Jump to content

Indro Montanelli


Recommended Posts

Nell'inserto di ieri (domenica) del Sole 24ore si riportava un articolo* di Montanelli al giornale tedesco Die Welt, con relativa e susseguente polemica contro 5 "Uomini di Cultura" italiani che ne seguì...qualcuno ha letto...? :angry:

*degli anni '60...

Edited by Silver Surfer
Link to comment
Share on other sites

Verso la fine del 1964 il diffuso settimanale tedesco chiede ad Indro Montanelli di riassumere lo stato d'animo e l'opinione degli italiani sui tedeschi di oggi.

"L'italiano medio è convinto di essere sempre stato vittima del tedesco e in costui non vede altro che un incorreggibile militarista. Non crede...". Il rancore contro i popoli di lingua germanica è alimentato anche dalla persistenza di 2 "miti" italiani. Innanzi tutto la Resistenza, che "gode oggi di un prestigio assolutamente sproporzionato alle sue dimensioni". Ma pure il Risorgimento, che, a dispetto della retorica celebrativa, non fu certo un movimento popolare: "L'Italia raggiunse la sua indipendenza malgrado il suo popolo e in molti casi contro di esso". Nemmeno il "proletario" Garibaldi fu capace di arruolare contadini ed operai: "i suoi guerriglieri erano tutti medici, avvocati, ingegneri, letterati, studenti, attori, pittori".

Il mito della Resistenza, secondo lui, è stato forgiato dalla penetrazione comunista nei gangli della cultura italiana: "non è necessario essere comunista x ottenere (...) un premio letterario, ma è necessario non essere anticomunista. Lo stesso dicasi per il teatro, il cinema, la tv e tutto il resto, dominati da una "mafia" che, senza imporre una propaganda comunista, esige però il rispetto di 3 o 4 dogmi fondamentali".

Uno di qs. è "la sacralità della Resistenza, che automaticamente comportal'incitamento all'odio contro i tedeschi". Del resto, storicamente, l'intellighentia italiana si è sempre adeguata al potere: "Il pensatore solitario e il poeta maledetto non rientrano nel tipo nazionale. Arte e Filosofia sono sempre state da noi al servizio del Papa o del Signore, e quindi si sono allineate al conformismo".

Provocatorio, as usual.

Un paio di mesi dopo, 6 personalità del mondo culturale italiano spediscono una veemente replica a Die Zeit (19/03/1965). Si tratta di Giorgio Spini (storico), Paolo Barile (costituzionalista), Enrico Ciantelli (tra i fondatori del Partito Radicale), Luigi Dallapiccola (compositore), Enzo Enriques Agnoletti (direttore del "Ponte") e Paola Olivetti (sorella di Adriano). Nessuno di loro è comunista. Sono di area laica ed azionista. Montanelli, da un lato postula la tradizione cortigianesca degli intellettuali , dall'altro argomenta che il Risorgimento fu un fenomeno elitario, opera di soli intellettuali. Secondo lui, la cultura italiana sarebbe sempre stata al servizio della Chiesa, però trascura Galileo e Giordano Bruno.

Per di più, Indro critica la vicinanza al potere degli intellettuali italiani, ma se davvero, come dice lui, questi italiani sono tutti comunisti, allora significa che stanno all'opposizione. C'è anche spazio per qualche affondo personale: "Montanelli è un giornalista meglio noto x le sue battaglie + o - di buon gusto, che non per la sua cultura. Forse egli non ha mai frequentato una scuola superiore o l'Università, altrimenti avrebbe potuto constatare che il pensiero tedesco-da Kant ad Hegel e Marx sino alla fenomenologia e all'esistenzialismo-è una parte del piano di studi degli universitari italiani".

Punto sul vivo, Indro abbandona ogni galateo (02/04/1965). e ne esce una replica piccata e memorabile x arguzia.

Se Vi interessa la posterò domani, integralmente...

:frantics:

P.S.: comunque, sia chiaro, Sven Schultze è un pezzo di m.! :doh[1]::yahoo[1]::g[1]:

Link to comment
Share on other sites

Verso la fine del 1964 il diffuso settimanale tedesco chiede ad Indro Montanelli di riassumere lo stato d'animo e l'opinione degli italiani sui tedeschi di oggi.

La Germania? Gran posto per l'Oktoberfest e tutto quel che gira attorno (birra, fagiane, cibo e musica), un ottimo giocatore di basket, una nazionale di calcio che mi ha dato grandi gioie quando ha giocato con l'Italia

:frantics:

Link to comment
Share on other sites

Ok, anche se forse interessa a 2/3 persone (ottimista?) e probabilmente tedieremo la maggior parte del Forum...allora dicevamo...

Punto sul vivo, Indro abbandona ogni galateo (2/04/1965): "I nostri intellettuali si sentono liberi e anticonformisti perchè non si allineano alle direttive del regime. Vorrei sapere quali sono qs.direttive. Il nostro governo sta in piedi solo perchè non ha nemmeno la forza di cadere. E' molto facile, in qs.condizioni, fare i ribelli. (...) In qs.paese (...) si trovano sempre migliaia di firme x manifesti a favore di Castro o di Lumumba. Ma a favore di Pasternak, quando fu ridotto al silenzio, non si levò una voce. Quasi tutti gli strumenti di cultura e di promozione culturale sono in mano ai comunisti e ai loro fiancheggiatori: ad es., le facoltà di Lettere e di Architettura di tutte le nostre Università sono un loro feudo. Chi è dunque l'anticonformista? Chi entra a far parte di qs.mafie, che nessuna legge e nessuna polizia perseguitano (...) oppure chi se ne tiene fuori?". Anche gli esempi utilizzati di Bruno e Galileo non sono calzanti: "Quando Bruno venne spedito al rogo, che cosa fece la cultura italiana per impedire un simile delitto? Non un dito si mosse, non una voce si levò. Bruno incarnava il proprio coraggio e la propria libertà di pensiero. Il gesto di un singolo salva l'onore di chi lo compie, ma non riscatta la collettività. Quanto a Galileo, egli fu un tipico intellettuale italiano, senza carattere: abbastanza geniale per fare le scoperte che fece, ma non altrettanto coraggioso per difenderle di fronte al Sant'Uffizio".

Riguardo alla Resistenza, infine, Indro confessa d'essere stato, nel suo primo intervento, addirittura troppo benevolo:

"Dirò la verità sino in fondo. La Resistenza è stata un ennesimo documento della secolare propensione degl'italiani a guerreggiarsi fra loro, ciascuno in nome di un padrone straniero (...). A differenza dei partigiani olandesi, norvegesi eccetera, tutti uniti da un comune idealedi libertà e d'indipendenza nazionale, quelli italiani erano divisi: ogni partito aveva i suoie spesso si combattevano fra loro in nome di ideologie d'importazione. I comunisti avevano persino adottato egli strani inni russeggianti. Insomma, era la solita Italia delle fazioni, di cui i miei sei avversari sono i degni esponenti".

Di fronte a tanto accanimento ed argomentare, i sei lasciarono perdere. E la diatriba si chiuse qui.

Tat. (et alia...?), che ne pensi(/ate)?

Pur tenendo conto del periodo storico, devo dire che alcuni punti sarebbero riproducibili a tutto oggi. E non parlo solo di politica pura, ma di atteggiamento nei confronti del Potere e di chi lo esercita, nonchè di atavico conformismo...

Edited by Silver Surfer
Link to comment
Share on other sites

Ok, anche se forse interessa a 2/3 persone (ottimista?) e probabilmente tedieremo la maggior parte del Forum...allora dicevamo...

Punto sul vivo, Indro abbandona ogni galateo (2/04/1965): "I nostri intellettuali si sentono liberi e anticonformisti perchè non si allineano alle direttive del regime. Vorrei sapere quali sono qs.direttive. Il nostro governo sta in piedi solo perchè non ha nemmeno la forza di cadere. E' molto facile, in qs.condizioni, fare i ribelli. (...) In qs.paese (...) si trovano sempre migliaia di firme x manifesti a favore di Castro o di Lumumba. Ma a favore di Pasternak, quando fu ridotto al silenzio, non si levò una voce. Quasi tutti gli strumenti di cultura e di promozione culturale sono in mano ai comunisti e ai loro fiancheggiatori: ad es., le facoltà di Lettere e di Architettura di tutte le nostre Università sono un loro feudo. Chi è dunque l'anticonformista? Chi entra a far parte di qs.mafie, che nessuna legge e nessuna polizia perseguitano (...) oppure chi se ne tiene fuori?". Anche gli esempi utilizzati di Bruno e Galileo non sono calzanti: "Quando Bruno venne spedito al rogo, che cosa fece la cultura italiana per impedire un simile delitto? Non un dito si mosse, non una voce si levò. Bruno incarnava il proprio coraggio e la propria libertà di pensiero. Il gesto di un singolo salva l'onore di chi lo compie, ma non riscatta la collettività. Quanto a Galileo, egli fu un tipico intellettuale italiano, senza carattere: abbastanza geniale per fare le scoperte che fece, ma non altrettanto coraggioso per difenderle di fronte al Sant'Uffizio".

Riguardo alla Resistenza, infine, Indro confessa d'essere stato, nel suo primo intervento, addirittura troppo benevolo:

"Dirò la verità sino in fondo. La Resistenza è stata un ennesimo documento della secolare propensione degl'italiani a guerreggiarsi fra loro, ciascuno in nome di un padrone straniero (...). A differenza dei partigiani olandesi, norvegesi eccetera, tutti uniti da un comune idealedi libertà e d'indipendenza nazionale, quelli italiani erano divisi: ogni partito aveva i suoie spesso si combattevano fra loro in nome di ideologie d'importazione. I comunisti avevano persino adottato egli strani inni russeggianti. Insomma, era la solita Italia delle fazioni, di cui i miei sei avversari sono i degni esponenti".

Di fronte a tanto accanimento ed argomentare, i sei lasciarono perdere. E la diatriba si chiuse qui.

Tat. (et alia...?), che ne pensi(/ate)?

Pur tenendo conto del periodo storico, devo dire che alcuni punti sarebbero riproducibili a tutto oggi. E non parlo solo di politica pura, ma di atteggiamento nei confronti del Potere e di chi lo esercita, nonchè di atavico conformismo...

Montanelli è stato, a mio parere, troppo pieno si sè.

Nello specifico però concordo quasi in toto con lui.

Link to comment
Share on other sites

Caspita Silver, una polemica fresca fresca, tutta roba di prima mano.... :D:(

Scherzi a parte, ovviamente non sono per niente d'accordo, quella del predominio culturale della sinistra e' per me una gran balla e non sto neanche a spiegare perche' altrimenti partono inutili polemicone. Faccio comunque un esempio banalissimo, magari a sproposito: in campo musicale, non credo che Guccini, ma anche Venditti, De Gregori, De Andre' e tantissimi altri possano essere considerati gli alfieri (una banda di bastardi) della musica italiana solo perche' di sinistra, ma solo e semplicemente perche' piu' bravi.

Ci sono altri spunti interessanti e molto piu' sottili in quanto hai riportato, ma le mie ridotte facolta' mentali mi impediscono di commentare :thumbsup:

Link to comment
Share on other sites

Caspita Silver, una polemica fresca fresca, tutta roba di prima mano.... :D:(

Scherzi a parte, ovviamente non sono per niente d'accordo, quella del predominio culturale della sinistra e' per me una gran balla e non sto neanche a spiegare perche' altrimenti partono inutili polemicone. Faccio comunque un esempio banalissimo, magari a sproposito: in campo musicale, non credo che Guccini, ma anche Venditti, De Gregori, De Andre' e tantissimi altri possano essere considerati gli alfieri (una banda di bastardi) della musica italiana solo perche' di sinistra, ma solo e semplicemente perche' piu' bravi.

Ci sono altri spunti interessanti e molto piu' sottili in quanto hai riportato, ma le mie ridotte facolta' mentali mi impediscono di commentare :thumbsup:

quando il regime è dalla tua parte, il regime non esiste.

Link to comment
Share on other sites

quando il regime è dalla tua parte, il regime non esiste.

Questa non l'ho capita, o meglio, posso pensare a cosa tu ti voglia riferire ma mi sembra davvero difficile che storicamente si possa parlare di "regime" a proposito della "mia" parte (in Italia ovviamente). La trovo quasi una beffa e, scusami, un'offesa.

Link to comment
Share on other sites

Questa non l'ho capita, o meglio, posso pensare a cosa tu ti voglia riferire ma mi sembra davvero difficile che storicamente si possa parlare di "regime" a proposito della "mia" parte (in Italia ovviamente). La trovo quasi una beffa e, scusami, un'offesa.

è perché hai un'immagine stereotipata e limitata del regime.

Link to comment
Share on other sites

è perché hai un'immagine stereotipata e limitata del regime.

Non credo. Ti dico come la penso semplificando con l'accetta. Io credo che parlando di cultura e utlizzando questo abusato termine nel senso piu' ampio possibile sia la norma che tutto quanto di innovativo e dirompente possa emergere da chi vuole "progredire" rispetto a chi tende a "conservare". Sono la voglia di cambiare, innovare, cercare nuove strade, il bisogno ed il desiderio di rottura che possono produrre ed alimentare nuove forme di espressione. Questa e' la mia idea, mentre sono certo che tu vedi una sorta di regime, appunto, che tende ad escludere chi non fa parte della potente lobby sinistroide.

Link to comment
Share on other sites

Non credo. Ti dico come la penso semplificando con l'accetta. Io credo che parlando di cultura e utlizzando questo abusato termine nel senso piu' ampio possibile sia la norma che tutto quanto di innovativo e dirompente possa emergere da chi vuole "progredire" rispetto a chi tende a "conservare". Sono la voglia di cambiare, innovare, cercare nuove strade, il bisogno ed il desiderio di rottura che possono produrre ed alimentare nuove forme di espressione. Questa e' la mia idea, mentre sono certo che tu vedi una sorta di regime, appunto, che tende ad escludere chi non fa parte della potente lobby sinistroide.

con te e i tuoi simili posso amabilmente confrontarmi, ma non verrò mai a capo di nulla perché avete questa certezza dogmatica che sinistra=progresso=robbabbuona.

da che cosa diavolo vi scende(o vi sale) questa certezza?

non pensi che "la voglia di cambiare, innovare, cercare nuove strade, il bisogno ed il desiderio di rottura che possono produrre ed alimentare nuove forme di espressione" abbiano la possibilità di albergare anche in altri cuori?

o il cuore ce l'avete solo voi perché è rosso?

Link to comment
Share on other sites

con te e i tuoi simili posso amabilmente confrontarmi, ma non verrò mai a capo di nulla perché avete questa certezza dogmatica che sinistra=progresso=robbabbuona.

da che cosa diavolo vi scende(o vi sale) questa certezza?

non pensi che "la voglia di cambiare, innovare, cercare nuove strade, il bisogno ed il desiderio di rottura che possono produrre ed alimentare nuove forme di espressione" abbiano la possibilità di albergare anche in altri cuori?

o il cuore ce l'avete solo voi perché è rosso?

Ma per carita', come puoi pensare certe cose? Avevo anche premesso di dover semplificare di brutto e non e' facile farsi capire bene in poche righe. Quando parli poi di me e miei "simili" ti riferisci a qualcosa che proprio non mi appartiene, personalmente mi ritengo una persona molto aperta e pronta a confrontarmi con chiunque. Il mio pensiero in poche parole e' quello che ho espresso, ma da questo non traggo certo la conclusione che la robba buona debba arrivare necessariamente da sinistra, cercavo solo di spiegare il motivo per cui a mio parere molti esponenti importanti del mondo dell'arte, della letterattura, della musica ecc. ecc. siano di sinistra. Se io fossi come mi descrivi non passerei tanto del mio tempo a cazzeggiare con voi, non leggerei effedieffe (esempio a caso) o Celine. Se mi immagini come un assiduo frequentatore di centri sociali circondato da amici tutti fatti con lo stampino ti sbagli davvero di grosso.

Per finire e banalizzare ancora ma uscendo dagli schemi destra-sinistra e conservatori-progressisti: secondo te e' piu' facile che scriva un gran libro o una grande canzone chi ha la pancia vuota e deve arrangiarsi per sopravvivere oppure chi ha la pancia piena e ha tutto dalla vita? Se rispondi come credo (anche perche' penso sia abbastanza oggettivo) magari capisci come la penso che ti assicuro non ha niente a che fare con un'aderenza acritica e miope agli schemi di cui sopra.

Link to comment
Share on other sites

secondo te e' piu' facile che scriva un gran libro o una grande canzone chi ha la pancia vuota e deve arrangiarsi per sopravvivere oppure chi ha la pancia piena e ha tutto dalla vita?

Tutti partono con delle gran pance vuote, ma una volta riempite vedono, per cosi' dire ,il mondo da un oblo'.

E' proprio a questi personaggi che dedico i miei migliori movimenti antiperistaltici.

Link to comment
Share on other sites

Caspita Silver, una polemica fresca fresca, tutta roba di prima mano.... -_-:D

Scherzi a parte, ovviamente non sono per niente d'accordo, quella del predominio culturale della sinistra e' per me una gran balla e non sto neanche a spiegare perche' altrimenti partono inutili polemicone. Faccio comunque un esempio banalissimo, magari a sproposito: in campo musicale, non credo che Guccini, ma anche Venditti, De Gregori, De Andre' e tantissimi altri possano essere considerati gli alfieri (una banda di bastardi) della musica italiana solo perche' di sinistra, ma solo e semplicemente perche' piu' bravi.

Ci sono altri spunti interessanti e molto piu' sottili in quanto hai riportato, ma le mie ridotte facolta' mentali mi impediscono di commentare :devil:

Io sono convinto che la sinistra abbia monopolizzato alcuni ambienti intellettual-artistici.

All'inizio l'ha fatto perchè effettivamente terra più fertile, perchè chi ha qualcosa da dire contro in genere è più ispirato di chi "ha la pancia piena" come hai detto tu.

Per me, però, questa egemonia è diventata un monopolio, con chiusure verso altre realtà e, soprattutto, autoreferenziazione e alimentazione di finta arte (a volte si è spacciata per arte o cultura quella che era solo un portare un messaggio).

Questo per quanto riguarda la cultura.

Sull'aspetto Resistenza direi che non sono così drastico come Montanelli, ma sicuramente vi è stato un tentativo, spesso ancora in atto, di fare l'uguaglianza antifascismo = comunismo, cosa storicamente falsa.

Link to comment
Share on other sites

Io sono convinto che la sinistra abbia monopolizzato alcuni ambienti intellettual-artistici.

All'inizio l'ha fatto perchè effettivamente terra più fertile, perchè chi ha qualcosa da dire contro in genere è più ispirato di chi "ha la pancia piena" come hai detto tu.

Per me, però, questa egemonia è diventata un monopolio, con chiusure verso altre realtà e, soprattutto, autoreferenziazione e alimentazione di finta arte (a volte si è spacciata per arte o cultura quella che era solo un portare un messaggio).

Questo per quanto riguarda la cultura.

Sull'aspetto Resistenza direi che non sono così drastico come Montanelli, ma sicuramente vi è stato un tentativo, spesso ancora in atto, di fare l'uguaglianza antifascismo = comunismo, cosa storicamente falsa.

Sull'autorefenzialita' e sulla chiusura di certe parti della sinistra sono d'accordo, non lo sono assolutamente sull'idea di una sorta di regime. Guarda che anche io detesto certi salotti, i circoli chiusi e gli atteggiamenti snob di molti che si professano di sinistra (i cosiddetti radical chic, tutti con la barca a Capalbio) cosi' come detesto la retorica populista e falsa, utilizzata solo come mezzo per far soldi. Faccio degli esempi a caso e che forse avevo gia' fatto: in campo musicale detesto con tutto me stesso gruppi tipo 99 Posse e per quanto apprezzi Ken Loach come regista per alcuni suoi film (es. "Terra e Liberta') sarebbe da prendere a calci in culo.

Link to comment
Share on other sites

(...)

Se io fossi come mi descrivi non passerei tanto del mio tempo a cazzeggiare con voi, non leggerei effedieffe (esempio a caso) o Celine.

(...)

e così, Lei/Les legge i miei libri!?

bene!

non so se esserne lusingato... o querelarla! :D

(scherzo ! ......... anche perché io non sono Celine...... in realtà sono Ferdinand Bardamu, suo fratello minore............... :P )

Link to comment
Share on other sites

Caspita Silver, una polemica fresca fresca, tutta roba di prima mano.... :D:D

:o ...però interessante, dai! Alcuni concetti mi sembravano molto attuali. Comunque, vedi, la presbiopia mentale (ovvero: veder meglio i ricordi e le cose lontane...) di Dantesca memoria è tipica dell'età anziana... :o;) ;)

Scherzi a parte, ovviamente non sono per niente d'accordo, quella del predominio culturale della sinistra e' per me una gran balla e non sto neanche a spiegare perche' altrimenti partono inutili polemicone. Faccio comunque un esempio banalissimo, magari a sproposito: in campo musicale, non credo che Guccini, ma anche Venditti, De Gregori, De Andre' e tantissimi altri possano essere considerati gli alfieri (una banda di bastardi) della musica italiana solo perche' di sinistra, ma solo e semplicemente perche' piu' bravi.

Ci sono altri spunti interessanti e molto piu' sottili in quanto hai riportato, ma le mie ridotte facolta' mentali mi impediscono di commentare :P

Riguardo al campo musicale, concordo al 100% con te. Hai citato i miei cantautori preferiti. ^_^ E ci acciungo, guarda un pò, anche uno tra i più hard, come Claudio Lolli; od un duo tra i più psichedelici-hippie, come Loy&Altomare.

Ma qui, vedi, Ti sei inoltrato in una forma d'Arte che comunque compendia l'apprezzamento da parte di un pubblico neutrale: Ben differente dalla lobby di potere citata da Montanelli...

E parlava degli anni '60, in un periodo in cui il senso di colpa (anche collettivo...) nei confronti di una certa Destra (anche giustamente, x carità!) era molto pronunciato. Infatti ricordo benissimo che fu defenestrato lui stesso dal Corriere della Sera x aver ironizzato sui salotti Radical-chic della Famiglia Crespi&Feltrinelli&amici vari: gente che parlava di povertà, di fame nel mondo e prendeva posizioni oltranziste senza però spostare i propri intendimenti ed i propri capitali di una virgola e di un centesimo...

E creò un giornale bellissimo, al tempo: Il Giornale Nuovo. Il miglior quotidiano degli anni '70 ed '80 insieme alla Repubblica. :D:D

Edited by Silver Surfer
Link to comment
Share on other sites

Questa non l'ho capita, o meglio, posso pensare a cosa tu ti voglia riferire ma mi sembra davvero difficile che storicamente si possa parlare di "regime" a proposito della "mia" parte (in Italia ovviamente). La trovo quasi una beffa e, scusami, un'offesa.

Penso che Alberto si stesse riferendo appunto a Montanelli, al Suo allontanamento dal Corriere, al Suo essere gambizzato da Prima Linea, e prima ancora al Suo internamento in prigione ai tempi del Fascismo x aver espresso idee non certo apprezzate dal Regìme del tempo...

Link to comment
Share on other sites

...

...secondo te e' piu' facile che scriva un gran libro o una grande canzone chi ha la pancia vuota e deve arrangiarsi per sopravvivere oppure chi ha la pancia piena e ha tutto dalla vita? ...

Su qs.concordo.

E vale x tante cose.

Però cambierei il termine "fame" assoluto, con quello relativo: ambizione, volontà, voglia di migliorare, ecc. ecc.

Però stai entrando in un campo minato: la Destra Nazionale, in Italia ed in Germania ma non solo, non aveva la pancia piena; ed il reclutamento avveniva negli strati sociali più arrabbiati...

Link to comment
Share on other sites

Io sono convinto che la sinistra abbia monopolizzato alcuni ambienti intellettual-artistici.

All'inizio l'ha fatto perchè effettivamente terra più fertile, perchè chi ha qualcosa da dire contro in genere è più ispirato di chi "ha la pancia piena" come hai detto tu.

Per me, però, questa egemonia è diventata un monopolio, con chiusure verso altre realtà e, soprattutto, autoreferenziazione e alimentazione di finta arte (a volte si è spacciata per arte o cultura quella che era solo un portare un messaggio).

Questo per quanto riguarda la cultura.

Sull'aspetto Resistenza direi che non sono così drastico come Montanelli, ma sicuramente vi è stato un tentativo, spesso ancora in atto, di fare l'uguaglianza antifascismo = comunismo, cosa storicamente falsa.

Concordo.

Link to comment
Share on other sites

Sull'autorefenzialita' e sulla chiusura di certe parti della sinistra sono d'accordo, non lo sono assolutamente sull'idea di una sorta di regime. Guarda che anche io detesto certi salotti, i circoli chiusi e gli atteggiamenti snob di molti che si professano di sinistra (i cosiddetti radical chic, tutti con la barca a Capalbio) cosi' come detesto la retorica populista e falsa, utilizzata solo come mezzo per far soldi. Faccio degli esempi a caso e che forse avevo gia' fatto: in campo musicale detesto con tutto me stesso gruppi tipo 99 Posse e per quanto apprezzi Ken Loach come regista per alcuni suoi film (es. "Terra e Liberta') sarebbe da prendere a calci in culo.

Leggo solo ora...e ovviamente (leggi sopra) concordo. Anche su Ken Loach, che ho adorato in Family Life, e un pò meno in un paio di lavori estremamente populisti e, quelli sì, autoreferenziali...

Poi, Les: Regìme equals Lobby, x il Tuo modo di vedere...? :D

Link to comment
Share on other sites

:D ...però interessante, dai! Alcuni concetti mi sembravano molto attuali. Comunque, vedi, la presbiopia mentale (ovvero: veder meglio i ricordi e le cose lontane...) di Dantesca memoria è tipica dell'età anziana... :D :D :o

Riguardo al campo musicale, concordo al 100% con te. Hai citato i miei cantautori preferiti. ;) E ci acciungo, guarda un pò, anche uno tra i più hard, come Claudio Lolli; od un duo tra i più psichedelici-hippie, come Loy&Altomare.

Ma qui, vedi, Ti sei inoltrato in una forma d'Arte che comunque compendia l'apprezzamento da parte di un pubblico neutrale: Ben differente dalla lobby di potere citata da Montanelli...

E parlava degli anni '60, in un periodo in cui il senso di colpa (anche collettivo...) nei confronti di una certa Destra (anche giustamente, x carità!) era molto pronunciato. Infatti ricordo benissimo che fu defenestrato lui stesso dal Corriere della Sera x aver ironizzato sui salotti Radical-chic della Famiglia Crespi&Feltrinelli&amici vari: gente che parlava di povertà, di fame nel mondo e prendeva posizioni oltranziste senza però spostare i propri intendimenti ed i propri capitali di una virgola e di un centesimo...

E creò un giornale bellissimo, al tempo: Il Giornale Nuovo. Il miglior quotidiano degli anni '70 ed '80 insieme alla Repubblica. :P:D

Grande Silver! Quindi hai visto anche degli zingari felici? ^_^

Link to comment
Share on other sites

Leggo solo ora...e ovviamente (leggi sopra) concordo. Anche su Ken Loach, che ho adorato in Family Life, e un pò meno in un paio di lavori estremamente populisti e, quelli sì, autoreferenziali...

Poi, Les: Regìme equals Lobby, x il Tuo modo di vedere...? :D

Quanti spunti interessanti hai fornito....purtroppo anche se nel mio soggiorno tedesco ho piu' tempo per cazzeggiare non ne ho abbastanza per approfondire come vorrei. Il discorso a proposito delle cosidette lobbies ci potrebbe portare via giornate intere. Non credo all'equazione regime = lobby. Credo che in alcuni casi il potere strisciante di certe lobbies sia quasi peggio di un regime :P , ma in molti casi si usa questo termine a sproposito solo per lasciar intendere l'esistenza di presunte trame e complotti in realta' quasi inesistenti (es. si parla spesso di una fantomatica e potente "lobby gay", quale sarebbe il disegno oscuro dietro questa lobby? Farci diventare tutti tifosi dell'AJ?)

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...