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Varese e Ruben Magnano alla firma


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Scritto da: Gìancarlo Pigionatti

Manca solo una firma per un'ufficialità da vergare attraverso un contratto e un annuncio. Che Ruben Magnano guidi Varese anche nella prossima stagione, lo si sapeva da un pezzo ma, stavolta, c'è anche il cosiddetto nero su bianco, d'un atto sacro per legge. Gianfranco Castiglioni ha sempre tenuto a dire, anche in momenti meno convenienti, che il tecnico argentino mai sarebbe stato in discussione e l'interessato aveva semmai e soltanto anteposto questioni squisitamente familiari alla sua conferma, avendo unicamente Varese nei suoi progetti europei, almeno nel prossimo futuro. Il dubbio era legato al futuro universitario del figlio Francisco che, abbastanza timido e chiuso, sta però cominciando ad ambientarsi nella nostra città.

Magnano, grand'uomo, mai ha prestato l'orecchio ad altre offerte, sennò lo avrebbe chiaramente detto, legato com'è alla famiglia Castiglioni che egli vorrebbe tanto ripagare sul campo. Ma al di là della volontà delle parti c'è pur sempre un aspetto fors'anche meno nobile ma essenziale come lo è quello economico, sovrano in ogni rapporto di tipo professionale. Ci si può stringere la mano o guardarsi negli occhi per continuare assieme un'avventura ma se, poi, di fatto, c'è un abisso tra domanda e offerta, non c'è apprezzamento che tenga. E se non v'erano dubbi sulla parola di Castiglioni, come su quella di Magnano, adesso agli atti v'è un anche un particolare non certo trascurabile come un contratto su cui bisogna solo apporvi qualche firmetta.

Il tecnico argentino, che guadagna molto o comunque abbastanza, in considerazione della sua valutazione per ovvi meriti olimpici, non ha preteso sensibili lievitazioni, accettando sostanzialmente lo stesso compenso della scorsa stagione, semmai ritoccabile attraverso una serie di obiettivi a premio, come i play off, le finali di Coppa Italia, la qualificazione a una Coppa e in particolare all'Eurolega. Magnano potrà guadagnare barcate di soldi, se vincerà tanto e di più: aspetta e spera, verrebbe da dire, pur senza quel significato malizioso che si usa dare a questa battuta, non conoscendo la stoffa della futura squadra. Ma un contratto, che si rispetti, deve avere anche una durata, per chiederci se Magnano avrà un biennale garantito o un "uno più uno", regolabile da una clausola rescissoria, bastando la volontà d'una delle parti per uscire... dopo una stagione. Sarà molto probabilmente la seconda definizione a caratterizzare il nuovo contratto di Magnano, libero di andarsene dopo un anno ma attraverso una penale, stessa cosa varrà per il club biancorosso. Così almeno sembra orientata la società e lo stesso Capicchioni, procuratore di Magnano, non porrebbe pregiudiziali di maniera. Certa è la soddisfazione di Ruben che potrà immergersi in apnea nelle profondità di scelte di mercato cui partecipa con la società senza quella provvisorietà subconscia che, sin qui, l'ha accompagnato. Ed oggi Magnano, con il figlio Francisco, sarà sugli spalti dello stadio di Gelsenkirchen per seguire l'amata Argentina di fronte alla Serbia-Montenegro. Ottocento chilometri in auto, sveglia all'alba: una "strapazzata" ma vai la pena esserci.

Gìancarlo Pigionatti

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