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MOGGI OPINIONISTA


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Moggi in tv, blitz degli ultrà

Auto bruciate nella sede di Antenna3

La presenza costante di Luciano Moggi ad Antenna 3 sembra essere la causa del raid notturno di alcuni ultrà che nella notte scorsa, fuori dalla sede della televisione lombarda, hanno bruciato una macchina e ne hanno danneggiate altre cinque. Un gesto estremo di protesta non ancora rivendicato. L'ex dirigente, che continua a scrivere di calcio per Libero, avrà una buonuscita di circa due milioni dalla Juventus.

Forse nessuno si aspettava una reazione così violenta da parte dei tifosi che assistono ogni settimana alla trasmissione 'Lunedì di rigore' condotta da Fabio Ravezzani. L'arrivo di Luciano Moggi, prima come imputato in una sorta di processo mediatico e poi come opinionista, ha scaldato gli animi in seno alla tifoserie, allibite nel vedersi di fronte il principale accusato del sistema di Calciopoli parlare di calcio, dare giudizi tecnici su tutto e tutti come se niente fosse. Nella notte tra martedì e mercoledì due persone sono entrate nel parcheggio dell'emittente, dando fuoco ad una macchina e prendendone di mira altre cinque. Sul caso sta indagando la Digos, ma già nei giorni scorsi vi erano state proteste davanti alla sede di Antenna 3, colpevole di ospitare Moggi. Sotto accusa sono alcune frange della tifoseria interista, che aveva manifestato il suo disappunto per la sua presenza. L'occupazione mediatica dell'ex direttore generale della Juventus non si ferma qui: dall'inizio del campionato si occupa di una rubrica sul quotidiano Libero con tanto di risposte ai lettori. In più, da qualche settimana, lo spazio concessogli si è notevolmente allargato. Ora Moggi scrive di Inter, Milan, Nazionale e chi più ne ha più ne metta. Per non parlare delle conferenze stampa e delle interviste televisive rilasciate a diversi organi d'informazione. Il Moggi pensiero, evidentemente, fa gola a molti.

Se il futuro si prospetta pieno di eventi mediatici, il passato di Lucianone, in particolare durante l'ultima stagione sportiva, è stato ancora più ricco. Che Moggi fosse il dirigente più pagato del calcio italiano lo si sapeva, ma nell'ultimo anno le cose sono andate ancora meglio. Merito del Tfr che ha maturato nei dodici anni in cui ha lavorato a Torino fino al giorno delle sue dimissioni. Così Moggi ha ricevuto due milioni e mezzo di euro: 1,447 milioni di compenso al lordo delle tasse, 4 mila euro come membro del Consiglio d'Amministrazione e 1,106 milioni di liquidazione. Più 19mila euro di benefici non monetari, tra autovetture e qualche cellulare.

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