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L'addio di Ghiacci:"Lascio una società più forte"


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Scritto da: Giuseppe Sciascia

Nessuna polemica o rancore di sorta, ma tanti ricordi belli di un'annata infelice soltanto sotto il profilo del risultato sportivo.

Questo il bagaglio che Mario Ghiacci si porterà appresso alla partenza da Varese: chiusa ufficialmente nei giorni scorsi la sua esperienza dopo una sola stagione sul "ponte di comando" della Casti Group, il dirigente reggiano traccia un bilancio comunque positivo della sua avventura bìancorossa: «Quella di Varese è stata un'esperienza bellissima - afferma l'ex g.m. biancorosso - Non vorrei passare per "ruffiano" ma ritengo doveroso ringraziare la famiglia Castiglioni: il mio feeling con loro è stato e certamente resterà stupendo nonostante la chiusura del rapporto di collaborazione. Quando sono arrivato lo scorso anno mi sembrava di aver toccato il ciclo con un dito e l'anno appena trascorso è stato molto bello; l'unica cosa che non mi è piaciuta sono stati i "consiglieri del giorno dopo", personaggi vicini al presidente...».

La nuova destinazione di Ghiacci è Udine: il dirigente reggiano ha siglato un contratto triennale e fungerà da general manager di un sodalizio ambizioso come la Snaidero, tornando a far coppia con Cesare Pancotto come ai tempi di Trieste (anche se la "liberatoria" di Teramo, che ancora ha sotto contratto il tecnico di Porto San Giorgio, tarda ad arrivare).

L'ex d.g. della Casti Group lascia a Varese una società più solida e comunque più forte rispetto a come l'aveva trovata a luglio dello scorso anno: «Il primo approccio con Udine è stato fantastico, lavorare con un personaggio come Edi Snaidero e il dottor Zakelj è un sogno che si avvera - afferma Ghiacci - credo che in Italia soltanto due o tre g.m. occupino una posizione migliore della mia... A Varese lascio comunque degli ottimi colleghi e una società ben strutturata, spero che l'opera compiuta nella stagione appena conclusa per migliorare il livello organizzativo dell'ambiente possa dare risultati e che i riscontri dei progressi che io ho visto nell'arco dell' anno possano servire in chiave futura. Ritengo che questo sia stato il mio contributo alla crescita della Pallacanestro Varese, anche se questo tipo di cose viene poi sempre fatto passare in secondo piano rispetto ai risultati sportivi».

Risultati certamente negativi rispetto alle aspettative di inizio stagione, con il quattordicesimo posto finale e la conseguente mancata partecipazione ai playoff. Una situazione che ha chiuso anzitempo la stagione di Varese, lasciando un senso di insoddisfazione in una tifoseria che dopo lo scetticismo iniziale è stata comunque vicina alla squadra e che Ghiacci ringrazia per il calore e l'apporto nei momenti di difficoltà: «In realtà solo qualche

risultato sportivo è stato decisamente negativo - sostiene l'ex d.g. della Casti Group - In un certo periodo dell'anno abbiamo perso malissimo diverse partite e questo ha creato una situazione difficile, ma di sicuro nell'ultimo mese e mezzo la squadra ha giocato una buona pallacanestro e la maggior parte dei tifosi ha capito lo sforzo fatto da tutti, da quello compiuto in palestra da Magnano a quello economico della famiglia Castiglioni per l'ingaggio di Rimani Ffriend. I tre minuti di applausi alla fine della partita contro la Fortitudo, nonostante la sconfitta, dimostrano come il pubblico di Varese abbia apprezzato l'impegno della squadra e una larga parte dei tifosi abbia espresso il suo consenso che all'inizio non c'era per certe scelte estive. Ai tifosi va il mio ringraziamento perché ci sono stati vicini nel momento di maggior difficoltà: proprio loro devono essere il punto di partenza da cui partire per il futuro, considerando il fatto che i campionati dei prossimi anni sono destinati a diventare ancor più equilibrati rispetto a quello appena concluso che è stato davvero "tremendo". Chi ottiene un risultato buono contro una grande diventa la squadra del momento, mentre basta perdere una partita casalinga contro, una squadra di basso rango, come è accaduto a noi contro Teramo e Avellino, per andare in crisi...».

Ed è lo stesso ex dirigente biancorosso a "spezzare una lancia" in favore di Claudio Castiglioni e Mario Oioli, suoi probabili sostituti nell'ambito delle mansioni societarie: «Non voglio fare polemica ma mi limito a dire che trovo ingiusto mettere in dubbio il lavoro di persone che aprono un ciclo nuovo ancor prima di averli visti all' opera - sostiene Ghiacci - I dubbi su Magnano oppure su Claudio Castiglioni e Mario Oioli mi sembrano inoportuni e mi sembra giusto dare loro fiducia. Claudio dovrà fare le sue esperienze ma è ormai introdotto nel mondo del basket che segue da qualche anno e ha passione da vendere, oltre ad avere un rapporto strettissimo con gli altri membri della famiglia; Mario lavora ormai da quasi dieci anni in questo ambiente e mi sembra pronto per questo nuovo ruolo. Entrambi dovranno verificarsi alla prova dei fatti ma non si tratta certamente di due "sprovveduti"; a loro va un grande in bocca al lupo per il futuro».

Ghiacci chiude infine con un appello alle istituzioni cittadine per stare vicino alla società e soprattutto al suo proprietario: «Mi raccomando alle istituzioni di operare in modo che la famiglia Castiglioni non debba mai arrivare a stancarsi - sostiene Ghiacci - Purtroppo o per fortuna le istituzioni stanno dandosi da fare in molte piazze a supporto delle società di basket: tanto per non fare nomi, per tutti basti il caso di Milano. L'auspicio è che anche a Varese i rapporti tra la proprietà e le forze politiche siano improntati alla collaborazione».

Giuseppe Sciascia

Edited by Lucaweb
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