tatanka Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 Personalmente se fossi un delinquente, immigrato clandestino o meno, da ieri sarei meno tranquillo.Magari poco meno, ma meno. Lo spero.
Giulio Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 (edited) Ti sembra male. Ragionamento molto ben argomentato: complimenti davvero. Edited April 29, 2008 by Giulio
tatanka Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 (edited) Ragionamento molto ben argomentato: complimenti davvero. Il dono della sintesi. Sul TG2 di sabato ho assistito ad una raffica di notizie su stupri, furti e rapine di rumeni ed affini. Non penso siano state inventate, ci mancherebbe, ma tu ben sai che il modo di presentarle conta molto. Da quel TG se ne usciva con un senso di insicurezza pazzesco. Fra l'altro mi domando se il problema non esiste a Milano o se è molto meno frequente. E comunque hai brutte frequentazioni. Edited April 29, 2008 by tatanka
Giulio Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 (edited) Sul TG2 di sabato ho assistito ad una raffica di notizie su stupri, furti e rapine di rumeni ed affini. Non penso siano state inventate, ci mancherebbe, ma tu ben sai che il modo di presentarle conta molto. Da quel TG se ne usciva con un senso di insicurezza pazzesco. Le statistiche dicono che i rumeni sono gli stranieri con la maggior "propensione a delinquere": il TG2 non inventa nulla, racconta i fatti. Aggiungo, perchè secondo me il dato è inquietante, che gli stranieri commettono circa un terzo dei reati denunciati o comunque accertati in Italia. Il prezzo dell'immigrazione è un aumento del 50% (su base assoluta) dei reati. Meriterebbe una riflessione approfondita, non qualche slogan. E comunque hai brutte frequentazioni. Io parlo con tutti e da ciascuno imparo qualcosa. Anche in negativo. Edited April 29, 2008 by Giulio
tatanka Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 Le statistiche dicono che i rumeni sono gli stranieri con la maggior "propensione a delinquere": il TG2 non inventa nulla, racconta i fatti.Aggiungo, perchè secondo me il dato è inquietante, che gli stranieri commettono circa un terzo dei reati denunciati o comunque accertati in Italia. Il prezzo dell'immigrazione è un aumento del 50% (su base assoluta) dei reati. Meriterebbe una riflessione approfondita, non qualche slogan. Assolutamente nulla da eccepire su questo. E ho più volte dato al centrosx le colpe che si merita e detto di sperare che B&B possano porre qualche rimedio. Poi sperare è una cosa, crederci un'altra.
Ponchiaz Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 Io parlo con tutti e da ciascuno imparo qualcosa. Anche in negativo. E' certamente il caso di Tatanka.
Virgus Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 vedrai che in poco tempo si risolverà anche la piaga delle morti sul lavoro.allo stesso modo. E' bello avere delle certezze nella vita . Riuscire anche ad argomentarle in una discussione è più difficile .
Giulio Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 Poi sperare è una cosa, crederci un'altra. Tu pensa che io non ci spero nemmeno...
tatanka Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 E' bello avere delle certezze nella vita .Riuscire anche ad argomentarle in una discussione è più difficile . SUV via, non mi pare ci fosse molto da argomentare nel post del pagellaio. Le morti su lavoro non diminuiranno ma nei tg andranno in seconda fila. E' una sua profezia che spero non si avveri.
Ponchiaz Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 (edited) Oggi volano cazzuolate di qualunquismo un po' per tutti. Meglio coprirsi. Anzi, vado a casa che co' sto global warming mi si gremano i pannelli solari. P.S. Comunque se c'è un partito che ha da sempre contribuito per diminuire le morti sul lavoro è il PD. Al punto che, per non rischiare, tutti i principali esponenti si sono addirittura categoricamente rifiutati di lavorare un solo giorno della loro vita. Edited April 29, 2008 by Ponchiaz
corny Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 SUV via, non mi pare ci fosse molto da argomentare nel post del pagellaio.Le morti su lavoro non diminuiranno ma nei tg andranno in seconda fila. E' una sua profezia che spero non si avveri. Anche perchè è già successo nella passata legislatura con gli immigrati clandestini .....
tatanka Posted April 29, 2008 Posted April 29, 2008 Comunque se c'è un partito che ha da sempre contribuito per diminuire le morti sul lavoro è il PD. Al punto che, per non rischiare, tutti i principali esponenti si sono addirittura categoricamente rifiutati di lavorare un solo giorno della loro vita. Oggi volano cazzuolate di qualunquismo un po' per tutti.
ROOSTERS99 Posted April 30, 2008 Posted April 30, 2008 (edited) Non faticare.Semplicemente chiediti come, stante l'oggettiva difficoltà della lega a governare e non certo per mancanza di consenso, debbano essere percepiti dall'elettorato gli esponenti della sinistra. Se la sinistra nazionale, poi varesotta, poi varesina, scendesse dalla pianta oggi, forse mio figlio (quello piccolo) potrebbe pensare di votarla. Poi, possiamo (potete) andare anche avanti mascherando l'incazzatura ed il disprezzo con la perplessità che è più politically correct. Però guarda che di aziende che hanno recuperato i clienti persi trattandoli come trogloditi ce ne sono poche, ma poche poche, ma poche poche poche. Io credo, proprio nessuna ! Edited April 30, 2008 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted April 30, 2008 Posted April 30, 2008 ...e intanto Fini è diventato Presidente della Camera.
Franz#12 Posted April 30, 2008 Posted April 30, 2008 Rientro nel dibattito con un po' di ritardo. Scusate ma ieri a Gimon eravamo tutti a scaldare i fucili In ordine sparso - Il pistola dei fucili è tornato a colpire. Oggi ha provveduto a ricordarci che qui da noi la bandiera ha solo due colori, bianco e verde. Avanti così: in due giorni è riuscito a perdere un bel pezzetto di credito (almeno presso di me). - Non leggo commenti sulle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo Alitalia. Quelle sull'acquisto da parte delle Ferrovie. Gradirei pareri dai liberisti del suo partito, quelli che (e hanno il 90% di ragione) "comanda il mercato". - Rutelli, che dire. È come Bianchini: aver vinto nel lontano passato non dà garanzie né per il presente né per il futuro. Ben gli sta, a me fa schifo all'incirca al pari della sua consorte. - Ieri sera ho visto solo il finale di Ballarò e, devo dire, mi sono piaciuti sia Alemanno, sia Zingaretti, sia altri interventi. Soprattutto mi ha colpito la distensione in studio: spero non sia un caso ma si proceda così. - Schifani a pelle non lo sopporto. Se però fa bene il suo lavoro, meglio così. - Ben vengano i giri di vite sui delinquenti, di qualunque nazionalità essi siano. Alla prossima Ul gemuniés (uriginàl)
davide Posted May 1, 2008 Posted May 1, 2008 Mi accorgo solo adesso che il Generale Roberto Speciale è stato eletto nel PdL.Ma tu guarda un po'. ...ma neanche sono stati capaci di spiegare perchè sarebbero meglio di "quelli lì".P.S. Schifani presidente del senato. Non mi ha fatto niente, ma mi sta sul culo. Cominciamo male. anche a me non ha fatto niente, ma lui e bondi mi causano proprio malessere.
Ale Div. Posted May 2, 2008 Posted May 2, 2008 Come il postfascista ha stracciato la sinistra nella borgata partigiana C'erano due modi a Roma per farla in barba ai tedeschi durante la guerra. O ti rifugiavi in Vaticano o al Quadraro. I partigiani si nascondevano al Quadraro nelle vecchie cave di pozzolana o, meno precariamente, al Sanatorio Ramazzini. Si sentivano sicuri: in quelle strade non s'era mai visto un fascista, figurarsi un tedesco. La convinzione durò fino alle 4 del mattino del 17 aprile del 1944. Per ordine di Herbert Kappler, gli uomini della Gestapo, delle SS, della Wehrmacht, della banda Koch sbarrarono ogni strada di accesso e di fuga. Rastrellarono 917 uomini e li deportarono in Germania. Ma la metà ritornò a casa. I morti del Quadraro, come quelli delle Fosse Ardeatine, sono il passato non rimosso di Roma, le ragioni di un convinto antifascismo e in quella borgata - tra le palazzine liberty del primo novecento e le deformi lottizzazione urbanistiche degli anni ottanta - il ricordo vivo che ha sempre connesso l'esperienza dei contemporanei alle generazioni precedenti; una memoria collettiva che è diventata di generazione in generazione genius loci, identità, opzione politica. Fino a lunedì, quando il voto ha reciso il filo lungo e forte di quel passato storico e, nei venti seggi del Quadraro, il postfascista Gianni Alemanno l'ha avuta vinta in diciannove contro Rutelli. Il successo ha clamorosamente trascinato verso destra l'intera municipalità - la X, Tuscolano, Cinecittà, Capannelle, IV Miglio, Appio Claudio, Romanina, Anagnina, Nuova Tor Vergata, 200 mila abitanti. Dove al primo turno "passava" il presidente del municipio Sandro Medici con quasi 59 mila voti, Rutelli si fermava a 55.379 contro i 42.787 di Alemanno. Al ballottaggio c'è stato un improvviso capovolgimento. Rutelli perde settemila voti, Alemanno ne guadagna quasi diecimila (51.409). Sandro Medici - un passato di direttore del Manifesto - dice: "Perdere qui replica la lontana, prima sconfitta della Quercia a Mirafiori a vantaggio di Forza Italia; duplica il voto operaio del Nord alla Lega. Se l'esito è lo stesso, i perché sono diversi". Il perché di Massimo Perifano, gelataio, è custodito in una sola parola: "Menzogna". Raccontavano, dice, di una Roma luci e paillettes; una città felice, allegra, che se la godeva. Una città serena, accogliente, solare, senza ombre e problemi. "Sì, magari qualche problemino presto risolvibile qui e là, ma nulla da impensierirsi. Bene, quelle parole ascoltate da queste borgate erano menzogne che non ingannavano nessuno. Che facevano soltanto incazzare, molto incazzare perché erano bugie che lasciavano capire come al Campidoglio non importasse nulla delle borgate; che non avevano bisogno di noi; che il nostro destino gli era indifferente; che potevano fare a meno di noi, di quel che pensavamo o soffrivamo o chiedevamo". Il popolo di Roma sa essere entusiasta e appassionato. Risentito, se imbrogliato. Feroce, se pensi di trattarlo con sfrontatezza e arroganza. Le storie che si raccolgono a Cinecittà svelano "una superbia" che il voto ha voluto punire. Non è che qui non abbiano capito quale pensiero strategico ha convinto Walter Veltroni, nella sua seconda sindacatura, a convogliare gran parte delle risorse comunali e della legge "Roma Capitale" in grandi opere infrastrutturali come la linea C della metropolitana. Quel che non buttano giù è perché quell'ambizione ha dovuto riservare alle borgate soltanto negligenza, il progressivo abbandono dei servizi sociali, della piccola manutenzione. C'è qui il Parco degli Acquedotti. ネ bellissimo. Al centro c'è un laghetto. Lo si è lasciato inaridire. Sono stati eliminati gli orti abusivi. Si doveva riqualificare l'area. Non se n'è fatto nulla. Soltanto per sciatteria non si sono eliminate le buche nelle strade, le piccole discariche abusive "che anche soltanto in una sola notte ti appaiono davanti a casa". Non è stato ristrutturato quel rudere che doveva ospitare il centro anziani a Largo Spartaco. Per disattenzione non si sono completati i marciapiedi, non sono state aperte - e soltanto per stupidi intoppi burocratici, eliminabili con un atto di volontà - una decina di piccole opere già pronte, un sottopasso, una "bretella", un parcheggio, una scuola. Soltanto per disinteresse non si è voluto porre limite al degrado del terminal dell'Anagnina, come se il destino della città e l'abitare si potessero declinare soltanto con le categorie del simbolico, dell'immaginario, della comunicazione e queste fossero capaci di rendere invisibile la realtà. Resta un ultimo argomento da mettere in piazza. Come è possibile che una borgata per storia e tradizione antifascista ha votato un postfascista? Le risposte che si raccolgono sono un coro: "Quei pregiudizi ideologici non contano più. Non funzionano. E' roba del passato. Alemanno, un Alemanno ripulito, è apparso credibile, affidabile, concreto anche ai vecchi che, alla bocciofila del Quadraro, ancora possono raccontare quel 17 aprile del 1944".
Ponchiaz Posted May 6, 2008 Posted May 6, 2008 Nel frattempo leggo che è stata aperta una inchiesta dopo che i tifosi del Verona hanno cantato "Padre Pio Terrone" durante la partita col Manfredonia. Non so cosa pensare...
alberto Posted May 9, 2008 Posted May 9, 2008 Commenti sulla lista dei ministri ? I want to believe! I trust in Roberto(x2), Umberto & Luca! (MVP: Mara!!)
EmaZ Posted May 10, 2008 Posted May 10, 2008 Parliamo di opere pubbliche Ministro Altero Matteoli è giusto dire che lei è tra i veterani del nuovo governo? «Io e Roberto Maroni siamo gli unici due ad aver giurato per la quarta volta. Siamo rimasti solo noi della pattuglia del ’94». Ed è una buona cosa? «Ci sono tante facce nuove e tanti giovani, secondo me è proprio una bella squadra, risultato del lavoro fatto da Silvio Berlusconi, costretto a dire no a tante persone che magari meritavano come noi di stare qui». E invece lei si è trovato a giurare insieme a giovanissimi come Giorgia Meloni... «È stata la migliore risposta da dare ai giovani e alle loro incertezze sul futuro. Così come l’avere messo una donna di nemmeno 35 anni all’Istruzione». Nel precedente esecutivo lei era ministro dell’Ambiente e ora si ritrova dall’altra parte della barricata, alle Infrastrutture e ai Trasporti. Cambia qualcosa? «Non c’è nessuna contraddizione. Io sono contento che la Prestigiacomo sia andata all’Ambiente, ho lavorato con lei, so quanto è brava. E so che ha la mia stessa logica». Che sarebbe? «Giusto il dialogo, ma poi le opere pubbliche si devono fare». Che situazione ha trovato al ministero? «Devo essere sincero, il governo Prodi ha combinato tanti disastri, ma alle Infrastrutture, nonostante l’ex ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, non è stato cancellato tutto quanto aveva fatto il precedente governo Berlusconi. Alcune cose le hanno continuate. Certo, al rallentatore, come per la Livorno-Civitavecchia che è bloccata. Bisognerà riavviare i motori». Ma è vero che lei è stato iscritto a Legambiente? (ride) «Sono stato iscritto d’autorità da Ermete Realacci (presidente dell’associazione ambientalista, attualmente esponente del Partito democratico, ndr)». Che infatti le ha fatto i complimenti. Ma forse solo perché la ricorda come ministro disposto al dialogo. Pensa che riuscirà ad avere buoni rapporti con gli ambientalisti anche ora? «Io ho passato più tempo all’opposizione che al governo e conosco il valore del dialogo. E sono anche convinto che a volte con il dialogo si possano prendere decisioni migliori. Questa logica non la cambierò nemmeno ora alle Infrastrutture». Negli ultimi anni i «no» di certe comunità locali alle opere pubbliche sono diventati più forti. Come li affronterà? «Certo, nessuno vuole opere nel suo giardino, tutte le vorrebbero realizzare in quello del vicino. È un fenomeno conosciuto in tutto il mondo, solo che da noi non è stato risolto». Perché c’è chi alimenta le proteste come quella contro la Tav in Val di Susa? «Certo. E poi perché in Italia anche l’ambientalismo soffre di un’ideologia molto marcata. Io da ministro dell’Ambiente ne ho viste di tutti i colori. Comitati contro le discariche che erano anche contro i termovalorizzatori. E non si accorgevano della contraddizione. Da qualche parte i rifiuti vanno smaltiti. Io sono per il dialogo, ma poi è il governo a decidere». Quali sono le priorità? «La Pedemontana, le ferrovie del Veneto, l’alta velocità, la Salerno-Reggio Calabria. Insomma bisognerà rimettere in moto tutte le cose che aveva fatto Pietro Lunardi. Compreso il ponte sullo Stretto sul quale il governo si è impegnato». A proposito, il precedente governo ha destinato gli stanziamenti per il ponte ad altre spese. Come farete? «Stiamo cercando di capire come recuperarli. È un problema serio, ma credo che i fondi non siano ancora stati allocati. Stiamo già studiando la situazione». L’obiezione che le faranno sarà la stessa di sempre: inutile farlo se il resto del sistema stradale della Sicilia e della Calabria è insufficiente. Cosa risponderà? «Che è inevitabile che il Ponte faccia camminare anche il resto. Non ha senso che per andare da Trapani a Palermo in treno ci vogliano tre ore. Le infrastrutture sono la priorità del Paese e poi servono alle nostre imprese che pagano un costo in più per l’inadeguatezza di strade e ferrovie. Sono una necessità per tutti». link
Franz#12 Posted May 10, 2008 Posted May 10, 2008 Il caso «Rivolta» nel governo contro di lei. «Persa» la delega alla salute, otterrà il Turismo Silvio, match di 40 minuti con la Brambilla Faccia a faccia tempestoso tra il premier e l’animatrice dei circoli ROMA — L’hanno vista arrivare in mattinata col solito piglio di chi sa quello che vuole e ha tutte le intenzioni di andare a prenderselo. Ma dopo 40 minuti di colloquio con il presidente a Palazzo Grazioli, è uscita con la faccia scura, con pochissima voglia di parlare — «Com’è andata? Chiedetelo al premier» — e con una minaccia: «Tanto oggi pomeriggio ritorno... ». Perché Michela Vittoria Brambilla, si sa, è una che non si arrende facilmente. Ed è quella che più di tutti sta facendo impazzire il Cavaliere. Nel colloquio—che raccontano tempestoso visto che lei non è tipo da farsi dire no senza che il no sia pienamente, ma proprio pienamente motivato — Berlusconi ha usato ogni tono, dal suadente al freddo, per spiegarle che quel ruolo che le aveva promesso nei giorni scorsi di vice ministro alla salute, non era più a disposizione. Troppe le pressioni, che chiamare rivolta non è eccessivo, da parte degli uomini forti del partito, che non tollerano che una «inesperta», che ha «non si sa quali meriti abbia », possa rivestire una carica così importante, che peraltro «lascia senza parole» il mondo della sanità, al quale sembra destinato il «tecnico» Ferruccio Fazio. Ma pare proprio impossibile lasciare a bocca asciutta la rossa Michela, che dal suo esordio è stata sistemata un po’ in tutte le caselle, da quella di leader del Pdl a quella di possibile premier, più seriamente poi in quelle di ministro dell’Ambiente, dell’Attuazione del programma e infine di vice ministro della Salute. Così, nel tira e molla della lamentela e della recriminazione (lungo, tanto che il premier si è presentato trafelato all’appuntamento con Napolitano perché, ha spiegato ai suoi interlocutori, aveva appunto avuto molto a che fare con lei...), nonostante i mugugni di big del partito quali Bondi, Cicchitto, Tremonti che non hanno mai gradito il suo attivismo disinvolto, alla fine una soluzione si sarebbe trovata. Scajola, ministro per le Attività produttive, potrebbe finire per cederle la delega al Turismo (da vice ministro o, più probabilmente da sottosegretario), un impegno che suona ben più di un contentino, un incarico che si porta con sé, dicono da FI «un bel portafoglio pieno zeppo...». Oppure, la soluzione è ancora allo studio, la Brambilla potrebbe anche ottenere la delega al Turismo ma da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, se dalle verifiche tecniche in corso emergerà la fattibilità della mossa. Ma ogni decisione sarà presa solo lunedì. E c’è da scommetterci, Michela Vittoria Brambilla nei prossimi giorni si farà ancora sentire dal premier, eccome se si farà sentire. Paola Di Caro link
Ale Div. Posted May 11, 2008 Posted May 11, 2008 CRONACA Stampa Martedì vertice tra i ministri sul pacchetto. Alfano firma i 41 bis per i mafiosi Azioni anche fuori dalle acque territoriali. D'Ambrosio: "Esploderanno le carceri" Maroni: "Ma noi andremo avanti linea dura contro sbarchi e rom" di LIANA MILELLA <B>Maroni: "Ma noi andremo avanti linea dura contro sbarchi e rom"</B> Roberto Maroni, ministro dell'Interno ROMA - Magistrati, penalisti, e pure l'alto commissariato Onu per i rifugiati, bocciano le anticipazioni delle misure per contrastare l'immigrazione clandestina e garantire la sicurezza del nuovo governo Berlusconi, ma il ministro dell'Interno Roberto Maroni va avanti sulla linea dura. E conferma che il provvedimento "andrà al primo consiglio dei ministri". Con norme durissime contro gli stranieri sia comunitari che extracomunitari. Nuovo reato di immigrazione clandestina e carcere per chi tenta di entrare o si trova in Italia violando il testo unico sull'immigrazione del '98; chiusura delle frontiere e blocco del trattato di Shengen contro rom e rumeni; pattugliamenti, anche oltre le acque territoriali, per contrastare gli sbarchi; permanenza nei Cpt fino a 18 mesi; smantellamento definitivo dei campi rom abusivi ricorrendo inevitabilmente ad arresti ed espulsioni; inasprimento sulle richieste di asilo e sui ricongiungimenti familiari; permessi di soggiorno solo a chi garantisce un reddito. Maroni, che fa della legge Bossi-Fini una sorta di "Bibbia", un caposaldo dai principi intoccabili, lavora su tre fronti, bloccare rom e rumeni, stoppare chi arriva dal mare, assicurare la sicurezza urbana. I suoi uffici hanno già ricevuto l'articolato messo a punto da Niccolò Ghedini, l'uomo di fiducia del Cavaliere sulle questioni giuridiche, che in 40 articoli ipotizza il nuovo reato d'immigrazione clandestina e riscrive le norme del codice penale per alzare le pene per i reati di grave allarme sociale e ottenere a cascata una stretta sui benefici carcerari e processi per direttissima. Dopo un briefing con i tecnici del Viminale, martedì Maroni vedrà i colleghi degli Esteri Frattini, della Difesa La Russa e della Giustizia Alfano, che come suo primo atto di governo ha firmato detenzioni al 41bis per esponenti di mafia, camorra e 'ndrangheta. I quattro vogliono chiudere sul pacchetto sicurezza che, nelle intenzioni del Cavaliere, dovrà essere approvato per decreto. Sempre che Napolitano sia disposto a controfirmarlo. Ma sulle norme annunciate è già scontro. Drastico il giudizio delle Camere penali. Il presidente Oreste Dominioni parla di "esibizione di una faccia feroce del tutto inutile e di sola carica demagogica" con norme che rischiano "di comprimere le garanzie costituzionali". Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, boccia in toto la manovra sui clandestini perché la stretta sull'asilo viola le disposizioni Ue, i pattugliamenti vanno contro la convenzione di Ginevra e altrettanto fa il reato di immigrazione clandestina. Ipotesi che suscita ironia e sconcerto nell'ex procuratore di Milano e oggi senatore Pd Gerardo D'Ambrosio: "Bisognerebbe sentire che ne pensano gli americani. Ho ospitato il capo dell'ufficio immigrazione e quando gli ho chiesto se negli Usa viene arrestato il clandestino espulso che poi rientra lui mi ha risposto "e che siamo pazzi? e quanto ci costerebbe? noi lo prendiamo e lo rimandiamo subito nel suo Paese". Inventarsi questo reato non solo costerà molto all'Italia, visto che per un detenuto ci vogliono 3.500 euro al mese, ma farà esplodere le carceri. Il Pdl dovrà fare un altro indulto o costruire campi di concentramento". È critico Lanfranco Tenaglia, magistrato e ministro della Giustizia "ombra" del Pd: "Sulla base della mia esperienza, e nei paesi dove è previsto, quel reato non ha prodotto l'effetto di deterrenza sperato. Quello che conta è rendere effettiva e immediata l'espulsione in via amministrativa". Tenaglia è molto dubbioso sul decreto: "Napolitano valuterà se ricorrono i presupposti di necessità e urgenza". Molto critiche le toghe. Nello Rossi, ex segretario dell'Anm e procuratore aggiunto a Roma, si pone preoccupati interrogativi: "Un decreto legge per riscrivere in tutta fretta interi capitoli del diritto e del processo penale? Francamente mi sembra il frutto di una sottovalutazione del difficile nodo sicurezza-giustizia che richiede scelte condivise e interventi concreti sulle strade, nei tribunali, nelle carceri e non solo astratti interventi normativi che di per sé ormai non rassicurano nessuno. Così si rischia solo di dar vita all'ennesima illusione". Grazie Alberto!!
Ale Div. Posted May 11, 2008 Posted May 11, 2008 Fini lascia la presidenza di An, La Russa sarà il reggente Il presidente della Camera: «Non siamo più i figli di un dio minore». Omaggio ad Almirante Fini e La Russa (Ansa) ROMA - Diciotto anni al timone del partito nato a Fiuggi nel gennaio del 1995. Gianfranco Fini, oggi presidente della Camera, lascia la presidenza di Alleanza nazionale, almeno formalmente, senza che per questo venga intaccata la sua leadership. Del resto, è stato lo stesso Fini a indicare Ignazio La Russa per il ruolo di reggente. Il presidente della Camera, nel corso dell'assemblea nazionale del partito, non ha mai scandito la parola dimissioni, ma ha parlato di quella odierna come della sua ultima relazione da presidente. «Non siamo più figli di un dio minore - ha affermato Fini -. È stata ricomposta una frattura. È stato superato un fossato». «La nascita del Pdl - ha aggiunto - è l'ultimo anello della strategia di Fiuggi. Alleanza nazionale è nata prima di Forza Italia. Il nucleo fondante di An del 1994 è quello del Pdl del 2008. Oggi l'ultimo atto non è celebrare l'affermazione elettorale, ma camminare perché si compia l'ultimo atto: per avere un grande punto di riferimento maggioritario del Paese. Per dare alla società italiana quei valori di cui ha bisogno». «Seppur in modo diverso - ha assicurato Fini - continuerò a lavorare con voi. An abbia fiducia di costruire il Pdl. Quel che abbiamo fatto è stato giusto ed utile al nostro popolo». OMAGGIO AD ALMIRANTE - Il presidente della Camera ha poi voluto segnalare il significato del successo politico ed istituzionale di An. Una sottolineatura che Fini ha chiarito distinguendo, per una volta, «chi viene in questo partito da altre esperienze politiche o senza precedenti politici e chi invece condivide un'esperienza per certi versi più difficile e dolorosa». Un richiamo legato al tema già introdotto in apertura dei lavori da Franco Servello, cioè al fatto che «tutto ciò accada per un gioco del destino nel ventennale della scomparsa di Giorgio Almirante (lo storico leader del Movimento sociale italiano, ndr)». Passaggio segnato, come già prima per le parole di Servello, da un applauso dalle platea. LA RUSSA - Dopo aver espresso soddisfazione «perché abbiamo superato il guado grazie all'ottimismo non solo della volontá, ma anche della ragione», Fini ha ceduto la parola a Ignazio La Russa. «Fini non sarà più presidente, ma a maggior ragione sarà leader del partito», ha detto il ministro, sottolineando che «ciascuno potrebbe assumere questo ruolo di primus inter pares, più che di reggente». La Russa ha voluto poi evidenziare che insieme all'ufficio di reggenza e all'esecutivo allargato del partito lui opererà «non come notaio liquidatore, ma come levatrice che farà nascere una nuova realtà politica», ossia quella del partito del Popolo della libertà. E a tal proposito La Russa ha voluto chiarire: «Non si può essere ospiti in casa d'altri. Se lo mettano tutti in testa: questo non succederà mai. An vuole parità di diritti e parità di impegno».
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