Lucaweb Posted May 28, 2008 Posted May 28, 2008 (edited) Scritto da: Claudio Piovanelli C’è un altro giocatore americano nel mirino della Pallacanestro Varese: si tratta di Lionel Chalmers, il playmaker che Mario Ghiacci, insieme con l’allenatore Giulio Cadeo e il d.s. Mario Oioli, vorrebbe al posto di Jerry Mc Cullough, che ha accettato le lusinghe (e i quattrini) dell’Olimpia Milano ‘targata” Armani Jeans. E Chalmers possiede molte delle caratteristiche di Mc Cullough: è piccolo (1,83), rapidissimo ed è un ottimo tiratore dalla distanza (40,9 per cento di realizzazione dall’arco nell’ultima stagione, 39,2 per cento l’anno scorso). C’è un solo problema tra... lo sperare e il fare: Chalmers è una scelta dei Los Angeles Clippers, che ai recenti draft lo hanno indicato con il numero 33, posizione assolutamente lusinghiera per un giocatore di questo ruolo, che negli Usa, come è facile immaginare, ha una concorrenza serratissima. La speranza di Mario Ghiacci è che proprio la statura relativamente bassa di Chalmers precluda al ragazzo la via della Nba, dove i piccoli o sono veri fenomeni o trovano la strada inesorabilmente sbarrata. Al di là della scelta dei Clippers, fattore che naturalmente non può non far testo, le qualità di Chalmers sono confermate dalle cifre. Il playmaker, che compirà 24 anzi il prossimo 10 novembre, è reduce da quattro stagioni di college nella Xavier University nella quale, dopo il noviziato, è stato per tre anzi eccellente protagonista. Nell’ultima stagione le sue cifre sono di valore assoluto (16,6 punti a gara, spessissimo oltre quota 20, 44.9% di realizzazione da due punti, 40.9% come s’è detto da tre punti e 70.9% dalla linea del personale, con il contorno di 3.3 rimbalzi e di 3.2 assist) ma su questi valori Chalmers si è espresso anche nei due precedenti campionati, a testimonianza di una regolarità che naturalmente rappresenta un elemento in più a suo favore. Ghiacci procede con i piedi di piombo: già un paio di obiettivi sono sfumati, visto che Martin Rancik (con il quale erano stati concordati persino dei dettagli riguardanti la sua futura abitazione a Varese) ha preferito le sirene della Fortitudo e, soprattutto, dell’Eurolega, mentre Will Solomon ha puntato su Istanbul per una mera questione economica, comunque tutt’ altro che irrilevante per un giocatore che deve stare a migliaia di chilometri da casa e che sceglie la propria destinazione affidando a questo parametro la decisione finale. Ma Mario Ghiacci ribadisce: «Non abbiamo fretta, anche se per l’inizio della preparazione ci piacerebbe avere la squadra già al completo. Meglio guardarsi attorno con calma e valutare ogni situazione. Senza dimenticare che la concorrenza è sempre serrata, come del resto dimostrano i più recenti avvenimenti...». Ghiacci conferma un certo interesse per Michele Maggioli, pivottone pesarese di 212 centimetri per 115 chilogrammi, 27 anni, reduce da un paio di stagioni un po’ sotto tono. Una scommessa, per molti versi, che il direttore generale varesino si sentirebbe però di osare: «Non dimentichiamo che Varese ha avuto Zanus Fortes come centro - spiega - e che, a mio parere, Maggioli è il terzo centro italiano dopo Marconato e Chiacig, tanto che per un certo periodo è stato anche nel giro della Nazionale. Parlo di scommessa perchè se dovessimo riuscire a ottenerlo da Siena, che lo ha sotto contratto, dovremmo proporgli un accordo triennale, anche per responsabilizzarlo». Maggioli, 27 anni compiuti la scorsa settimana, è stato negli anni scorsi uno dei migliori prospetti italiani in un ruolo di norma appannaggio della.., legione straniera. Cifre alla mano, però, soli in un paio di stagioni il colosso pesarese ha avuto un ruolo da protagonista, quando ad Avellino (campionato 1999-2000) giocò per una trentina di minuti a partita (12,8 punti e 8,8 rimbalzi a gara) e l’anno dopo a Pesaro si ritagliò ancora 18,3 minuti a gara con 6,3 punti e 4,4 rimbalzi. Nelle ultime tre stagioni Maggioli ha giocato un pochino meno e francamente i 5.1 punti e 4.4 rimbalzi della scorsa stagione nella formazione irpina non possono non destare qualche perplessità. Ma Ghiacci ha appunto parlato di scommessa e, da ex pivot, potrebbe avere colto in Maggioli qualche elemento che lo indurrebbe, a 27 anni, a dare una svolta a una carriera destinata al momento a un lento degradare. E’ chiaro che per valutare con tutti gli elementi una ipotetica scelta di Maggioli bisognerebbe conoscere anche il resto della squadra. Va comunque da sé che i ruoli di playmaker e di pivot rappresentano l’asse sul quale fondare il quintetto e una decisione in questo senso merita dunque una più che approfondita riflessione, per entrambi i ruoli. Per gli altri ruoli Ghiacci preferisce prendere tempo anche in attesa di buone nuove dagli Stati Uniti dove Cadeo e Oioli continuano e loro osservazioni, prima a Los Angeles e poi Salt Lake City. Andrea Meneghin è ancora in vacanza e non si è dunque ancora incontrato con la società per definire la sua posizione. Il contratto è scaduto ma Mario Ghiacci non ha dubbi e lo ribadisce ancora una volta: «Con Meneghin ci sarà accordo: non ho assolutamente motivo di dubitare il contrario. E, lo dico ancora una volta, il ruolo ». Gli effettivi della Pallacanestro Varese restano dunque, al momento, soltanto cinque: i playmaker Federico Bolzonella e Daniel Farabello, le ali Marco Allegretti e Sandro De Pol, il pivot Dan Callahan. Possibile, se non probabile, anche un accordo con la Metis per il rinnovo della sponsonzzazlone. La Pallacanestro Varese è in attesa di una risposta che potrebbe arrivare a giorni dopo che l’azienda milanese, per tre anni compagna di viaggio di ha ottenuto maggiori dettagli sui programmi e sulla strategie di via Sanvito. Claudio Piovanelli Edited May 31, 2008 by Lucaweb
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