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Dal vangelo secondo Franzetti parte 3


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Basket - La guardia della Whirlpool ripensa al derby ("Bellissimo vincere così") e guarda avanti: "Voglio bene all'Upea, ma ci servono i due punti"

Keith Carter il "barbudo": «Finché vinciamo non me la taglio»

Keith Carter ha la barba: un filo il giorno della vittoria contro Roma, diventato un ricamo più spesso contro Cantù e un tratto distintivo ora. «Ho deciso di non tagliarla finché vinciamo: spero di arrivare ad avere un barbone lungo così» spiega il fuciliere dell'Arkansas, che poi scoppia a ridere quando scopre che lo stesso espediente fu utilizzato da Andrea Meneghin nei giorni gloriosi del maggio '99.

Per Keith questa è una settimana speciale: dopo essere stato tra i grandi protagonisti del "sacco di Cantù" (sua la tripla al 40' che ha mandato le squadre ai supplementari) la guardia sta preparando la partita contro Capo d'Orlando, la squadra dalla quale proviene e dove ha lasciato un grande ricordo.

Keith, ha rivisto la partita contro la Tisettanta?

«Sì, martedì sera. Un grande match, giocato in modo duro, combattuto: siamo stati bravi e anche fortunati. Ed è stato bellissimo vincere là, per la squadra, per i tifosi e per tutta la città».

Tra l'altro lei a Cantù, su quattro tentativi dalla linea dei tre punti ha segnato un solo canestro.

«Sì, è vero! Il tiro giusto al momento giusto. Il tempo stava per scadere ed era necessario che qualcuno se lo prendesse: ci ho provato io ed è andata. Quello è stato il colpo che ci ha portato al supplementare, quindi un passo importante per riuscire a vincere».

Qual è stato il complimento più bello dopo il derby?

«Un sacco di gente mi ha abbracciato, continuando a ripetermi "Grazie, grazie, grazie". È stato incredibile vedere così tante persone felici: avevo già vissuto situazioni simili, giocando con Teramo le partite contro Roseto. Vincere al Pianella (nella foto Carter tira contro Williams - www.simoneraso.com) ha confermato quello che prevedevo e sono felicissimo di aver dato una gioia grande ai nostri tifosi».

Domenica lei tornerà a Capo d'Orlando, la squadra che l'ha portata per la prima volta in Italia (nel 2001) e con cui ha giocato un ottimo torneo l'anno scorso. Sensazioni?

«Sono eccitato, emozionato al pensiero di tornare laggiù. All'Upea ho molti amici, ho trovato gente davvero meravigliosa. Però per la Whirlpool quella di domenica sarà una gara troppo importante: portare a casa i due punti sarà il primo obiettivo della nostra trasferta».

La scorsa estate coach Perdichizzi e il d.s. Pastori spesero bellissime parole per lei. Ci racconti la realtà della squadra siciliana.

«Sono contento per i complimenti, che ricambio (foto: Keith in maglia Upea). Oltre a Perdichizzi e Pastore vorrei citare anche il presidente Enzo Sindoni, un grande uomo. Insieme hanno costruito una società solida, che pur non avendo tantissimi soldi riescono sempre a costruire squadre competitive. Purtroppo l'anno scorso, pur andando bene, perdemmo molte partite all'ultimo momento e non riuscimmo a scalare la classifica. Sono contento che quest'anno l'Upea vada così bene: auguro loro di continuare così... tranne che per la prossima gara, ovviamente».

Oltre a lei, anche Rolando Howell è un ex "paladino".

«Sì, infatti parliamo spesso delle nostre esperienze siciliane. Anche lui è molto contento di tornare a Capo d'Orlando e non potrebbe essere diversamente: Rolando con l'Upea ha vinto il campionato di LegaDue».

Cosa promette ai tifosi che vi seguiranno anche in Sicilia?

«Di certo giocheremo duro, per vincere la partita. Non sarà facile perché l'Upea soprattutto in casa propria gioca molto bene. Però i due punti ci servono troppo, non possiamo distrarci. E non ho nessuna intenzione di tagliarmi la barba».

Giovedi 18 Gennaio 2007

Damiano Franzetti

sport@varesenews.it

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Carter è un ottimo giocatore ma soprattutto è una persona "cestisticamente" intelligente.

A tratti mi ricorda Mrsic: sono quei giocatori capaci di mettersi al servizio della squadra e di fare la differenza, anche segnando poco o sbagliando molti tiri.

Anche Veljko era così: sapeva fare 25 punti, così come solo 2..prendendo però 10 rimbalzi, smazzando 5 assist e rubando 5 palloni..Un esempio, sempre!

Teniamocelo stretto!

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Carter è un ottimo giocatore ma soprattutto è una persona "cestisticamente" intelligente.

A tratti mi ricorda Mrsic: sono quei giocatori capaci di mettersi al servizio della squadra e di fare la differenza, anche segnando poco o sbagliando molti tiri.

Anche Veljko era così: sapeva fare 25 punti, così come solo 2..prendendo però 10 rimbalzi, smazzando 5 assist e rubando 5 palloni..Un esempio, sempre!

Teniamocelo stretto!

VA bene tutto di Mrsic ma scriverei: sapeva fare 30 punti, così come SOLO 15. Non mi sembra abbia mai fatto 2 punti, rarissimo sotto i 10.

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VA bene tutto di Mrsic ma scriverei: sapeva fare 30 punti, così come SOLO 15. Non mi sembra abbia mai fatto 2 punti, rarissimo sotto i 10.

Non ho controllato le stats, ma mi pareva che nella seconda parte della stagione fosse molto calato a livello di punti e di percentuali. :spiteful[1]:

Comunque non prendermi sempre "alla lettera".

http://195.56.77.208/player/pbd.phtml?ply=...me_search=Mrsic

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Basket - La guardia della Whirlpool ripensa al derby ("Bellissimo vincere così") e guarda avanti: "Voglio bene all'Upea, ma ci servono i due punti"

Keith Carter il "barbudo": «Finché vinciamo non me la taglio»

Keith Carter ha la barba: un filo il giorno della vittoria contro Roma, diventato un ricamo più spesso contro Cantù e un tratto distintivo ora. «Ho deciso di non tagliarla finché vinciamo: spero di arrivare ad avere un barbone lungo così» spiega il fuciliere dell'Arkansas, che poi scoppia a ridere quando scopre che lo stesso espediente fu utilizzato da Andrea Meneghin nei giorni gloriosi del maggio '99.

Per Keith questa è una settimana speciale: dopo essere stato tra i grandi protagonisti del "sacco di Cantù" (sua la tripla al 40' che ha mandato le squadre ai supplementari) la guardia sta preparando la partita contro Capo d'Orlando, la squadra dalla quale proviene e dove ha lasciato un grande ricordo.

Keith, ha rivisto la partita contro la Tisettanta?

«Sì, martedì sera. Un grande match, giocato in modo duro, combattuto: siamo stati bravi e anche fortunati. Ed è stato bellissimo vincere là, per la squadra, per i tifosi e per tutta la città».

Tra l'altro lei a Cantù, su quattro tentativi dalla linea dei tre punti ha segnato un solo canestro.

«Sì, è vero! Il tiro giusto al momento giusto. Il tempo stava per scadere ed era necessario che qualcuno se lo prendesse: ci ho provato io ed è andata. Quello è stato il colpo che ci ha portato al supplementare, quindi un passo importante per riuscire a vincere».

Qual è stato il complimento più bello dopo il derby?

«Un sacco di gente mi ha abbracciato, continuando a ripetermi "Grazie, grazie, grazie". È stato incredibile vedere così tante persone felici: avevo già vissuto situazioni simili, giocando con Teramo le partite contro Roseto. Vincere al Pianella (nella foto Carter tira contro Williams - www.simoneraso.com) ha confermato quello che prevedevo e sono felicissimo di aver dato una gioia grande ai nostri tifosi».

Domenica lei tornerà a Capo d'Orlando, la squadra che l'ha portata per la prima volta in Italia (nel 2001) e con cui ha giocato un ottimo torneo l'anno scorso. Sensazioni?

«Sono eccitato, emozionato al pensiero di tornare laggiù. All'Upea ho molti amici, ho trovato gente davvero meravigliosa. Però per la Whirlpool quella di domenica sarà una gara troppo importante: portare a casa i due punti sarà il primo obiettivo della nostra trasferta».

La scorsa estate coach Perdichizzi e il d.s. Pastori spesero bellissime parole per lei. Ci racconti la realtà della squadra siciliana.

«Sono contento per i complimenti, che ricambio (foto: Keith in maglia Upea). Oltre a Perdichizzi e Pastore vorrei citare anche il presidente Enzo Sindoni, un grande uomo. Insieme hanno costruito una società solida, che pur non avendo tantissimi soldi riescono sempre a costruire squadre competitive. Purtroppo l'anno scorso, pur andando bene, perdemmo molte partite all'ultimo momento e non riuscimmo a scalare la classifica. Sono contento che quest'anno l'Upea vada così bene: auguro loro di continuare così... tranne che per la prossima gara, ovviamente».

Oltre a lei, anche Rolando Howell è un ex "paladino".

«Sì, infatti parliamo spesso delle nostre esperienze siciliane. Anche lui è molto contento di tornare a Capo d'Orlando e non potrebbe essere diversamente: Rolando con l'Upea ha vinto il campionato di LegaDue».

Cosa promette ai tifosi che vi seguiranno anche in Sicilia?

«Di certo giocheremo duro, per vincere la partita. Non sarà facile perché l'Upea soprattutto in casa propria gioca molto bene. Però i due punti ci servono troppo, non possiamo distrarci. E non ho nessuna intenzione di tagliarmi la barba».

Giovedi 18 Gennaio 2007

Damiano Franzetti

sport@varesenews.it

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mamma mia da un po' di anni a questa parte questo tipo di dichiarazioni ci portano solo sfiga... :rolleyes:

cmq concordo, carter è un grande. tutt'altro atteggiamento rispetto a money G... :spiteful[1]:

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