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Oh, by the way, pornettino Stasi ha chiesto il patteggiamento.

Sono certo che in carcere troverà amici che gli faranno esplorare generi a lui sconosciuti.

Il rito abbreviato è diverso dal patteggiamento.... :devil:

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In realtà, ha chiesto l'abbreviato.

Cioè, di essere giudicato "allo stato degli atti".

Anche l'abbreviato se non erro è cmq un'ammissione di colpa...

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Anche l'abbreviato se non erro è cmq un'ammissione di colpa...

Ma nemmeno per sogno.

cerchiamo di non scordare da quanto tempo è sotto il tiro mediatico-giudiziario 'sto ragazzo.... :devil:

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Ma nemmeno per sogno.

cerchiamo di non scordare da quanto tempo è sotto il tiro mediatico-giudiziario 'sto ragazzo.... :D

Io non scordo nulla. Come non scordo che una ragazza è stata ammazzata. Il tiro "mediatico - giudiziario" aspetta a colpevolizzarlo. Vediamo come andrà a finire il processo

  • 2 weeks later...
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giovedì 09 aprile 2009, 11:44

Garlasco, l'accusa in aula: "Date 30 anni a Stasi"

Vigevano - Il giorno delle richieste. E sono pesanti. Massimo della pena: 30 anni dietro le sbarre. Massimo ridotto di un terzo come previsto dal rito abbreviato, scelto a sorpresa nell'ultima udienza da parte degli avvocati della difesa. Alberto Stasi accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. Trent’anni sono stati chiesti dai pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci per Stasi. I magistrati hanno formalizzato le loro conclusioni nell’udienza di oggi davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli. La procura nel formalizzare la condanna ha chiesto al gup di non riconoscere a Stasi le attenuanti generiche. Secondo quanto è trapelato dall’aula i pm, per arrivare alla richiesta di trent’anni, devono essere partiti dalla pena base dell’ergastolo, per diminuirla di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

Parti civili Poi, a prendere la parola sarà l’avvocato della parte civile che chiederà un risarcimento di 10 milioni di euro. Infine, la difesa di Alberto, che nella scorsa udienza ha scelto il rito abbreviato, cercherà di dimostrare in aula l’innocenza del suo assistito. E nell’aula al piano terra del tribunale sono presenti tutti i protagonisti della vicenda: l’ex studente modello e la famiglia della vittima.

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:o:o:o:o ....eragstolo ?? .... 30 anni ??? Nessuna prova, nessun movente, nessuna arma del delitto........povera giustizia italiaca !!! :unsure::sweat::ermm:

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giovedì 09 aprile 2009, 11:44

Garlasco, l'accusa in aula: "Date 30 anni a Stasi"

Vigevano - Il giorno delle richieste. E sono pesanti. Massimo della pena: 30 anni dietro le sbarre. Massimo ridotto di un terzo come previsto dal rito abbreviato, scelto a sorpresa nell'ultima udienza da parte degli avvocati della difesa. Alberto Stasi accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. Trent’anni sono stati chiesti dai pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci per Stasi. I magistrati hanno formalizzato le loro conclusioni nell’udienza di oggi davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli. La procura nel formalizzare la condanna ha chiesto al gup di non riconoscere a Stasi le attenuanti generiche. Secondo quanto è trapelato dall’aula i pm, per arrivare alla richiesta di trent’anni, devono essere partiti dalla pena base dell’ergastolo, per diminuirla di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

Parti civili Poi, a prendere la parola sarà l’avvocato della parte civile che chiederà un risarcimento di 10 milioni di euro. Infine, la difesa di Alberto, che nella scorsa udienza ha scelto il rito abbreviato, cercherà di dimostrare in aula l’innocenza del suo assistito. E nell’aula al piano terra del tribunale sono presenti tutti i protagonisti della vicenda: l’ex studente modello e la famiglia della vittima.

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:o:o:o:o ....eragstolo ?? .... 30 anni ??? Nessuna prova, nessun movente, nessuna arma del delitto........povera giustizia italiaca !!! :unsure::sweat::ermm:

non si capisce + un kaiser....

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giovedì 09 aprile 2009, 11:44

Garlasco, l'accusa in aula: "Date 30 anni a Stasi"

Vigevano - Il giorno delle richieste. E sono pesanti. Massimo della pena: 30 anni dietro le sbarre. Massimo ridotto di un terzo come previsto dal rito abbreviato, scelto a sorpresa nell'ultima udienza da parte degli avvocati della difesa. Alberto Stasi accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. Trent’anni sono stati chiesti dai pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci per Stasi. I magistrati hanno formalizzato le loro conclusioni nell’udienza di oggi davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli. La procura nel formalizzare la condanna ha chiesto al gup di non riconoscere a Stasi le attenuanti generiche. Secondo quanto è trapelato dall’aula i pm, per arrivare alla richiesta di trent’anni, devono essere partiti dalla pena base dell’ergastolo, per diminuirla di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

Parti civili Poi, a prendere la parola sarà l’avvocato della parte civile che chiederà un risarcimento di 10 milioni di euro. Infine, la difesa di Alberto, che nella scorsa udienza ha scelto il rito abbreviato, cercherà di dimostrare in aula l’innocenza del suo assistito. E nell’aula al piano terra del tribunale sono presenti tutti i protagonisti della vicenda: l’ex studente modello e la famiglia della vittima.

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:o:o:o:o ....eragstolo ?? .... 30 anni ??? Nessuna prova, nessun movente, nessuna arma del delitto........povera giustizia italiaca !!! :unsure::sweat::ermm:

I PM ritengono che Stasi sia colpevole , da qui la richiesta del massimo della pena .

Vedremo come andrà a finire .

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Garlasco, l'accusa in aula: "Date 30 anni a Stasi"

Vigevano - Il giorno delle richieste. E sono pesanti. Massimo della pena: 30 anni dietro le sbarre. Massimo ridotto di un terzo come previsto dal rito abbreviato, scelto a sorpresa nell'ultima udienza da parte degli avvocati della difesa. Alberto Stasi accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. Trent’anni sono stati chiesti dai pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci per Stasi. I magistrati hanno formalizzato le loro conclusioni nell’udienza di oggi davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli. La procura nel formalizzare la condanna ha chiesto al gup di non riconoscere a Stasi le attenuanti generiche. Secondo quanto è trapelato dall’aula i pm, per arrivare alla richiesta di trent’anni, devono essere partiti dalla pena base dell’ergastolo, per diminuirla di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

Parti civili Poi, a prendere la parola sarà l’avvocato della parte civile che chiederà un risarcimento di 10 milioni di euro. Infine, la difesa di Alberto, che nella scorsa udienza ha scelto il rito abbreviato, cercherà di dimostrare in aula l’innocenza del suo assistito. E nell’aula al piano terra del tribunale sono presenti tutti i protagonisti della vicenda: l’ex studente modello e la famiglia della vittima.

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:o:o:o:o ....eragstolo ?? .... 30 anni ??? Nessuna prova, nessun movente, nessuna arma del delitto........povera giustizia italiaca !!! :unsure::sweat::ermm:

Sarà, ma io per pornettino (come lo chiama Ponchiaz) non riesco a provare molta comprensione... Anche se parlo a sensazione non avendo letto personalmente nessun atto del processo

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Sarà, ma io per pornettino (come lo chiama Ponchiaz) non riesco a provare molta comprensione... Anche se parlo a sensazione non avendo letto personalmente nessun atto del processo

Beh, dai, scagli il primo mouse chi non ha mai visitato un sito porno..... :unsure:

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Beh, dai, scagli il primo mouse chi non ha mai visitato un sito porno..... :unsure:

Trattasi purtroppo di ben altro...

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Sarà, ma io per pornettino (come lo chiama Ponchiaz) non riesco a provare molta comprensione... Anche se parlo a sensazione non avendo letto personalmente nessun atto del processo

Io non ho alcuna "comprensione " per l' imputato; ha cominciato a starmi simpatico quando è stato massacrato dai media come "Il mostro", tranne che poi nessuno ha potuto dimostrare niente a riguardo... Vediamo che succede.

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Beh, dai, scagli il primo mouse chi non ha mai visitato un sito porno..... :unsure:

Un sito porno non ce lo si nega mai... per carità :sweat:

Altra cosa, purtroppo è la pedofilia

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Io non ho alcuna "comprensione " per l' imputato; ha cominciato a starmi simpatico quando è stato massacrato dai media come "Il mostro", tranne che poi nessuno ha potuto dimostrare niente a riguardo... Vediamo che succede.

Giornalisti cattivoni.. :unsure:

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9 Aprile 2009

OMICIDIO DI GARLASCO

«Ha ucciso Chiara con crudeltà»

L'accusa chiede 30 anni per Stasi

I pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci hanno chiesto 30 anni di carcere per Alberto Stasi accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Nella requisitoria di oggidavanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli hanno chiesto il massimo della pena previsto per chi sceglie il rito abbreviato. È stato Alberto, secondo l'accusa, a uccidere Chiara "con crudeltà". Ora in aula la parola passa alla parte civile. L'accusa non ha concesso ad Alberto nessuna attenuante generica e chiede il massimo della pena per chi è da sempre l'unico indagato contro il quale ci sono indizi "precisi e concordanti".

Il pm Rosa Muscio ha parlato per poco meno di un'ora e ha chiesto, per l'accusa che pesa su Alberto, il massimo della pena possibile. Una requisitoria breve solo per ribadire la richiesta di condanna dell'unico indagato accusato anche di detenzione di materiale pedopornografico. Nella scorsa udienza, prima della richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dell'imputato, i due pm avevano parlato per 4 ore circa ricostruendo quanto accaduto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco.

Una ricostruzione fedele in cui emergono, per l'accusa, una serie di indizi "gravi, precisi e concordanti" che incastrano l'ex studente modello. Alberto non poteva non sporcarsi le scarpe e inoltre sui pedali della sua bicicletta c'è il sangue della vittima. A inchiodarlo sarebbero anche le impronte trovate sul portasapone: impronte miste al dna di Chiara.

L'ex fidanzato non ha neanche un alibi secondo gli accusatori: non stava lavorando alla tesi come ha sempre sostenuto. Davanti al gup Stefano Vitelli, il pm Muscio ha avanzato la sua richiesta di condanna. Alberto ha ascoltato impassibile quanto chiesto da chi, da sempre, lo ritiene colpevole. In aula ha parlato poi l'avvocatoGian Luigi Tizzoni che tutela gli interessi della famiglia Poggi: il legale chiederà un risarcimento di 10mln di euro. Poi la parola per la prima volta, passerà alla difesa, pronta a dimostrare l'innocenza di Alberto.

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Non ci credo............ :lol::lol::lol:

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La difesa di Stasi: ci sono incongruenze anche sulla versione della zia

«Verificate l’alibi delle sorelle Cappa»

Garlasco, mossa a sorpresa dei legali di Alberto. Il pm ha chiesto una condanna a 30 anni

La madre delle ragazze: non «Così ci infangano, dovranno pagare»

Dal nostro inviato Giusi Fasano

VIGEVANO — Una premes­sa prevedibile: «L’accusa si è sempre mossa in una sola dire­zione, puntando il dito contro Alberto senza considerare le po­sizioni di altre persone». Poi l’affondo: «Negli alibi della zia di Chiara e delle sue figlie, le ge­melle Cappa, c’è qualcosa che non torna. C’è un buco tempo­rale di oltre un’ora. Ecco, que­sta è una delle cose non consi­derate. E ce ne sono altre...». La difesa di Alberto Stasi gio­ca le sue carte. E questa è una carta a sorpresa. Perché nessu­no si aspettava che gli avvocati del biondino di Garlasco (il pro­fessor Angelo Giarda e i fratelli Giulio e Giuseppe Colli) si spin­gessero così in là da fare i nomi della famiglia Cappa parlando di «alibi incongruenti» di geni­tori e figlie. Certo, hanno speci­ficato che questo passaggio lo affidano alla «valutazione del giudice» e che loro lo fanno pre­sente «senza cercare un altro colpevole».

Difficile, però, non leggere nelle loro parole un ap­pello preciso: indagate sulle so­relle Cappa e sulla madre. Del resto Alberto non ha mai nasco­sto i suoi sospetti sulle cugine di Chiara, Paola e Stefania. Dalle intercettazioni telefoni­che emerge chiaramente la sua convinzione che le gemelle (so­prattutto Stefania) abbiano a che fare con l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, del quale invece è stato ac­cusato sempre e soltan­to lui. In una conversa­zione con un amico (il 20 novembre 2007) Al­berto parla di Stefania: «Quella lì deve solo sta­re attenta che gli ven­gono a sequestrare le macchine, le biciclette, le stampelle... quelle due, mi viene la pelle d’oca solo a pensarci, guarda... Vanno da loro, perquisizione, prendono due scontrini... e quella sareb­be una perquisizione?». Anche le chiacchiere di paese raccolte da chissà chi per Alberto diven­tano accuse: «Mi hanno perfino detto che hanno beccato una delle due con la madre a rubare al centro commerciale! Altro che gli angeli di Garlasco, non ho parole...». A sua madre, inve­ce, il 30 aprile del 2008 Alberto parla del delitto (il 13 agosto del 2007) e di capelli trovati per terra, nel sangue. Dice che «un capello sembra proprio tinto. Speriamo che sia di quella t... della Stefania Cappa».

La difesa di Stasi, dunque, parte dalle «indagini concentra­te esclusivamente sul nostro as­sistito » e costruisce su questo «punto debole dell’accusa» tut­ta l’arringa. Prova a smontare pezzo per pezzo l’inchiesta dei pm Rosa Muscio e Claudio Mi­chelucci partendo dalla scarce­razione di Alberto, il 28 settem­bre del 2007, dopo quattro gior­ni di cella. Il giudice delle inda­gini preliminari non convalidò il fermo e «oggi abbiamo qui da­vanti a noi gli stessi elementi che fecero decidere a quel gip di non confermare la custodia cautelare». Il sangue di Chiara sulla bicicletta di Alberto? Per gli avvocati di Stasi non è san­gue, ma se anche lo fosse non sarebbe «databile» ed ecco un altro piccolo colpo di scena: un verbale nel quale la madre di Chiara dichiarava ai carabinieri di ricordare che Chiara si era fe­rita a un piede. Ma l’episodio ri­salirebbe ad aprile e quella feri­ta era «un graffio di un centime­tro dal quale non usciva san­gue ».

E non risulta che Chiara avesse l’abitudine di usare la bi­cicletta del fidanzato. Una parte dell’udienza di ieri davanti al giudice Stefano Vitelli riguarda­va le ormai note scarpe pulite di Alberto. La difesa insiste: pote­va benissimo camminare nella casa di Chiara senza spor­carle di sangue perché le tracce ematiche erano picco­le e ormai secche quando lui scoprì il cadavere e poi perché le consegnò ai carabinieri dopo averci camminato per otto ore, «pulendo» la suola. La requisitoria dell’accusa ha aperto la giornata in aula confermando la richiesta del massimo della pena possibile: trent’anni. Conferma anche per la parte civile: l’avvocato Gian Luigi Tizzoni ha chiesto come risarcimento 10 milioni di euro.

10 aprile 2009

  • 1 month later...
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28/5/2009

Garlasco,il giallo diventa virtuale

Ricostruzione scena in laboratorio

Alberto Stasi, imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, probabilmente accetterà di partecipare all'esperimento virtuale che consiste nel rifare in laboratorio il percorso da lui compiuto nella villetta dell'assassinio la mattina del delitto, quando ritrovò il cadavere. Da parte loro i Ris hanno chiesto diversi attori per interpretare lo stesso Stasi nella ricostruzione, così da "tener conto della variabilità umana".

A richiedere la presenza degli attori è stato un consulente dell'accusa, il capitano Alberto Marino dei Ris: secondo l'ufficiale, impiegando molti attori per lo stesso ruolo, si potrà capire come diverse persone compiano diverse azioni, e si potrà quindi ricostruire più esattamente quanto accaduto.

L'esperimento, disposto dal gup Stefano Vitelli che il 30 aprile ha ordinato un'integrazione di indagine con quattro perizie, verrà effettuato, come è stato spiegato dalla difesa, all'Istituto Don Gnocchi di Milano, che è un "istituto che si occupa di deambulazione ed è dotato delle strutture necessarie".

Quella sulla camminata, così come le altre perizie, dovrà essere depositata entro il 30 settembre, mentre la sentenza del processo con rito abbreviato dovrebbe arrivare antro Natale.

:lol::g[1]:

:o:o:o:o:yes:^_^:D:ph34r:

Posted (edited)

Qualcuno spieghi a Stasi che non si tratta di un film porno.

Edited by Ponchiaz
  • 3 months later...
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Usò il pc dalle 9.36 alle 12.20. Chiara fu uccisa tra le 11 e le 11.30

Una nuova superperizia smonta

l’accusa ad Alberto

Garlasco, Stasi era al computer nell’ora del delitto

MILANO — Periti dell’accu­sa, della difesa, della parte civi­le e del giudice. Per una volta sono tutti d’accordo: Alberto Stasi dice la verità quando so­stiene che la mattina del 13 agosto 2007 ha lavorato alla sua tesi di laurea. I nuovi accer­tamenti ordinati dal giudice dell’udienza preliminare Stefa­no Vitelli hanno scovato detta­gli mai emersi in due anni di indagini che ora finiranno nel­le superperizie da consegnare al gup entro la fine del mese. Il biondino di Garlasco, rivelano quei dettagli, ha acceso il com­puter alle 9.36, ha guardato fil­mini e immagini pornografi­che dopodiché ha salvato più volte file di Word (presumibil­mente parti della tesi) fra le 10.20 e le 12.20.

Particolari che fanno a pu­gni con la ricostruzione del de­litto proposta finora in aula dal pubblico ministero Rosa Muscio. Che smontano l'impal­catura sulla quale la procura di Vigevano ha costruito l’inchie­sta. Perché la dottoressa Mu­scio ha sposato e sostenuto, davanti al giudice, la tesi del suo medico legale e cioè che Chiara Poggi, la fidanzata di Al­berto uccisa a colpi in testa con un’arma mai trovata, è morta «tra le 10.30 e le 12, con maggior centratura tra le 11 e le 11.30». Di più. Il pubblico ministero si è spinto a definire «assolutamente oggettivi» i dati della sua perizia medi­co- legale bocciando la consu­lenza del consulente nomina­to da Alberto Stasi (l’unico in­dagato di quest’inchiesta) che invece, paradossalmente, ha sempre anticipato l’orario del­la morte fra le 9 e le dieci.

La domanda è: com’è stato possibile non rilevare dati così importanti per le indagini in due anni di perizie e contrope­rizie? La risposta è nel sospet­to che, prima gli avvocati di Stasi e poi lo stesso giudice Vi­telli, hanno avanzato durante le udienze. E cioè il timore che i carabinieri, controllando il computer di Alberto prima di consegnarlo alla procura, aves­sero involontariamente altera­to i dati custoditi nella sua me­moria. E adesso i nuovi esami informatici lo confermano: ot­to consulenti tecnici dicono tutti assieme che sì, aprendo fi­le, filmati, fotografie sul com­puter di Alberto, i carabinieri hanno cancellato senza voler­lo le tracce dei salvataggi di Word fra le 10.20 e le 12.20.

Per arrivare a questa conclusione sono stati simulati prima la scrittura di qualche pagina di tesi e poi le operazioni esegui­te dai carabinieri. Risultato: il sistema operativo ha cancella­to i file di salvataggio, proprio come accadde ad agosto del 2007. Per ritrovarli è stato ne­cessario esplorare un’area del computer mai visionata finora e per entrare in quell’area si è dovuto seguire una procedura tutt’altro che standard, voluta da tutti i periti informatici. Ma sapere come ci si è arri­vati ad Alberto importa poco. Lui parte dalla fine, dall’esito. E sa benissimo che questo è un punto a suo favore, che il pubblico ministero adesso sa­rà in difficoltà.

Come rivedere il teorema accusatorio che ipo­tizza il delitto in una fascia ora­ria per la quale a questo punto esiste un alibi? Per la verità anche per la dife­sa non mancherà qualche imba­razzo. Pure agli avvocati di Al­berto toccherà tornare davanti al giudice a rimangiarsi le ipote­si fin qui sostenute sull’ora del­la morte «fra le 9 e le 10». Lo sce­nario più probabile, a questo punto, è che ciascuna delle par­ti provi a plasmare la propria te­si sui nuovi risultati tecnici. Chi non ha mai cambiato di una virgola la versione della prima ora è Franca Bermani, la madre di una delle vicine di ca­sa di Chiara Poggi. La signora Bermani disse di aver visto da­vanti a casa Poggi una biciclet­ta nera da donna alle 9.10 di quel 13 agosto, stessa ora in cui Chiara ha disattivato l’anti­furto di casa. Il giudice Vitelli ha voluto che fosse risentita e lei è stata di nuovo categorica: la bici c’era ed era nera. Non quella che le è stata mostrata in fotografia, cioè la bicicletta bordeaux di Alberto sul cui pe­dale è stato trovato il dna di Chiara (sangue, secondo l’accu­sa). Così in questi giorni in pro­cura si prova a ragionare secon­do un nuovo schema: il delitto può essere stato commesso pri­ma delle 9.36 o dopo le 12.20?

Giusi Fasano

31 agosto 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Comunque basarsi sulle registrazioni di un computer, sia per accusa e difesa, mi è sempre sembrato molto tirato per i capelli.......

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O qualcuno salta fuori e dice " Vabbè dai , son stato io " oppure la verità vera probabilmente non si saprà mai .

Certo che 2 anni 2 ....

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