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I problemi di cantù...


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Le decisioni del Presidente Corrado in merito al futuro di Cantu'

25/05/2006 15:51

- Sito Uff. Pall. Cantu -

Il Presidente Francesco Corrado

Questa mattina, presso il PalaVerticalVision di Cuciago, il presidente della Pallacanestro Cantù, Francesco Corrado, ha tenuto una conferenza stampa dove ha reso note le sue decisioni in merito al futuro della società. Queste le dichiarazioni di Corrado: “La stagione che si è appena conclusa, oltre ad essere stata deludente per i risultati raggiunti, ha evidenziato tutta una serie di problematiche di cui eravamo già in parte a conoscenza, ma che speravamo sempre di poter rinviare. Non parlo evidentemente di situazioni tecniche, le quali peraltro sono già state oggetto di una lunga ed attenta valutazione con i responsabili Arrigoni e Sacripanti, ma mi riferisco in particolare ai problemi organizzativi che riguardano soprattutto la Società e la dirigenza.

Dal 1999 fino ad oggi la Pallacanestro Cantù è sempre stata una Società con una gestione e una dirigenza a carattere familiare. Questo ha portato sicuramente dei grossi vantaggi sia per la rapidità delle decisioni, sia anche per lo spirito confidenziale che si è sempre potuto instaurare tra la dirigenza, gli atleti, i tifosi e anche con la stampa. D’altro canto, invece, ci rendiamo conto che tutto questo può aver rappresentato anche una sorta di freno al possibile sviluppo di una base più rappresentativa della compagine societaria che avrebbe potuto gestire la Pallacanestro Cantù con un impronta probabilmente più manageriale e sicuramente meno sentimentale.

Questa situazione è nota a tutti già da parecchio tempo, tuttavia in momenti in cui tutto va bene, anche le decisioni programmatiche vengono accantonate a favore di una coinvolgente euforia di massa generata dai risultati che spesso ci fanno travisare quelli che in realtà sono i nostri veri limiti.

In effetti, se ci pensiamo, nel panorama cestistico italiano di oggi, dove si vogliono emulare attraverso grandi investimenti modelli che rappresentano unicamente ciò che di peggiore esiste oggi nello Sport, la Pallacanestro Cantù non avrebbe più motivo di esistere, perchè:

· Non ha un’ampia struttura societaria e quindi è priva d’importanti investimenti

· Ha un budget inferiore rispetto alla maggior parte delle altre società di serie A

· Per il suo bacino d’utenza è ritenuta una società provinciale e per questo non gode di sufficienti attenzioni nè da parte dei media nazionali e nemmeno da parte degli sponsor.

· Non ha accesso a finanziamenti regionali o nazionali a sostegno dello Sport e infine, non ha un impianto adeguato alle esigenze moderne.

E’ una fotografia impietosa ma reale di una situazione che solo noi a Cantù ci ostiniamo a non voler vedere. Ma perché non la vogliamo vedere?

Forse perché in 70 anni di storia abbiamo sempre dovuto combattere contro questi problemi e ormai ci sentiamo abituati ad affrontarli all’inizio di ogni stagione, sperando poi che la prossima non si ripropongano di nuovo, oppure perché siamo troppo orgogliosi per pensare che il Basket di alto livello debba essere negato ad una società come la nostra con un palmares come il nostro e soprattutto con un pubblico di una città come la nostra. O forse questa foto non la vediamo semplicemente perché siamo canturini: appassionati di un sogno che vogliamo continuare a fare a costo di nascondere la testa sotto il cuscino per la paura di risvegliarci.

Oggi però credo che sia giunto il momento di togliere questo cuscino, di guardare in faccia alla realtà e, se è possibile, di affrontarla con serenità e con la massima razionalità. Io ho già dovuto farlo da un po’ di tempo, assumendo atteggiamenti e posizioni che a tratti mi hanno reso anche antipatico a una parte dei nostri tifosi, ma adesso è giunta l’ora che i problemi li si affronti tutti assieme, ognuno per quello che gli compete: dirigenti, tecnici, tifosi, sponsor, istituzioni e imprenditori: nessuno escluso.

Come sapete, recentemente ho fatto fare un’analisi della Società e ho avviato un ipotesi di nuovo assetto societario. In sostanza mi sono reso conto di non poter più continuare da solo nè finanziariamente nè operativamente a gestire il gravoso impegno e così ho aperto le porte della Società auspicando l’ingresso di nuovi soci, ai quali non solo ho offerto le azioni al prezzo di costo a cui le avevo acquistate io nel 1999, ma soprattutto mi sono reso disponibile a cedere loro, posti nel nuovo Consiglio di Amministrazione, ruoli operativi e soprattutto la maggioranza azionaria rimanendo io, a loro piacendo, sempre nel ruolo di Presidente in una posizione di minoranza.

Questa trattativa iniziata prima della fine del campionato si è protratta per alcuni mesi e ha coinvolto l’interesse di decine di personalità del mondo imprenditoriale ed istituzionale. L’ipotesi più rosea che auspicavo, sarebbe stata quella di poter cedere ai nuovi soci almeno il 60% delle azioni della Pallacanestro Cantù, rimanendo io e la mia famiglia con un simbolico 40% che avrebbe rappresentato non certo la regressione di un impegno, ma il segno di un costante attaccamento a quella che abbiamo sempre considerato una nostra grande passione condivisa con tutti i canturini.

Ebbene, oggi, pur ringraziando tutti coloro che con interesse hanno valutato la mia proposta, devo prendere atto, che il progetto non ha trovato sufficienti investitori per poter essere realizzato, in quanto fino ad oggi ho ricevuto proposte di acquisto solo da parte di cinque imprenditori che complessivamente hanno opzionato solo il 30% delle azioni invece dell’auspicato 60%. Altri si sono detti interessati ma non ad un ingresso immediato, magari più avanti.

Una situazione che non lascia spazio all’ottimismo anche se devo verificare che è stato fatto un bel passo in avanti rispetto al 1999, quando la mia disponibilità iniziale a cedere le azioni era stata accettata solo dal 5%. Devo però dire che nel ’99 era tutto un’incognita, oggi invece con la trasformazione che ha avuto la Società, i risultati che ha ottenuto, l’affluenza di pubblico e l’aumento della visibilità che ha dato agli sponsor e alla città, credo che sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più in termini di fiducia dall’imprenditoria locale.

Cosa fare ora? Sapete già che ci è stata inviata la disdetta all’abbinamento da parte dello sponsor, e questo rappresenta un ulteriore problema.

Segnali di solidarietà invece arrivano dall’Amministrazione Comunale che attraverso il Sindaco Tiziana Sala, la Giunta e il Consiglio Comunale si stanno prodigando per assicurarci il loro sostegno in attesa di definire la questione del nuovo Palazzetto che dovrebbe, in futuro, portare ulteriori benefici alla Pallacanestro Cantù attraverso l’affidamento di un’ipotetica gestione dell’impianto senza che la Società di basket o i suoi dirigenti siano coinvolti in nessun modo nell’operazione immobiliare .

Anche l’Amministrazione Provinciale a nome dell’Assessore Edgardo Arosio ha riconfermato il suo sostegno, così come la Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù unitamente a qualche Azienda locale che ha già riconfermato la cartellonistica pubblicitaria.

Attestati di fiducia che è difficile ignorare così come è difficile ignorare i cinque imprenditori che hanno risposto al mio appello opzionando il 30% delle azioni della società, o l’anonimo amico che mi sostiene da anni con una cospicua donazione senza chiedere mai nulla in cambio, e i quasi tremila abbonati che insieme a tutti gli altri tifosi e a tutto l’orgoglio di una città aspettano con ansia le mie decisioni.

Per tutti loro, per il grande amore che ho per la mia famiglia, per il basket, per questa città e per la sua gente, ho deciso che, nonostante non ci siano al momento le condizioni per poter progettare una nuova stagione senza dover affrontare con certezza delle perdite economiche, iscriverò comunque entro i termini stabiliti la squadra al campionato auspicando che nel frattempo altri imprenditori possano aggregarsi alla cordata di amici che pioneristicamente hanno aperto una strada che spero possa per sempre mantenere la Pallacanestro a Cantù senza dover chiedere sacrifici economici a nessuno”.

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Un po' vecchiotta, questi sono gli sviluppi odierni...

Mi sembra una buona idea, anche se i Roosters di Bulgheroni c'erano arrivati già 10 anni fa.... peccato non sia stata più continuata quella brillante idea.........

Aiutare il Basket

L'idea lanciata giovedì dal patron canturino dei mille euro da mille "sponsor" già ieri è stata subito recepita dalla piazza

Corrado e gli altri «soci» che non ti aspetti

Il presidente: «Ciò che è accaduto mi conforta nel portare avanti questa iniziativa lanciando così una nuova sfida»

Palazzetto Pianella, conferenza stampa di giovedì con protagonista Francesco Corrado. Oltre ad annunciare le sue decisioni in merito al futuro della società e a esporre il suo progetto, il presidente avanza anche un'idea per permettere al club brianzolo di giocare senza sponsor, ovvero portando sulle proprie maglie semplicemente la scritta Pallacanestro Cantù. L'idea lanciata da Corrado è quella di avere mille persone che versino mille euro ciascuno in qualità di sponsorizzazione. In questo modo si arriverebbe a un milione di euro, ovvero una cifra che potrebbe sostituire quella del main sponsor che, in questo momento, manca alla Pallacanestro Cantù per la stagione 2006-2007. Sembrava essere semplicemente un'idea quella di Corrado e invece il popolo canturino ha recepito il messaggio immediatamente. «Questo è stato un flash che mi è venuto mentre parlavo al telefono con Pennestrì (il presidente della Comense, ndr) - spiega Corrado -. Giovedì ne ho parlato ma mai avrei pensato che il giorno seguente si sarebbero verificati tre fatti significativi». Proprio ieri, infatti, il presidente della Pallacanestro Cantù ha potuto constatare di persona una volta di più l'amore che un appassionato può nutrire nei confronti della propria squadra. «Mi ha lasciato stupito che, quando ancora una proposta non era stata formulata, questa mattina (ieri per chi legge, ndr) mio figlio Alessandro ha ricevuto da una persona mille euro - racconta il numero uno biancoblù -. Insieme alla somma è stato fatto l'augurio che questo possa essere l'inizio di un programma nel quale crediamo». Francesco Corrado ieri mattina era invece impegnato a Milano per questioni di lavoro e al rientro in ufficio a Cantù, prima di pranzo, sulla sua scrivania ha trovato un'altra busta: «In questa ho trovato duemila euro e delle frasi che ho apprezzato moltissimo». Ma le sorprese non sono finite lì. «Il momento più emozionante l'ho vissuto a casa mia alle 13.30 - racconta sempre un presidente che in quello stesso momento sta per commuoversi di nuovo -. Hanno suonato al citofono e, rivolgendomi a mia moglie, ho detto: "Saranno i soliti che portano la pubblicità". Era, al contrario, una persona che sta attraversando un momento molto difficile. E' entrata, ha abbracciato me e mia moglie e consegnato una busta con scritto all'esterno "Fraternamente”. Un atto che mi ha commosso». Tutto ciò è accaduto nella giornata che ha fatto seguito alla conferenza stampa con la quale Corrado ha annunciato che manterrà la pallacanestro a Cantù e iscriverà la squadra al prossimo campionato. Ma, soprattutto, il presidente canturino ha lanciato un'idea, senza ancora averla studiata nei dettagli, e gli appassionati hanno iniziato a rispondere. «Nella vita ci sono degli attimi per i quali non esiste prezzo e che ti ripagano di tutto quel poco che hai potuto fare per Cantù, per questa città e per i suoi tifosi. Quello che è accaduto mi conforta nel portare avanti questa idea che era maturata nella mia testa e mi convince a lanciare questa sfida». Un ringraziamento da parte del presidente biancoblù a queste persone che con il loro atto di fedeltà e amore hanno stimolato ancor di più la società da lui presieduta ad affrontare la nuova stagione. «Già la prossima settimana studieremo un progetto per rendere quest'idea attuabile» è l'ultima promessa di Corrado

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