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Megarissa a PAdova


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CRONACA Le forze dell'ordine hanno impedito che gli scontri

in atto ieri sera davanti a una moschea degenerassero

Padova, scontri tra immigrati

Ventun arrestati e 50 fermati

Sequestrate anche armi da taglio e di un chilogrammo di cocaina

PADOVA - Ventuno maghrebini arrestati, una cinquantina di nigeriani fermati, 172 extracomunitari identificati e 56 di loro che rischiano di essere espulsi dall'Italia o di cadere nei provvedimenti previsti dalla legge Bossi-Fini. E poi la perquisizione di quasi un centinaio di appartamenti che ha portato al sequestro di diverse armi da taglio e un chilo di cocaina. E' pesante il bilancio dell'operazione compiuta dalle forze dell'ordine di Padova, che ieri sera hanno evitato che gli scontri in atto tra maghrebini e nigeriani degenerassero.

I due gruppi, che vivono nell'area alla periferia di Padova, da tempo nota per problemi legati all'ordine pubblico e alla microcriminalità, si sono affrontati in via Anelli, forse a cuasa di una moschea. Secondo il sindaco di Padova Flavio Zanonato, infatti, potrebbero essere stati i danni provocati a una sala dedicata al culto musulmano, al pianoterra di uno dei palazzi di via Anelli, a scatenare i tafferugli. "Insieme al

questore Alessandro Marangoni abbiamo visto lo stato di una piccola moschea, non collegata alla moschea principale della città, perchè di altro rito. Sembrerebbe - ha aggiunto il sindaco - che le violenze tra maghrebini e nigeriani siano state innescate da atti di insulto a questa moschea. I danni si vedono, c'è un buco sul muro".

Secondo i primi dati in mano alla questura, sono 21 i maghrebini arrestati con accuse che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale, ad atti di violenza, a porto abusivo di armi da taglio e oggetti contundenti. Sessanta, invece, i fermati, mentre 172 sono stati gli extracomunitari identificati, di cui 56 quelli che potrebbero essere espulsi dal territorio italiano o cadere nei provvedimenti previsti dalla legge Bossi-Fini.

Gli agenti di polizia, assieme ai carabinieri e alla guardia di finanza, perquisendo l'area, in totale novantasei appartamenti, hanno sequestrato numerose armi da taglio, tra cui asce, coltelli da cucine, roncole, machete e anche un chilogrammo di cocaina.

Gli scontri violenti tra le due etnie di ieri sono solo gli ultimi della serie: la sera del 25 luglio, infatti, inciedenti molto simili erano scopp escludono che i disordini di ieri sera non siano altro che il proseguimento di quelli scoppiati la sera precedente.

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e noi al posto che levarceli dai coglioni gli vogliamo dare anche il voto?

...evito i commenti per me sono da affondare prima che sbarcano...poi ci incazziamo perché le carceri sono piene...sono piene di questi schifosi...cazzo che rabbia che voglia di farsi giustizia da soli!

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CRONACA Le forze dell'ordine hanno impedito che gli scontri

in atto ieri sera davanti a una moschea degenerassero

Padova, scontri tra immigrati

Ventun arrestati e 50 fermati

Sequestrate anche armi da taglio e di un chilogrammo di cocaina

PADOVA - Ventuno maghrebini arrestati, una cinquantina di nigeriani fermati, 172 extracomunitari identificati e 56 di loro che rischiano di essere espulsi dall'Italia o di cadere nei provvedimenti previsti dalla legge Bossi-Fini. E poi la perquisizione di quasi un centinaio di appartamenti che ha portato al sequestro di diverse armi da taglio e un chilo di cocaina. E' pesante il bilancio dell'operazione compiuta dalle forze dell'ordine di Padova, che ieri sera hanno evitato che gli scontri in atto tra maghrebini e nigeriani degenerassero.

I due gruppi, che vivono nell'area alla periferia di Padova, da tempo nota per problemi legati all'ordine pubblico e alla microcriminalità, si sono affrontati in via Anelli, forse a cuasa di una moschea. Secondo il sindaco di Padova Flavio Zanonato, infatti, potrebbero essere stati i danni provocati a una sala dedicata al culto musulmano, al pianoterra di uno dei palazzi di via Anelli, a scatenare i tafferugli. "Insieme al

questore Alessandro Marangoni abbiamo visto lo stato di una piccola moschea, non collegata alla moschea principale della città, perchè di altro rito. Sembrerebbe - ha aggiunto il sindaco - che le violenze tra maghrebini e nigeriani siano state innescate da atti di insulto a questa moschea. I danni si vedono, c'è un buco sul muro".

Secondo i primi dati in mano alla questura, sono 21 i maghrebini arrestati con accuse che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale, ad atti di violenza, a porto abusivo di armi da taglio e oggetti contundenti. Sessanta, invece, i fermati, mentre 172 sono stati gli extracomunitari identificati, di cui 56 quelli che potrebbero essere espulsi dal territorio italiano o cadere nei provvedimenti previsti dalla legge Bossi-Fini.

Gli agenti di polizia, assieme ai carabinieri e alla guardia di finanza, perquisendo l'area, in totale novantasei appartamenti, hanno sequestrato numerose armi da taglio, tra cui asce, coltelli da cucine, roncole, machete e anche un chilogrammo di cocaina.

Gli scontri violenti tra le due etnie di ieri sono solo gli ultimi della serie: la sera del 25 luglio, infatti, inciedenti molto simili erano scopp escludono che i disordini di ieri sera non siano altro che il proseguimento di quelli scoppiati la sera precedente.

al di là dei classici commenti che possono scaturire da notizie come questa, io vorrei fare un altro tipo di riflessione, forse perchè a Padova ci ho vissuto per 5 anni ai tempi dell'Università e ho visto da vicino nascere e crescere questo clima di guerriglia urbana. Via Anelli già nel '94 (12 anni fa!!!), anno in cui arrivai a Padova, era già considerata il bronx della città, da cui noi studenti ci tenevamo alla larga. Tutti sapevano, ma nessuno se ne proccupava, bastava starne lontano.

Ogni tanto scoppiavano risse violente (questa non è certo la prima) ma si è continuato a stiparli in "quel" quartiere, liberi di dormire in 10 per appartamento, di spacciare, di prostituirsi, in un luogo in cui lo stato non c'è.

Se accadono queste cose, è anche colpa nostra. Ci abituiamo alla delinquenza, ce ne lamentiamo, ma non muoviamo un dito per pretendere tranquillità, se non quando siamo esasperati.

Sempre quando vivevo a Padova, in pieno centro, avevo sotto casa decine di drogati che venivano a bucarsi proprio sotto casa mia (a padove ce ne sono tantissimi, siringhe per terra in centro non sono una sorpresa, venendo da Varese rimasi sconvolta). Un pomeriggio esco dal portone e me ne trovo uno accovacciato contro la ruota di una macchina, stava malissimo. A breve distanza c'era un vigile urbano, mi avvicino e gli dico che un ragazzo sta male per la droga e di chiamare un'ambulanza e lui ridendo mi dice "sì, sì, certo che gliela chiamo!". Ovviamente non l'ha chiamata, nel disinteresse generale. L'ho poi chiamata io.

In fondo in fondo, finchè non ci rompono le scatole, lasciamo che coloro che vicono ai margini della Società facciano quello che vogliono, xchè fondamentalmente non ce ne frega niente di loro.

Purchè non ci diano fastidio.

Poi capitano i fatti di via Anelli e ci scandalizziamo....povera Italietta!

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