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Molta perplessità anche da parte mia sia sui tempi, sia sulla maniera di procedere nell'analisi dei dati del PC. Io non sono un esperto di data recovery, però la prima cosa che mi viene in mente, prima di mettermi a fare un lavoro del genere è quella di "clonare" il disco del PC. Da quello che leggo non mi sembra ci si sia affidati a dei professionisti!!!!

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Direi che se da noi valesse il principio del "oltre ogni ragionevole dubbio" qualcuno dovrebbe ringraziare pornettino per la pazienza, dargli la mano (con un guanto di lattice) e lasciarlo andare.

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Molta perplessità anche da parte mia sia sui tempi, sia sulla maniera di procedere nell'analisi dei dati del PC. Io non sono un esperto di data recovery, però la prima cosa che mi viene in mente, prima di mettermi a fare un lavoro del genere è quella di "clonare" il disco del PC. Da quello che leggo non mi sembra ci si sia affidati a dei professionisti!!!!

Quoto.

Prima fai un backup completo, la miglior maniera è clonare il disco come dice Theus, dopodik ci lavori sopra.

Molti dubbi su questa indagine, ma anche sulle precedenti a questo punto, e in generale sul modo di lavorare di questi signori: ma in ke mani siamo?

Poi, ripeto, se Stasi avesse avuto materiale pedopornografico nel PC a quest'ora sarebbe ancora in cella; se non c'è è perkè magari gli hanno trovato qualche pornazzo sul PC magari qualcuno ambientato in quei college 'ammeregani" che gli amanti del genere conosceranno bene; tipo qualche giornalista che ha pensato bene di aumentare la tiratura con la "pedopornografia" che, al pari delle Escort, oggi fa vendere ancora....

Bye,

Mau

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Aprii questo 3d proprio perplessisimo per come si conducono le indagini in questo paese, e per come i media "trattano" certi casi....

Dopo 2 anni non c'è nulla di certo, tranne che abbiamo a che fare con un dilettantismo pauroso da una parte, e con una faciloneria e non curanza nel duistruggere persone innocenti fino a prova contraria, dall' altra...

Disgusto !! :g[1]:

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La svolta: per i periti informatici Stasi lavorava alla tesi all'ora dell'omicidio di chiara

Alberto e la perizia sul pc:

«Ho sempre detto la verità»

Lo stupore della famiglia Poggi: perché a queste conclusioni si arriva solamente adesso?

MILANO — «Adesso final­mente capiranno che ho sem­pre detto la verità». Alberto Sta­si gongola mentre il suo avvo­cato-amico Giulio Colli gli dice che i periti informatici confer­mano la sua versione: il 13 ago­sto del 2007, quando la sua fi­danzata Chiara Poggi fu uccisa nella villetta di Garlasco, Alber­to stava usando il suo compu­ter portatile: dalle 9.36 alle 12.20. Quanto basta perché sal­ti agli occhi di chiunque che co­sì le cose non tornano più per l’accusa.

La procura di Vigeva­no, diretta dal procuratore Al­fonso Lauro, ha sostenuto in questi due anni che l’ora più probabile del delitto è fra le 11. e le 11.30. E invece no. Il com­puter di Stasi dice che a quel­l’ora lui era davanti ai file di word della tesi di laurea, come ha sempre sostenuto. Ora: siccome il giudice del­l’udienza preliminare Stefano Vitelli non ha preso per buona né la fascia oraria dell’accusa né quella dei consulenti di Al­berto (per i quali l’ora della morte è fra le 9 e le 10), ha deci­so di affidare a un perito di fi­ducia una nuova analisi sul­l’orario dell’omicidio. Quindi molto, per il gup, dipenderà da quello che dirà il professore al quale ha affidato l’incarico.

I giochi sono ormai fatti, invece, per il pubblico ministero Rosa Muscio. Che davanti a un risul­tato tecnico così in contraddi­zione con la sua tesi dovrà cer­care di rivedere radicalmente l’impianto d’accusa per ciò che riguarda l’ora della morte. «Tut­to mi sarei aspettata tranne un dato del genere....» ha commen­tato amaramente lei con chi ha cercato di parlarle del caso-Gar­lasco. Qualsiasi cosa «tranne uno stravolgimento sui dati del computer». Adesso sembra che in procura si stia ristudian­do daccapo la ricostruzione del delitto per capire se è possibile posticipare a dopo le 12.20 o, più probabile, anticipare a pri­ma delle 9.36, l’ora del delitto.

L’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, fre­na: «Per noi il risultato non è ancora definitivo e comunque il quadro indiziario era e rima­ne grave. Non mi risulta che sia stata depositata finora alcu­na perizia. Aspetteremo che i consulenti completino i lavori e poi vedremo. Comunque re­sta il fatto che si tratta di un computer portatile che per defi­nizione può essere usato ovun­que». Sorpresi ma cauti anche i genitori di Chiara. La madre, Ri­ta Poggi, superato lo stupore iniziale si è chiesta perché: «Co­m’è stato possibile non arriva­re a questi risultati prima di adesso?» ha domandato. Poi una riflessione. «Chiara apriva sempre le persiane del bagno quando si alzava. In effetti mi sembrava strano che quella mattina non l’avesse fatto fino alle 11-11.30».

Se la superperizia sul compu­ter segna un punto a favore di Alberto, quella sulle suole delle scarpe Lacoste color bronzo che indossava il giorno in cui entrò in casa Poggi e scoprì il cadavere, non sono dalla sua parte. Questo emergerebbe da un’altra delle perizia ordinate dal gup. Il giudice stavolta ave­va chiesto ai suoi consulenti di sciogliere il dubbio avanzato dalla difesa di Alberto. E cioè che le scarpe del biondino di Garlasco non erano sporche di sangue malgrado lui avesse camminato sulla scena del de­litto, perché avevano suole «idrorepellenti». Ora indiscre­zioni sulla nuova perizia sem­brano smentire quella tesi: nes­suna idrorepellenza. Non mostrano esultanza i di­fensori di Alberto, i fratelli Giu­lio e Giuseppe Colli e il profes­sor Angelo Giarda. E nessun commento: «Un po’ per scara­manzia un po’ perché niente è ancora nero su bianco» dice Giulio.

Erika Camasso

Giusi Fasano

01 settembre 2009

Posted (edited)

L'articolo di ieri de Il Corriere della Sera, sui 10 errori commessi in questo caso da parte degli inquirenti (RIS in primis) mi ha fatto venire i capelli dritti ...

Io credo che chiunque abbia visto un poliziesco in tv o letto un libro sul genere, avrebbe fatto meglio ...

Ma questa gente si rende conto che dalle loro indagini dipende la vita di altre persone, oltre al diritto alla verità dei parenti!?

Edited by Theus
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si può dire che il ris, in tutti i delitti mediaticamente importanti (cogne,perugia,garlasco) degli ultimi anni non ci ha preso mai e anzi ha fatto una serie di incredibili errori che puzzano tanto? e la puzza derivi dal fatto che, mia sensazione, le prove debbano in un certo senso virare verso l'unico sospettato presente?

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;)

Gil Grissom a capo dei RIS di Parma.

E vai tranquillo.

^_^:cry::thumbsup:

avrebbe risolto il caso interrogando le zanzare tigre del pavese.

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Fachiro: eccellente.

Ragazzi, adesso siamo tutti lì a dare addosso ai RIS. Tuttavia i RIS eseguono analisi di prove, non forniscono intepretazioni. Al più forniscono ipotesi di congruenza rispetto alle tesi investigative.

La mia impressione è che ci troviamo di fronte a PM in difficoltà che cercano di compensare con milioni di analisi e perizie le carenze dei loro impianti accusatori.

I RIS, come tutti non esenti da colpe immagino, finiscono nel tritacarne mediatico ma ricordiamoci che il bene ultimo deve essere la verità e non la condanna del capro espiatorio dei giornali.

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la cosa che fa più scalpore è che tutti questi siano omicidi quasi perfetti, vista la mancanza di prove schiaccianti a carico dei sopsettati. pazzesco considerato che non sembrerebbero nemmeno troppo premeditati.

nella concitazione del'omicidio invece, incredibilmente, questi assassini sono in grado di disfarsi perfettamente dell'arma del delitto, crearsi alibi rocciosi e non contaminarsi con del sangue. bravi.

le cose sono due. o gli italiani con i nervi più saldi del mondo sono dediti all'omicidio oppure guardiamo troppi polizieschi.

ah, no, c'è la terza. che tra soccorsi e ricognizioni preliminari succede occhio e croce di tutto.

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I ris forniscono prove (come dicono loro oggettive). E non è vero, come sostiene Fachiro, che compiono errori in sequenza nei casi di maggior spicco. Sta, come dice Ponchiaz, a investigatori e pm renderle tali da reggere l'impianto accusatorio. A Cogne, ad esempio, l'accusa alla Franzoni sembra non lasciare alcun dubbio. Solo Taormina non la pensa così. E sappiamo bene perché

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I ris forniscono prove (come dicono loro oggettive). E non è vero, come sostiene Fachiro, che compiono errori in sequenza nei casi di maggior spicco. Sta, come dice Ponchiaz, a investigatori e pm renderle tali da reggere l'impianto accusatorio. A Cogne, ad esempio, l'accusa alla Franzoni sembra non lasciare alcun dubbio. Solo Taormina non la pensa così. E sappiamo bene perché

Lascia perdere Cogne, te ne prego................

Rileggiti il 3d e troverai parecche cose che lascano assai perplessi anche su come agiscono i RIS......

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Lascia perdere Cogne, te ne prego................

Rileggiti il 3d e troverai parecche cose che lascano assai perplessi anche su come agiscono i RIS......

Perché dovrei lasciar perdere? Allo stato attuale la Franzoni risulta colpevole e Taormina cercò di inquinare le prove. Dobbiamo deciderci una volta per tutte. Se esistono sentenze vanno rispettate. Non si può arbitrariamente decidere che una è gusta e l'altra è sbagliata. In questo modo si mina tutto l'impianto giurisdizionale su cui si basa la nostra democrazia

Posted (edited)
Perché dovrei lasciar perdere? Allo stato attuale la Franzoni risulta colpevole e Taormina cercò di inquinare le prove. Dobbiamo deciderci una volta per tutte. Se esistono sentenze vanno rispettate. Non si può arbitrariamente decidere che una è gusta e l'altra è sbagliata. In questo modo si mina tutto l'impianto giurisdizionale su cui si basa la nostra democrazia

Vabbè, mi ci tiri..........la Franzoni è stata condannata in assenza di prove, valanghe di indizi ma "prove" nessuna !

I RIS , o chi per essi, stanno ancora cercando l' arma del delitto....... o, almeno, di capire cosa potesse mai essere.....

Gli stessi RIS tornarono (... a cercare cosa ???) in quella casa numerosissime volte, anche a distanza si molti , moltissimi mesi...... :clap[1]:

BAh !!!!

Edited by ROOSTERS99
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Vabbè, mi ci tiri..........la Franzoni è stata condannata in assenza di prove, valanghe di indizi ma "prove" nessuna !

I RIS , o chi per essi, stanno ancora cercando l' arma del delitto....... o, almeno, di capire cosa potesse mai essere.....

Gli stessi RIS tornarono (... a cercare cosa ???) in quella casa numerosissime volte, anche a distanza si molti , moltissimi mesi...... :clap[1]:

BAh !!!!

Si indaga anche a distanza di mesi per non cercare anche qualcosa che scagioni la principale imputata. Non solo per accusare. Prima di mandare qualcuno un prigione (specialmente una madre) ci si pensa non una, ma cento volte. Le dichiarazioni di Franzoni facevano acqua da tutte le parti. C'è anche un'intercettazione telefonica che la mette in difficoltà.

Poi se vogliamo essere così certi da decidere, solamente leggendo i giornali e non le centinaia di pagine di sentenze (che spesso neppure io faccio), di stabilire sempre che i giudici sono sempre in errore, si può anche fare

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Si indaga anche a distanza di mesi per non cercare anche qualcosa che scagioni la principale imputata. Non solo per accusare. Prima di mandare qualcuno un prigione (specialmente una madre) ci si pensa non una, ma cento volte. Le dichiarazioni di Franzoni facevano acqua da tutte le parti. C'è anche un'intercettazione telefonica che la mette in difficoltà.

Poi se vogliamo essere così certi da decidere, solamente leggendo i giornali e non le centinaia di pagine di sentenze (che spesso neppure io faccio), di stabilire sempre che i giudici sono sempre in errore, si può anche fare

Io non son certo di nulla, tranne del fatto che, nel nostro ordinamento, siamo tutti innocenti fino a PROVA contraria.

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Io non son certo di nulla, tranne del fatto che, nel nostro ordinamento, siamo tutti innocenti fino a PROVA contraria.

Fino a prova contraria... le prove sono (se non ricordo male) dodici. Dovrei andare a rileggere in archivio alcuni passaggi. E, credimi, non ne ho ne voglia ne tempo. La difesa le confuta e l'accusa le conferma. Un giudice le ha considerate sufficienti. Non sono così certo da dirti che sia in malafede. E, sinceramente, non voglio neppure crederci. Tutto qui

Posted (edited)
Fachiro: eccellente.

Ragazzi, adesso siamo tutti lì a dare addosso ai RIS. Tuttavia i RIS eseguono analisi di prove, non forniscono intepretazioni. Al più forniscono ipotesi di congruenza rispetto alle tesi investigative.

La mia impressione è che ci troviamo di fronte a PM in difficoltà che cercano di compensare con milioni di analisi e perizie le carenze dei loro impianti accusatori.

I RIS, come tutti non esenti da colpe immagino, finiscono nel tritacarne mediatico ma ricordiamoci che il bene ultimo deve essere la verità e non la condanna del capro espiatorio dei giornali.

Sicuramente i primi sono gli inquirenti da defenestrare, anzi i carabinieri che sono i primi ad arrivare. Cito alcuni degli errori messi in rilievo da Il Corriere:

Impronte del gatto della vittima che gironzolava liberamente per la scena del delitto

Impronte di scarponcini militari

Hanno calcolato qualcosa come 29 (dico ventinove) persone sulla scena del crimine

Effettivamente è già un miracolo che i RIS abbiano trovato le impronte del falegname che era stato nella casa a fare dei lavori qualche giorno prima.

Però veniamo alle chicche del RIS:

viene rilevata un impronta di una mano sul portone, il probabile omicida? No il vice capo dei RIS che si è appoggiato al portone (i guanti?)

Non vengono prese le impronte digitali della vittima, è necessario chiedere la riesumazione del cadavere per provvedere ...

Che il carabiniere di provincia non sia pronto per trattare una scena del crimine posso quasi rassegnarmi, ma che gente che dovrebbe essere esperta di queste situazioni, faccia errori del genere, se permetti girano i maroni ...

Edited by Theus
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Sicuramente i primi sono gli inquirenti da defenestrare, anzi i carabinieri che sono i primi ad arrivare. Cito alcuni degli errori messi in rilievo da Il Corriere:

Impronte del gatto della vittima che gironzolava liberamente per la scena del delitto

Impronte di scarponcini militari

Hanno calcolato qualcosa come 29 (dico ventinove) persone sulla scena del crimine

Effettivamente è già un miracolo che i RIS abbiano trovato le impronte del falegname che era stato nella casa a fare dei lavori qualche giorno prima.

Però veniamo alle chicche del RIS:

viene rilevata un impronta di una mano sul portone, il probabile omicida? No il vice capo dei RIS che si è appoggiato al portone (i guanti?)

Non vengono prese le impronte digitali della vittima, è necessario chiedere la riesumazione del cadavere per provvedere ...

Che il carabiniere di provincia non sia pronto per trattare una scena del crimine posso quasi rassegnarmi, ma che gente che dovrebbe essere esperta di queste situazioni, faccia errori del genere, se permetti girano i maroni ...

ovazione

  • 3 weeks later...
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mercoledì 23 settembre 2009, 10:04

Garlasco, nuova perizia "inchioda" Alberto Stasi: sulle scarpe ha mentito

Pavia - Nuovi accertamenti potrebbero aggravare la posizione di Alberto Stasi, il giovane accusato di aver ucciso il 13 agosto 2007 la sua fidanzata Chiara Poggi a Garlasco. Le analisi effettuate dal collegio peritale nominato dal gup Stefano Vitelli dimostrerebbero infatti che le macchie di sangue sulla scena del delitto hanno un’estensione maggiore di quella riscontrata finora dai consulenti di parte, sia dell’accusa sia della difesa di Alberto Stasi.

Una maggiore estensione di sangue Considerata questa maggiore estensione, se è vero che l’ex bocconiano ha camminato sulla scena del delitto prima di scoprire il cadavere di Chiara lungo le scale della taverna di casa della ragazza, sulle suole delle sue scarpe sarebbe dovuto rimanere del sangue, o per lo meno tracce di dna della vittima, che invece non c’erano. Intanto anche un film girato dalla parte civile a villa Poggi, il luogo del delitto, dimostrerebbe come Alberto Stasi avrebbe potuto avere il tempo di compiere materialmente l’omicidio e fuggire in bicicletta nei 26 minuti di "buco" (tra le 9.10 e le 9.36) la mattina in cui è avvenuto il delitto.

Le tracce ematiche La novità sulle chiazze di sangue è emersa durante le elaborazioni effettuate dal professor Nello Balossino, docente associato di elaborazione di immagini presso il dipartimento d’informatica della facoltà di Scienze dell’università di Torino, sulle fotografie di tutte le tracce ematiche rilevate nel salotto della villetta di via Pascoli, in cui la mattina del 13 agosto di due anni fa è stata uccisa Chiara Poggi, 26 anni. Dalle analisi risulterebbe che le macchie trovate in salotto, e in particolare vicino alla porta delle scale che portano alla taverna, sarebbero in realtà in quantità più abbondante rispetto a quella descritta finora, perchè le tracce ematiche avrebbero una componente significativa di siero, di consistenza cromatica non visivamente rilevabile, che non risaltava dalle fotografie prese in considerazione dall’ingegner Piero Boccardo, consulente dell’accusa.

Nuovi approfondimenti La scoperta, richiedendo nuovi approfondimenti, ha contribuito a far slittare di due settimane (dal 30 settembre al 14 ottobre) il deposito della perizia chiesta dal giudice, ma soprattutto rischia di aggravare la posizione di Alberto Stasi. Quanto al secondo elemento, il film, il legale della famiglia Poggi, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, ha incaricato due attori di impersonare Chiara e Alberto per ricostruire la tempistica dell’omicidio. Per uccidere Chiara, scappare in bicicletta e tornare a casa Stasi l’attore ha impiegato in tutto 14 minuti, un tempo inferiore, dunque, ai 26 minuti di "buco" nell’alibi di Stasi.

:o:o:o:o:o

Nuovi accertamenti, nuovi approfondimenti........ma qui siamo alle comiche !!!!!!!

Ma basta con 'sta cialtronata fatta sulla pella si esseri umani !!! :blink::lol::angry:

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mercoledì 23 settembre 2009, 10:04

Garlasco, nuova perizia "inchioda" Alberto Stasi: sulle scarpe ha mentito

Pavia - Nuovi accertamenti potrebbero aggravare la posizione di Alberto Stasi, il giovane accusato di aver ucciso il 13 agosto 2007 la sua fidanzata Chiara Poggi a Garlasco. Le analisi effettuate dal collegio peritale nominato dal gup Stefano Vitelli dimostrerebbero infatti che le macchie di sangue sulla scena del delitto hanno un’estensione maggiore di quella riscontrata finora dai consulenti di parte, sia dell’accusa sia della difesa di Alberto Stasi.

Una maggiore estensione di sangue Considerata questa maggiore estensione, se è vero che l’ex bocconiano ha camminato sulla scena del delitto prima di scoprire il cadavere di Chiara lungo le scale della taverna di casa della ragazza, sulle suole delle sue scarpe sarebbe dovuto rimanere del sangue, o per lo meno tracce di dna della vittima, che invece non c’erano. Intanto anche un film girato dalla parte civile a villa Poggi, il luogo del delitto, dimostrerebbe come Alberto Stasi avrebbe potuto avere il tempo di compiere materialmente l’omicidio e fuggire in bicicletta nei 26 minuti di "buco" (tra le 9.10 e le 9.36) la mattina in cui è avvenuto il delitto.

Le tracce ematiche La novità sulle chiazze di sangue è emersa durante le elaborazioni effettuate dal professor Nello Balossino, docente associato di elaborazione di immagini presso il dipartimento d’informatica della facoltà di Scienze dell’università di Torino, sulle fotografie di tutte le tracce ematiche rilevate nel salotto della villetta di via Pascoli, in cui la mattina del 13 agosto di due anni fa è stata uccisa Chiara Poggi, 26 anni. Dalle analisi risulterebbe che le macchie trovate in salotto, e in particolare vicino alla porta delle scale che portano alla taverna, sarebbero in realtà in quantità più abbondante rispetto a quella descritta finora, perchè le tracce ematiche avrebbero una componente significativa di siero, di consistenza cromatica non visivamente rilevabile, che non risaltava dalle fotografie prese in considerazione dall’ingegner Piero Boccardo, consulente dell’accusa.

Nuovi approfondimenti La scoperta, richiedendo nuovi approfondimenti, ha contribuito a far slittare di due settimane (dal 30 settembre al 14 ottobre) il deposito della perizia chiesta dal giudice, ma soprattutto rischia di aggravare la posizione di Alberto Stasi. Quanto al secondo elemento, il film, il legale della famiglia Poggi, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, ha incaricato due attori di impersonare Chiara e Alberto per ricostruire la tempistica dell’omicidio. Per uccidere Chiara, scappare in bicicletta e tornare a casa Stasi l’attore ha impiegato in tutto 14 minuti, un tempo inferiore, dunque, ai 26 minuti di "buco" nell’alibi di Stasi.

:o:o:o:o:o

Nuovi accertamenti, nuovi approfondimenti........ma qui siamo alle comiche !!!!!!!

Ma basta con 'sta cialtronata fatta sulla pella si esseri umani !!! :blink::lol::angry:

al di là del casino con cui è stata gestita questa vicenda... ragazzi voi scommettereste tre euro sulla sua innocenza? Io preferisco giocarmelo sulla vittoria di Varese contro Milano la prima giornata di campionato

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al di là del casino con cui è stata gestita questa vicenda... ragazzi voi scommettereste tre euro sulla sua innocenza? Io preferisco giocarmelo sulla vittoria di Varese contro Milano la prima giornata di campionato

Per come giornali e TV hanno "presentato" la vicenda fin dall' nizio, Stasi è già condannato.

E questo è ancor più vergognoso del modo in cui si conducono le indagini.

:blink::lol:

Personalmente mi chiedo perchè mai uno dovrebbe massacrare con ferocia e spargimento copioso di sangue la propria fidanzata.

E non mi sidica che è a causa di un filmatino porno sul computer........

Qui non si sa nemmeno che cosa è stato adoperato per il massacro.....

Edited by ROOSTERS99
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Personalmente mi chiedo perchè mai uno dovrebbe massacrare con ferocia e spargimento copioso di sangue la propria fidanzata.

Personalmente mi sono chiesto anche come Pietro Masi abbia potuto massacrare i genitori. E come Erika De Nardi abbia massacrato fratellino e mamma.

Eppure è successo.

Nella testa di persone come noi, quasi tutti gli omicidi non hanno una motivazione comprensibile

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