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Intervista ad Oscar Eleni


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Da "La provincia" intervista ad Oscar Eleni.

Cantore tra i più raffinati e acuti dei canestri tricolori negli ultimi quarant'anni, la firma di Oscar Eleni compare sul primo numero di Giganti del Basket. E nella foto di copertina due giocatori: il milanese Sandro Riminucci insieme a Paolo Vittori, stella dell'Ignis Varese: "Sin da allora e ancor oggi il posto della città giardino è quello: al vertice".

Proviamo a dire Whirpool: qual'è la prima impressione di Oscar Eleni ?

Beh, se penso a quando ho visto la squadra in pre-campionato, sicuramente negativa. Poi, le partite si sono fatte vere ed ecco che mi sono dovuto ricredere. Evidentemente, anche un vecchio solone del basket deve saper redimersi. Oggi sono convinto che questa Whirpool sia ben fatta, ma paga ancora qualche debolezza mentale di giocatori forestieri che non sempre capiscono il senso, il significato di ogni partita specialmente in trasferta. Ci vorrebbe una struttura societaria più solida, in grado di sostenere al meglio il coach nei momenti in cui ci sono intoppi, non lasciandolo da solo a confrontarsi con la squadra.

A proposito di allenatore, è valsa la pena andare ad ingaggiarlo in Argentina ?

Lo scorso anno Magnano ha saputo ribaltare la situazione precaria del gruppo che si è trovato tra le mani, soprattutto sul piano dell'approccio mentale alla partita. Ruben ha indubbie doti tecniche e umane. Quest'anno poi si può confrontare con un gruppo che è, quasi, quello che voleva. Abbiamo tutto da imparare da un allenatore come lui, che ha saputo far salire l'Argentina sul podio olimpico: i nostri giovani tecnici dovrebbero studiarlo per capire il molto che ha dentro. Merito a Varese per averci proposto questo sapiente della panchina. Ma si sa, in questo ai piedi del Campo dei Fiori si è da sempre antesignani: basti pensare al professor Nikolic.

Collins è una Dea Kalì che con i suoi tentacoli tocca tutti i palloni e primeggia in mille classifiche individuali. Ma è un play da vertice ?

E' un tipo di giocatore che viaggia a umore, secondo le motivazioni: ha bisogno di capire dove gioca e perché sta giocando. Ecco allora che qualche volta lontano da Masnago si perde. Ma ha un merito: sta imparando a giocare per il gruppo invece che per sé.

Abbiamo un sogno: che Andrea Meneghin ricalchi il parquet...

E' anche il mio sogno. E' stato doloroso temere di aver visto finire malamente una carriera che pensavo luminosa. Ero convinto che sarebbe stato il primo italiano a giocare "veramente" nell'Nba: ne aveva tutte le doti, anche umane. Purtroppo, quando nella sua Varese stava ritrovando il piacere del basket, è arrivata la mazzata. Ho letto sul vostro giornale che la pallacanestro è sempre nella sua mente. Bravo Andrea, anch'io ti aspetto.

L'Nba appunto.Si parla dei Bargnani, Belinelli perfino del Gigli che domani sarà a Masnago. E' vera gloria ?

Sì, purché non ascoltino le sirene, perfino irritanti, che per loro parlano a sproposito del mondo a stelle e striscie. Non serve a nulla avere speranze, bisogna costruirsi delle certezze. E lo si può fare soltanto lavorando duramente a casa propria. E' stato il percorso di un grandissimo come Drazen Petrovic: prima ha fatto mirabilie nella vecchia Europa, poi ha avuto la forza mentale di rimettersi in gioco e, quando è stato pronto, ha attraversato l'oceano.

Ritorniamo alla Whirpool, Oscar Eleni la vede da playoff ?

Siamo tutti un po' confusi da un campionato più equilibrato del previsto: è minimo il divario tra la prima e la nona. Varese ha già dimostrato di farsi rispettare sotto la volta di Masnago, a parte l'insana partita con Udine. Far filotto nelle partite interne aiuterà ad evitare i patemi dell'ultima giornata. E poi, mi sembra che Magnano abbia già saputo inculcare dei concetti fondamentali: la difesa è uno. Un appello alla società: voglio poter raccontare di nuovo di una Varese capace di far sognare in Italia come in Europa. Aiutatemi a farlo.

Antonio Franzi.

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Cantore tra i più raffinati e acuti dei canestri tricolori negli ultimi quarant'anni, la firma di Oscar Eleni compare sul primo numero di Giganti del Basket. E nella foto di copertina due giocatori: il milanese Sandro Riminucci insieme a Paolo Vittori, stella dell'Ignis Varese: "Sin da allora e ancor oggi il posto della città giardino è quello: al vertice".

Sperem!

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