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SCANDALO A LUCI ROSSE ALLE MEDIE: SUPPLENTE SORPRESA NUDA CON ALUNNI

NOVA MILANESE (MILANO) - Saranno interrogati tra qualche giorno, e in forma molto protetta, i cinque studenti di terza media coinvolti in uno scandalo a luci rosse nella loro scuola insieme alla supplente di matematica. Sono stati sorpresi mentre lei, precaria di 33 anni, dava una lezione pratica di sesso ai cinque alunni durante l'ora di sostegno. Un "fatto gravissimo", così l'ha definito il procuratore della repubblica di Monza, Antonio Pizzi, che sta indagando sull'incredibile episodio, in una scuola media di Nova Milanese, un comune brianzolo che quasi sicuramente passerà sotto la provincia di Monza. Lunedì scorso i cinque ragazzi e la loro supplente sono stati sorpresi da un' altra insegnante, in un' aula, impegnati in qualcosa di più simile ad un film di serie B degli anni '70, che a quanto si svolge in genere in una scuola.

La supplente si stava infatti dedicando ad un rapporto orale con il piu' grande dei suoi ragazzi, altri due si stavano (o li stava) masturbando. Gli ultimi due guardavano in attesa del loro turno. A parte il primo, 15enne ripetente e descritto da tutti come un ragazzo che dimostra una età maggiore, gli altri sono tra i 13 e i 14 anni."Non mi sembrava di fare nulla di male - si è difesa in seguito la supplente, in dichiarazioni spontanee ai carabinieri - Quei ragazzi sono molto più grandi della loro età, soprattutto il maggiore che dimostra almeno 17 anni ed è molto attraente..". Per lei in ogni caso è subito scattata l'accusa di violenza sessuale aggravata e corruzione di minorenni. Corruzione perché non si esclude che quelle 'lezioni' supplementari avessero come contropartita una valutazione più o meno negativa nella materia da recuperare. Una storia boccaccesca e drammatica che ha gettato nello

sconforto gli insegnanti di una scuola media di Nova Milanese. Circa 160 studenti e un corpo docente che sta facendo da anni di tutto per predisporre un'ottima offerta formativa. Piani di accoglienza, attività alternative, laboratori, giornalini, teatro. "E poi arriva una così - ha detto una professoressa della scuola - e getta discredito su tutti noi e su questa scuola".

La supplente, una giovane insegnante residente in un paesino della provincia di Campobasso, era infatti arrivata da poche settimane come sostituta della titolare di matematica. Nessuno, almeno a quanto si è appreso, aveva mai notato qualcosa di strano nel suo atteggiamento. Fino a lunedì scorso, quando la supplente si presenta in palestra e dice all' insegnante di educazione fisica che cinque alunni della classe, impegnata

nell' ora di ginnastica, devono fare un'ora di sostegno di matematica. I cinque, invece di seguirla corrucciati, come farebbe qualunque coetaneo costretto a occuparsi di espressioni e problemi invece che esercizi in palestra, vanno dietro la supplente felici e contenti. Un atteggiamento che desta qualche sospetto nell'insegnante che però, in quel momento, torna a dedicarsi al resto della classe.

Ma quando l'ora è scaduta e dei cinque ragazzi non c'é nessuna traccia, decide di andare a cercarli nell' aula di sostegno e si trova di fronte a quella scena a luci rosse con tre ragazzini seminudi e la prof impegnata in esercitazione pratica. Sconvolta, l'insegnante di ginnastica corre dalla

preside. La supplente e i cinque ragazzini si ricompongono e se ne vanno.

Qualche ora dopo la supplente molisana viene convocata in presidenza. E' presente anche l'insegnante di educazione fisica. Devono decidere cosa fare. E, considerando che la supplente sta per finire la sostituzione e pensando di proteggere così i ragazzi dalle conseguenze di una inevitabile pubblicità, propendono per l'inevitabile rapporto al provveditorato scolastico. Ma non hanno fatto i conti con le voci che subito

corrono per la scuola tra gli studenti, e arrivano anche alle orecchie dei genitori di quelli coinvolti nello scandalo. Genitori che infuriati si precipitano in presidenza e quindi dai carabinieri per la denuncia. Per la supplente scatta una denuncia a piede libero. Sull' episodio ha aperto indagini la Procura della Repubblica di Monza, affidata al Pm Francesca Vullo. La vicenda passerà presto per competenza al nuovo 'pool' appena costituito da procuratore Antonio Pizzi, per indagare proprio sui reati di violenza sessuale in cui sembra rientrare a pieno titolo.

"Un episodio gravissimo considerando anche dove è accaduto - ha detto Pizzi - un luogo deputato all'educazione, protagonista propria un educatore". Anche se si tratta di una supplente. Proprio come in certi film di un tempo, vietati ai minori.

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