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Virtus castelmaggiore: Dan Gay in arrivo?


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Virtus Bologna: Dan Gay in arrivo

E’ presto per tutto, mercato, società e qualsiasi altra novità in casa Virtus. Ma se per stringere i tempi sugli ingaggi occorrono almeno altri dieci giorni, per le sorti del club il traguardo è molto più vicino.

Claudio Sabatini s’è più volte detto disposto a trattare con interlocutori autorevoli, che diano garanzie per la società non solo nell’oggi ma anche nel futuro. Occorrono danari per rilevare la Virtus e progetti di grande rilancio, dunque un’esposizione economica importante. Diciamo sui 12 milioni almeno per la prima stagione, metà per entrare e metà per costruire la squadra. Finora al di là di sondaggi esplorativi, non si sono viste sul tavolo offerte concrete: più il tempo passa, più s’assottigliano le possibilità di un passaggio di consegne. Le indiscrezioni narrano che l’interesse arrivi da un gruppo imprenditoriale non bolognese, composto da diverse realtà, una delle quali, forse la più sugosa, sarebbe rappresentata dal marchio Guru.

Azienda leader nel campo della moda, ideata e creata da Matteo Cambi, la Guru – che ha di recente aperto un punto vendita prestigioso nel centro storico della città - sarebbe il trait d’union per la cordata che nelle ultime settimane ha messo gli occhi sulla Virtus.

Intanto, salutato Lucio Zanca, dimissionario dalla carica di GM e diretto con le stesse mansioni a Montegranaro, si collocheranno in questi giorni alcuni tasselli nei ruoli dirigenziali. Federico Paci, ex direttore sportivo a Reggio Calabria, arriverà con incarichi esclusivamente di marketing, ma il piatto più ricco riguarda Dan Gay, dato in ingresso nel mondo bianconero dietro la scrivania. Ruolo dirigenziale ancora da ritagliare per l’ex capitano della Fortitudo, un altro “scippo” di Sabatini, ma le mansioni saranno, nella pratica, di supporto all’area tecnica. Dopo anni passati sui parquet, anche da bandiera della Bologna biancoblù, Gay esordisce da dirigente nella Virtus, l’altra metà di Basket City. Non ci sarà un nuovo general manager, dunque, ma tre figure – compreso Gigi Terrieri - a lavorare dietro le quinte del club.

Di rincorsa arriva il mercato, disturbato non tanto dalle vicende esterne, dai cambiamenti dirigenziali o dalle priorità della società che dall’1 di luglio aprirà i battenti nella nuova casa del Cierrebi Club, tutta da “arredare”. E’ in movimento, la Virtus, ma per contatti e sondaggi esplorativi: deve chiudere alcune partite interne prima di capire dove piazzare le prime zampate e in ogni caso il mondo europeo induce alla prudenza. Russia e Spagna rimangono le mete più ambite, nonché quelle più munifiche, e insomma finché non si sono sistemate le prime sette della Liga e le prime cinque in Russia, la gran parte dei giocatori attende che il telefonino trilli per l’interesse di qualche grosso club.

Questa è l’aria che tira in Italia, dove pochissimi hanno la possibilità di muoversi senza precisi vincoli economici. In coda, la Virtus s’è fatta i suoi conti ed è pronta ad avanzare nel momento in cui il proprio budget diventerà competitivo con i concorrenti. Una cosa è certa, con il nuovo assetto regolamentare scaturito dagli accordi fra Lega e Federazione anche le strategie sono cambiate. Confermata la scelta dei sei italiani (massimo due di passaporto), quattro extracomunitari e due comunitari come tetti per la stagione, Zare Markovski ha modificato e aggiustato i percorsi bianconeri, dapprima orientati verso un play-guardia straniero d’affiancare ai due lunghi (che ancora, sulla carta, sono Lang e Bluthenthal).

I disegni del macedone ora sono orientati verso un play e una guardia extra, in aggiunta ai due lunghi, ovvero uno straniero in più da spendere sul perimetro dove la Virtus ha collocato gli unici confermati sicuri per il momento (Di Bella, impegnato con grandi risultati in Nazionale, Gugliotta e Drejer). Un’inversione non di poco conto, soprattutto per l’opportunità di inserire un rinforzo cospicuo pur mantenendo inalterato il budget. Anche per questo motivo, Markovski non s’è strappato i capelli nell’attesa delle risposte di Vukcevic: il club intende confermare il giocatore, dopo aver perso Pelussi, ma a questo punto è il serbo a dover alzare la cornetta e accettare l’offerta.

Daniele Laban

jarring.it

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