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INTERVISTA A GARNETT


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NOTHING BUT GARNETT da pallacanstrovarese.it

Marlon Garnett è un personaggio ancora oggi importante per la Santa Clara University, l`ateneo per cui ha giocato nella NCAA dal 1993 al 1997 (i primi tre anni al fianco di Steve Nash, miglior giocatore NBA nella stagione 2004-05).

Recentemente ha concesso un`intervista al sito internet della sua alma mater.

La riportiamo qui sotto.

Money G is Nothing but Net

Negli anni Novanta, nella squadra dell`Università di Santa Clara giocava una guardia che era stata ignorata dalle università più importanti e che alla fine riuscì a raggiungere la NBA. Mentre tutti conoscono la storia di Steve Nash, Marlon Garnett fu prima un giocatore nella WCC della NCAA, successivamente giocò una stagione nei Boston Celtics prima di incominciare una carriera piena di successi oltreoceano in Turchia, Italia e Spagna.

Dopo il sorprendente anno con la Benetton Treviso si è preso un periodo di riposo a Los Angeles prima di ricominciare ad allenarsi.

Negli ultimi dieci anni qui a Santa Clara, abbiamo avuto grandi tiratori, ma Marlon Garnett, conosciuto come Money G, è stato senza dubbio il migliore.

Ha ancora diversi anni e diversi tiri in sospensione davanti a sè, ma sta cominciando ad immaginare il suo futuro una volta terminata la carriera di giocatore.

”Ho 30 anni e sono sicuro che potrò giocarne almeno altri cinque e voglio farlo finchè potrò per molte ragioni. Magari, potrò giocare ancora per otto anni e smettere quando avrò 38 anni, ma forse in quel momento sentirò che potrò giocare altre due stagioni... In ogni caso so che nel mio futuro vorrò allenare o comunque continuare a fare qualcosa legato al mondo del basket. Io devo essere onesto, è una bel modo di vivere. Quale lavoro conosci che è così appagante che non ti importa nulla di alzarti alle sei del mattino, di viaggiare e fare tutti quei sacrifici? Sono sicuro che quando avrò smesso di giocare sarò comunque coinvolto ancora sul campo sia che si tratti di allenare o di lavorare in uno staff tecnico. Il gioco è stato una parte così importante della mia vita e spero che continuerà ad esserlo.”

Garnett viene da un anno di successi con la Benetton Treviso dove ha tenuto una media di 16 punti a partita con il 48% da tre punti. Si riteneva fosse un anno di ricostruzione ma Treviso ha vinto la regular season con 6 punti di vantaggio sulla seconda e 28-6 di record. Tuttavia la corsa è terminata con la gara 5 persa nelle semifinali contro l`Armani.

”Se valutiamo la stagione dalle aspettative che avevamo ad agosto abbiamo disputato un campionato superiore alle aspettative, ma se guardiamo il finale di stagione quando pensavo che avessimo la miglior squadra della Serie A è un po` deludente il modo in cui abbiamo concluso. Eravamo a una sola partita da giocare le Final Four di Eurolega. Per dirla in poche parole io penso siata una stagione bellissima e sono felice di averne preso parte”.

Garnett ha firmato con Santa Clara alla fine del suo anno da junior (1991) alla Hamilton High School nella parte Ovest di Los Angeles e stava giocando al Pump Camp quando gli scout dell`università videro il cecchino in azione.

”Coach Hauser mi ha fatto fare una visita della scuola, sono stato bene lì e ho apprezzato la visita. Poco dopo, mia madre ed io abbiamo deciso che non avevamo bisogno di visitare altre scuole e mi sono sentito di firmare subito. Non volevo le pressioni e lo stress del trascorrere il mio anno de senior senza sapere cosa stavo per fare, sono sicuro che avrei potuto scegliere una scuola dove andare dopo il mio ultimo anno ma non mi sono mai pentito della mia decisione di andare a Santa Clara. L`esperienza è stata perfetta per me e devo tutto quello che ho nella vita al fatto di essere andato lì.”

Dopo l`abbandono di Steve Nash direzione NBA c`erano alcuni scettici che si chiedevano se Garnett sarebbe stato in grado di avere un buon rendimento senza il suo grande playmaker. Fra questi Chuck Dybdal del Contra Costa Time definì Garnett il giocatore più sovrastimato nella Conference su una pubblicazione nazionale. Dybdal stesso, più tardi avrebbe poi cercato Garnett per scusarsi dopo che che Marlon era stato nominato giocatore dell`anno della Wcc in una squadra che aveva vinto il titolo delle conference.

Coach Davey ha sempre considerato Garnett come l`esempio di ragazzo che ha ottenuto il massimo da sè stesso grazie ha anche a un inesauribile lavoro personale per sviluppare la sua naturale abilità di tiratore.

Ha lasciato Santa Clara come secondo miglior tiratore di tutti i tempi, alle spalle di Steve Nash.

”Il tiro è uno dei talenti che Dio mi ha donato e ci ho sempre lavorato sopra cercando di perfezionare i differenti aspetti, come tirare dal palleggio, in uscita da un blocco o tirare in corsa. Ho sempre avuto questa capacità ma ho cercato di svilupparla al meglio, come cerco di fare per tutti gli aspetti del mio gioco”.

Con un`infanzia problematica come quella di Marlon, molti altri sarebbero rimasti con le mani in mano e avrebbero trovato scuse per non migliorare la loro situazione. Garnett non ha conosciuto suo padre biologico fino all`età di dodici anni quando c`è stato un tentativo di tenere la famiglia unita per quattro anni in Louisiana. La famiglia sarebbe poi ritornata a Losa Angeles e all`unica vita che ha conosciuto, crescere con sua madre e suo fratello maggiore.

”Io penso invece che mi abbia fatto bene provare conoscere mio padre, perchè ora non ho sentimenti negativi nei suoi confronti. E` mio padre e io lo amo anche se non è stato con me e tutto quello che so l`ho appreso da mia madre, che mi ha sempre supportato. Ammetto che ero un bambino viziato e che sono viziato anche adesso. Ho avuto molti supporti in famiglia nel perseguire il mio sogno di giocare a basket.”

Mentre la madre era la spina dorsale della famiglia, Garnett dà una grande importanza al fratello che ha riempito il vuoto della figura maschile della famiglia e che la mancanza di un padre non sia stato un fattore di grossa rilevanza.

A dspetto di una carriera soddifascente da un punto di vista economico Garnett ha speso molto tempo pensando a come adoperare i suoi doni insieme alla sua fede che ha avuto sin dalla sua infanzia. Alcuni anni fa ha avuto l`opportunità alla Summer League di Salt Lake City di essere faro per gli altri giocatori.

”Essere il leader di una squadra è molto appagante ma impone uno stile di vita duro, bisogna confrontarsi con molte tentazioni. Alle volte si ha bisogno di una guida o di uno standard di vita, c`è sempre qualcuno intorno che può aiutare alcuni ragazzi a camminare sulla retta via. Io non giudico gli altri, ma all`interno dello spogliatoio posso essere un punto di riferimento.”

Incurante di un`altra chance NBA Garnett è in pace con quello che la sua carriera gli ha dato.

”Ho giocato in NBA un anno. Penso che un anno sia come una tazza di caffè, solo un assaggio. Era un mio sogno e, con l`aiuto di Dio sono stato capace di raggiungere quel traguardo.”

Ammette liberamente che non avrebbe mai visto l`Europa senza il basket e che non avrebbe avuto il vantaggio di viaggiare in Europa.

Il viaggio di Garnett non è ”solo” un viaggio. E` vicino al suo quarto anniversario di matrimonio con Anais originaria di Canton -Ohio- ma trasferitasi a Los Angeles quando era molto giovane.

”Non mi piace usare il clichè ”amore a prima vista”, ma fra noi è nato qualcosa subito e ci siamo sposati. Ringrazio tutti i giorni Dio di avermi portato qualcuno con cui io dividerò il mio futuro”.

La statistiche di tiro indicano che Garnett tira con una percentuale di 48% dal campo, realmente eccellente, specialmente considerando da dove tira.

Nella vita noi tiriamo con buone intenzioni, ma spesso manchiamo l`obiettivo e spesso miriamo all`obiettivo sbagliato. Questo è l`aspetto in cui Garnett è risultato migliore della maggioranza. Dove conta di più Garnett non sbaglia mai.

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