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Assemblea della Lega Basket


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L’Assemblea della Lega Basket Serie A che si è riunita oggi a Bologna ha esaminato le proposte della Fip con riferimento alla eleggibilità dei giocatori italiani e all’utilizzo dei giocatori extracomunitari. Verificata la incapacità della Fip di rispettare gli impegni presi nei mesi scorsi, i club della Serie A dichiarano la loro indisponibilità a sottoscrivere alcuna convenzione con la Fip che regolamenti le prossime stagioni agonistiche.

L’Assemblea ha approvato il planning della stagione 2006-2007 che inizierà domenica 8 ottobre con eventuale gara 5 di finale play off giovedì 21 giugno. Per quanto riguarda gli eventi di Lega, l’All Star Game è in programma il 23 dicembre, mentre la Final Eight di Coppa Italia si disputerà dall’8 all’11 febbraio. A questo riguardo è stato definito il nuovo regolamento e i criteri di assegnazione della sede della Final Eight che dalla prossima stagione consentirà anche ad un club partecipante alla Serie A di presentare la propria candidatura ad organizzare l'evento ottenendo la qualificazione automatica alla manifestazione.

Definiti infine gli adempimenti di Lega per l’iscrizione al prossimo campionato.

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Da "Basketground"

Nuovamente turlupinata da un atteggiamento della Federazione Pallacanestro divenuto ormai difficilmente commentabile, la Lega Basket è giunta al termine d’una estenuante assemblea sull’orlo del lock out con evidenti fratture, forse insanabili, che ne minano la conduzione futura. Come già accadde lo scorso autunno, con la Fip che improvvisamente cambiò rotta sulla comune direzione intrapresa nella querelle-stranieri, anche a primavera le carte in tavola sono state cambiate e ad incassare il voltagabbana federale questa volta sono stati i tre “mediatori”, Toti, Maione e Antonetti, inviati dai club a parlamentare.

I fatti: dopo lunghi conciliaboli, società e Federbasket arrivano all’intesa sui 6 visti e 4 extracomunitari in campo. Stante alle carte lette e sventolate ieri dal presidente di Lega Enrico Prandi, la Fip avrebbe inviato due diverse lettere, una al Coni e una ai club, dai contenuti discordanti. «Il 9 marzo, al Coni, ha confermato la volontà di proseguire con i 5 visti con al massimo 3 extra a referto. Il 13 marzo, alla Lega, la Fip ha invece ribadito il nuovo accordo, con 6 visti e 4 extra in campo».

Una situazione bizzarra, che solo dopo alcuni minuti Prandi riesce a definire «tragicomica». Accertati i fatti durante il colloquio avuto con il presidente del Coni Gianni Petrucci il 31 marzo scorso, a Prandi non resta che incassare l’ennesimo cambiamento di rotta della Federazione, giustificato in seguito con un sospetto «errore di scrittura».

Nella sostanza, da ottobre ad oggi nulla s’è mosso, la situazione s’è notevolmente intorbidita e i buoni propositi finiti a donnacce. Il risultato è una Lega spaccata, il cui portavoce non può far altro che ammettere: «Siamo sbigottiti e dispersi di fronte all’atteggiamento della Fip. Francamente non si comprende perché chi governa il basket debba creare queste situazioni che generano solo confusione e disamoramento dei proprietari. L’unica decisione comune che è stata presa all’unanimità riguarda il rifiuto di firmare qualsiasi convenzione con la Federazione da ora in avanti».

Tradotto, non esisterà alcun documento e dunque alcun vincolo: ogni club potrà tutelarsi privatamente, intraprendendo qualsiasi azione individuale. Cadranno, dunque, i laccioli legati al numero minimo di italiani, all’utilizzo dei comunitari e degli italiani “di passaporto”, norme facilmente aggirabili attraverso il ricorso a un tribunale ordinario. Tutto ciò in attesa della risposta del Coni, che potrebbe addirittura tirare totalmente la cinghia riguardo alla presenza di extracomunitari.

Resta, nel marasma, la netta sensazione d’una Lega delegittimata, senza obiettivi da raggiungere, incapace d’alzare un muro comune. All’uscita dopo ore di discussioni e baruffe, i commenti sono stati unanimi: «Velo pietoso» per Mario Ghiacci, «Giornata inutile» per molti altri. Chiarissimo Giorgio Corbelli: «Ci sono poche idee e ben confuse». E’ lì che si scopre il tentativo estremo nei confronti del mezzo golpe della Fip: ai punti all’ordine del giorno è stata aggiunta la proposta di una serrata totale dei club, a partire dalle gare di domani sera. I voti, 5 favorevoli, 5 contrari e 5 astenuti, fotografano perfettamente le posizioni dell’assemblea.

E per una Virtus Bologna contraria a tutte le proposte di Prandi (Claudio Sabatini ha avanzato anche un voto di sfiducia al presidente di Lega, ottenendo 8 astensioni), c’era una chiara volontà di alcune società importanti (Treviso e Siena, sempre astenute) a non continuare su questi sentieri, mentre tutti sono ormai mosso solo da interessi privati. «Io ero per la serrata — annuncia Sabatini — ma visto che stiamo perdendo tempo, meglio seguire alla lettera le indicazioni di Petrucci. Per quanto riguarda la Virtus, confermo che non daremo le deleghe per i diritti tv, internet e wireless».

Ecco l’altro nodo: i club non hanno trovato alcun accordo sui diritti tv e sulle sponsorizzazioni. La Virtus e Capo d’Orlando hanno confermato che non cederanno la delega alla Lega, gli altri club hanno preso tempo ma appare chiaro che l’accordo con Sky è tutto in salita. Da un lato, sta prendendo corpo in molte società l’opportunità di trovare strade alternative, dall’altro la vendita solo parziale dei diritti non incontra l’interesse del network — che ha avanzato una proposta triennale — e nella migliore delle ipotesi potrebbe a introiti ribassati del 30-40%. Alto mare anche per quanto riguarda il rinnovo con Tim, attuale sponsor del campionato, mentre sono state per ora rigettate le proposte di Sabatini per introdurre un logo “Playoff” e un salary cap per i giocatori italiani.

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In soldoni significa che:

1 - I visti li assegna il Coni secondo il meccanismo perverso della Bossi-Fini (decreto ministeriale di durata annuale secondo il numero proposto dall'organismo sportivo), quindi visto il njet totale di Petrucci all'aumento restano tam quam quest'anno (5 totali, 3 extra e un neo-com in campo e una sostituzione a disposizione).

2 - Per tutto il resto, ossia comunitari e italiani, non esiste convenzione, quindi ognuno fa come gli pare, almeno sulla carta. Senza dimenticare che la delibera CONI che impone il 50 per cento di giocatori italiani a referto in ogni sport professionistico di squadra (bella forza, sono 3, calcio ciclismo e basket) entrerà in vigore nel 2007/2008.

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Quindi restando alla nostra squadra bisognerà sacrificare sia collins che garnett,tenere Howell e hafnar e avremmo a disposizione 2 visti extraUE e 1 neoUe giusto???

Con cui si spera troveremo i 3 innesti di qualità. Se ci pensate un attimo la trovo la soluzione ideale anche se rinuncerei a malincuore a collins.

Se si trovasse un lungo Usa forte e tecnico si potrebbe tenere il nostro play,viceversa meglio un regista comunitario o italiano(pecile e spinelli stanno giocando benissimo e sono chiusi nel ruolo da 2 usa, un offertina??)un esterno e un lungo usa e un 3o un 4 comunitario .

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