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STRAGE DI ERBA: IL BAMBINO UCCISO DALLA DONNA

COMO - La ferocia ricorda da vicino quella del caso storico di Rina Fort, 'la Belva' che il 30 novembre 1946 uccise a Milano una madre i suoi tre bambini in via san Gregorio, probabilmente con una barra di ferro che non fu mai trovata. Anche a Erba è entrata in scena con tutto il suo odio una donna: Rosa Bazzi, 43 anni, che con il marito Olindo Romano, 44, ha ammesso di aver massacrato Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, poco piu di due anni, la madre della donna, Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini. Anche a Erba, un mese fa, a uccidere è stata una donna, forse amareggiata per non essere madre, animata da un forte risentimento.

Ma, per gli inquirenti, i motivi della mattanza sono anche stati prosaici: una richiesta di risarcimento di qualche migliaio di euro per una causa giudiziaria che avrebbe visto opposti i due nuclei familiari due giorni più tardi: una storia di minacce e botte subite da Raffaella Castagna. Si aggiungono rancori annosi, liti da ballatoio, discussioni velenose che nella corte di via Diaz 25 andavano in scena quasi ogni giorno. E i Romano hanno deciso di vendicarsi in modo atroce: intorno alle 19 dell'11 gennaio sono saliti nell'appartamento dei rivali, con due coltelli di diverse dimensioni e una mazza di ferro. Hanno bussato, è stato loro aperto, e hanno scatenato l'inferno: "Ho colpito alla testa Raffaella e sua madre" ha confessato Olindo.

E' stata, invece, Rosa Bazzi, quasi simbolicamente, a uccidere con un solo taglio alla gola il piccolo Youssef. "Sono stata io", ha ammesso nel suo lungo interrogatorio di ieri, da cui sono venute le atroci conferme. Poi hanno infierito con i coltelli su madre e figlia e messo delle cartacce sul letto, scatenando un incendio. Ma la sequenza di orrori, ricostruita oggi in Procura, non era ancora finita. E' intervenuta la vicina, Valeria Cherubini, seguita dal marito, Mario Frigerio.

Ha trovato davanti a sé una scena agghiacciante, ha cercato la fuga: Rosa l'ha inseguita e uccisa, mentre Romano si occupava del marito, quasi sgozzandolo. Ha commesso, però, l'errore di non finire l'orrendo lavoro. "Siamo andati a Como, in una McDonald's - avevano raccontato i coniugi, allora a piede libero -. Siamo tornati dopo le 23. Non sappiamo nulla". E avevano esibito uno scontrino, delle 21,30. Tutto inutile. Anzi, per la Procura quello scontrino sa di preordinazione per costituirsi un alibi. Le accuse sono impressionanti: quattro omicidi, di cui tre premeditati (quello di Valeria Cherubini e il tentato omicidio di Frigerio per loro sono stati un 'incidente'), incendio e tentata distruzione di cadaveri. Sintomo della premeditazione anche il fatto che il massacro sia avvenuto quando non c'era il marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef, Azouz Marzouk, che da qualche giorno si trovava in Tunisia. Carabinieri e pm escludono quindi che la coppia volesse far ricadere la colpa su di lui o su qualsiasi altro. Precisano anche che nessun altro è coinvolto nelle indagini. A sostegno della premeditazione, l'unica cosa che i due non hanno ammesso, c'é anche il fatto che abbiano distrutto le armi: e Romano, smaltitore di rifiuti, sapeva bene come farlo.

Coltelli e mazza sono certamente finiti in cenere. Domani, davanti al gip Nicoletta Cremona, si terrà l'udienza di convalida del fermo, dall'esito scontato dopo le "piene confessioni" degli indagati. I quali hanno cercato di comportarsi in modo ordinario, dopo il massacro, lavorando lui, rimanendo in casa a fare le pulizie lei. L'attenzione degli investigatori, però, era già sulla coppia, con intercettazioni e verifiche del loro alibi, ancor prima del racconto del super-testimone Frigerio. Il loro avvocato, Pietro Troiano, spiega che "sono rimasti uniti" e in carcere "sentono l'uno la mancanza dell'altro". Quel carcere del Bassone che ha dato loro un benvenuto inquietante, pieno com'é di detenuti nordafricani come Azouz che c'era stato per ragioni di droga. I carcerati hanno protestato e inveito: "Bastardi. Infami. Dateceli che ci pensiamo noi...". I due sono guardati a vista.

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Mi beccherò le ire di tutti i cattolico-comunisti del Forum ma la morte a mezzo di iniezione letale è il massimo del pietoso che posso augurare a queste due "persone".

Povero bimbo... pensate ai suoi ultimi stanti di vita...

Io la penso diversamente... con la morte cesserebbero di vivere subito, non credo sia la miglior soluzione...

Il tipo non ha mica usato una spranga??? bene, carcere a vita e ogni giorno una bella sprangata pure a lui in pancia, cosi forse capisce il male che ha fatto alle altre persone

Scusate, ma io quelle cose proprio non le concepisco... e poi tutti a dar contro al marito tunisino!!

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Mi beccherò le ire di tutti i cattolico-comunisti del Forum ma la morte a mezzo di iniezione letale è il massimo del pietoso che posso augurare a queste due "persone".

Povero bimbo... pensate ai suoi ultimi stanti di vita...

I tanti dubbi che mi assalgono sulla pena di morte, svaniscono d'incanto se penso a 'sti due maiali di Erba o a quell' altro che uccise Tommy.......

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Il racconto ai magistrati. Confermato il fermo dei due accusati

La confessione: «Senza quelli si vive meglio»

Da mesi Rosa e Olindo Romano si erano convinti di dover fare qualcosa contro le angherie di «quelli del piano di sopra»

ERBA (Como) — «Era da un po’ di tempo che ci pensavamo. Di quelli non ne potevamo più». Da mesi Rosa e Olindo Romano (il cui fermo è stato confermato venerdì dal gip di Como) si erano convinti di dover fare qualcosa perché le angherie di «quelli del piano di sopra» finissero. Ma era da un paio di settimane che quell’ossessione aveva preso la forma di una strage. L’ha raccontata più o meno così Rosa Bazzi, ai pubblici ministeri davanti ai quali ha confessato. Non più un’indicazione generica per «fargliela pagare» ma un progetto vero e proprio: uccidere Raffaella Castagna, il suo bambino «che piangeva sempre», Youssef, e la sua mamma, Paola Galli, «impicciona », come la definisce Rosa, che osava difendere sempre la «Raffa» e che si era intromessa nel litigio più grave fra i coniugi Romano e la famiglia Castagna-Azouz.

Gli aspiranti assassini Olindo e Rosa hanno studiato i dettagli, hanno seguito Raffaella per un paio di giorni, sono stati attenti ai suoi orari, al fatto che Azouz fosse lontano, in Tunisia, e hanno preparato un minimo di piano sul come e in che punto aggredirli. Lunedì 11, si sono decisi. Sarebbe stato l’ultimo giorno di cui Raffaella, Youssef e Paola avrebbero visto la luce.

Le due donne e il bambino sono arrivati a casa una decina di minuti prima delle 20, proprio mentre al piano di sopra Mario Frigerio e sua moglie, Valeria Cherubini, stavano per cenare, davanti al televisore in attesa del tiggì. Olindo il netturbino e Rosa la domestica quel pomeriggio avevano parcheggiato la macchina fuori dal cortile, cosa mai successa che certo sarebbe stata notata dai vicini. Avrebbero pensato, com’è stato, che i due non erano a casa. E invece loro aspettavano, pazienti, con le armi in pugno. «Siamo andati su e abbiamo bussato alla porta», comincia il racconto degli orrori ai magistrati. I due avevano indossato un doppio paio di guanti, per scongiurare il rischio di lasciare impronte digitali. Olindo Romano ammette il primo passo: «Appena Raffaella ha aperto l’ho colpita alla testa col martinetto » (una specie di cric per roulotte).

Sono stati minuti di sangue e urla. I Frigerio, nella mansarda di sopra, hanno sentito gridare aiuto, hanno pensato alla solita lite fra Raffaella e il marito Azouz e Mario Frigerio ha trattenuto la moglie, «non scendere adesso a portar fuori il cane, falli prima finire di litigare». Sono le 19.55.

«Quando Raffaella è caduta ho colpito sua madre», mette a verbale Olindo. I suoi colpi sono decisi, fortissimi, le due donne cadono esanimi e tutti e due, a quel punto, si accaniscono contro di loro con i coltelli. Raffaella riceve dodici coltellate anche se il colpo mortale, dirà poi l’autopsia, è il primo, alla testa. «Mentre mio marito era di là con loro due io ho ammazzato il bambino. L’ho ucciso con una coltellata, alla gola» confessa Rosa nella sua deposizione fiume. Youssef era così piccolo che sopraffarlo è stato un attimo. Forse lui ha per istinto alzato il braccino per difendersi, forse è per questo che ha piccole ferite da taglio anche sull’avambraccio e sulla manina destra. Madre e figlia, invece, sono state massacrate da tutti e due, con il cric prima e a coltellate poi.

Sono le otto. La mattanza in casa a questo punto è finita. «Ci siamo dati da fare per appiccare il fuoco» raccontano i due. Hanno raccattato libri, carta, e quanto di più incen diabile hanno trovato. Hanno usato un accendino e hanno dato fuoco, a cominciare dai vestiti che Raffaella aveva addosso.

Uccisi tutti e tre, i rumori erano cessati, loro hanno fatto il possibile per non farsi sentire. E infatti Valeria Cherubini non sentendo più nulla è finalmente scesa a portar fuori il cane. Giusto qualche minuto per una breve passeggiata nei dintorni. «Mentre stavamo uscendo si è sentito il rumore di qualcuno che arrivava dalle scale» ricostruisce Olindo Romano. Era lei, Valeria, con il suo cagnolino.

La signora sale, vede il fumo e corre a chiamare il marito, Mario Frigerio. «L’ho sentito che si avvicinava alla porta, l’ho aperta di scatto e l’ho colpito — racconta Olindo — quand’era a terra gli ho tagliato la gola finché non l’ho creduto morto». Ma c’era Valeria che urlava.E i coniugi Romano l’hanno inseguita fino a casa, hanno ammazzato a coltellate anche lei.

Il fuoco avanzava. Prima o poi qualche vicino avrebbe dato l’allarme. Bisognava scappare. «Ci siamo tolti i vestiti nel nostro garage- lavanderia e ci siamo lavati perbene» dicono i due. «Abbiamo messo tutto ciò che era sporco di sangue in un sacco della spazzatura, anche le armi, ci siamo cambiati e siamo andati a Como». C’era da buttar via tutto e da correre in un luogo lontano per crearsi un alibi credibile. «Sono passato davanti a un cassonetto che sapevo sarebbe stato svuotato all’indomani alle otto del mattino dal mezzo compattatore e ho buttato via tutto» dice Olindo il netturbino. Sapeva di più, l’assassino di Erba. «La spazzatura prelevata da quel cassonetto sarebbe stata portata al forno inceneritore a mezzogiorno del giorno dopo». Le tracce sarebbero state distrutte per sempre. Salvo quelle, piccolissime, trovate poi dal luminol dei Ris sulla Seat dei Romano.

L’alibi, l’ultimo tassello di un puzzle che Olindo e Rosa credevano perfetto. «Siamo andati al McDonald’s di Como e abbiamo ordinato da mangiare. Ci siamo messi lo scontrino in tasca e, dopo un po’, siamo rientrati a casa». Erano più o meno le 11. Vigili del fuoco, carabinieri, magistrati, personale del 118: erano tutti bianchi come cenci, sconvolti da quello che avevano visto al primo piano della palazzina. Sangue sui muri fino a un metro e mezzo da terra, corpi massacrati e anneriti dal fuoco, quel bambino a faccia in su, sul divano, con la gola tagliata. E Frigerio in fin di vita, sul pianerottolo. «Sono morti tutti. Si è salvato soltanto Mario» ricorda di aver detto a Olindo uno degli inquirenti intervenuto quella sera. Lui non ha fatto una piega. «Eravamo a Como, a cena fuori» si è preoccupato di ripetere. I carabinieri sapevano bene, per essere intervenuti più di una volta, che proprio lui e sua moglie litigavano spesso con Raffaella. E quella stessa notte a casa Romano è stata eseguita una perquisizione. Lui e signora sono rimasti in caserma da notte fonda alle due del pomeriggio del giorno successivo. Nessun passo falso. Non una parola che potesse sembrare sospetta. Erano convinti, i coniugi Romano, che avrebbero resistito a ogni pressione. Si sentivano finalmente liberati dall’insopportabile peso della convivenza con «quelli del piano di sopra». Tanto erano contenti di non avere più vicini «a rompere le palle» che dopo la strage si sono lasciati sfuggire più di un commento di entusiasmo raccolto dalle intercettazioni ambientali: «Adesso sì che si vive bene, senza quelli», «Vedi come si sta in pace?».

Giusi Fasano

Sconvolgente... due psicopatici.

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Io la penso diversamente... con la morte cesserebbero di vivere subito, non credo sia la miglior soluzione...

Il tipo non ha mica usato una spranga??? bene, carcere a vita e ogni giorno una bella sprangata pure a lui in pancia, cosi forse capisce il male che ha fatto alle altre persone

Scusate, ma io quelle cose proprio non le concepisco... e poi tutti a dar contro al marito tunisino!!

La morte sarebbe solo un solievo

in certi casi il carcere non perdona, ci son codici, regolamenti e una infamia del genere non è minimamente accettata la dentro...spero che vivano un bel po..e ogni giorno in un carcere diverso

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Ho aspettato alcuni giorni perchè non sapevo bene come scriverlo.

Ma perchè l'hanno fatto?

A me la storia non va ancora completamente giù. Possibile che per una piccola bega di condominio organizzino sto macello?

La domanda che mi pongo è: sono completamente pazzi o hanno avuto un livello di esasperazione fuori dal normale?

Cosa ha fatto scattare questa molla? Prima o poi qualcuno farà la sua bella intervista e potranno dire la loro.

NOn che voglia minimamente giustificare simili atti, spero nel loro bell'ergastolo e via, ma questa quasi santificazione del marito-padre comincia a starmi stretta.

Chissa perchè l'immagine che mi sono fatto è di una coppia che ha problemi con i vicini, screzi che crescono, qualche frase di troppo, qualche spintarella et voila spunta pure una denuncia.

Poi questi convinti di aver perfettamente ragione e di essere cornuti e pure mazziati si vedono pure arrivare una tizia che chiede 5000 Euro per ritirare la denuncia. E qui scatta la follia.

Follia che ci fa inorridire per il modo con cui hanno ammazzato il bambino, ma che non è molto diversa dal tizio che ha sparato al vicino per litigi di posto auto o che ha accoltellato per un parcheggio o che ha ammazzato per uno sgurdo eccessivo.

Perchè l'ho scritto? Non lo so, forse perchè quando sento una sola campana non sono contento.

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Ho aspettato alcuni giorni perchè non sapevo bene come scriverlo.

Ma perchè l'hanno fatto?

A me la storia non va ancora completamente giù. Possibile che per una piccola bega di condominio organizzino sto macello?

La domanda che mi pongo è: sono completamente pazzi o hanno avuto un livello di esasperazione fuori dal normale?

Cosa ha fatto scattare questa molla? Prima o poi qualcuno farà la sua bella intervista e potranno dire la loro.

NOn che voglia minimamente giustificare simili atti, spero nel loro bell'ergastolo e via, ma questa quasi santificazione del marito-padre comincia a starmi stretta.

Chissa perchè l'immagine che mi sono fatto è di una coppia che ha problemi con i vicini, screzi che crescono, qualche frase di troppo, qualche spintarella et voila spunta pure una denuncia.

Poi questi convinti di aver perfettamente ragione e di essere cornuti e pure mazziati si vedono pure arrivare una tizia che chiede 5000 Euro per ritirare la denuncia. E qui scatta la follia.

Follia che ci fa inorridire per il modo con cui hanno ammazzato il bambino, ma che non è molto diversa dal tizio che ha sparato al vicino per litigi di posto auto o che ha accoltellato per un parcheggio o che ha ammazzato per uno sgurdo eccessivo.

Perchè l'ho scritto? Non lo so, forse perchè quando sento una sola campana non sono contento.

La stessa tua domanda è venuta anche a me.

Non credo che due persone possano pianificare una strage del genere senza essere prima portati ad un livello di esasperazione tale da far scattare la follia.

Comunque Tatanka non possiamo paragonare una reazione rabbiosa davanti ad un presunto sgarbo subito, alla pianificazione dell'eliminazione di un'intera famiglia....

La premeditazione in questo caso, fà tutta la differenza.

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La stessa tua domanda è venuta anche a me.

Non credo che due persone possano pianificare una strage del genere senza essere prima portati ad un livello di esasperazione tale da far scattare la follia.

Comunque Tatanka non possiamo paragonare una reazione rabbiosa davanti ad un presunto sgarbo subito, alla pianificazione dell'eliminazione di un'intera famiglia....

La premeditazione in questo caso, fà tutta la differenza.

Vero.

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La stessa tua domanda è venuta anche a me.

Non credo che due persone possano pianificare una strage del genere senza essere prima portati ad un livello di esasperazione tale da far scattare la follia.

Comunque Tatanka non possiamo paragonare una reazione rabbiosa davanti ad un presunto sgarbo subito, alla pianificazione dell'eliminazione di un'intera famiglia....

La premeditazione in questo caso, fà tutta la differenza.

Già.

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Cavalchiamo la tigre.

Come é tutelato un cittadino dagli schiamazzi notturni siano essi dovuti da un locale alla moda o dai vicini maleducati?

Io credo che almeno una volta nella vita tutti avremo augurato ai nostri vicini una dissenteria pesante, soprattutto pensando alle sonnacchiose risposte dei carabinieri, obiettivamenti impossibilitati a dare risposte efficaci da una idiosincrasia verso le cause perse....

E quando non puoi fare in modo di cambiare i vicini cosa fai? Semplice...li accetti cosí come sono. Ed é esattamente quello che hanno fatto loro.

Edited by Ponchiaz
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