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Tributo ad un grandissimo.


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Per onorare la chiusura ( alla grande !!) della carriera di Michael Shumacher, riporto l' articolo di Quattroruote sul GP del Brasile 2006:

GP del Brasile

IL GIORNO DEI GIGANTI

23/10/2006

Hanno festeggiato tutti, ieri sera, dopo l'ultimo Gran Premio del 2006. Ha festeggiato un Felipe Massa comprensibilmente euforico: "pole" e vittoria, la seconda in carriera, davanti al pubblico di casa, nella gara alla quale teneva di più. Hanno festeggiato Alonso e la Renault: secondo titolo mondiale per entrambi, e lo spagnolo ha solo 25 anni. Ma ha festeggiato anche quello che, in teoria, sarebbe il grande sconfitto di questo Mondiale, Michael Schumacher.

Perché, nonostante la vittoria mancata, Schumi ha chiuso alla grande, con una corsa che resterà nella storia. Partito decimo per il problema alla pompa della benzina che lo ha fermato nelle qualifiche, protagonista di sorpassi a raffica fin dalle prime battute (era già sesto), fora il pneumatico posteriore sinistro in un contatto infinitesimale con Fisichella, precipita all'ultimo posto con un giro di distacco, recupera a suon di giri veloci e sorpassi (da manuale quello sul suo erede in Ferrari, Raikkonen) e conclude al quarto posto, fra il tripudio del pubblico.

Lo sappiamo che parlare di sfortuna nelle corse spesso non ha senso, perché i guasti sono guasti e non beffe del destino, ma la concentrazione di eventi sfavorevoli che Michael ha avuto nelle ultime due gare è veramente anomala nella storia della Ferrari degli ultimi dieci anni: peccato, perché un campione così avrebbe veramente meritato di chiudere in bellezza.

Ad avere l'amaro in bocca sono soprattutto gli uomini di Maranello. Perché se il titolo piloti di Alonso tutto sommato ha un senso, visto che lo spagnolo non ha commesso un errore in tutta la stagione e ha sempre saputo trarre il massimo dalla sua monoposto anche quando non brillava per competitività, il campionato costruttori avrebbe degnamente coronato gli sforzi della Ferrari. La "248 F1" vista in Brasile, infatti, era un missile inarrestabile e parte del merito della straordinaria rimonta di Schumi va sicuramente a lei e alle gomme Bridgestone.

Le Rosse pagano fin troppo duramente un inizio di stagione un po' stentato, al quale ha fatto da contraltare un recupero straordinario di competitività ottenuto con l'impegno e la dedizione di tutto il team, e due defaillance meccaniche, capitate entrambe alla vettura sbagliata (quella di Michael) nel momento sbagliato (le due gare decisive dell'anno). Peccato davvero, perché almeno uno dei due Mondiali avrebbe dovuto finire a buon diritto a Maranello, senza nulla togliere a Renault e Michelin che, comunque, hanno messo in pista il pacchetto complessivo più efficace nell'arco di tutti i diciotto Gran Premi.

Renault e Ferrari: dietro, quest'anno, c'è stato il vuoto. Hanno vinto 17 gare su 18, e il successo di Button con l'Honda in Ungheria è stato fortuito. Hanno deluso (anche in Brasile) McLaren e Toyota; ha fatto bene la BMW Sauber, al primo anno con una squadra tutta sua; hanno riempito lo schieramento tutti gli altri.

Adesso, però, più che tempo di bilanci è il momento del tributo al più grande, Michael Schumacher, che ha deciso di salutare la compagnia: è un vero peccato che un pilota capace ancora di prestazioni come quella vista in Brasile smetta di correre. Però forse è bello che lasci questo ricordo, piuttosto che finire la carriera come hanno fatto altri campioni, trascinandosi a mezza classifica nel ricordo delle glorie passate. Tutti si chiedono se lo rivedremo in pista, in una girandola di fantaipotesi che spaziano da un'accoppiata Schumi-Ross Brawn alla BMW nel 2008, dopo un anno sabbatico per entrambi, alla partecipazione con l'Audi alla 24 Ore di Le Mans.

Non sappiamo se Michael riuscirà a restare lontano dal volante, cosa certamente difficile per uno come lui che ha vissuto di questa enorme passione: di certo, alla Ferrari, come ha assicurato Montezemolo, faranno di tutto per non farsi sfuggire il suo enorme bagaglio di esperienza e professionalità. Nel frattempo, non ci resta che unirci al coro di tutti quelli che hanno detto o stanno dicendo: grazie, Schumi!

P.S.:.........com' era........Schumy non sa sorpassare ??

Edited by ROOSTERS99
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Dalla Gazzetta dello sport:

Ferrari, che omaggio al suo re

Il Cavallino ha regalato a Schumacher la rossa con cui ha corso in Brasile.

E noi ripercorriamo la storia iridata del tedesco, dalla prima gioia con la Benetton al 7° titolo. Un record forse irripetibile.

Sette titoli mondiali, 91 vittorie, 68 pole position, 75 giri veloci, 249 GP disputati. Ma soprattutto l'impressione, a 37 anni suonati, di essere ancora nettamente più forte di tanti giovani colleghi. Michael Schumacher lascia così lo sport che ne ha fatto una superstar planetaria e di cui è diventato lui stesso icona. Lascia all'apice della carriera dopo aver lottato fino alla fine con Fernando Alonso, il giovane e splendido rivale che tutti ormai considerano il suo successore. Forse è più consolante andarsene sapendo di aver tenuto testa a tutti, di non essere stato "pensionato". Un'impresa anche questa. Che la Ferrari ha riconosciuto, regalando al suo pilota la rossa 248 F1 con cui Michael ha corso ieri a Interlagos. Un bellissimo gesto. Così come è bello, come omaggio finale di una carriera straordinaria, rivivere i sette capolavori del tedesco.

1994 - La prima gioia arriva nel '94, con la Benetton-Ford. E' l'anno della morte di Senna. Schumacher vince i primi due GP. A Imola Ayrton perde la vita (nello stesso weekend in cui muore Ratzenberger). Schumi ha 40 punti dopo 4 gare, Damon Hill solo 7. Ma, tra episodi controversi (la bandiera nera di Silverstone con squalifica per due GP, l'esclusione di Spa con il fondo piatto irregolare) e la rimonta dell'inglese, la sfida si decide in Australia. Lui e Damon sono staccati di un solo punto. Decide un contatto al 35° giro: Schumi finisce contro un muretto, torna in pista nel momento in cui l'inglese cerca di passare e chiude. I due si toccano: la Benetton è subito k.o., la Williams riesce ad arrivare ai box ma non c'è niente da fare: sospensione piegata. Schumacher è re.

1995 - Nel '95 arriva il bis. La Benetton passa dal V8 Ford al V10 Renault. Schumi è un rullo compressore: vince ben 9 corse su 17, conquista il titolo nel GP del Pacifico a due gare dalla fine. Damon Hill ammette più volte la superiorità schiacciante del rivale le cui imprese principali arrivano a Montecarlo e nei due GP di casa, Hockenheim e Nuerburgring, gara in cui corona una grande rimonta sorpassando Alesi a due giri dal termine. Il punteggio finale è perentorio: Schumi 102, Hill 69.

2000 - Nel '96 Schumi passa alla Ferrari. Passa momenti amari (Jerez '97, il titolo perso da Hakkinen nel '98 e l'incidente di Silverstone nel '99), poi arriva il magico riscatto. Vince subito le prime tre gare e si porta nettamente in testa. Ma Hakkinen risale e a 4 GP dalla fine lo sorpassa in classifica. Michael e la Ferrari reagiscono vincendo le ultime quattro gare e riportando a Maranello il Mondiale che mancava da 21 anni.

2001 - Stesso trionfo ma con minor sofferenza. La stagione - al volante di una Ferrari F2001 sembrata subito molto valida - si rivela una cavalcata trionfale: per Michael 9 vittorie e 11 pole. La McLaren non è affidabile, la Williams cresce solo nel finale e il tedesco del Cavallino porta a casa la certezza aritmetica della corona iridata già in Ungheria, vincendo, con quattro gare d'anticipo sulla conclusione del Mondiale.

2002 - Se il 2001 vede Schumacher dominare, la stagione seguente è quasi imbarazzante: Michael mette insieme undici vittorie e sette pole e gli unici contrattempi gli arrivano solo dalla schiacciante superiorità della sua F2002, che induce lui e Barrichello a "giocare" un po' troppo con i finali di gara. Il tedesco si laurea campione addirittura a Magny-Cours, poco dopo metà stagione. A fine anno ha raccolto 144 punti contro i 77 del compagno Barrichello, vice-campione, e i 50 di Montoya.

2003 - Il sesto titolo è anche uno di quelli più duri da conquistare. La F2003-GA, dedicata allo scomparso avvocato Gianni Agnelli, non è all'altezza della rossa che l'ha preceduta. E i rivali, in particolare Raikkonen con la McLaren e Montoya con la Williams, sono molto combattivi. A due gare dalla conclusione è tutto apertissimo. Poi Michael trionfa a Indianapolis e si presenta a Suzuka in posizione molto favorevole. In Giappone gli basta un settimo posto, faticato, per riconfermarsi campione con soli due punti su Kimi e 11 su Juan Pablo.

2004 - Un anno a senso unico. Qualcosa di inimmaginabile alla vigilia e di incredibile nel suo svolgersi. Michael diventa campione con 4 gare di anticipo sulla conclusione del campionato dopo aver vinto 12 delle 14 gare disputate. Unici nei: l'incidente nel tunnel a Montecarlo (il solo ritiro fino a quel punto nella stagione) e la mancata vittoria proprio a Spa, dove il tedesco ha dovuto inchinarsi a Raikkonen e rendere aritmetico il Mondiale con un secondo posto.

Giusto Ferronato

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P.S.:.........com' era........Schumy non sa sorpassare ??

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ribadisco... non è che schumi non sappia sorpassare, diciamo che il crucco nei sorpassi non è mai stato all'altezza di SENNA... e nemmeno di Prost... e nemmeno di Mansell... e nemmeno di Piquet... e non parliamo di GILLES... <_< etcetc

se poi, per tre sorpassi fatti l'altro ieri con una ferrari stratosferica, lo santifichiamo, be'... voglio SENNA PAPA E GILLES PADRETERNO... :lol:

amen fratello! :(

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ribadisco... non è che schumi non sappia sorpassare, diciamo che il crucco nei sorpassi non è mai stato all'altezza di SENNA... e nemmeno di Prost... e nemmeno di Mansell... e nemmeno di Piquet... e non parliamo di GILLES... <_< etcetc

se poi, per tre sorpassi fatti l'altro ieri con una ferrari stratosferica, lo santifichiamo, be'... voglio SENNA PAPA E GILLES PADRETERNO... :o

amen fratello! :(

:lol:

Amen !

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Virgus e Marko, intanto piantatela di paragonare Gilles ( :lol: ) o Ayrton al Crucco; vetture (.... e Piste !) troppo diverse.......... e poi beccatevi ' sto.......... Reggie Theus #1 !! B):lol::rolleyes::lol::o:lol:

B) grande!!

Voi due sembrate Carrey e Daniels in " Scemo & + scemo "

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