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Ieri sera Andrea è tornato a giocare una partita ufficiale, campionato serie C2, con la maglia dei Daverio Rams.

Per lui 16', 3/4 da 3, 3 stoppate, 6 rimbalzi, 2 assist.

Per noi la gioia di rivedere un campione del suo calibro di nuovo in campo e l'immenso orgoglio che l'abbia fatto con la maglia di Daverio.

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Guest Paul The Rock

Mi fa piacere che sia tornato a giocare, anche solo in C2 con Daverio. Si vedeva lontano un miglio che gli mancava il basket giocato anche fosse solo quello con degli amici e non i play-off scudetto.

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Ieri sera Andrea è tornato a giocare una partita ufficiale......

Per noi la gioia di rivedere un campione del suo calibro di nuovo in campo .....

Sarebbe interessante sapere in anticipo quando giocherà la prossima volta.....

Io sono arrivata al basket quando lui aveva smesso di giocare e credo valga proprio la pena vederlo almeno una volta giocare..... :hyper: ( certo, si può rimediare guardando le partite registrate ma è tutt'altra cosa :D )

Forse si potrebbe utilizzare questo post per segnalarlo.

Grazie ^_^

Luna Argentata

Edited by Luna Argentata
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Sarebbe interessante sapere in anticipo quando giocherà la prossima volta.....

Io sono arrivata al basket quando lui aveva smesso di giocare e credo valga proprio la pena vederlo almeno una volta giocare..... :hyper: ( certo, si può rimediare guardando le partite registrate ma è tutt'altra cosa :D )

Forse si potrebbe utilizzare questo post per segnalarlo.

Grazie ^_^

Luna Argentata

cosa ti sei persa! ancora tanta tanta emozione pensando alle sue giocate!

home page Daverio

http://www.pallacanestrodaverio.it/index/homes.htm

ah! ricordiamoci anche gli auguri di compleanno x martedì 20

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cosa ti sei persa! ancora tanta tanta emozione pensando alle sue giocate!

home page Daverio

http://www.pallacanestrodaverio.it/index/homes.htm

ah! ricordiamoci anche gli auguri di compleanno x martedì 20

Grazie Marisa ;) ora che mi hai segnalato il sito mi ricordo di averlo visitato .....Massud l'aveva postato a suo tempo:yes:

Auguri in anticipo ad Andrea...... un pesciolino :geek: sicuramente, allora, con un cuore tenero !!!!!

Luna

Edited by Luna Argentata
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Il tecnico Racco: «Aiuta i più giovani e fa la differenza»

22/02/2007 09:46

- Il Giorno -

«HA GIOCATO a un ventesimo delle sue possibilità e ha fatto comunque la differenza. Sul piano tecnico è un giocatore di un’altra categoria». Daniel Racco, allenatore dei Daverio Rams, commenta così l’esordio di Andrea Meneghin in C2, venerdì scorso contro il Lecco. Nove punti con 3/4 dall’arco, 6 rimbalzi e tanto, tantissimo spettacolo. Come quando ha liberato due compagni sottocanestro, servendo un assist più da Nba che da serie A. È proprio di un’altra categoria, Meneghin, uno che «se non avesse avuto infortuni avrebbe potuto continuare a giocare ad alto livello per altri dieci anni» per dirla con le parole di Cecco Vescovi, uno che Andrea l’ha conosciuto bene dentro e fuori dal campo. Parlare della nuova carriera di Meneghin sotto un profilo puramente tecnico-statistico sarebbe superfluo, suonerebbe quasi irrispettoso nei confronti di un giocatore che, con un pizzico di buona sorte in più, oggi potrebbe essere altrove. Meglio quindi parlare dell’Andrea Meneghin privato, provare a capire cosa si nasconde nell’animo di un campione che non è mai cambiato, che nel corso degli anni è sempre rimasto fedele alla sua immagine di ragazzo solare e gentile. Frasi fatte, forse, parole scontate e retoriche, ma non in questo caso. Lo dimostrano i numerosi attestati di stima, non solo tra gli addetti ai lavori. Fai un giro per Varese e chiedi di Andrea Meneghin: chiunque abbia avuto a che fare con lui, da chi lo conosce da anni al ragazzino che ci ha parlato solo pochi secondi per un autografo, ti dirà qualcosa di positivo sul suo conto. Perché Andrea è così, ti entra nel cuore con la sua semplicità, con la sua contagiosa voglia di scherzare e la sua gentilezza.

COME MARTEDÌ scorso, giorno del suo compleanno, coincidente con l’allenamento a porte aperte della Whirlpool di cui da quest’anno è viceallenatore. Andrea ha portato le pizzette, usanza di spogliatoio, ma invece di isolarsi con la squadra è uscito col vassoio e le ha offerte a tutti i presenti, fermandosi a scherzare con i ragazzini. Un gesto banale, che invece testimonia perfettamente la sua indole da assoluto antidivo. «Siamo davvero onorati di avere Andrea nel nostro gruppo - afferma infatti coach Racco - lui ha sempre una parola buona per tutti, aiuta i più giovani e mi dà una grossa mano a gestire la squadra. È un ragazzo molto serio, anche quando si era appena operato e non poteva allenarsi veniva comunque in palestra, per seguire il lavoro dei compagni». A Daverio Meneghin ha riscoperto il piacere di giocare a basket, se mai l’avesse dimenticato. «Qui è come in famiglia - prosegue Racco - ha ritrovato i suoi grandi amici Di Sabato e Girardin, fa da chioccia ai ragazzini».

A SPINGERE Meneghin sulla via del ritorno è stato il piacere di giocare a pallacanestro, la voglia di tornare a fare quel che si è fatto per una vita. La pensa così anche Cecco Vescovi, l’altra grande bandiera della Pallacanestro Varese versione recente. «Sono davvero contento per lui - afferma - è tornato a fare ciò che lo diverte molto, scendere nuovamente in campo per lui dev’essere stata una sensazione fantastica». Vescovi, anche lui sceso di categoria a fine carriera, respinge però un ipotetico parallelo tra la sua vicenda e quella dell’amico Andrea. «Sono due situazioni molto diverse tra loro - spiega il Cecco - io ero arrivato ad un’età per cui scendere di categoria è quasi naturale, per divertirsi e rimanere comunque ad un certo livello (ha giocato un paio di stagioni nell’Abc Varese in B2, nda). Lui invece avrebbe potuto restare in serie A ancora per una decina di anni, se non avesse avuto i problemi fisici che tutti conosciamo. E penso che in cuor suo Andrea ci pensi ancora alla serie A. Io se fossi in lui lo farei».

Mic. Mez.

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Meneghin, atto secondo Un fuoriclasse in C2

22/02/2007 09:45

Due anni dopo il ritiro è di nuovo sul parquet

- Il Giorno -

SONO CAMBIATI i colori sociali, dal biancorosso della Pallacanestro Varese al gialloblù dei Daverio Rams. Sono diversi l’ambiente e il contesto: non più il mitico palasport di Masnago e le arene di serie A ma la palestra della Valbossa e le sue varianti in giro per la Lombardia. Solo il numero di maglia è rimasto lo stesso, quell’11 che lo ha accompagnato per tutta la carriera. Il numero e la classe, il talento innato che lo ha portato ad essere eletto miglior giocatore d’Europa, in quel magico 1999 che coincise con l’apice della sua carriera. Dopo due anni di forzata inattività, Andrea Meneghin è tornato a giocare. Lo ha fatto coi Daverio Rams, formazione di serie C2 con cui si allena da tempo. La squadra che lo ha accolto nei mesi più duri, quelli della riabilitazione dopo l’ennesima operazione. A 33 anni appena compiuti (martedì scorso) Andrea è dunque tornato ad assaporare il gusto dell’agonismo, tutte le sensazioni del basket giocato cui è stato costretto a rinunciare per tanto tempo.

NON È STATO fortunato, Andrea. Ha vinto un titolo italiano ed un Campionato Europeo con la Nazionale, ma avrebbe potuto raccogliere molto di più. L’infortunio al ginocchio e, soprattutto, i problemi all’anca che neanche l’intervento di uno stimato chirurgo inglese è riuscito a risolvere, ne hanno condizionato la carriera proprio quando era definitivamente esploso, quando aveva raggiunto la maturità per diventare un grande campione. A due anni dal suo ritiro, ragionando a mente fredda, si può tranquillamente affermare che è stato più quel che ha dato che quel che ha ricevuto dal basket. Alle prese con un cognome scomodo, che a prima vista può sembrare un vantaggio ma spesso si rivela solamente un macigno, un’eredità scomoda cui si è costantemente paragonati, Andrea si è costruito una brillante carriera con umiltà e serietà. Una carriera indissolubilmente legata alla Pallacanestro Varese, nel bene e nel male. Dagli esordi in maglia Ranger nella stagione ’90/’91 agli anni dell’A2, dalla risalita nella massima serie del 1994 fino allo storico Scudetto della stella nel 1999, conquistato da capitano della squadra della sua città. Il punto più alto della carriera, l’apoteosi coronata dal successo estivo degli Europei di Parigi, la grande abbuffata prima del lento ma inesorabile declino iniziato con il passaggio, la stagione successiva, alla Fortitudo Bologna. Un ambiente in cui Andrea fatica a integrarsi, il sorgere dei primi acciacchi, tanti fattori negativi che lo portano sul viale del tramonto.

IL RESTO è storia recente, il ritorno a casa in una Varese mediocre, la sofferenza silenziosa fino alla dolorosa scelta del ritiro. Un travaglio umano e sportivo affrontato con grande dignità, una vicenda vissuta sempre con il sorriso sulle labbra, quel sorriso contagioso che non lo ha abbandonato neppure in quei terribili momenti. Mai una scusa, mai una parola di troppo, sempre pronto ad assumersi responsabilità personali e collettive, sempre disponibile a metterci la faccia per il bene della squadra. Andrea Meneghin ha voluto essere un esempio di lealtà e sportività anche nel momento più buio della sua carriera. Chapeau, Capitano.

MICHELE MEZZANZANICA

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