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Colpo di mercato di can-ptù..........


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Marzorati ferma il tempo: a 54 anni torna in serie A con Cantù

Il regista, ritiratosi nel 1991, si fa tesserare di nuovo per stabilire un primato nel basket moderno

- Corriere della Sera -

Sì, è vero: a volte ritornano. Anche a 54 anni di età (li compirà il 12 settembre) e dopo quindici dal ritiro ufficiale. Pierluigi Marzorati, l’ingegnere del basket, il fioulètt della splendida storia canturina tra i canestri, si appresta a essere di nuovo tesserato per la serie A: oggi l’annuncio, in una Cantù che darà l’avvio ai festeggiamenti per il 70° di fondazione del club e che fa la misteriosa come se dovessero sbarcare gli alieni, mentre invece avverrà «solo» l’incontro ravvicinato con un campione e con la sua voglia matta di ritoccare la storia. La pruderie che sta alla base della decisione del «Pierlo» di rimettersi in canotta e calzoncini (almeno formalmente, poi si vedrà...) è infatti la possibilità di far parte anche del basket del Terzo Millennio, dopo aver scritto pagine auliche nei decenni conclusivi del Secondo. Si parla, nel comunicato d’invito ai tifosi, agli appassionati in genere, ai giornalisti, che converranno alle 11.30 nella Sala convegni della Cassa Rurale Artigiana, di «primato mondiale». Il record è questo: Marzorati diventerà l’unico giocatore che ha navigato in tutte le epoche del basket moderno. In serie A debuttò nel 1969, quando Cantù si chiamava Oransoda; le scarpe al chiodo le appese nel 1991 dopo la conquista della Coppa Korac, quando sulle maglie la sponsorizzazione era Clear.

Dunque: presente negli anni 60, 70, 80 e 90, per un totale di 692 partite in serie A, 8659 punti all’attivo, due scudetti e due Coppe dei Campioni, l’apice di un palmarès ben più ricco; e ora, appunto, l’approdo nel nuovo secolo, negli anni 00 (si chiamano così?) miscelando il colpo ad effetto e una furbata degna del marketing astuto, ma anche qualcosa che rimarrà. Alla domanda inevitabile - quante partite mai giocherà l’ex chierichetto che in campo diventava un regista chirurgico e ficcante? - la risposta plausibile, in attesa delle parole ufficiali di stamane, è questa: appena qualche minuto, verosimilmente all’inizio o nel «periodo spazzatura» di un incontro facile; o magari non affronterà nemmeno quel sussurro del tempo, perché forse basta l’atto, cioè il tesseramento, a far scattare il primato. Però, conoscendo l’ingegnere, siamo pronti a scommettere che non si accontenterà della forma e che un piede sul campo prima o poi lo vorrà mettere davvero, sempre che non decida (capacissimo di farlo, vista la sua meticolosità) di presentarsi pure agli allenamenti, giusto per limare quella sagoma un tempo smilza da fare invidia e oggi un po’ più allineata, legittimamente allineata, aggiungiamo, alla pinguedine media.

In attesa di mettere a fuoco questo e altri dettagli (ad esempio: se dovesse giocare veramente, riavrà la storica maglia numero 14, mai ritirata dalla società?), Marzorati si leverà la soddisfazione di sorpassare Dino Meneghin, che cessò di essere cestista a 44 anni. Però la trovata sua e di una Cantù che cerca di coagulare entusiasmo attorno alla squadra del prossimo campionato, potrebbe innescare un effetto-domino. Hai visto mai, tanto per dire, che SuperDino decida di fare qualcosa di simile? Oppure, potrebbe capitare che la provocazione di Marzorati emigri di una ventina di chilometri e attecchisca a Varese, dove Aldo Ossola, a 60 anni suonati, ha fatto riscrivere le regole federali sui limiti d’età del tesseramento ed è ancora in attività, seppure limitatamente al torneo di Prima Divisione. Beh, ora che il Pierlo ha fatto la prima mossa, la Whirpool Varese potrebbe convincere l’ex Von Karajan del basket a imitarlo. Fantapallacanestro, d’accordo: non accadrà. Ma ve li immaginate i due grandi interpreti della regia ancora di fronte su un parquet, anche solo per una manciata di istanti?

Flavio Vanetti

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Marzorati ferma il tempo: a 54 anni torna in serie A con Cantù

Il regista, ritiratosi nel 1991, si fa tesserare di nuovo per stabilire un primato nel basket moderno

- Corriere della Sera -

Sì, è vero: a volte ritornano. Anche a 54 anni di età (li compirà il 12 settembre) e dopo quindici dal ritiro ufficiale. Pierluigi Marzorati, l’ingegnere del basket, il fioulètt della splendida storia canturina tra i canestri, si appresta a essere di nuovo tesserato per la serie A: oggi l’annuncio, in una Cantù che darà l’avvio ai festeggiamenti per il 70° di fondazione del club e che fa la misteriosa come se dovessero sbarcare gli alieni, mentre invece avverrà «solo» l’incontro ravvicinato con un campione e con la sua voglia matta di ritoccare la storia. La pruderie che sta alla base della decisione del «Pierlo» di rimettersi in canotta e calzoncini (almeno formalmente, poi si vedrà...) è infatti la possibilità di far parte anche del basket del Terzo Millennio, dopo aver scritto pagine auliche nei decenni conclusivi del Secondo. Si parla, nel comunicato d’invito ai tifosi, agli appassionati in genere, ai giornalisti, che converranno alle 11.30 nella Sala convegni della Cassa Rurale Artigiana, di «primato mondiale». Il record è questo: Marzorati diventerà l’unico giocatore che ha navigato in tutte le epoche del basket moderno. In serie A debuttò nel 1969, quando Cantù si chiamava Oransoda; le scarpe al chiodo le appese nel 1991 dopo la conquista della Coppa Korac, quando sulle maglie la sponsorizzazione era Clear.

Dunque: presente negli anni 60, 70, 80 e 90, per un totale di 692 partite in serie A, 8659 punti all’attivo, due scudetti e due Coppe dei Campioni, l’apice di un palmarès ben più ricco; e ora, appunto, l’approdo nel nuovo secolo, negli anni 00 (si chiamano così?) miscelando il colpo ad effetto e una furbata degna del marketing astuto, ma anche qualcosa che rimarrà. Alla domanda inevitabile - quante partite mai giocherà l’ex chierichetto che in campo diventava un regista chirurgico e ficcante? - la risposta plausibile, in attesa delle parole ufficiali di stamane, è questa: appena qualche minuto, verosimilmente all’inizio o nel «periodo spazzatura» di un incontro facile; o magari non affronterà nemmeno quel sussurro del tempo, perché forse basta l’atto, cioè il tesseramento, a far scattare il primato. Però, conoscendo l’ingegnere, siamo pronti a scommettere che non si accontenterà della forma e che un piede sul campo prima o poi lo vorrà mettere davvero, sempre che non decida (capacissimo di farlo, vista la sua meticolosità) di presentarsi pure agli allenamenti, giusto per limare quella sagoma un tempo smilza da fare invidia e oggi un po’ più allineata, legittimamente allineata, aggiungiamo, alla pinguedine media.

In attesa di mettere a fuoco questo e altri dettagli (ad esempio: se dovesse giocare veramente, riavrà la storica maglia numero 14, mai ritirata dalla società?), Marzorati si leverà la soddisfazione di sorpassare Dino Meneghin, che cessò di essere cestista a 44 anni. Però la trovata sua e di una Cantù che cerca di coagulare entusiasmo attorno alla squadra del prossimo campionato, potrebbe innescare un effetto-domino. Hai visto mai, tanto per dire, che SuperDino decida di fare qualcosa di simile? Oppure, potrebbe capitare che la provocazione di Marzorati emigri di una ventina di chilometri e attecchisca a Varese, dove Aldo Ossola, a 60 anni suonati, ha fatto riscrivere le regole federali sui limiti d’età del tesseramento ed è ancora in attività, seppure limitatamente al torneo di Prima Divisione. Beh, ora che il Pierlo ha fatto la prima mossa, la Whirpool Varese potrebbe convincere l’ex Von Karajan del basket a imitarlo. Fantapallacanestro, d’accordo: non accadrà. Ma ve li immaginate i due grandi interpreti della regia ancora di fronte su un parquet, anche solo per una manciata di istanti?

Flavio Vanetti

di corsa in gioielleria a tesserare ossola??

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A me sembra una cosa tristissima...

Meneghin ha giocato davvero fino a 44 anni; tesserarsi per giocare un minuto mi pare inutile e appunto molto triste.

f.

La cosa è triste.

E ancor più triste che ci si potrebbe accorgere che poi non è malaccio e diventa un oggetto del desiderio del prossimo basket-mercato.

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