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Il_Cinghiale

Film, filmoni e filmacci

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Il libro è bellissimo

Film pure?

Non ho letto il libro.

Il film non è bellissimo in senso stretto (visto l'argomento trattato) è più un cazzotto alla bocca dello stomaco. È un film/documentario fatto benissimo con intenti precisi. Quindi è bellissimo solo per certi versi.

Alcune battute mi hanno ricordato Ponch!!!

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mi chiedevo se, come è stato fatto con il film francese Benvenuti al Nord che da noi è stato trasposto in Benvenuti al Sud, se fosse possibile fare una cosa simile pure con la versione italiana di Lui è tornato.

o se per lo meno qualcuno ci stia pensando.

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Cmq il trailer non rispecchia assolutamente il senso del film. Consiglio di vederlo...anche se aveva solo 3 gg di programmazione. Scaricatelo.

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mi chiedevo se, come è stato fatto con il film francese Benvenuti al Nord che da noi è stato trasposto in Benvenuti al Sud, se fosse possibile fare una cosa simile pure con la versione italiana di Lui è tornato.

o se per lo meno qualcuno ci stia pensando.

In Germania ha avuto una sua efficacia piena perché non si può letteralmente parlare di Nazismo senza rischiare accuse pesantissime di apologia e negazionismo; in Italia non abbiamo questo problema. Inoltre per il tipo di schieramenti politici attualmente in campo, la lettura potrebbe essere facilmente strumentalizzata, e immagino anche che gli unici in grado di fare un operazione del genere potrebbero essere gli autori più schierati a sinistra.

Detto questo, un Crozza/Mussolini in pratica è già lì bello che pronto, pelata inclusa ^_^

Edited by Bluto

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mi chiedevo se, come è stato fatto con il film francese Benvenuti al Nord che da noi è stato trasposto in Benvenuti al Sud, se fosse possibile fare una cosa simile pure con la versione italiana di Lui è tornato.

o se per lo meno qualcuno ci stia pensando.

Prima bisogna che muoia.

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In Germania ha avuto una sua efficacia piena perché non si può letteralmente parlare di Nazismo senza rischiare accuse pesantissime di apologia e negazionismo; in Italia non abbiamo questo problema. Inoltre per il tipo di schieramenti politici attualmente in campo, la lettura potrebbe essere facilmente strumentalizzata, e immagino anche che gli unici in grado di fare un operazione del genere potrebbero essere gli autori più schierati a sinistra.

Detto questo, un Crozza/Mussolini in pratica è già lì bello che pronto, pelata inclusa ^_^

tecnicamente ci sarebbero pure in italia i reati di apologia...

crozza sarebbe troppo riconoscibile, servirebbe un personaggio non conosciuto dal grande pubblico.

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Non ho letto il libro.

Il film non è bellissimo in senso stretto (visto l'argomento trattato) è più un cazzotto alla bocca dello stomaco. È un film/documentario fatto benissimo con intenti precisi. Quindi è bellissimo solo per certi versi.

Alcune battute mi hanno ricordato Ponch!!!

l'ho visto dopo la tua segnalazione. Condivido. Non un gran film in assoluto ma con molti spunti su cui riflettere e rabbrividire.

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Segnalo a tutti la visione di un buon film stasera alle 21,10 su Paramount Channel, che da me si vede nel canale 27: HURRICANE, IL GRIDO DELL' INNOCENZA con Denzel Washington.

È la storia di un uomo condannato ingiustamente all' ergastolo.

Questo film ispirò una canzone a Bob Dylan dall' omonimo titolo: HURRICANE.

Poi mi direte.... 👍 :thumbsup:

 

Edited by RobertoPG

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DUNKIRK (C. Nolan, 2017)

Ogni regista che si rispetti, ogni autore, ogni sceneggiatore porta dentro di sé un tema che lo accompagna lungo tutta la sua carriera, a volte è più nascosto e lo si deve cercare tra le pieghe e altre volte è chiaro ed evidente.

Christopher Nolan, al suo film numero 10, palesa una volta di più la sua ossessione nei confronti del Tempo e della manipolazione dello stesso.
In 'Memento' è l'idea fondante del film, montato a ritroso e con un protagonista schiavo della sua condizione che gli impedisce di immagazzinare nuovi ricordi, in 'Insomnia' diventa il cardine del thriller, quell’attimo prima o dopo nel quale un’azione diventa reazione oppure no, in 'The Prestige' è uno degli elementi chiave che serve ai protagonisti (e agli spettatori) per scardinare il trucco di Borden, in 'Inception' è uno dei protagonisti della storia ed è vissuto in maniera diversa da ogni personaggio a seconda del piano onirico in cui si trova, in 'Interstellar' addirittura si modifica in base al pianeta su cui si trovano i protagonisti… ed anche nella trilogia sul Cavaliere Oscuro il tempo pervade tutta l’opera, i mesi di allenamento in un tempio, i minuti scanditi di una rapina organizzata ad orologeria, i secondi che scorrono mentre bisogna prendere decisioni vitali.

In “Dunkirk” il tempo viene plasmato una volta di più secondo il volere del suo autore, qui sceneggiatore unico senza aiuti da parte del fratello Jonathan, suo abituale collaboratore.

Il film è coraggioso per tanti motivi: è girato in pellicola, in 65mm ed IMAX, un formato costosissimo e difficile da gestire che nessuno usa più ma che restituisce allo spettatore la gioia dello sguardo “vero” sulle cose, quella magia di avere 24 piccole fotografie ogni secondo che fatte scorrere alla giusta velocità donano la percezione del movimento (e per questo motivo l’unica fruizione possibile del film è in sala, qualunque altro modo lo svilisce inevitabilmente);

è coraggioso perché è un film che appartiene ad un genere che ormai dopo le opere e gli sguardi così diversi di Oliver Stone, Mario Monicelli, Michael Cimino, Robert Aldrich, Francis Ford Coppola, Howard Hawks, Stanley Kubrick, Steven Spielberg, Terrence Malick e ci metto anche il film anti-genere di Quentin Tarantino aveva forse esaurito le cose da dire e volerne invece fare uno nuovo, scegliendo di mostrare una sconfitta invece che una vittoria, è sintomo di volersi mettere in gioco nonostante tutto, provare ad alzarsi in piedi e spostarsi rispetto alla propria fama cercando posto al tavolo dei Grandi;

ed è coraggioso perché non è comune un film bellico dove il nemico non si vede mai, dove l’avversario è solo un aereo, una nave, una bomba, un siluro… e dove non vengono mai mostrati mai il sangue, le budella, l’orrore.
Tutto resta dentro, nella testa, nei pensieri.

Nolan sceglie di non spettacolarizzare la guerra e di affrontarla con un tono a volte quasi documentaristico, la decisione di mostrarci i punti di vista differenti a seconda che si stia sulla spiaggia, in acqua o in cielo diventa quindi un diverso modo di vedere l’evento bellico in sé anche se, da qualunque punto lo si guardi, ne si rimane schiacciati.
Non ho personalmente trovato utile la didascalia che ci mostra quanto tempo passerà nelle varie situazioni perché è una cosa che inevitabilmente porta lo spettatore a confrontare quanto promesso con quanto mostrato -e sulla parte in spiaggia la “settimana” di tempo zoppica un po’- ma anche perché toglie un po’ il gusto di mettere insieme i pezzi da soli una volta che si nota Cillian Murphy in due situazioni diverse nello “stesso momento”...

Regia e Fotografia, anche se quest’ultima forse un po’ troppo spinta sul classicone “teal and orange”, scelgono di portarci dentro la guerra, dentro l’attimo, dentro il momento, che sia quello di un ragazzino in barca la cui unica esperienza orrifica è quella di veder spirare un amico o quella di un comandante di marina che non sa cosa fare, quella di un pilota -fin troppo- eroico come quella di un giovane soldato che vuole soltanto vivere e tornare a casa.

È un film altamente claustrofobico, con una predominanza di primi e primissimi piani e dettagli e particolari: la macchina da presa insiste sui volti segnati dalla sabbia, dall’acqua, dal gasolio e dal fuoco, dal terrore e dalla speranza, volti spaventati e volti consapevoli di un cast riuscitissimo che unisce attori di accertata esperienza come Kenneth Branagh e Mark Rylance, veri talenti contemporanei come Tom Hardy e Cillian Murphy con quelli imberbi di Fionn Whitehead ed Harry Styles (piccolo appunto: il chiacchieratissimo cantante degli One Direction è bravo. sarà stata la faccia giusta, sarà stato diretto bene, sarà stato il ruolo, ma… mi ha piacevolmente sorpreso);
i campi lunghi sono pochi e quei pochi non danno comunque respiro, la macchina da presa viene posta nelle situazioni più estreme in mezzo alla sabbia, nell’oceano con l’acqua alla gola, in aria con il pericolo di un aereo nemico dietro le spalle ed il punto di vista è sempre e costantemente quello degli uomini che popolano il film: se sono a terra sono un bersaglio, se sono in acqua affogo, se sono in cielo non vedo chi ho intorno a me.

Il lavoro fatto sulla colonna sonora da Zimmer è esagerato, preponderante, eccessivo e stressante, non dà un attimo di tregua e praticamente tutta la pellicola ha di sfondo una musica che non smette mai di creare ed accumulare tensione come una corda di violino che viene costantemente tirata, sempre di più…
E quei pochissimi momenti in 106 minuti in cui la musica non c’è, si percepisce un vuoto.
Un vuoto che però non regala pace ma minaccia l’ennesima esplosione, l’ennesimo pericolo, con un missaggio audio che fa spavento e che costringe chi guarda il film a pensare di chiedere di smettere perché non si riesce a sostenere tanta pressione.

I protagonisti non hanno nome e, se ce l’hanno, non è importante…
I dialoghi sono ridotti all’osso, essenziali, i personaggi non dicono niente di memorabile o epico, non ci sono frasi da riportare sul diario di scuola o su un post in un social network: sono semplicemente delle pedine, sono piccoli pezzetti di un quadro più grande, non sono vittime e non sono eroi ed il finale del film non è per niente conciliatorio:
sono dei sopravvissuti coscienti del fatto di essere solo e soltanto dei sopravvissuti, persone che si porteranno dietro a vita quei momenti in cui hanno salvato una vita o hanno perso l’umanità mettendo se stessi prima degli altri, persone che sapranno di non aver fatto “niente se non sopravvivere”, soldati considerati eroi per il solo fatto di essere tornati a casa ma che per primi vivono il profondo senso di colpa di non essere riusciti a "fare niente".

Chi sostiene che questo sia il “capolavoro” di Christopher Nolan -al di là dell’abuso del termine che ormai si sta spogliando del suo effettivo significato- secondo me non sta esagerando.
Perché il regista inglese ci aveva finora abituati a film che raccontavano una storia seducente, per il tema o per il modo in cui sceglieva di raccontarla, con protagonisti forti ed iconici ed uno sviluppo che ai più poteva risultare cervellotico…
Qui no.
Con “Dunkirk” Nolan vuole andare da un’altra parte, vuole scrollarsi di dosso i blockbuster, vuole scatenare emozioni piuttosto che ragionamenti (ed in questo il film va completamente altrove rispetto alla sua filmografia), vuole farci sapere -o tenta disperatamente di farlo- che ha voglia di crescere e di essere considerato adulto, che non vuole fare solo film ma ha intenzione di fare del Cinema: già Interstellar tradiva questa volontà, se riuscendoci o meno sta allo spettatore deciderlo, ma questo secondo me è un ulteriore passo avanti nella sua carriera ed i suoi prossimi lavori a questo punto credo non potranno prescindere da questa intenzione né discostarsi molto da questo tipo di approccio, di visione.

Dunkirk resta dentro, scava a fondo nelle sensazioni di ognuno per trovare qualcosa… magari non in tutti lo troverà, magari alcuni verranno traditi dalle aspettative, magari è eccessivamente “diverso” da quello che “dovrebbe” essere, ma resta indubbiamente Grande Cinema.

Il mio consiglio è quello di abbandonarsi alla visione senza pregiudizi di sorta e senza cercare il Nolan che già si conosce, di vedere il film senza “guardarlo” ma assorbirlo, farselo entrare dentro e viverlo.
Il cieco che consegna le coperte ai soldati sul finale del film probabilmente è un gioco rivolto al pubblico da parte del regista, che non è nuovo a certe "frecciatine" extradiegetiche: “non vi vedo, ma so perfettamente come state”.
Siete arrivati in fondo a Dunkirk, l’avete subito e sopportato, avete combattuto stando sulle poltroncine e siete rimasti in apnea sperando che succedesse qualcosa di bello che però bello non è mai…
siete sopravvissuti.
E dite poco?

- teo -

 

Letto ora su cinefacts (pagina Facebook che consiglio a tutti). Quoto anche le virgole

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27 minuti fa, Silver Surfer dice:

 

 

Ottima segnalazione, non vedo l'ora di vederlo. 

In ritardo invece ti scrivo su Dunkirk, che da Christopher Nolan dopo Memento, The Prestige e soprattutto Interstellar, mi sarei aspettato decisamente molto di più. In confronto ai capolavori del genere di Kubrick, Cimino e Spielberg manca completamente di empatia, e non ci vedo neppure quel taglio documentaristico di cui scrive l'autore del pezzo che hai pubblicato sopra. Rivedendolo cercando di lasciare da parte i pregiudizi della prima visione ho rischiato seriamente l'abbioccone.

 

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On 4/29/2016 at 3:07 AM, Spaten said:

mi chiedevo se, come è stato fatto con il film francese Benvenuti al Nord che da noi è stato trasposto in Benvenuti al Sud, se fosse possibile fare una cosa simile pure con la versione italiana di Lui è tornato.

o se per lo meno qualcuno ci stia pensando.

mi autoquoto, perchè alla fine han fatto la versione italiana di lui è tornato, intitolata Sono tornato (ci sarebbe stato bene un Lvi è tornato).

Il problema è che il co protagonista è frank matano...

 

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7 minuti fa, Spaten dice:

mi autoquoto, perchè alla fine han fatto la versione italiana di lui è tornato, intitolata Sono tornato (ci sarebbe stato bene un Lvi è tornato).

Il problema è che il co protagonista è frank matano...

 

Avendo visto l’originale l’anno scorso sono indeciso se andare a vederlo al cinema.

un po’ perchè, vedendo il trailer, sembra proprio identico...un po’ perchè sono sicuro che mi infastidirebbero gli italiani medi in sala

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invece mi sento di consigliare questo se si vuole rimane su una satira più autentica.

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23 hours ago, joe said:

 

invece mi sento di consigliare questo se si vuole rimane su una satira più autentica.

ODDIO C'E' IL MAGO GUARDA!!!!!!!!!!!!!!!!!

guarda uno..... guarda due......

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Quote


Non so se se ne è parlato... ma che botta terrificante. Il tutto perché Quentin Tarantino voleva che i capelli di lei "svolazzassero" naturalmente. Cosa che poteva avvenire andando solo a 60 milglia (cioè 90 all'ora circa)... poi si sa che le donne al volante...  :rolleyes:

http://www.youtube.com/watch?v=Qfdwn9OCB3I

Edited by Silver Surfer

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visto con colpevole ritardo Blackkklansman. Merita tanto! 

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