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Tutto nel silenzio


EmaZ
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Le risse dei ragazzi-bene: «E’ bello fare a botte»

Milano, due casi in pochi giorni: minorenni feriti e fermati

MILANO— Sono i bad boys in divisa: giacca blu e camicia bianca. Età 16, 17 e 18 anni. Sabato erano ai «Magazzini Generali» e nel parcheggio della discoteca hanno scatenato una rissa a pugni e calci, con insulti ai poliziotti. Tredici gli arrestati: figli di professionisti e scarcerati, in attesa del processo a primavera. L’altra notte, i bad boys—una buona parte di loro— si sono concessi il bis: al «Luminal», altro locale à la page. Festa dei diciott’anni. È bastato un pacchetto di sigarette gettato in strada. «Non devi buttare le cose quando passo io». Una testata. Schiaffi. In quaranta sono partiti all’inseguimento dei due «provocatori ». Alle 2, in viale Monte Grappa, nel quartiere dei locali alla moda, dopo una festa con tra i partecipanti anche personaggi dello spettacolo, figli di esponenti politici e noti dee-jay, ecco motociclette sbattute per terra, cestini dei rifiuti divelti. E una scazzottata generale. Sedata, a fatica, dalla polizia locale, con un coraggioso agente che s’è buttato nel mezzo, finendo contuso. Sei pattuglie.

Più una dei carabinieri. «Via, c’è madama». Dei ragazzini, uno non ce l’ha fatta. Gli altri scappavano. Ha alzato le mani: «Non ho fatto niente ». Due i denunciati, altrettanti i feriti. LE RISSE — C’è una nuova mania tra i minorenni milanesi: la festa con rissa annessa. Una movida della testata in itinere. I bad boys non hanno modelli come «Fight Club», il film dove ci si massacrava di botte. Ma sanno con precisione cosa fare e dove andare. Esempio: per oggi pomeriggio, hanno un’altra bellicosa ideuzza. Presentarsi davanti all’Istituto San Carlo, scuola privata, frequentata dagli odiati «fighetti ». Ma anche loro sono «fighetti», figli di professionisti, insomma la famosa Milano-bene. In gran parte, frequentano l’istituto privato De Amicis. «Lo facciamo perché è divertente, perché sei pieno d’alcol, perché è bello fare a botte» spiega eccitato Marchino, 17 anni. La scorsa notte, Marchino era al «Luminal» con la fidanzata. Solo che «stavolta non c’entro».

La stessa risposta resa ai vigili dagli altri 40. Forse, c’è da credergli, a Marchino: se nega le botte di viale Monte Grappa, rivendica con orgoglio la maxi-rissa dei Magazzini Generali: «Quella l’ho fatta scoppiare io e voi giornalisti scrivete un mucchio di cazzate». Gli piace raccontare, a Marchino. «Ero fuori dal locale con la mia ragazza e un amico. È arrivato uno, più grande. Le ha detto qualcosa. Sono andato lì e gli ho dato una testata. Sono arrivati i buttafuori. Ci hanno diviso ». I body guard muscolosi hanno chiesto chi fosse stato a iniziare. «Ho risposto che era colpa dell’altro. Sono entrato nel locale. L’altro mi ha aspettato fuori. Sono usciti prima i suoi amici e lui se l’è presa con loro perché lo avevano lasciato solo. Si sono menati ». IL «NEMICO» — Cambio di scena. Dai Magazzini Generali al Luminal. «Le prendi e le dai — filosofeggia Marchino —. È così. Conoscevamo i due che sono stati presi a botte. Erano alla festa con noi.

Ma sono stati loro a provocare, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso». Eccolo il nemico: «Sono i più grandi, quelli tra i 22 e 23 anni, che fanno i brillantoni, che sono figli di papà. Quelli che non si fanno i fatti loro. Quelli che vengono davanti a scuola a fare i ganassa». Quale scuola? «In molti stiamo al De Amicis». Istituto nel cuore della città. Generazioni di studenti. Quelli di oggi se le danno. «Il motivo? Mah. Ci si diverte. Siam zeppi d’alcol. E sai una cosa? Basta che uno ti guardi storto. Non capisci più niente, scoppia il casino». Paura o solo adrenalina? «Certo che hai paura. Quando sei 40 contro 40 non sai mai cosa può succedere.Manon puoi tirarti indietro». Perché bisogna guardare sempre avanti: «Oggi abbiamo l’appuntamento davanti al San Carlo». Due ammucchiate di boxe dilettantistica in tre giorni. Che cosa succede? Il Comune pensa a un piano speciale. Il vicesindaco Riccardo De Corato: «Reprimeremo le violenze. Ma non può essere l’unica strada. C’è una escalation di violenze. Dobbiamo coinvolgere scuola e famiglie». Già: le famiglie. «Mi domando: dov’erano mamma e papà di questi giovani? Sapevano che i figli erano fuori?». Fuori casa. Fuori dalla discoteca. Fuori controllo.

Andrea Galli Maurizio Giannattasio

07 febbraio 2007

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e se questo fosse successo davanti a uno stadio sai che putiferio?

A no ma loro son i bravi ragazi...mio figlio? mai un santo...le bestie, quelle vere son quelle che vanno allo stadio.......

intanto succede sempre e sempre rimane all'oscuro...ma ormai la tv è piena di tuttologhi che parlan e parla e parlan senza sapere nulla, senza esserci mai nemmeno avvicinati al sistema di cui continuan a parlare e a emettere somme sentenze e grandi rimedi....

Edited by EmaZ
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Capisco lo sfogo, ma non è che questo attenui la bestialità di certe frange estreme del tifo organizzato. Bestie sono questi e bestie sono quelli là. Che poi chissà perché dare della "bestia" quando gli animali certe cose non le fanno....

Ps: ma quanto è bella la foto della tua firma?? ;)

Edited by spiff
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Non è rimasto all'oscuro se l'ha scritto il Corriere.

Se necessario bisognerà provvedere a norme contro gli assembramenti se "regolarmente ad ogni festa si verificano danni e problemi di ordine pubblico".

Se fuori da ogni bar fosse necessario mettere 20 agenti che rischiano per garantire la sicurezza dei clienti si arriverebbe a chiudere i bar.

La soluzione al problema stadi non può essere dire "non facciamo niente perchè ci sono problemi anche altrove".

Anche io sono critico su alcune misure adottate e in attesa di capire cosa succede nei prossimi giorni.

Perchè tutti dicono giochiamo si, giochiamo no, stadi chiusi stadi aperti ma nessuno fa notare che se un questore/prefetto dicesse semplicemente "Non posso mandare abbastanza poliziotti per garantire il servizio d'ordine" e Lega Figc e tutti gli altri nulla potrebbero obiettare.

Personalmente farei giocare le partite con solo gli abbonati. Così si risolve il problema delle tifoserie in trasferta.

Pensare che uno stadio non sia a norma perchè mancano le barriere di separazione fra i tifos mi fa accapponare la pelle. Le barriere è giusto che non ci siano. Nel momento in cui sono indispensabili le barriere significa che vi saranno problemi fuori dallo stadio.

Mi piacerebbe che i gruppi ultras, che denunciano le norme come eccessive (magari a ragione) facessero proposte. Come dissi anche per problemi di evasione fiscale, se i gioiellieri non vogliono più passare per evasori come stereotipo, facciano delle proposte per evitare l'evasione fiscale dei gioiellieri.

Allo stesso modo i gruppi ultras dovrebbero dire cosa si deve fare per poter disputare le partite di qualsiasi sport senza la presenza di centinaia o migliaia di poliziotti.

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Se uno pensa che l'unico problema dell'Italia sia all'interno o al di fuori di uno stadio beh si sbaglia di grosso. Basta vedere un giorno il telegiornale e ci si accorge che il mondo è "malato". E tante volte sono proprio i figli della Milano bene, o di altre città, i ragazzini che hanno i soldi, che come regalo per i 18 anni ricevono il mercedes i peggiori...

Ma il problema dello stadio secondo me è diverso. Fermo restando che condivido in parte quanto fatto da questo governo, e che come si dice giustamente devono essere invitati al consiglio dei ministri i presidenti delle squadre di calcio (e Zamparini lo dice da sempre), ma soprattutto esponenti delle curve, ritengo che è inconcepibile che gente che vuole guardarsi la partita e poi tornarsene tranquillamente a casa assista o resti coinvolto in risse stile Catania...

Non riesco a capire (e qui la spiegazione o la teoria di qualche ultras, giusto a carattere informativo e di dialogo, mi farebbe piacere) perchè allo stadio bisogni andare con scoperti solo gli occhi, portare spranghe, bombe carta e cose di questo genere, e perchè si debba sempre scontrarsi o con i poliziotti o comunque con le tifoserie avversarie.

Da qui poi tengo a precisare che il problema Catania-forze dell'ordine, non sia da limitare solo alla tifoseria, ma a quanto sentivo ieri è proprio un problema all'ordine del giorno a livello di società, e quindi la partita è stata solo un pretesto...

Scusate la lunghezza e la probabile rottura di maroni

Paolo

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La sicurezza viene prima dei diritti acquisiti; al calar delle tenebre nn si è più in grado di garantire l'ordine pubblico; un altro caso Catania e il calcio verrà tolto per i prossimi venti anni...dichiarazioni rese in pubblico, dichiarazioni da stato totalitario o stato democratico?

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Scommetto che molti di questi fighetti poi si travestono da ultras e vanno allo stadio.

I trend di ogni tipo si combattono "a tenaglia". Si lavora per interrompere la generazione di nuovi violenti da un lato e dall'altro si garantisce la certezza della pena per chi viene rietenuto colpevole.

Una operazione senza l'altra non puó funzionare.

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