adesso, dove Varese costruisce le sue vittorie? Nella voglia di soffrire e di far soffrire gli avversari sulla via del canestro. Il pubblico di Masnago ha tributato a Magnano la standing ovation, proprio perché si vede bene l’identità che ha saputo dare alla sua squadra: Varese, dopo 7 giornate, è la miglior difesa del campionato (67,85 punti subiti a partita).

Werther Pedrazzi

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Questa volta, mezzo punto recuperato da WP !! <_<

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