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La Franzoni può solo ringraziare la sua famiglia di psicopatici che l'ha consigliata di dichiararsi innocente e il collegio di difesa che ha assecondato questa follìa.

Se avesse detto "Il bambino continuava a piangere ed a rompere i coglioni, così gli ho mollato un paio di sprangate" sarebbe stata ricoverata in istituto e curata come si conviene a quella pazza che è.

Per altro, pochi anni più tardi avrebbe anche potuto condurre un reality tipo "La tata" su Sky.

Invece no, quindi oramai tocca dire: schiatta in carcere, assassina, ma cosa dico assassina....ultras.

Edited by Ponchiaz
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Mi domando spesso a cosa serve la detenzione in questo caso.

Possibilità che ammazzi ancora?

Necessità di ripagare il danno a qualcuno?

Perchè la vogliamo in carcere?

EmaZ, a cosa serve che la Franzoni sia in carcere? Deve risarcirti per qualcosa?

Penso che la Franzoni sia più utile, a se, ai suoi figli e a tutti noi a casa sua. Fosse anche per non avre una carcerata in più da pagare.

La sua pena la vive ogni giorno, non penso serva il carcere.

Ma...

Si, perchè c'è un ma.

Tutto questo è riferito alla morte di Samuele, al raptus che deve aver avuto la madre in quel momento e che doveva finire lì.

Invece non è finito lì. Come detto da Ponchiaz doveva finire lì con l'ammissione dell'errore, avremmo trovato una soluzione utile a tutti. Invece ne è nata una guerra legale, in cui si è cercato di far passare per pirla tutti gli inquirenti e, cosa che ritengo grave, cercare di accusare qualcun altro.

Pagheà più per questo che per la morte del figlio.

Penso che la soluzione possa essere che la Franzoni stia in carcere 10 giorni. Gli altri sedici anni li farei fare a Taormina.

Posted
...

Se avesse detto "Il bambino continuava a piangere ed a rompere i coglioni, così gli ho mollato un paio di sprangate" sarebbe stata ricoverata in istituto e curata come si conviene a quella pazza che è.

...

Nel tuo tono da Ponchiaz 2.0 patch 1 forse sottovaluti ciò che può derivare da una depressione. I casi di madri che non reggono più alle "crisi" di un figlio sono molte, troppe.

Non penso fosse pazza.

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Mi domando spesso a cosa serve la detenzione in questo caso.

Possibilità che ammazzi ancora?

Necessità di ripagare il danno a qualcuno?

Perchè la vogliamo in carcere?

EmaZ, a cosa serve che la Franzoni sia in carcere? Deve risarcirti per qualcosa?

Penso che la Franzoni sia più utile, a se, ai suoi figli e a tutti noi a casa sua. Fosse anche per non avre una carcerata in più da pagare.

La sua pena la vive ogni giorno, non penso serva il carcere.

Ma...

Si, perchè c'è un ma.

Tutto questo è riferito alla morte di Samuele, al raptus che deve aver avuto la madre in quel momento e che doveva finire lì.

Invece non è finito lì. Come detto da Ponchiaz doveva finire lì con l'ammissione dell'errore, avremmo trovato una soluzione utile a tutti. Invece ne è nata una guerra legale, in cui si è cercato di far passare per pirla tutti gli inquirenti e, cosa che ritengo grave, cercare di accusare qualcun altro.

Pagheà più per questo che per la morte del figlio.

Penso che la soluzione possa essere che la Franzoni stia in carcere 10 giorni. Gli altri sedici anni li farei fare a Taormina.

Bella disamina Tat, condivido al 100% quanto hai scritto.

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Penso che la soluzione possa essere che la Franzoni stia in carcere 10 giorni. Gli altri sedici anni li farei fare a Taormina.

In realtà, la Franzoni ha cambiato 3-4 difensori: li mettiamo in galera tutti?

E con loro, ovviamente, il marito e le rispettive famiglie, che hanno sostenuto (e finanziato) la "battaglia legale"?

Posted
In realtà, la Franzoni ha cambiato 3-4 difensori: li mettiamo in galera tutti?

E con loro, ovviamente, il marito e le rispettive famiglie, che hanno sostenuto (e finanziato) la "battaglia legale"?

L'idea non è malvagia.

Faccio però notare che il Taormina in particolare me lo ricordo per la frase: "Fra pochi giorni diremo il nome del colpevole".

Quindi a lui una fetta più grande.

Posted
Mi domando spesso a cosa serve la detenzione in questo caso.

Possibilità che ammazzi ancora?

Direi di sì...noi tutti si ha un freno inibitorio chiamato "controllo emotivo", la perdita di tale controllo porta a quello che viene chiamato erroneamenet raptus.

Il raptus in realtà non esiste, esistono un'insieme di "azioni subite" che portano un soggetto apparentemente sano a sviluppare reazioni impreviste...

La franzoni andrebbe curata, perchè la soglia di quel controllo è nei fatti relativamente bassa e tendente a sviluppare reazioni aggressive.

Posted

questa storia ha qualcosa di terribilmente inquietante

nel frattempo farei seguire da magister in psicologia il fratello del povero Samuele...

ma immagino (spero) che si stia facendo dal lontano 2002...

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Faccio però notare che il Taormina in particolare me lo ricordo per la frase: "Fra pochi giorni diremo il nome del colpevole".

Quindi a lui una fetta più grande.

Intanto:

1) La Franzoni è entrata in galera sei anni dopo il fatto.

2) La Franzoni s'è presa 16 anni per un infanticidio pieno zeppo di aggravanti (il che anticipa i tempi per tutti gli altri istituti "premiali").

(perchè esiste la LA, che sconta 45 giorni ogni sei mesi, cioè 90 giorni ogni anno: quindi la Franzoni farà il metà pena in circa sei anni).

3) La Franzoni, dopo tutta quella battaglia mediatica, vede i figli molto più di una "normale" carcerata.

4) Già si prospetta la grazia.

Mica così pirla, 'sto Taormina, partendo da una cliente che voleva essere assolta nonostante fosse colpevole.

Posted (edited)
Intanto:

1) La Franzoni è entrata in galera sei anni dopo il fatto.

2) La Franzoni s'è presa 16 anni per un infanticidio pieno zeppo di aggravanti (il che anticipa i tempi per tutti gli altri istituti "premiali").

(perchè esiste la LA, che sconta 45 giorni ogni sei mesi, cioè 90 giorni ogni anno: quindi la Franzoni farà il metà pena in circa sei anni).

3) La Franzoni, dopo tutta quella battaglia mediatica, vede i figli molto più di una "normale" carcerata.

4) Già si prospetta la grazia.

Mica così pirla, 'sto Taormina, partendo da una cliente che voleva essere assolta nonostante fosse colpevole.

E chi ha detto che Taormina è pirla?

Tuttalpiù è qualsiasi. Un grandissimo qualsiasi.

Il mio ragionamento era diverso e partiva dalla questione "E' giusto incarcerare la Franzoni come pena?"

Per me no. Vi sono forme diverse di pena per questi (ed altri casi).

Però in questo caso ho trovato meritevole di pena il cercare di far passare una cosa per un'altra.

Se poi mi dici che rilasciare interviste false e cercare di depistare è il metodo migliore per difendere qualcuno o ottenere la verità ne prendo atto.

Edited by tatanka
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Mica così pirla, 'sto Taormina, partendo da una cliente che voleva essere assolta nonostante fosse colpevole.

Di mamme che ammazzano i figli è pieno il mondo. Anzi, sono portato a credere che siano proprio le madri le principali assassine di minori al mondo.

Per ovvi motivi, solo le madri possono sapere quanto possano essere esasperanti i bambini ed in effetti sono certo che svariatissime madri modello hanno pensato a volte e per un nanosecondo di dare una sprangata al sangue del loro sangue solo per sentirlo smettere.

Se la Franzoni fosse stata ben consigliata, avrebbe detto questo ai carabinieri ed oggi, a sei anni di distanza insegnerebbe in un asilo nido.

Comunque, la carcerazione ritengo risponda all'esigenza di espiare la pena per un reato che comunque ha commesso.

Secondo il criterio di Tatanka, se io ammazzo qualcuno, ma sono più utlie fuori allora non ha senso che io vada in carcere. Credo sia un filo più complicato di così, in caso contrario credo sarebbe altamente consigliabile girare con elmetti in kevlar e giubbotti antiproiettile.

Posted (edited)
..

Comunque, la carcerazione ritengo risponda all'esigenza di espiare la pena per un reato che comunque ha commesso.

Secondo il criterio di Tatanka, se io ammazzo qualcuno, ma sono più utlie fuori allora non ha senso che io vada in carcere. Credo sia un filo più complicato di così, in caso contrario credo sarebbe altamente consigliabile girare con elmetti in kevlar e giubbotti antiproiettile.

Mah, se devi mettere elmetti e giubbotti vuol dire che hai lascito in giro qualcuno che può ripetere il gesto. Se può ripetere il gesto deve stare in carcere perchè elemento pericoloso.

Nel tuo caso, se ammazzi qualcuno finisci in carcere. Siccome fuori sei utile mi fai il piacere di progettare qualcosa di intelligente nelle 8 ore di aria che ti do e di renderti utile. Poi torni a dormire nella tua cella. E il tuo stipendio è confiscato per il pagamento del soggiorno e del vitto.

Una società che vuole "l'espiazione dura" della pena senza porsi il problema di cosa è meglio o peggio per la società stessa mi pare un tantino ottusa.

Io chi danneggia lo condannerei al risarcimento + lavori utili. Se recidivo lo mando dentro perchè dimostra di non aver capito una mazza e quindi essere un pericolo; e i pericoli si evitano.

Ovvio che non penso si debba solo dimenticare. E come scritto mi pare che in questo caso Franzoni e famiglia abbiano scelto una strada conflittuale con chi doveva decidere come farle scontare la pena.

Edited by tatanka
Posted
Mi domando spesso a cosa serve la detenzione in questo caso.

Possibilità che ammazzi ancora?

Necessità di ripagare il danno a qualcuno?

Perchè la vogliamo in carcere?

EmaZ, a cosa serve che la Franzoni sia in carcere? Deve risarcirti per qualcosa?

Penso che la Franzoni sia più utile, a se, ai suoi figli e a tutti noi a casa sua. Fosse anche per non avre una carcerata in più da pagare.

La sua pena la vive ogni giorno, non penso serva il carcere.

Ma...

Si, perchè c'è un ma.

Tutto questo è riferito alla morte di Samuele, al raptus che deve aver avuto la madre in quel momento e che doveva finire lì.

Invece non è finito lì. Come detto da Ponchiaz doveva finire lì con l'ammissione dell'errore, avremmo trovato una soluzione utile a tutti. Invece ne è nata una guerra legale, in cui si è cercato di far passare per pirla tutti gli inquirenti e, cosa che ritengo grave, cercare di accusare qualcun altro.

Pagheà più per questo che per la morte del figlio.

Penso che la soluzione possa essere che la Franzoni stia in carcere 10 giorni. Gli altri sedici anni li farei fare a Taormina.

dai tat...

la gente finisce dentro per aver rubato una gallina, e vogliamo lasciare a piedi un'assassina? no, io non ci sto. sono d'accordo che non ci dovrebbe stare a spese nostre, che dovrebbe andare ai lavori forzati, ma in libertà decisamente no.

e poi, chi lo dice che non lo rifarebbe???

Posted
dai tat...

la gente finisce dentro per aver rubato una gallina, e vogliamo lasciare a piedi un'assassina? no, io non ci sto. sono d'accordo che non ci dovrebbe stare a spese nostre, che dovrebbe andare ai lavori forzati, ma in libertà decisamente no.

e poi, chi lo dice che non lo rifarebbe???

E' il concetto pena = carcere che a volte non capisco.

Il carcere lo vedo come un sistema di difesa della società. Per scontare una pena vi sono molte altre strade.

Capisco però di essere utopistico e visionario in questo.

Posted
E' il concetto pena = carcere che a volte non capisco.

Il carcere lo vedo come un sistema di difesa della società. Per scontare una pena vi sono molte altre strade.

Non per l'omicidio, Tat, non per l'omicidio.

Anch'io sono per le pene corporali o lavori forzati per il 90% dei reati.

Per l'omicidio invece sono per le pene corporali, poi il carcere e i lavori forzati.

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«Situazione insostenibile, intimiditi alcuni miei colleghi»

Sapienza, preside minacciato

e sequestrato dai collettivi

L'intervento della polizia. Pescosolido: «Temo per i miei figli»

Striscioni alla Sapienza (Foto Guaitoli.Lannutti)

ROMA — «Ci hanno di fatto sequestrato per almeno venti minuti. Lì fuori erano più di un centinaio, tutti dei Collettivi di sinistra. Non potevamo uscire. Poi hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano: "Dimettiti o ti mandiamo via noi", "Non ti faremo più insegnare", "Non potrai più mettere piede qui"». La voce di Guido Pescosolido, docente di Storia moderna e da sette anni preside della facoltà di Lettere all'università romana de «La Sapienza», non tradisce emozioni: «Sa, in sette anni di presidenza ho fatto il callo un po' a tutto. Ma questo episodio è oggettivamente gravissimo. Non mi è mai capitato di essere assediato in presidenza, con due segretarie e il collega Vittorio Vidotto, e di dover uscire scortato da venti poliziotti in borghese... »

Cosa farà, ora, professore? «La situazione sta diventando insostenibile. Sto valutando il da farsi con la mia famiglia». Ovvero, pensa davvero alle dimissioni? «Non escludo alcuna decisione nei prossimi giorni. Anche perché temo per la libertà di insegnamento e la stessa vita democratica della facoltà. Alcuni colleghi, per esempio Lucetta Scaraffia, mi hanno segnalato casi in cui gruppi dei Comitati hanno tentato di far sospendere le lezioni o di imporre una discussione su fascismo e antifascismo. Se si comincia con questi metodi, mi pare obbligatorio aprire una riflessione approfondita e molto seria su quanto sta accadendo alla facoltà di Lettere».

In sette anni Pescosolido insomma ha «fatto il callo». Ma un sequestro, no: non l'aveva mai visto né vissuto. Così come non gli era mai capitato (il fatto risale a mercoledì mattina, quando era stata organizzata una prima manifestazione anti-Pescosolido davanti alla presidenza della facoltà) di sentirsi toccare la spalla e di ascoltare una voce che gli chiedesse «senti, preside, ma quanti figli hai?». L'atmosfera a Lettere è inscandescente, dopo l'autorizzazione rilasciata il 14 maggio dal preside al convegno sulle foibe: gli scontri di via De Lollis martedì, i tre arresti domiciliari di due giovani di Forza Nuova e di uno studente dei Comitati, le manifestazioni dei Comitati a Lettere prima mercoledì e poi ieri mattina. Chiarisce Pescosolido: «Avevo scritto lunedì al prorettore vicario Luigi Frati.

Vista la situazione e i recenti episodi in città, avevamo deciso la sera stessa di ritirare il permesso». Comunque i Collettivi accusano Pescosolido di aver «sdoganato», dato via libera a Forza Nuova. Il preside assicura: «Nelle forme in cui mi era stata presentata, appariva la sigla Lotta universitaria, non Forza Nuova. E io non autorizzo tutto ma solo le iniziative che possono rientrare nei fini istituzionale della facoltà. E mi chiedo: chi è che decide se si può o non si può tenere un convegno? Io, da preside, devo mettere i paletti. Ma da privato cittadino liberaldemocratico penso sia un errore non ascoltare estremisti di destra, di sinistra, di centro». Tra i relatori appariva però il nome del segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. «Ho chiesto ad alcuni colleghi se lo conoscessero, la maggior parte non sapeva chi fosse, non è un nome ancora segnato sui libri di storia...».

Torniamo a giovedì, al pianterreno di Lettere. Alle 11 si forma il corteo dei Collettivi. Ma poco prima delle 13 più di un centinaio di manifestanti sale la famosa scalinata di Lettere, imbocca il corridoio di sinistra e si piazza davanti alla porta della presidenza. Lì dentro ci sono Pescosolido, il suo collega Vittorio Vidotto («ero andato a chiedergli come stesse, sotto accusa com'è») e due impiegate. Pescosolido ha in tasca il numero di un telefono cellulare: quello di un poliziotto che, dopo la prima manifestazione di mercoledì e le denunce del professore, aveva assicurato che in caso di pericolo gli agenti sarebbero intervenuti. In realtà gli agenti, tutti in borghese, sono già lì davanti alla facoltà, confusi tra i manifestanti. Passano venti minuti di grida al megafono, di minacce. Poi i calci alla porta.

Racconta Vidotto: «L'atmosfera era dura, tesa. paura? Una certa accelerazione del battito cardiaco c'è stata... se avessero sfondato la porta non so come sarebbe andata a finire». A quel punto Pescosolido chiama il numero di telefono. «Professore, siamo qui fuori. Vuole che chiamiamo rinforzi? ». Pescosolido chiede di non gettare benzina sul fuoco: desidera solo uscire per andare a a prendere la figlia a scuola. Il resto ricorda un blitz. Venti uomini aprono un varco tra i ma-nifestanti, spalancano la porta, conducono via prima le impiegate e Vidotto, infine il preside. Ma non gli fanno affrontare la scalinata dell'ingresso principale. Escono rapidamente dal retro del Museo dei Gessi, evitando il piazzale della Minerva. Ancora Vidotto, autore di molti libri su Roma: «Spero solo che questi episodi non si ripetano, che Pescosolido non diventi il bersaglio di una autentica campagna ostile, che non si assista a una escalation contro i docenti che la pensano diversamente dai Comitati.... Ma cosa sta accadendo in questa città? Vedo molti episodi. Sono davvero coincidenze temporali?» Chissà.

Paolo Conti

30 maggio 2008

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  • 2 weeks later...
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AL CONVEGNO DI CONFINDUSTRIA JUNIOR A SANTA MARGHERITA LIGURE

Leggero malore per Berlusconi

Il premier ha un mancamento e viene portato in un'altra sala. Poi torna sul palco e rassicura la platea

SANTA MARGHERITA LIGURE (Genova) - Leggero malore per il premier Silvio Berlusconi al termine del suo intervento al convegno dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure. Appena sceso dal palco, il premier, secondo quanto riferito dalle persone in sala, ha chiesto un bicchier d'acqua e si è allargato il nodo della cravatta. Il presidente di Confindustria Marcegaglia, impegnata in quel momento nel suo discorso all'assemblea, ha chiesto se in sala c'era un medico. Subito dopo il premier è stato accompagnato in una stanza attigua dove è stato visitato.

Accolto da tantissimi applausi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sorridente e sereno (con una camicia diversa da quella indossata in precedenza e senza cravatta, si è ripresentato alcuni minuti dopo sul palco dei giovani imprenditori di Confindustria per salutare il parterre. «Sto bene», ha detto rivolto in particolare al presidente dei giovani imprenditori Federica Guidi e al numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia. Il premier le ha abbracciate entrambe, e ha rinnovato i suoi auguri per il sistema delle imprese italiane. Poi ha lasciato la sede del convegno dei giovani imprenditori.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, minimizza con decisione il leggero malore accusato dal premier Silvio Berlusconi durante il convegno dei giovani imprenditori. «Non è successo niente - ha detto Bonaiuti uscendo dalla sala del convegno - c’è stato solo un calo di zuccheri».

07 giugno 2008

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AL CONVEGNO DI CONFINDUSTRIA JUNIOR A SANTA MARGHERITA LIGURE

Leggero malore per Berlusconi

Il premier ha un mancamento e viene portato in un'altra sala. Poi torna sul palco e rassicura la platea

SANTA MARGHERITA LIGURE (Genova) - Leggero malore per il premier Silvio Berlusconi al termine del suo intervento al convegno dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure. Appena sceso dal palco, il premier, secondo quanto riferito dalle persone in sala, ha chiesto un bicchier d'acqua e si è allargato il nodo della cravatta. Il presidente di Confindustria Marcegaglia, impegnata in quel momento nel suo discorso all'assemblea, ha chiesto se in sala c'era un medico. Subito dopo il premier è stato accompagnato in una stanza attigua dove è stato visitato.

Accolto da tantissimi applausi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sorridente e sereno (con una camicia diversa da quella indossata in precedenza e senza cravatta, si è ripresentato alcuni minuti dopo sul palco dei giovani imprenditori di Confindustria per salutare il parterre. «Sto bene», ha detto rivolto in particolare al presidente dei giovani imprenditori Federica Guidi e al numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia. Il premier le ha abbracciate entrambe, e ha rinnovato i suoi auguri per il sistema delle imprese italiane. Poi ha lasciato la sede del convegno dei giovani imprenditori.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, minimizza con decisione il leggero malore accusato dal premier Silvio Berlusconi durante il convegno dei giovani imprenditori. «Non è successo niente - ha detto Bonaiuti uscendo dalla sala del convegno - c’è stato solo un calo di zuccheri».

07 giugno 2008

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"Grazie Tatanka" per il malore del Berlusca... siamo alla magia nera? ;)

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"Grazie Tatanka" per il malore del Berlusca... siamo alla magia nera? ;)

La potenza è nulla senza controllo...e tat di controllo ne ha moltissimo, guarda che è successo al povero berlusca....pensa che in quel momento tat lo stava solo pensando

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"Grazie Tatanka" per il malore del Berlusca... siamo alla magia nera? :ph34r:

Fate gli spiritosi , intanto il Silvio il primo muiracolo lo ha già fatto : sabato in Liguria c'è stato sole !!! ;):P;)

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La potenza è nulla senza controllo...e tat di controllo ne ha moltissimo, guarda che è successo al povero berlusca....pensa che in quel momento tat lo stava solo pensando

Allora speriamo che riservi "pensieri affettuosi" anche all'Inter ;)

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Non per l'omicidio, Tat, non per l'omicidio.

Anch'io sono per le pene corporali o lavori forzati per il 90% dei reati.

Per l'omicidio invece sono per le pene corporali, poi il carcere e i lavori forzati.

Ecco, per quelli della clinica Santa Rita chiedo carcere, confisca dei beni che vengono girati ai danneggiati e magari anche l'asportazione di un rene ed una cornea da donare a chi ne ha bisogno.

Edited by tatanka
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.... e magari anche l'asportazione di un rene ed una cornea da donare a chi ne ha bisogno.

Il ritorno alla legge del taglione, occhio per occhio, dente per dente :huh::D:D

Posted (edited)
Ecco, per quelli della clinica Santa Chiara chiedo carcere, confisca dei beni che vengono girati ai danneggiati e magari anche l'asportazione di un rene ed una cornea da donare a chi ne ha bisogno.

...ma non era Rita ???

Grazie Tatanka !! :huh::D

Edited by ROOSTERS99

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