tatanka Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 io devo ancora conoscere un motociclista che va adagio in sella al suo rombante mezzo...io ne vedo ogni giorno di tutti i colori.Il più pittoresco è stato un somaro incrociato sul Ponte di Melide in Svizzera: entriamo in galleria e lui si piazza col faro attaccato allo spigolo sinistro del culo della mia Golf, senza rispettare la distanza di sicurezza e per di più accecandomi col faro nello specchietto. Io ho alzato il braccio per coprire gli occhi e mi sono spostata x farlo passare. Appena usciti dalla galleria lui mi ha superata, si è girato verso di me mentre si trovava in corsia di sorpasso a 120 all'ora e ha tolto entrambe le mani dal manubrio per farmi il gesto dell'ombrello e altre amenità. Un vero cervello disabitato..... Ti stavo solo salutando. E poi andavo a 115.
corny Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 Un vero cervello disabitato..... Purtroppo di cervelli disabitati ce ne sono troppi per le strade ..... Sono parecchi anni che utilizzo solo il mio trial tra i boschi ..... gli unici tratti asfaltati sono quelli tra una mulattiera e l'altra. Troppo pericoloso girare per le strade con un mezzo a due ruote, pur rispettando il codice della strada.
Roberto Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 Invito tutti a passare una domenica pomeriggio seduti lungo i rettilinei della Valganna. Piu' interessante del motogp. Poi tutti al pronto soccorso a vederli piangere.
corny Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 Invito tutti a passare una domenica pomeriggio seduti lungo i rettilinei della Valganna.Piu' interessante del motogp. Poi tutti al pronto soccorso a vederli piangere. Piazzi un paio di autovelox per 4-5 domeniche consecutive e vedrai che tutto si sistema, con un ritorno economico tra l'altro.
Roberto Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 Piazzi un paio di autovelox per 4-5 domeniche consecutive e vedrai che tutto si sistema, con un ritorno economico tra l'altro. ...... Pensi che non lo facciano? Il motociclista che esce la domenica per gareggiare lo riconosci da un particolare. La posizione della targa orizzontale, uguale alla posizione che assume, scomposto, a fine giornata.
corny Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 ...... Pensi che non lo facciano? Il motociclista che esce la domenica per gareggiare lo riconosci da un particolare. La posizione della targa orizzontale, uguale alla posizione che assume, scomposto, a fine giornata. Un poco d'impegno e se vuoi veramente tartassarli ci riesci .....
Il_Cinghiale Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 Beh, partiamo da un presupposto importante, cosa serve x poter mettere le chiappe su una CBR1000? 1 - se hai più di 40 anni...niente...la tua patente è valida e puoi inventarti motociclista (ma più frequentemente scooterista) dalla sera alla mattina. 2 - se devi fare il patentino A1 devi: fare un esame teorico integrativo della durata media di ben 3 minuti (ti chiedono solo del casco in pratica); farti prestare una Transalp 750 con cui fare uno slalom tra 10 birilli, una frenata in uno spazio larghissimo, un "otto" semplicissimo x una enduro e un paio di chilometri dietro la macchina dell'esaminatore. Finito...secondo lo stato italiano questo ti basta x guidare tutto quello che vuoi, che sia una vespa o Bimota non frega a nessuno. La velocità ha sicuramente un ruolo rilevante nel numero e nella gravità degli incidenti stradali, ma secondo me ci sono altri 2 aspetti che influiscono parecchio, l'impreparazione e la distrazione. Sulla seconda è difficile intervenire, ma sull'impreparazione potremmo parlarne x ore; fate mente locale sui vostri conoscenti, quanti ne conoscete che hanno preso una moto di punto in bianco? Io di esempi ne avrei parecchi, soprattutto gente che si è comprata una 600 stradale od uno scooter 2500cc senza mai aver avuto neanche un ciao o un garelli. Questi qui da ragazzini manco avevano il cinquantino, arrivati ai 30 anni hanno speso 10-15mila euro tra moto, casco e giacche all'ultima moda...e sono scesi in strada senza conoscere nemmeno un minimo di tecnica di guida e di "sgami" x la guida in città...poi si schiantano perchè frenano sulle strisce, pinzano davanti in curva, scalano quando sono già in piega, o allargano la traettoria perchè non spingono col piede sulla pedana e non tirano il serbatoio col ginocchio. Non è roba che riguarda solo Rossi, Melandri e Capirossi...serve x far girare la moto in sicurezza, dovrebbe essere di pubblico dominio ed uso. Quello che tira a palla in Valganna mi fa meno paura dello scooterista che mi affianca a destra, parla con l'auricolare collegato al telefonino, e sul sellino posteriore ha il figlio con indosso un casco di 6 misure troppo grande.
corny Posted October 15, 2009 Posted October 15, 2009 Beh, partiamo da un presupposto importante, cosa serve x poter mettere le chiappe su una CBR1000?1 - se hai più di 40 anni...niente...la tua patente è valida e puoi inventarti motociclista (ma più frequentemente scooterista) dalla sera alla mattina. 2 - se devi fare il patentino A1 devi: fare un esame teorico integrativo della durata media di ben 3 minuti (ti chiedono solo del casco in pratica); farti prestare una Transalp 750 con cui fare uno slalom tra 10 birilli, una frenata in uno spazio larghissimo, un "otto" semplicissimo x una enduro e un paio di chilometri dietro la macchina dell'esaminatore. Finito...secondo lo stato italiano questo ti basta x guidare tutto quello che vuoi, che sia una vespa o Bimota non frega a nessuno. La velocità ha sicuramente un ruolo rilevante nel numero e nella gravità degli incidenti stradali, ma secondo me ci sono altri 2 aspetti che influiscono parecchio, l'impreparazione e la distrazione. Sulla seconda è difficile intervenire, ma sull'impreparazione potremmo parlarne x ore; fate mente locale sui vostri conoscenti, quanti ne conoscete che hanno preso una moto di punto in bianco? Io di esempi ne avrei parecchi, soprattutto gente che si è comprata una 600 stradale od uno scooter 2500cc senza mai aver avuto neanche un ciao o un garelli. Questi qui da ragazzini manco avevano il cinquantino, arrivati ai 30 anni hanno speso 10-15mila euro tra moto, casco e giacche all'ultima moda...e sono scesi in strada senza conoscere nemmeno un minimo di tecnica di guida e di "sgami" x la guida in città...poi si schiantano perchè frenano sulle strisce, pinzano davanti in curva, scalano quando sono già in piega, o allargano la traettoria perchè non spingono col piede sulla pedana e non tirano il serbatoio col ginocchio. Non è roba che riguarda solo Rossi, Melandri e Capirossi...serve x far girare la moto in sicurezza, dovrebbe essere di pubblico dominio ed uso. Quello che tira a palla in Valganna mi fa meno paura dello scooterista che mi affianca a destra, parla con l'auricolare collegato al telefonino, e sul sellino posteriore ha il figlio con indosso un casco di 6 misure troppo grande. Queste sono considerazioni veramente interessanti, da estendere però a tutti i "frequentatori" delle strade italiane. Forse è vero che per guidare una moto ci vuole molta più attenzione e capacità, specie nei momenti di pericolo, rispetto ad una automobile. In moto basta poco per farsi male veramente, anche a bassa velocità. Però la componente velocità è fondamentale per determinare la gravità di un incidente. Che senso ha permettere di girare sulle strade aperte al traffico a bolidi, a 2 e 4 ruote, capaci di prestazioni mostruose. La CBR1000 è una moto capace di superare agevolmente i 300 Km/h, ma soprattutto ha un' accelerazione spaventosa, roba che per tenerla a bada non servono normali piloti, ma piloti di una certa caratura. E un patentato A, può acquistarla tranquillamente e mettersi a girare sulle strade anche se non ha mai giudato una moto in vita sua.
ROOSTERS99 Posted October 15, 2009 Author Posted October 15, 2009 (edited) Per me la componente "Sono molto più veloce di loro, ci passo tranquillamente, con 'ste gomme piego fin dove voglio, cazzo vuole questo,mo ' faccio una penna" è quella mortale, e colpisce il 99,9% di chi viaggia in moto. C'è solo da augurarsi di non trovarsi nei dintorni al momento sbagliato. P.S.: Corny, su una moto, a 70 Km/h, se sbatti contro un muro sei fottuto ! Edited October 15, 2009 by ROOSTERS99
Roberto Posted October 15, 2009 Posted October 15, 2009 Per me la componente "Sono molto più veloce di loro, ci passo tranquillamente, con 'ste gomme piego fin dove voglio, cazzo vuole questo,mo ' faccio una penna" è quella mortale, e colpisce il 99,9% di chi viaggia in moto. Tesi confermata da amici motociclisti. "Prendi velocita' in rettilineo e poi vedi chi ha coraggio di entrare in curva a pieno, senza staccare....e logicamente chi stacca e' uno sfigato...." Il motociclista vive di queste cose.....fin quando vive... Poi, componente da non trascurare, e' l'eta'. Spesso da giovane ti sembra di essere immortale, nulla temi e certe cose succedono sempre agli altri.....
Il_Cinghiale Posted October 15, 2009 Posted October 15, 2009 Per me la componente "Sono molto più veloce di loro, ci passo tranquillamente, con 'ste gomme piego fin dove voglio, cazzo vuole questo,mo ' faccio una penna" Riferendosi a chi ha una supersportiva sì, ma uno con l'enduro, il chopperone o lo scooter non ragiona così. P.S.: Corny, su una moto, a 70 Km/h, se sbatti contro un muro sei fottuto ! A 70Km/h contro un muro ti tirano su col cucchiaino...x restarci ne bastano anche la metà. Se poi indossi un casco del supermercato stai fresco...l'anno scorso quello di un cliente si è spaccato cadendo dal bancone del negozio (1 metro d'altezza).
ROOSTERS99 Posted October 16, 2009 Author Posted October 16, 2009 (edited) Riferendosi a chi ha una supersportiva sì, ma uno con l'enduro, il chopperone o lo scooter non ragiona così.A 70Km/h contro un muro ti tirano su col cucchiaino...x restarci ne bastano anche la metà. Se poi indossi un casco del supermercato stai fresco...l'anno scorso quello di un cliente si è spaccato cadendo dal bancone del negozio (1 metro d'altezza). Diciamo che quello con l' enduro, il chopperone o lo scooter si "limita" a: "Sono più veloce di loro, ci passo tranquillamente, cazzo vuole questo, col cazzo che resto in colonna" Per quanto riguarda il casco, fondamentale, importantissimo, irrinunciabile, resta comunque una limitata protezione anche quando di ottima qualità.... Edited October 16, 2009 by ROOSTERS99
Il_Cinghiale Posted October 17, 2009 Posted October 17, 2009 Per quanto riguarda il casco, fondamentale, importantissimo, irrinunciabile, resta comunque una limitata protezione anche quando di ottima qualità.... Beh, direi proprio di no...scusa ma tra il mio Arai (monoscocca in kevlar) e un casco del supermercato (due pezzi di plastica termosaldati in un sobborgo taiwanese) ce ne passa, eccome se ce ne passa. Tutt'altro discorso quando si vede in giro gente con i caschi Nava dei primi anni '80 (quelli che si usavano quando tu avevi la mitica Aletta Rossa), lì è colpa di chi non li paletta e gli sequestra il mezzo...i caschi hanno un'omologazione con scadenza, non sono eterni...ma anche di questo non frega niente a nessuno.
ROOSTERS99 Posted October 17, 2009 Author Posted October 17, 2009 (edited) Beh, direi proprio di no...scusa ma tra il mio Arai (monoscocca in kevlar) e un casco del supermercato (due pezzi di plastica termosaldati in un sobborgo taiwanese) ce ne passa, eccome se ce ne passa.Tutt'altro discorso quando si vede in giro gente con i caschi Nava dei primi anni '80 (quelli che si usavano quando tu avevi la mitica Aletta Rossa), lì è colpa di chi non li paletta e gli sequestra il mezzo...i caschi hanno un'omologazione con scadenza, non sono eterni...ma anche di questo non frega niente a nessuno. Non intendevo certo sminuire qualita', tecnologia e protezione di un casco omologato di ultima generazione, anzi....... Tuttavia,ho perso 2 amici, caduti in moto, uno per le lesioni interne torace-addome, l' altro per un braccetto sospensione che lo ha trafitto da sotto, sulla nuca, infilandosi in testa. I caschi non hanno contato nulla.... Edited October 17, 2009 by ROOSTERS99
Il_Cinghiale Posted October 17, 2009 Posted October 17, 2009 Non intendevo certo sminuire qualita', tecnologia e protezione di un casco omologato di ultima generazione, anzi....... Tuttavia,ho perso 2 amici, caduti in moto, uno per le lesioni interne torace-addome, l' altro per un braccetto sospensione che lo ha trafitto da sotto, sulla nuca, infilandosi in testa. La casistica è talmente vasta che, se pensassi solo ai casi a me più vicini, dovrei dire che andare a 300km/h non è pericoloso...perchè io 2 amici, che la domenica facevano le gare in valganna, li ho persi al semaforo di Samarate x 2 stronzette che sono saltate da una corsia all'altra. I caschi non hanno contato nulla.... Roo, questa è una stronzata, dai. Quando muore uno in moto, tutti piagnucolano, mettono i fiori e si lanciano nei soliti discorsi moralisti sulla velocità...ma nei fatti nessuno muove un dito, x salire su un cbr1000 serve solo "aggirare" 2 regolette: fare una patente che è ferma agli standard della Lambretta e mettersi in testa una cosa che assomigli ad un casco, tanto nessuno controllerà mai l'etichetta interna e nemmeno ti paletteranno x violazioni più gravi (riverniciare un casco, metterci adesivi o quelle orribili orecchie di peluche è una violazione scritta nero su bianco nel codice stradale). Quindi sotto sotto a nessuno (politici e forze dell'ordine) interessa veramente affrontare il problema...si parla e si sparano le solite paternali...poi però si approvano delle rotonde o degli spartitraffico con il bordo a "spigolo vivo". Poi ci sarebbe da affrontare il discorso lunghissimo sui messaggi trasmessi da tv e giornali...se volete lo cominciamo subito, così x marzo-aprile dovremmo averlo sviscerato x benino...anche da questo punto di vista siamo fermi da una ventina d'anni, quando venne impedito di diffordere i dati prestazionali delle 125cc.
corny Posted October 18, 2009 Posted October 18, 2009 La casistica è talmente vasta che, se pensassi solo ai casi a me più vicini, dovrei dire che andare a 300km/h non è pericoloso...perchè io 2 amici, che la domenica facevano le gare in valganna, li ho persi al semaforo di Samarate x 2 stronzette che sono saltate da una corsia all'altra.Roo, questa è una stronzata, dai. Quando muore uno in moto, tutti piagnucolano, mettono i fiori e si lanciano nei soliti discorsi moralisti sulla velocità...ma nei fatti nessuno muove un dito, x salire su un cbr1000 serve solo "aggirare" 2 regolette: fare una patente che è ferma agli standard della Lambretta e mettersi in testa una cosa che assomigli ad un casco, tanto nessuno controllerà mai l'etichetta interna e nemmeno ti paletteranno x violazioni più gravi (riverniciare un casco, metterci adesivi o quelle orribili orecchie di peluche è una violazione scritta nero su bianco nel codice stradale). Quindi sotto sotto a nessuno (politici e forze dell'ordine) interessa veramente affrontare il problema...si parla e si sparano le solite paternali...poi però si approvano delle rotonde o degli spartitraffico con il bordo a "spigolo vivo". Poi ci sarebbe da affrontare il discorso lunghissimo sui messaggi trasmessi da tv e giornali...se volete lo cominciamo subito, così x marzo-aprile dovremmo averlo sviscerato x benino...anche da questo punto di vista siamo fermi da una ventina d'anni, quando venne impedito di diffordere i dati prestazionali delle 125cc. E' l'Italia caro Cinghiale ..... tante leggi ma nessuno che le faccia rispettare. E perchè non parliamo della stragrande maggioranza dei guard-rail italiano ad effetto ghigliottina per i motociclisti?
Lucaweb Posted October 18, 2009 Posted October 18, 2009 (edited) Io sono stato motociclista dal 1995 al 2003. Un periodo limitato e soprattutto in età già adulta. Mi dicevano inizi tardi quindi con maggiore prudenza nell'apprendere: diciamo che è stato vero, ma a posteriori quando mia moglie mi chiede se rimpiango la moto io le dico che non ero un vero motociclista, diciamo un pò inventato. Tuttavia pur piacendomi andare (...si anche su quelle strade della valganna o su fino a Zenna...) ho sempre avuto la capacità di non prendere rischi assurdi, o se vogliamo, più correttamente, la FORTUNA di non farmi mai male. Però se mi guardo indietro non è proprio vero che non ho mai rischiato. Tra l'altro ho avuto anche amici che in un certo senso mi hanno insegnato ad andare, gente che "la prudenza prima di tutto". Ed infatti sono persone che girano tutta Europa, gente che non fa le gare sulle valganna. Ma ho conosciuto anche ragazzi che si trovavano a Laveno o Luino, che montavano gomme "corsa" e regolavano le molle al millimetro. Fortunatamente io amici morti in moto non ne ho, ma stavo male (come tuttora sto male) quando leggo di una tragedia in moto. Quando è nata mia figlia ho venduto la moto, perchè quando uscivo non ero più tranquillo su quelle strade della valganna. Edited October 18, 2009 by Lucaweb
ROOSTERS99 Posted October 18, 2009 Author Posted October 18, 2009 La casistica è talmente vasta che, se pensassi solo ai casi a me più vicini, dovrei dire che andare a 300km/h non è pericoloso...perchè io 2 amici, che la domenica facevano le gare in valganna, li ho persi al semaforo di Samarate x 2 stronzette che sono saltate da una corsia all'altra.Roo, questa è una stronzata, dai. Quando muore uno in moto, tutti piagnucolano, mettono i fiori e si lanciano nei soliti discorsi moralisti sulla velocità...ma nei fatti nessuno muove un dito, x salire su un cbr1000 serve solo "aggirare" 2 regolette: fare una patente che è ferma agli standard della Lambretta e mettersi in testa una cosa che assomigli ad un casco, tanto nessuno controllerà mai l'etichetta interna e nemmeno ti paletteranno x violazioni più gravi (riverniciare un casco, metterci adesivi o quelle orribili orecchie di peluche è una violazione scritta nero su bianco nel codice stradale). Quindi sotto sotto a nessuno (politici e forze dell'ordine) interessa veramente affrontare il problema...si parla e si sparano le solite paternali...poi però si approvano delle rotonde o degli spartitraffico con il bordo a "spigolo vivo". Poi ci sarebbe da affrontare il discorso lunghissimo sui messaggi trasmessi da tv e giornali...se volete lo cominciamo subito, così x marzo-aprile dovremmo averlo sviscerato x benino...anche da questo punto di vista siamo fermi da una ventina d'anni, quando venne impedito di diffordere i dati prestazionali delle 125cc. Mah.. mi spiegherò male.... forse... Ultimo tentativo: la moto è un mezzo pericolosissimo, per il fatto stesso che non offre alcuna protezione al conducente e che si viaggia su due ruote. Aggiungiamoci rapporti peso/potenza del mezzo da paura, esaltazione procurata enorme, preparazione del conducente scarsa, testadicazzaggine molto diffusa, livelli di traffico sempre cerscenti ed al limite della capienza stradale, ed eccoci alla conclusione che il PUR FONDAMENTALE ED IRRINUNCIABILE CASCO DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE, DA INDOSSARE BEN ALLACCIATO SEMPRE E COMUNQUE, risulta decisivo per la salvezza del centauro, purtroppo, in pochi, pochi casi... Se è una stronzata di considerazione, amen.
Ponchiaz Posted October 18, 2009 Posted October 18, 2009 Mah, diciamo che fino a che si ammazzano fra di loro...a me più di tanto non tange. Come i paracadutisti e quelli che fanno parapendio...ogni tanto qualcuno si sfrittella ed amen...
Il_Cinghiale Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 Mah.. mi spiegherò male.... forse...Ultimo tentativo: la moto è un mezzo pericolosissimo, per il fatto stesso che non offre alcuna protezione al conducente e che si viaggia su due ruote. Aggiungiamoci rapporti peso/potenza del mezzo da paura, esaltazione procurata enorme, preparazione del conducente scarsa, testadicazzaggine molto diffusa, livelli di traffico sempre cerscenti ed al limite della capienza stradale, ed eccoci alla conclusione che il PUR FONDAMENTALE ED IRRINUNCIABILE CASCO DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE, DA INDOSSARE BEN ALLACCIATO SEMPRE E COMUNQUE, risulta decisivo per la salvezza del centauro, purtroppo, in pochi, pochi casi... Se è una stronzata di considerazione, amen. Scusa ma continuo a non essere d'accordo, il casco salva più vite della cintura di sicurezza, quindi la sua qualità è fondamentale. http://www.socitras.org/Documenti.htm I RISULTATI DEL PRIMO MESE DI APPLICAZIONE DELL'ESTENSIONE DELL'OBBLIGO DI CASCO E DEI CONTROLLI SULLA CINTURA DI SICUREZZA: "POSITIVI, MA SI PUO' FARE DI PIÙ" La Società Italiana di Traumatologia della Strada, attraverso le centrali operative del 118 con le quali collabora, ha effettuato un'indagine sui risultati del primo mese (30 marzo - 30 aprile 2000) di applicazione dell'estensione dell'obbligo del casco e dei più accurati controlli sull'uso del casco e delle cinture di sicurezza. I risultati nelle città campione (al nord, al centro ed al sud) sono abbastanza confortanti, ma ancora una volta evidenziano una diversità per aree geografiche. Per quanto riguarda il casco, la riduzione dei ricoveri per "trauma cranico", rispetto al corrispondente periodo del 1999, è pressoché uniforme su tutto il territorio nazionale, con un valore medio del 58%. L'uso del casco (ed i controlli effettuati dalle forze di polizia) sono stati quindi efficaci nel ridurre la più grave delle patologie degli utenti a due ruote. Di conseguenza, è diminuita anche la mortalità per trauma cranico, ma con un diverso andamento tra nord e sud: nel nord la riduzione è stata del 75%, nel sud del 55%. Le ragioni della diversità dovrebbero essere approfondite con attenzione. Per quanto riguarda le cinture, i dati raccolti nelle città campione nel primo mese indicano, rispetto al corrispondente periodo del 1999, una diminuzione del 16%, sia al nord che al sud, del tasso di mortalità per conducenti e passeggeri di autovetture, mentre al centro tale diminuzione raggiunge il 50%. Una riduzione così notevole nel centro-italia corrisponde a tutti gli studi sulla prevedibile diminuzione della mortalità a seguito di un maggior uso della cintura; il beneficio, inferiore nel nord, può spiegarsi con la precedente maggiore diffusione dell'uso della cintura. I risultati insoddisfacenti del sud (dove la cintura era utilizzata da un'esigua minoranza) fanno sospettare invece che i controlli siano ancora insufficienti e che ben poco sia cambiato rispetto a prima. Occorre comunque lavorare ancora intensamente, sia per quanto riguarda i traumi cranici (casco) sia per quanto riguarda le cinture, per la riduzione della mortalità e della lesività da incidente stradale. La SOC.I.TRA.S. ricorda che nel 1998 (ultimi dati ISTAT-ACI disponibili) sono stati 626 i morti e più di 50.000 i feriti tra conducenti e passeggeri (illegali) di ciclomotori; l'uso continuo e senza eccezioni del casco farebbe diminuire di almeno la metà i morti e di almeno 1.000 casi l'anno le paralisi di arti, diminuendo anche la gravità di tutte le lesioni alla testa ed al volto. L'uso della cintura, in qualunque occasione, ridurrebbe ogni anno di almeno 800 persone il numero di morti tra conducenti e passeggeri di autovetture e di almeno 10.000 i feriti, con una consistente diminuzione della gravità delle lesioni in tutti gli altri casi. Il risparmio, in termini di "costi sociali", sarebbe di almeno 3.500 miliardi annui. I RISULTATI DI NOVE MESI DI APPLICAZIONE DELL'ESTENSIONE DELL'OBBLIGO DI CASCO E DEI CONTROLLI SULLA CINTURA DI SICUREZZA: "UN QUADRO POSITIVO E ALMENO 500 VITE UMANE RISPARMIATE. MA ANCORA LONTANI DAL TRAGUARDO DEL 100% DI USO" La Società Italiana di Traumatologia della Strada, attraverso le centrali operative del 118 con le quali collabora, ha continuato a monitorare i risultati dell'applicazione dell'estensione dell'obbligo del casco. Dopo i risultati nettamente positivi del primo mese (oggetto di precedente informativa), i dati dell'insieme dei primi nove mesi delineano un quadro ancora positivo. La mortalità, rispetto all'analogo periodo del 1999, si è ridotta del 40% come valore medio nazionale, ma con la consueta differenza tra aree geografiche: -10% al nord, -30% al centro, -60% al sud. I ricoveri per trauma cranico, rispetto agli stessi sei mesi del 1999 nei centri monitorati, segnano una diminuzione media nazionale del 55%, con valori del -50% al nord, -65% al centro, -54% al sud. In aumento i ricoveri per "altri traumi": + 16% su base nazionale, ma + 34% al sud. E' da escludere infatti - anche ammettendo un rapporto 1:100 tra ricoveri e decessi - che tale aumento possa costituire una "compensazione" della diminuzione dei traumi cranici. I dati sono moderatamente confortanti: risulta diminuita la mortalità, grazie soprattutto alla diminuzione dei traumi cranici. Come ci si poteva attendere, aumenta statisticamente il peso relativo degli "altri traumi", ma complessivamente possiamo ormai calcolare in almeno 500 le persone la cui vita è stata salvata dall'uso del casco. Il controllo sull'uso del casco ed ogni azione educativa a riguardo devono quindi continuare fino a raggiungere una percentuale d'uso pari al 100%: traguardo che in alcune aree d'Italia appare ancora lontano.
Lucaweb Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 Non credo si possa dire che il casco è poco"decisivo" nel salvare le vite... ...purtroppo in casi di impatto molto violento non può fare più di tanto...
ROOSTERS99 Posted October 19, 2009 Author Posted October 19, 2009 Scusa ma continuo a non essere d'accordo, il casco salva più vite della cintura di sicurezza, quindi la sua qualità è fondamentale.http://www.socitras.org/Documenti.htm I RISULTATI DEL PRIMO MESE DI APPLICAZIONE DELL'ESTENSIONE DELL'OBBLIGO DI CASCO E DEI CONTROLLI SULLA CINTURA DI SICUREZZA: "POSITIVI, MA SI PUO' FARE DI PIÙ" La Società Italiana di Traumatologia della Strada, attraverso le centrali operative del 118 con le quali collabora, ha effettuato un'indagine sui risultati del primo mese (30 marzo - 30 aprile 2000) di applicazione dell'estensione dell'obbligo del casco e dei più accurati controlli sull'uso del casco e delle cinture di sicurezza. I risultati nelle città campione (al nord, al centro ed al sud) sono abbastanza confortanti, ma ancora una volta evidenziano una diversità per aree geografiche. Per quanto riguarda il casco, la riduzione dei ricoveri per "trauma cranico", rispetto al corrispondente periodo del 1999, è pressoché uniforme su tutto il territorio nazionale, con un valore medio del 58%. L'uso del casco (ed i controlli effettuati dalle forze di polizia) sono stati quindi efficaci nel ridurre la più grave delle patologie degli utenti a due ruote. Di conseguenza, è diminuita anche la mortalità per trauma cranico, ma con un diverso andamento tra nord e sud: nel nord la riduzione è stata del 75%, nel sud del 55%. Le ragioni della diversità dovrebbero essere approfondite con attenzione. Per quanto riguarda le cinture, i dati raccolti nelle città campione nel primo mese indicano, rispetto al corrispondente periodo del 1999, una diminuzione del 16%, sia al nord che al sud, del tasso di mortalità per conducenti e passeggeri di autovetture, mentre al centro tale diminuzione raggiunge il 50%. Una riduzione così notevole nel centro-italia corrisponde a tutti gli studi sulla prevedibile diminuzione della mortalità a seguito di un maggior uso della cintura; il beneficio, inferiore nel nord, può spiegarsi con la precedente maggiore diffusione dell'uso della cintura. I risultati insoddisfacenti del sud (dove la cintura era utilizzata da un'esigua minoranza) fanno sospettare invece che i controlli siano ancora insufficienti e che ben poco sia cambiato rispetto a prima. Occorre comunque lavorare ancora intensamente, sia per quanto riguarda i traumi cranici (casco) sia per quanto riguarda le cinture, per la riduzione della mortalità e della lesività da incidente stradale. La SOC.I.TRA.S. ricorda che nel 1998 (ultimi dati ISTAT-ACI disponibili) sono stati 626 i morti e più di 50.000 i feriti tra conducenti e passeggeri (illegali) di ciclomotori; l'uso continuo e senza eccezioni del casco farebbe diminuire di almeno la metà i morti e di almeno 1.000 casi l'anno le paralisi di arti, diminuendo anche la gravità di tutte le lesioni alla testa ed al volto. L'uso della cintura, in qualunque occasione, ridurrebbe ogni anno di almeno 800 persone il numero di morti tra conducenti e passeggeri di autovetture e di almeno 10.000 i feriti, con una consistente diminuzione della gravità delle lesioni in tutti gli altri casi. Il risparmio, in termini di "costi sociali", sarebbe di almeno 3.500 miliardi annui. I RISULTATI DI NOVE MESI DI APPLICAZIONE DELL'ESTENSIONE DELL'OBBLIGO DI CASCO E DEI CONTROLLI SULLA CINTURA DI SICUREZZA: "UN QUADRO POSITIVO E ALMENO 500 VITE UMANE RISPARMIATE. MA ANCORA LONTANI DAL TRAGUARDO DEL 100% DI USO" La Società Italiana di Traumatologia della Strada, attraverso le centrali operative del 118 con le quali collabora, ha continuato a monitorare i risultati dell'applicazione dell'estensione dell'obbligo del casco. Dopo i risultati nettamente positivi del primo mese (oggetto di precedente informativa), i dati dell'insieme dei primi nove mesi delineano un quadro ancora positivo. La mortalità, rispetto all'analogo periodo del 1999, si è ridotta del 40% come valore medio nazionale, ma con la consueta differenza tra aree geografiche: -10% al nord, -30% al centro, -60% al sud. I ricoveri per trauma cranico, rispetto agli stessi sei mesi del 1999 nei centri monitorati, segnano una diminuzione media nazionale del 55%, con valori del -50% al nord, -65% al centro, -54% al sud. In aumento i ricoveri per "altri traumi": + 16% su base nazionale, ma + 34% al sud. E' da escludere infatti - anche ammettendo un rapporto 1:100 tra ricoveri e decessi - che tale aumento possa costituire una "compensazione" della diminuzione dei traumi cranici. I dati sono moderatamente confortanti: risulta diminuita la mortalità, grazie soprattutto alla diminuzione dei traumi cranici. Come ci si poteva attendere, aumenta statisticamente il peso relativo degli "altri traumi", ma complessivamente possiamo ormai calcolare in almeno 500 le persone la cui vita è stata salvata dall'uso del casco. Il controllo sull'uso del casco ed ogni azione educativa a riguardo devono quindi continuare fino a raggiungere una percentuale d'uso pari al 100%: traguardo che in alcune aree d'Italia appare ancora lontano. Dati di 10 anni fa ..... che comunque raccontano di percentuali di mortalità DA TRAUMA CRANICO drasticamente ridotte..... per gli "altri traumi" tanti saluti... La chiudo così: un ottimo casco, sempre indossato, è una condizione certamente necessaria alla incolumità del motociclista, ma assolutamente non sufficiente. In moto, andateci in pista o al massimo, come Corny, per boschi... se non si incazzano gli ambientalisti di turno....
corny Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 In moto, andateci in pista o al massimo, come Corny, per boschi... se non si incazzano gli ambientalisti di turno.... Ormai sti pseudo ambientalisti non li cago più ...... prima mi fermavo e discutevo con loro, ultimamente vado per la mia strada senza degnarli di uno sguardo.
Roberto Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Ormai sti pseudo ambientalisti non li cago più ...... prima mi fermavo e discutevo con loro, ultimamente vado per la mia strada senza degnarli di uno sguardo. Gli ambientalisti che preferisco sono quelli con lo stemma del wwf o della lipu sul vetro della loro fumosa macchina diesel. Se l'ambientalista vuoi fare, l'adesivo, in fronte ti dovresti appiccicare.
ROOSTERS99 Posted October 26, 2009 Author Posted October 26, 2009 Legnano Motociclista muore in A-8. Fuggito l'investitore Nell'incidente coinvolto un mezzo pesante, che non si sarebbe fermato: appello della Polstrada, "chi ha visto ci chiami". traffico in tilt: cinque chilometri di coda in direzione Milano. Problemi anche al bivio tra Milano sud e Bivio A1/Tangenziale Ovest per incidente Un incidente stradale è avvenuto questa mattina alle 10.20 in direzione Milano lungo la A-8. Dalle prime informazioni raccolte sembra che nello scontro sia rimasta coinvolta una Harley Davidson rossa e un mezzo pesante, poi allontanatosi senza prestare soccorso. La Polstrada invita chiunque abbia assistito alla scena a fornire elementi utili telefonando allo 0332-251611 (Polizia stradale di Varese) o allo 0331-349111 (sottosezione di Polizia Stradale di Olgiate Olona-autolaghi). L'uomo alla guida della moto, G.T., un 38enne di Varese (e non di Novara come inzialmente si riteneva), è morto sul colpo. Il 118 ha inviato sul posto un'automedica e un'ambulanza: i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Prima del tratto interessato dall'incidente, tra Busto Arsizio e Origgio Ovest, si sono formati 5 chilometri di coda (foto in alto), rallentamenti per curiosi anche nel senso opposto di marcia, in direzione Varese. La polstrada sta intervenendo con diverse volanti anche se vi è la conferma che l’autostrada non è chiusa, ma il traffico rimane limitato ad una sola corsia. Problemi per chi viaggia sulla rete autostradale attorno al capoluogo lombardo sono da segnalare anche al bivio tra Milano sud e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI per un incidente avvenuto attorno alle 11. 26/10/2009 redazione@varesenews.it
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