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8 e mezzo di ieri sera


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Ultimamente riescono a stupirmi.

Dedicato a "Il giorno della memoria", alle foibe, ai 30 giorni dell'invasione delle truppe di Tito prima dell'arrivo degli alleati; l'intento evidente era quello di chiarire, parlarne, e metterci una pietra sopra, cercando da ora in poi di essere costruttivi e non distruttivi.

Ebbene, ne è nata una polemica piuttosto pesante sul N° dei morti, sull'esagerazione dello stesso, insomma su un revisionismo ed un negazionismo stucchevole e fastidioso che mi ha molto ricordato quello guarda caso dedicato giorni fa (anche da noi...) all'Olocausto.

Insomma, anche i morti, purtroppo, assumono un colore politico.

Mi ha infastidito.

Altri hanno visto la trasmissione?

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l'ho veduto.

ho preso atto che parlare di alcuni morti come meglio si crede è possibile, mentre per altri morti ti fanno la legge-bavaglio. grazie.

purtroppo non metto a memoria i nomi e le date, però ieri c'erano Biloslavo, uno storico, tal Sabbatucci o qualcosa del genere, una tipa, giornalista e scrittrice di trieste con nome slavo, sulla cui posizione nutro discrete riserve, e uno scrittore bosniaco, di padre russo e madre croata, con cittadinanza italiana, in collegamento da sarajevo, del quale ricordo tutte queste cose, ma non il nome. tanto per cambiare...

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Per chi fosse interessato all'argomento:

Dibattito anni di piombo su Rai utile e internet

Adinolfi, Lanna, Bignami e D'Elia sugli anni di piombo in occcasione del trentennale della cacciata di Lama dall'Università. In onda alle 14 e alle 20

Rai Utile, canale interattivo della Rai, emesso anche su frequenze sky, visibile su internet

(http://www.raiutile.rai.it/ e, quindi, sulla destra c'è

lo streaming) in occasione del trentennale della cacciata di Lama tratta della contestazione e degli anni di piombo.

L'emissione andata in onda in diretta la mattina del 16

dalle 8 alle 9 e viene ritrasemessa in differita dalle 14 alle 15 e dalle 20 alle 21. Presenti in studio Adinolfi (Terza Posizione), Lanna (Secolo d'Italia), Neglia (professore universitario), Bignami (Prima Linea) e D'Elia (Prima Linea)

Dopo aver letto diversi libri che trattavano più o meno direttamente l'argomento, mi sono fatto un'opinione strana... impossibile giudicare quei 15 anni che vanno dal 1968 al 1982, la follia che colse un paio di generazioni, non è comprensibile, soprattutto in un'epoca in cui la Politica ha abdicato a favore del vociare confuso, indistinto e debole di argomenti. Erano anni in cui essere di Destra o Sinistra (ma a volte anche di Centro), significava rischiare la vita quotidianamente. Il fatto che molti abbiano pagato conseguenze durissime, con pestaggi subiti o anni di galera, un po' mi affascina per un coraggio che oggi non c'è.

Quei ragazzi credevano che in quel modo, si potesse fare la Rivoluzione (Fascista o Comunista che fosse, in generale anti-borghese). La sognavano e la perseguivano. La maggior parte di quei ragazzi, finirono schiacciati da un'Ideologia, ma anche dalle manipolazioni del Potere che li sfruttò per organizzarsi e consolidarsi, senza quasi rendersene conto. Stupisce in ogni caso, come ci siano ancora oggi dei dinosauri che non si sono rassegnati alla sconfitta politica e morale di quel modo di intendere il cambiamento. Generalmente sono i capi, i mandanti morali, che mandarono al massacro decine di ventenni, che nonostante tutto ancora oggi non si rendono conto dell'inumana ferocia e della responsabilità morale che hanno avuto negli attentati e nei pestaggi.

Certo che se penso che se quei tempi ritornassero per qualche scherzo del destino nella nostra realtà, io in prima persona, rischierei di fare la fine di un Sergio Ramelli..................... la cosa mi causa qualche brivido e mi fa sentire sulla pelle, un'epoca nella quale ho vissuto, ma da bambino.....

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Dopo aver letto diversi libri che trattavano più o meno direttamente l'argomento, mi sono fatto un'opinione strana... impossibile giudicare quei 15 anni che vanno dal 1968 al 1982, la follia che colse un paio di generazioni, non è comprensibile, soprattutto in un'epoca in cui la Politica ha abdicato a favore del vociare confuso, indistinto e debole di argomenti. Erano anni in cui essere di Destra o Sinistra (ma a volte anche di Centro), significava rischiare la vita quotidianamente. Il fatto che molti abbiano pagato conseguenze durissime, con pestaggi subiti o anni di galera, un po' mi affascina per un coraggio che oggi non c'è.

Quei ragazzi credevano che in quel modo, si potesse fare la Rivoluzione (Fascista o Comunista che fosse, in generale anti-borghese). La sognavano e la perseguivano. La maggior parte di quei ragazzi, finirono schiacciati da un'Ideologia, ma anche dalle manipolazioni del Potere che li sfruttò per organizzarsi e consolidarsi, senza quasi rendersene conto. Stupisce in ogni caso, come ci siano ancora oggi dei dinosauri che non si sono rassegnati alla sconfitta politica e morale di quel modo di intendere il cambiamento. Generalmente sono i capi, i mandanti morali, che mandarono al massacro decine di ventenni, che nonostante tutto ancora oggi non si rendono conto dell'inumana ferocia e della responsabilità morale che hanno avuto negli attentati e nei pestaggi.

Certo che se penso che se quei tempi ritornassero per qualche scherzo del destino nella nostra realtà, io in prima persona, rischierei di fare la fine di un Sergio Ramelli..................... la cosa mi causa qualche brivido e mi fa sentire sulla pelle, un'epoca nella quale ho vissuto, ma da bambino.....

In primo luogo mi tolgo il cappello per il tuo post, esempio di scrittura elegante e sintetica.

Nello specifico aggiungo qualche pensiero.

Certamente non possiamo, noi nati negli anni 70, non pensare almeno per un momento alla differenza di ideali e di valori che hanno animato la generazione rispetto a coloro che in quegli anni erano studenti o poco piú.

Noi abbiamo formato il nostro pensiero critico su Drive In e Jeeg robot D'Acciaio e la cosa piú controcorrente che abbiamo dato al mondo probabilmente risulterá essere il movimento Grunge di Seattle (che per altro si e' consumato in un amen). I sessantottini di entrambe le fazioni comunque possono dire di essersi formati leggendo ed interpretando i massimi pensatori dell'era moderna , spesso in effetti non capendo una mazza, ma comunque esponendosi a radiazioni di pensiero puro.

Ora, quello che secondo me é totalmente mancata a quella generazione é la via di mezzo tra l'estremismo draconiano della contrapposizione armata e della "Lotta dura senza paura" e l'immobilismo totale di chi in quegli anni vide passare il movimento dal balcone di casa.

Obnubilati dall'ideale del "Tutto o niente" i piú appassionati si sono inevitabilmente sfavati o ammazzati nel tentativo prevedibilmente utopistico di cambiare il mondo a partire da....tutto.

Quanti degli ex sessantottini per esempio si sono chiesti come dare seguto attraverso i canali della politica democratica ai propri ideali. Quanti hanno praticato i loro ideali a livello di amministrazioni comunali e regionali, nel volontariato, in quelle sedi dove in effetti chi vuole realizzare piccoli ma importanti cambiamenti puó. Quanti si sono risposti, che é piú facile cambiare il mondo essendo il direttore di una grande banca che essendo il capo tribu degli indiani metropolitani.

Quanti, rispetto invece a quelli che si sono ficcati dietro ad una cattedra guardando gli alunni della generazione Drive In come degli ignavi, lasciandosi invecchiare nel livore prorpio e nella commiserazione altrui.

Per tutto questo, oggi il giudizio che la mia generazione consegna come una pagella alla precedente é invariabilmente carattarerizzato dalla invidia (ma non fino al punto di ripercorrerne i passi) o di compassione. Raramente di rispetto.

Baci.

P.

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la follia che colse un paio di generazioni, non è comprensibile, soprattutto in un'epoca in cui la Politica ha abdicato a favore del vociare confuso, indistinto e debole di argomenti.

Quel vociare confuso ha un nome...P2...infatti tra i primi punti del suo statuto c'era "eliminare le frange estreme di destra e sinistra x portare il paese ad una condizione politica di bipolarismo centrista"...a me suona tremendamente familiare ed attuale, a voi no?

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Per chi fosse interessato all'argomento:

...Dopo aver letto diversi libri che trattavano più o meno direttamente l'argomento, mi sono fatto un'opinione strana... impossibile giudicare quei 15 anni che vanno dal 1968 al 1982, la follia che colse un paio di generazioni, non è comprensibile, soprattutto in un'epoca in cui la Politica ha abdicato a favore del vociare confuso, indistinto e debole di argomenti. Erano anni in cui essere di Destra o Sinistra (ma a volte anche di Centro), significava rischiare la vita quotidianamente. ....

purtroppo si rischiava la vita a prescindere, e non solo per lo schieramento politico scelto. rischiavi la vita se tuo padre faceva un lavoro che a quella gente, no, proprio non andava giù... oppure andando in banca, o alla stazione... c'era sempre il rischio di essere nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo.

nella loro tragicità, io trovo che i personaggi arrestati negli ultimi giorni siano di una tristezza e di una pateticità senza fine, dinosauri di un'epoca chiusasi vent'anni addietro.

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