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L'incubo Albano è svanito, ci vorrebbe Galanda


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Scritto da Antonio Franzi

VARESE È il ruolo del momento: in un basket dove il tiro da 3 punti allargando il campo ha limitato l'impatto dei pivot, vince (quasi sempre) chi può disporre di un'ala alta in grado di garantire non solo rimbalzi, ma anche pericolosità offensiva.

Ai piedi del Sacro Monte dovremmo saperlo bene, visto che il maestro di basket Aza Nikolic anticipando da par suo i tempi vide in Iwan Bisson il prototipo del moderno "numero quattro" facendone un'arma importante nei successi della sua Valanga giallo-blu.

Lo sa bene anche coach Ruben Magnano, che nell'Argentina olimpionica sul podio di Atene in quella posizione poteva schierare un diamante grezzo quale Luis Scola, che solo per vincoli contrattuali con gli spagnoli del Tau Vitoria non s'è ancora accomodato da protagonista sul palcoscenico Nba come invece è già per Manu Ginobili e Andres Nocioni.

L'allenatore di Cordoba, purtroppo, lo scorso campionato si è dovuto accontentare di Corey Albano, vero "buco nero" del quintetto biancorosso in un ruolo cruciale nella pallacanestro di quest'avvio di terzo millennio.

Ora però l'uomo del mercato Mario Oioli, con il supporto dell'esperienza di Gianni Chiapparo rientrato in via Sanvito con ruolo dirigenziale, sta lavorando per colmare un deficit piuttosto pesante sul piano tecnico.

Non è un mistero che, sin da febbraio, è forte l'interessamento per Gek Galanda: la strada è in salita, viste le richieste economiche del friulano che è ambito anche da ricche società spagnole, ma di certo la tentazione di un una "follia" per rafforzare adeguatamente la squadra nel reparto lunghi c'è.

Del resto, la tabella che comprende italiani di valore in questa posizione s'è allungata nell'ultimo anno. Inutile far riferimento ad Andrea "Mago" Bargnani, che tutti vogliono vedere attraversare l'Atlantico (cos'è questa fregola di rinunciare ai talenti in tricolore per favorire le franchigie d'oltreoceano?). Così come appare fuori portata pure Angelo Gigli, ambito dagli squadroni che parteciperanno alla prossima Eurolega.

Piuttosto, potrebbe esserci qualche speranza di gettarsi sul pesce Luca Garrì se, come si sussurrava nelle scorse settimane, Roma che ne controlla il contratto dovesse rinunciare a lui. Certo è che, conclusa un'ottima stagione come prestito a Biella, il suo agente Riccardo Sbezzi alzerà il tiro delle richieste economiche.

Christian Di Giuliomaria, poi, dopo un lungo recupero fisico ha trovato la sua dimensione in quel di Udine: difficile rivederlo a Varese, anche perché certi atteggiamenti del passato pesano.

Allora, sempre che non si decida per un comunitario, quale via intraprendere nel Belpaese?

Perché non guardare leggermente a est, verso la terra brianzola. Qui c'è Andrea Michelori, in forte crescita di rendimento e in scadenza di rapporto con la società del gm Bruno Arrigoni. Quest'ultimo ha dichiarato che la conferma di Michelori, giocatore sostanzioso, è la chiave di volta nella costruzione della formazione per il prossimo campionato.

Ma a Cantù, qualche estate fa, non si diceva lo stesso per quel Jerry McCullough che poi fu rapito con un blitz di patron Castiglioni?

Antonio Franzi

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