Jump to content

C'era una volta la dinastia di Varese


Recommended Posts

LA PRIMA retrocessione di Varese, sedici anni fa, è così lontana che ricadere dall’olimpo - per chi è stato re tra i re - fa la stessa tristezza. Riscrivere il coccodrillo di Varese fa stringere il cuore, anche se dal 1992 è cambiato tutto e non parliamo delle gerarchie tra i panieri.

Ieri, ad Avellino, la ventiduesima sconfitta per la Cimberio: poco da dire, era un campo impossibile e i verdi aspettavano solo di riprendere quota. Ma in 27 partite quello che resta dell’invincibile armata varesina ha preso ceffoni da tutti. Ne mancano sette alla fine, manca il timbro del notaio, ma sotto le prealpi non vedono l’ora che finisca questo calvario. I tifosi e la città, custodi dell’orgoglio, chiederebbero almeno un finale a testa alta, ma chissà quanti preferirebbero staccare la spina al malato. Per evitare di essere risucchiata, la Pallacanestro Varese - il nome evoca gesta in bianco e nero, baffi e capelloni anni Settanta, gli anni del mito Ignis - le ha provate davvero tutte. Basti pensare che a gennaio aveva già usato tutti i tesseramenti disponibili. Ma diciotto giocatori non valgono una messa, se l’anno è storto e soprattutto se bisogna spremere sangue dalle rape. Con tutto il rispetto, in Irpinia i migliori sono stati Boscagin e Passera, trenta punti in due: l’anno zero che si avvicina ripartirà meritatamente da loro, va bene, ma è proprio pochino per tenere almeno la testa alta. È anche vero che una settimana fa non sono bastati neppure cinquanta punti di Delonte Holland per battere Milano e prendersi almeno un contentino in un derby antico: significa che la stella di Varese si è girata da tempo dall’altra parte. Con molta nostalgia per i tempi in cui le stelle brillavano sui legni di Masnago, dove dal 1961 - per tre lustri - non ce n’è stato per nessuno. Appesi al soffitto del palazzo che è stato una delle cattedrali dei canestri, ci sono i cenci di quell’impero

sportivo: dieci scudetti, cinque coppe dei campioni, quattro coppe italia, tre coppe intercontinentali, due coppe delle coppe e una supercoppa. Per non parlare del senso della piccola Varese per l’Europa, quando l’Europa era ancora solcata da muri e i giganti erano soprattutto slavi: dieci finali consecutive di coppa campioni, inimmaginabili per chiunque oggi, e tredici anni senza sconfitte nell’attuale Eurolega: dal 10 marzo 1965 al 25 gennaio 1978. Il ciuffo biondo di Bob Morse, la macchina da canestro, i gomiti appuntiti e la risata grassa di Dino Meneghin, il fosforo puro di Aldo Ossola, la mano educata e i blocchi di marmo di Ivan Bisson, i balzi di velluto di Yelverton, le fiondate di Zanatta, le vendemmie di Raga, e tutti gli altri. Un’arca della gloria che si è già frantumata contro il presente, ma la caduta in serie A2 del 1992 è servita a forgiare il gruppo che poi nel 1999 ha vinto lo scudetto della stella. Trainata dal folle genio di Arian Komazec, Varese ha preso la rincorsa da una retrocessione per costruire una delle più divertenti macchine da basket degli ultimi vent’anni, i Roosters di Charly Recalcati con i capelli colorati di Pozzecco e il giocatore totale del Duemila, Andrea Meneghin. Da quello zenith, una progressiva scivolata nonostante la famiglia Castiglioni che ha fatto da diga al nuovo che avanza e che per definizione non guarda in faccia a nessuno, nemmeno alle leggende. Si ripartirà da Cecco Vescovi, un veterano con carta bianca per ripartire daccapo, dopo tanti tentativi al buio e poche idee felici. Poteva farci poco anche Valerio Bianchini, che si è imbarcato a bordo quando la giostra già girava in modo furibondo: non è più tempo di miracoli, nemmeno per il Vate. C’è una provincia felice, Avellino e Montegranaro, e c’era una volta una provincia che è stata capitale, quando Giovanni Borghi, il «cumenda», vendeva frigoriferi in Scandinavia ed era un monarca dei cesti coi suoi svitati e invincibili giganti gialloblù.

Salvatore Maria Righi

Viene da piangere.... :doh[1]::angry:-_-

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...