Lucaweb Posted May 31, 2008 Posted May 31, 2008 Scritto da: Giancarlo Pigionatti Il mondo è nel pallone, lo sappiamo. Calcio o no, fa lo stesso, basta guardarsi attorno..., soprattutto nei corridoi di alcune Procure. E se il basket è ancora abbastanza sano, si può anche vivacchiare, magari al mare con un po di sapore di sale sulla pelle. E' giugno inoltrato tra sagre di ciliegie e feste della birra: Varese, febbrilmente ..tinta d'azzurro, aspetta e spera sotto i canestri. Non mancano notizie, almeno per quelle conferme notarili che pretendono un patto firmato su un pezzo di carta, come quello che riguarda il club biancorosso e Ruben Magnano, ormai alla firma con tutti gli annessi e connessi,non solo in soldoni. Un anno più uno, per dire che Ruben, tra il serio e il faceto, non sarà un varesino molto provvisorio pur senza unanimi consensi della piazza. Il tecnico lo sa e v'è da scommettere che punterà sulla sua stizza d'orgoglio per far riluccicare quel suo carisma olimpico, invero molto annacquato sotto le Prealpi. Varese non è la Nazionale argentina: Magnano ha questa grossa "pezza giustificativa" ma, da quel grand'uomo qual è, mai la sbandiera evitando di "ganassare" sulle sue imprese. Certo, piacerebbe di più se ottenesse risultati migliori. E' stato un venerdì ghiotto per Ruben sugli spalti di Gelserkirchen dove il figlio Francisco ha sventolato per sei volte (quante i gol dei calciatori argentini rifilati alla Serbia) il suo bandierone patriottico. Il soggiorno varesino di Magnano non è ozioso, per esempio ha " vivisezionato" in videotape le prove incriminate di Collins per capire se i guasti del play siano per fabbricazione difettosa (cioè del giocatore) o per un cattivo uso. Promosso o bocciato? «Può essere l'una o l'altra cosa - spiega il tecnico della Pall. Varese -, dipende dal potenziale sostituto che offre ti mercato». Che Ruben faccia il furbo per dire e non dire? Non lo crediamo capace, semmai il suo realismo lo consiglia a essere prudente, pur stimando il regista statunitense. Che sembra sostituibile, anche per quella famosa legge secondo cui, nessuno è indispensabile, soprattutto allorquando si può trovare di meglio o di diverso... «Un play graffiante in penetrazione con licenza di scaricare sul perimetro per Garnett e chi per la guardia americana, farebbe al caso della nuova squadra», spiega, per esempio, Mario Oioli che ha un filo diretto con l'allenatore. Il direttore sportivo, pronto a non fare troppi complimenti nei confronti di Farabello, se manterrà alte le sue pretese, sapendo magari di poter far comodo a una panchina lunga di un grande club, ricorda che, in presenza di regole ancora indefinite, quindi molto labili, per cittadinanza di tesseramenti, bisogna pigiare il piede sul freno, proprio per non compiere pericolose accelerazioni. L'anno scorso, di questi tempi, Varese aveva annunciato soltanto la conferma di De Pol e - fa notare Oioli -, ..solo a fine giugno l'ingaggio di Collins, il che può far capire come Varese non sia in altre faccende affaccendata. Il dirigente biancorosso è pure possibilista sulle novità, per dire che servirebbe un'ala piccola straniera, anche americana, con Fernandez quattro e un omone come pivot. E il confermatissimo Hafnar? Per avere lo stesso spazio, Gregor slitterebbe anche a due, cioè nel ruolo di guardia. Noi restiamo della nostra idea nel proporre Blizzard ma se proprio l'italiano dovesse essere giudicato incedibile dal suo club, tutto farebbe brodo. In società, così ci risulta, c'è chi - come verosimilmente Chiapparo che siede al tavolo biancorosso - sta mettendo , in discussione Howell per sostenere che si può trovarne uno migliore e a minor costo. Gli slogan che hanno fatto celebre quel principe dell'ovvio qual era Catalano fanno indubitalmente effetto ma si da il caso che, tanto per fare un esempio, Howell costi meno della metà di quanto guadagni Blair. Occhio a non commettere l'errore di liberarsi di un atleta in progresso proprio quando, dopo aver penato, si possono raccoglierne i frutti. Il caso di Di Giuliomaria basta e avanza come insegnamento. Oioli la pensa così e, se rappresenta strettamente la famiglia Castiglioni, quindi la società, anche nei suoi impegni in dindini, si ha ragione di credere in una conferma di Howell, sempre che non si trovi quell'occasionissima irrinunciabile. Non solo ma potrebbero essere solo otto gli effettivi, più i giovani. E uno dovrebbe essere Marco Passera, varesino doc, scuola Robur et Fides, leader in B1, per punti e presenza, con la promossa Soresina. «Questo ragazzo non ha un gran fisico ma possiede molto talento, sicuramente merita una chance, insomma mi piace», l'idea di Ruben non consente equivoci su Passera biancorosso. Lo stesso Oioli la sostiene. Giancarlo Pigionatti
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