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PATRON CASTIGLIONI:”RUBEN NON SI TOCCA"


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PATRON CASTIGLIONI:”RUBEN NON SI TOCCA, SE VOLETE CI SONO QUA IO”

VARESE «È ancora più brutto perdere, quando si ha un presidente così». Sono le ultime parole di Ruben Magnano prima di lasciare la sala stampa del PalaWhirlpool dopo l`amara sconfitta contro Roma. Sincere e sentite. Le parole amare di un uomo che avrebbe voluto, con tutto il cuore, regalare una vittoria a questa città, a questi tifosi. A questo presidente. Il gesto di Gianfranco Castiglioni, spontaneo e prezioso nella sua semplicità, di intervenire durante la conferenza stampa dopo la partita di venerdì, ha stupito molta gente. Ha stupito quelli che credono che nello sport di oggi non ci sia più spazio per i sentimenti e le persone vere. Ha stupito quelli che consideravano Castiglioni un presidente disinteressato, poco competente. Tutti dobbiamo invece apprezzare il gesto di un uomo che con il suo corpo si è gettato a fare scudo per difendere il suo allenatore. «Mi sono sentito in dovere di farlo - attacca deciso il presidente -. Ho visto Magnano in difficoltà, in crisi, abbattuto. L`ho visto triste, come se si sentisse attaccato e messo in discussione. Dovevo farlo. Perché dovevo dire che non c`è assolutamente niente da contestare, nessuno da mettere in discussione. Ruben è una grande persona e un professionista serissimo. Io so che tante squadre lo vorrebbero, società che lo pagherebbero molto di più rispetto a quanto possiamo fare noi a Varese. Ma lui, per rispetto nei nostri confronti, ha scelto di rimanere. Per continuare a lavorare con noi, per portare avanti quel lavoro che abbiamo iniziato».

Presidente, ieri dopo la partita tutti erano un po` abbattuti. Ha parlato con i giocatori?

«Sono entrato in spogliatoio subito dopo la sirena e li ho guardati in faccia uno per uno. Ho detto chiaramente che devono stare tranquilli, sereni. Perché nello sport chi non è sereno perde. Guardate le Olimpiadi di Torino e quella disciplina bellissima che è il pattinaggio artistico. Chi è andato sul ghiaccio con poca serenità, con troppa pressione, poi è finito gambe all`aria. E io sono convinto che i ragazzi, con Roma, non fossero sereni. Sentivano troppo la partita e la tensione li ha portati a sbagliare tutti quei tiri liberi. Io voglio che i miei giocatori siano convinti di avere attorno la fiducia della società. E poi sono orgoglioso della partita che hanno fatto con Roma». Infatti. A quelli che hanno fischiato la squadra dopo la sconfitta si può ricordare che perdere contro la Lottomatica, partita per vincere il campionato, ci può stare. «Non ha senso dar contro a questi ragazzi - prosegue il presidente - soprattutto dopo una prova d`orgoglio e coraggio come quella dell`altra sera. Che diamine, tutti vogliamo vincere, io per primo. Le sconfitte non mi sono mai piaciute. Se c`è qualcuno che può essere messo in discussione e contestato, quello sono io e nessun altro. Non è facile mantenere una squadra ad alti livelli, vi assicuro. Ci vuole del tempo e tanta pazienza. La squadra è nuova, costruita con giocatori che vengono da tutto il mondo. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, e il Ruben deve sapere che noi siamo con lui». Ha pienamente ragione Magnano, quando dice che perdere, con un presidente così, fa male. Ma con un presidente così sarà ancora più bello vincere.

Francesco Caielli

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