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Purtroppo la nostra attività investigativa si limita ad individuare un presunto colpevole per poi disegnare un presunto movente...da qui i tanti casi insoluti.

La logica, ma anche i trattati di criminologia, vorrebbe che avvenisse il contrario...

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Purtroppo la nostra attività investigativa si limita ad individuare un presunto colpevole per poi disegnare un presunto movente...da qui i tanti casi insoluti.

La logica, ma anche i trattati di criminologia, vorrebbe che avvenisse il contrario...

....spiegalo anche a Leasir, te ne prego...... :thumbsup:

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Non sparo nulla, e tantomeno "a caso" ........... se per te è normale INCARCERARE un cittadino perchè una "zoccoletta americana" lo accusa di chissà cosa, per me non lo è affatto !!

che sia giusto o sbagliato è assolutamente ininfluente nei riguardi dell'obiezione che ho fatto.

ciò che è sicuramente errato è attribuire ai Ris la colpa dell'incarcerazione di Lumumba.

e questo non per difenderli, ma per puro amor di verità.

  • 1 month later...
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Perugia: La perizia sulla studentessa uccisa

«Meredith non fu violentata»

Le sue ultime ore in un dossier medico

Anche sull'ora del delitto non ci sono certezze per il consulente del pm: 2 o 3 ore dopo il pasto

DAL NOSTRO INVIATO

PERUGIA — Meredith Kercher «non subì violenza sessuale ». Il medico legale, che per primo esaminò il cadavere della giovane inglese uccisa a Perugia, ribadisce la tesi espressa dopo i primi accertamenti. Nella relazione che consegnerà questa mattina al pubblico ministero, il dottor Luca Lalli conferma che la ragazza ebbe un rapporto intimo, ma spiega di non poter stabilire se questo avvenne la stessa sera del delitto o il giorno precedente. Scarta invece l'ipotesi che ci sia stata una lunga agonia «perché dopo la coltellata c'è stata una forte emorragia». E sull'ora del delitto non si sbilancia: «Due o tre ore dopo l'ultimo pasto». Le conclusioni dello specialista lasciano intatti molti interrogativi. Dubbi che forse non si riuscirà a risolvere neanche il 19 aprile, quando saranno i periti nominati da accusa e difesa a dover rispondere in sede di incidente probatorio agli stessi quesiti: causa della morte, ora dell'omicidio, origine delle ecchimosi e delle ferite.

Sono gli elementi cardine del processo, su questo si basa la battaglia tra le parti. Perché è lo stesso Lalli a chiarire che «le tracce biologiche escludono che la vittima ebbe un rapporto completo, ma poi tocca agli investigatori accertare se sia stata costretta ». Una verifica che la Procura ritiene di aver già compiuto, visto che ai tre indagati — Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede — contesta proprio la violenza sessuale. Questa tesi è stata giudicata valida da due diversi collegi del tribunale del Riesame quando hanno sottolineato come, sotto la minaccia di «uno o più strumenti da taglio», i tre abbiano «dominato i tentativi di resistenza della giovane». Non appare affatto casuale che a Lalli il pubblico ministero Giuliano Mignini abbia deciso di affiancare altri due esperti. Sulle perizie si gioca l'esito del processo e la Procura sembra determinata a dimostrare che tutti gli indagati hanno avuto un ruolo determinante nell'omicidio.

Dunque si tenta di chiarire ogni aspetto, di fugare ogni dubbio. Fu Rudy a consumare il rapporto sessuale, lo ha ammesso lui stesso e le sue tracce sono rimaste nel corpo di Meredith. Ma l'ivoriano ha sempre detto che la ragazza era d'accordo, «abbiamo smesso soltanto perché non avevamo il preservativo». Negano invece Amanda e Raffaele, ma anche loro hanno lasciato tracce sulla scena del delitto e dunque dovranno spiegare che cosa davvero avvenne la sera del primo novembre. Per ricostruire le ultime ore di Meredith, fondamentali appaiono le testimonianze delle sue amiche. Perché per fissare il momento della morte è necessario sapere esattamente quando e che cosa mangiò la vittima. «Cucinammo la pizza e poi prendemmo il tiramisù » hanno affermato le inglesi che con Mez trascorsero il pomeriggio. «Erano circa le 19» hanno aggiunto. Sommando le due o tre ore di cui parla Lalli, si arriva a un arco temporale compreso tra le 21 e le 22, ampliato dallo stesso consulente fino alle 23. Ma chi può escludere che Meredith abbia mandato giù qualcosa anche dopo essere tornata a casa verso le 21? Altre verifiche dovranno essere compiute, ulteriori accertamenti svolti. «Anche questa nuova relazione — commentano i difensori di Sollecito Maori, Brusco e Berretti — esclude la violenza e questo non può che confortarci». Nessun commento arriva invece dal legale di Guede, Walter Biscotti «perché le carte vanno lette e poi esaminate».

Fiorenza Sarzanini

13 febbraio 2008

corriere.it

Bah !! :clap[1]:

  • 3 weeks later...
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29/2/2008

Garlasco, sequestrati due pc

Computer sono di un amico di Stasi

I carabinieri hanno sequestrato due computer a Marco Panzarasa, amico di Alberto Stasi, il giovane indagato per l'omicidio della fidanzata, Chiara Poggi, assassinata nella sua villetta il 13 agosto a Garlasco. Da quanto si è potuto apprendere, il provvedimento sarebbe finalizzato ad accertare eventuali scambi di email tra Marco e Alberto nelle settimane precedenti l'assassinio della 26enne.

Il nuovo colpo di scena arriva a quasi sette mesi di distanza dal delitto avvenuto in via Pascoli.

Panzarasa, 24 anni, studente universitario di Giurisprudenza e residente a Garlasco, è il migliore amico di Stasi. Il giorno dell'omicidio era in Liguria ed è rientrato a casa solo dopo alcune ore l'omicidio.

Il sequestro è avvenuto nei giorni scorsi ed è collegato alle indagini che la procura di Vigevano sta svolgendo per risolvere il caso.

:lol::lol::lol::lol: ............... :hyper::hyper::g[1]:

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non risolveranno mai il caso, ma metteranno dentro stasi per quache anno sulla base di prove indiziarie (probabilmente azzeccandoci).

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Sta emergendo sempre più chiaramente come il delitto sia in realtà un suicidio.

Resta da capire come abbia la morta fatto a nascondere l'arma.

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non risolveranno mai il caso, ma metteranno dentro stasi per quache anno sulla base di prove indiziarie (probabilmente azzeccandoci).

io lo metterei dentro soltanto perchè è un pedofilo, la peggior feccia umana. :blink:

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Sta emergendo sempre più chiaramente come il delitto sia in realtà un suicidio.

Resta da capire come abbia la morta fatto a nascondere l'arma.

bah, semplice.

l'avrà fatto prima di uccidersi.

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io lo metterei dentro soltanto perchè è un pedofilo, la peggior feccia umana. :blink:

Io ci andrei piano a dare del pedofilo a qualcuno..........

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non risolveranno mai il caso, ma metteranno dentro stasi per quache anno sulla base di prove indiziarie (probabilmente azzeccandoci).

Ma la giustizia deve "azzeccarci" o accertare i fatti e stabilire le pene conseguenti ?

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..., 24 anni, studente universitario .... Il giorno dell'omicidio era in Liguria ed è rientrato a casa solo dopo alcune ore l'omicidio.

Emaz, come fai di cognome????

:blink:

(scherzo nè)

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Io ci andrei piano a dare del pedofilo a qualcuno..........

hai ragione roo, ma comunque è stato quasi approvato! quante cose aveva sul suo pc?

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hai ragione roo, ma comunque è stato quasi approvato ! quante cose aveva sul suo pc?

:P .......... :blink::blink::g[1]:

Comunque non è stato PROVATO un bel niente....

Edited by ROOSTERS99
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Ma la giustizia deve "azzeccarci" o accertare i fatti e stabilire le pene conseguenti ?

deve accertare i fatti e stabilire le pene conseguenti, sempre che nel frattempo l'imputato non abbia fatto depenalizzare il crimine commesso

:blink:

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:g[1]: .......... :hyper::doh[1]::doh[1]:

Comunque non è stato PROVATO un bel niente....

ok comunque sul computer il materiale pedo-pornografico lo aveva eccome.....

  • 7 months later...
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1/10/2008

Garlasco,Alberto:"Non processatemi"

"Se non mi credete è persecuzione"

Giorni di attesa spasmodica per Alberto Stasi, l'unico indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, il 13 agosto 2007, nella sua villetta di Garlasco (Pavia). La procura sta per pronunciarsi sul neolaureato e chiederne o meno il rinvio a giudizio. Ma lui dichiara: "Se non mi dovessero credere, sarebbe una persecuzione". E poi: "Ho fiducia nella serenità dei pubblici ministeri. Se ci sarà questa serenità potranno solo archiviare".

Secondo fonti del "Giorno", Alberto dice a chi gli è vicino: "Ho la speranza che si chiarisca tutto. Ho fiducia nella serenità dei pubblici ministeri. Se ci sarà questa serenità potranno solo archiviare".

I suoi difensori, Angelo Giarda, cattedratico alla Cattolica di Milano, Giuseppe e Giulio Cesare Colli, gli hanno spiegato che al termine dell'inchiesta dei pubblici ministeri di Vigevano l'ipotesi più probabile è la chiusura delle indagini con la richiesta di rinvio a giudizio dell’indagato.

Ma lui non si rassegna: "Mi dispiacerebbe - prosegue sempre il "Giorno" - se si andasse avanti in una certa direzione. Sarebbe una persecuzione. Allora dovrei pensare che non mi avrebbero creduto neanche se fossi stato ripreso da una telecamera in casa mia, mentre qualcuno uccideva Chiara. Io voglio solo giustizia: per me e per lei. Giustizia per me vorrebbe dire, automaticamente, giustizia anche per Chiara. Si cercherebbe il vero colpevole. Una volta chiarito tutto, potrei cercare di riprendere un dialogo con i suoi genitori. Spero che mi credano. Altrimenti dovrei pensare che ce l’hanno avuta con me da subito, che non hanno guardato in nessun’altra direzione".

________________________________________________________________________________

1/10/2008

Meredith, "Processo sconcertante"

Le accuse del New York Times

Un caso "sconcertante" per la lentezza, le "costanti fughe di notizie da parte di magistrati e forze dell'ordine" e la detenzione preventiva di imputati che non sono ancora stati formalmente condannati. E' il duro giudizio che il "New York Times" dà del processo per l'omicidio di Meredith Kercher, in cui è accusata anche l'americana Amanda Knox, l'italiano Raffaele Sollecito e l'ivoriano Rudy Guede.

Sotto accusa le fughe di notizie e la modalità con cui sono state condotte le indagini. "Agli occhi americani, il caso può apparire sconcertante - scrive il corrispondente Rachel Donadio - con i magistrati, le forze dell'ordine e gli avvocati che diffondono informazioni coperte da segreto".

Accuse ribadite anche da Joseph Tacopina, avvocato statunitense arruolato per l'occasione dall'Abc per studiare il caso. "Non sono favorevolmente impressionato", dice Tacopina, il quale sostiene che gli investigatori hanno inquinato la scena del crimine. "Hanno calpestato tutto, ciò rende inaffidabili le prove raccolte".

Nel coro dei "no" e dei "dubbi" anche il console generale americano a Roma, Philip Egger, che solleba il timore che "tutti gli americani che visitano l'Italia, o l'Europa, ricevano il giusto trattamento e un processo equo se sono sospettati o incriminati".

evvai.....sempre più in alto !!! :lol::lol:

Edited by ROOSTERS99
  • 1 month later...
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Stasi rinviato a giudizio.

Il dossier

Il Ris smonta la difesa «L'ha trascinata da solo e lei era ancora viva»

MILANO — L'ha trascinata sul pavimento, lei era ancora viva. Ha reagito, ha stretto i pugni, mentre l'assassino la portava verso le scale. Così, in un dossier consegnato alla Procura pochi giorni fa, i carabinieri del Ris di Parma ricostruiscono il delitto di Chiara Poggi. Con una certezza: l'assassino era solo, contro di lui ci sono prove sufficienti per mandarlo davanti alla Corte d'assise: dalle scarpe, alle tracce di sangue sui muri, sulle porte, sulla bici.

In dodici pagine, il colonnello Luciano Garofano smonta la difesa di Stasi e conferma i «gravi indizi» raccolti in quattordici mesi di indagini dal pubblico ministero di Vigevano Rosa Muscio. Non solo. La relazione del Ris attacca i consulenti tecnici di Stasi, primo fra tutti il professor Francesco Maria Avato: «La ricostruzione dei consulenti può disorientare la serena valutazione del pm prima e del giudice poi».

La presenza di due persone

È stato il colpo di scena della relazione di Avato: in due sul luogo del delitto e l'ipotesi che il cadavere sia stato spostato (dal salotto alle scale della cantina dov'è stato trovato) da «una persona che sosteneva gli arti inferiori e l'altra che provvedeva a sollevare il tronco». Le strisce di sangue per terra, deduceva Avato, sarebbero il segno lasciato dal dorso delle mani di Chiara, ormai senza vita. Impossibile, ribattono i Ris. Per più di un motivo. La morfologia delle due strie di sangue mostra che Chiara è stata trascinata, non sollevata, «verosimilmente attraverso la presa dagli arti inferiori». E quei segni sono lasciati dai polpastrelli di lei mentre strisciano sul pavimento: «Non possono che essere generate con la parte inferiore delle mani imbrattate di sangue».

Il dettaglio finora sconosciuto sta nel passaggio successivo: «la morfologia delle due tracce — scrive il colonnello Garofano — raffigura senza tema di smentita l'immagine di due mani che si contraggono». E ancora: «È una contrazione quasi all'unisono di entrambe le mani, indicativa di una reattività della vittima». Era Chiara che stringeva le mani insanguinate nel suo ultimo sussulto. Chiara che respirava ancora quando è stata buttata giù dalle scale.

Le impronte delle scarpe

Il punto forse più discusso di tutta l'inchiesta. Poteva Alberto passare per il salotto e il corridoio cosparsi di tante macchie di sangue senza sporcarsi le scarpe che ha consegnato poi ai carabinieri? I suoi consulenti dicono che il motivo è semplice: le scarpe erano idrorepellenti. Il Ris definisce questo argomento come «un disperato tentativo » di difesa. E annuncia tre esperimenti «condotti con scarpe nuove e quindi ancora più idrofughe di quelle indossate dallo Stasi»: un carabiniere ha calpestato sangue su una scena del delitto simile a quella di Garlasco, ci ha poi camminato per tutto il giorno e alla fine le sue scarpe «hanno dimostrato di catturare e trattenere materiale ematico anche a seguito di fugaci contatti col pavimento ». E poi ci sono le impronte (una molto netta) di una calzatura nel sangue di Chiara. Per il pm la misura è compatibile con il piede di Alberto, la difesa è convinta che appartenga a un piede più piccolo. Ma al di là di questo il Ris mette in luce che quelle impronte «sono tutte riferibili a un'unica tipologia di suola». Un modo per ribadire che in casa c'era una e non due persone.

Il sangue

Fu il dettaglio che convinse il pubblico ministero a chiedere il fermo di Alberto (scarcerato dal gip dopo quattro giorni): una traccia microscopica di sangue sul pedale della sua bicicletta dal quale fu estratto il dna di Chiara e che per i Ris è «ragionevolmente attribuibile al sangue della vittima». I consulenti della difesa hanno sempre sostenuto che invece quella macchia non è sangue ma materiale biologico di Chiara legato alla «manipolazione» dell'oggetto. Sudore, suggerivano le loro parole. Il Ris si dilunga su considerazioni iper-tecniche per concludere che quella del sangue «è l'unica ipotesi scientificamente sostenibile». E scrive: pur volendo considerare la manipolazione «non si spiega» come mai non è stato ottenuto il profilo genetico «dai prelievi sulle altre parti della bicicletta: il manubrio, la canna, la sella ma soprattutto le manopole ».

Le tracce vicino alla porta

I consulenti tecnici di Alberto definiscono alcune macchie di sangue «come da gocciolatura»: sono quelle sullo stipite e sul muro accanto alla porta che si apre sulle scale della cantina, dov'era il cadavere. I Ris disegnano tutt'un altro scenario: nessuna gocciolatura, piuttosto «goccioline che si sono staccate da un oggetto insanguinato fornito di manico, cioè l'arma del delitto» che colpiva Chiara. Quell'arma non è mai stata trovata.

Giusi Fasano

04 novembre 2008

Io son sempre più perplesso....mi pare tanto che ci sia una ipotesi accusatoria (la più banale...) alla quale mancano gli elementi fondamentali, movente ed arma del delitto.

Mi pare anche che tutte le investigazioni "scientifiche" :D:D abbiano avuto solo lo scopo di confermare quella ipotesi e mai di cercare soluzioni alternative.

Si gioca tutto su un ' impronta la cui "misura è compatibile con il piede di Alberto" e su una "traccia microscopica di sangue ", o meglio parliamo di sangue come « l'unica ipotesi scientificamente sostenibile».....

Mah :D !!

  • 3 months later...
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Il delitto di garlasco

«La bici di Stasi fu lavata»

Depositata dai legali dei genitori di Chiara Poggi una delle consulenze: «Tracce di Dna sul sapone»

MILANO - La bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi sarebbe stata lavata e sul dispenser di sapone trovato nel bagno della villetta della famiglia Poggi ci sono tracce del giovane, ma anche quelle 'riportate' di Chiara, in quanto è stato rinvenuto il suo Dna. Sono questi alcuni elementi di una delle due consulenze presentate dagli esperti nominati, tramite il loro legale Gian Luigi Tizzoni, dai genitori di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per l'omicidio tra una settimana, il 24 febbraio, si aprirà l'udienza preliminare, davanti al gup di Vigevano, Stefano Vitelli, nella quale si discuterà la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario dell'unico indagato, appunto Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara.

CHIAVETTE - Nella consulenza informatica, invece, si sostiene, in base alle analisi effettuate, che il computer portatile di Alberto la sera prima del delitto è stato chiuso improvvisamente ('crash'). Inoltre, secondo l'esperto informatico, quella sera sarebbero state usate due chiavette usb. Una, quella di Chiara, sarebbe servita per scaricare le foto del week end in cui Chiara raggiunse Alberto a Londra, qualche settimana prima; l'altra chiavetta, invece, non è mai stata trovata.

16 febbraio 2009

:lol::lol: .... ;):doh[1]::D:doh[1]:

Dopo tuto questo tempo...non posso crederci.

Vediamo ora se 'sto poveretto sarà rinviato a giudizio.......

Edited by ROOSTERS99
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Sul fatto che gli inquirenti abbiano combinato un casino senza fine non mi pare si possa obiettare.

Sul fatto che Stasi non sia quel "poveretto" di cui parli, Roosters, credo neanche.

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Sul fatto che gli inquirenti abbiano combinato un casino senza fine non mi pare si possa obiettare.

Sul fatto che Stasi non sia quel "poveretto" di cui parli, Roosters, credo neanche.

Senazioni o dati oggettivi ?

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Dati oggettivi nessuno di noi può averne, se non riportati, mi sembra anche stucchevole rimarcarlo.

Se ci si basa sul resoconto di svariati organi di stampa (Panorama di questa settimana l'ultimo in ordine cronologico) il "poveretto" aveva quintalate di materiale pedopornografico sul PC rigorosamente catalogate.

Questo, per quanto mi consta, non lo rende un assassino ma gli pregiudica la qualifica di "poveretto".

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Dati oggettivi nessuno di noi può averne, se non riportati, mi sembra anche stucchevole rimarcarlo.

Se ci si basa sul resoconto di svariati organi di stampa (Panorama di questa settimana l'ultimo in ordine cronologico) il "poveretto" aveva quintalate di materiale pedopornografico sul PC rigorosamente catalogate.

Questo, per quanto mi consta, non lo rende un assassino ma gli pregiudica la qualifica di "poveretto".

Mah.

E' dai tempi delle vergognose accuse al padre del piccolo Tommaso che sento parlare di materiale pedopornografico trovato nel computer .

Ho molti , seri , dubbi .

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