Lucaweb Posted June 2, 2008 Posted June 2, 2008 Scritto da Giancarlo Pigionatti L’uno per l’altro tra delusioni e speranze. Via Garnett, ecco Keith Carter, trent’anni a ottobre, biancone statunitense, uno che sembra un marin pronto allo sbarco, primo uomo biancorosso di mercato. L’ufficialità, attraverso una nota della Pall. Varese, conferma l’ingaggio di Keith (un anno più uno), annunciato ieri, in correlazione al passaggio di Marlon Garnett all’Estudiantes Madrid, grazie a una transazione costata suppergiù 50.000 euro al club biancorosso, titolare del cartellino del californiano che vantava un altro anno di contratto e che, per ragioni strettamente tecniche, era stato bocciato. Varese ha fatto la sua scelta preferendo non rischiare una nuova stagione inespressiva di Marlon, quindi puntando sul potenziale offensivo di Carter che costa meno e che ha chiuso il campionato con 18.2 punti a gara nell’Upea Orlandina, ben sei circa in più del connazionale biancorosso. Fuori uno, dentro un altro, vien da dire per le spicce, con l’augurio che sia la volta buona per Varese che ha bisogno una gragnuola di colpi dal perimetro ma anche qualche cosa d’altro e conveniente quando i difensori aggrediscono uomo, pallone e spazi. Chi raccomanda Carter fa notare che egli sa crearsi la piazzuola per il tiro, magari cambiando passo in palleggio e in avvicinamento a canestro per una non disdegnata penetrazione, mentre Garnett faceva una fatica boia a scavalcare uomo e ostacolo. Keith è una quercia d’uomo e ci mette il fisico anche in difesa, peraltro vanta 4.3 rimbalzi e quasi 2 assist a gara, beninteso nell’Orlandina nella quale, ovviamente, era un leader obbligato. Lo stesso Garnett, a Messina, fece faville. Nessun riferimento diminuente per il nuovo americano della Whirlpool che ricorda fisicamente un po’ Ron Rowan, autentico fromboliere nel nostro campionato diversi anni fa, con 7.324 punti a fine carriera: il raffronto, troppo forte ed esageratissimo, vuol comunque essere un augurio per Keith. E’ lui la nuova scommessa di Varese, al di là della persona, seria e stimata, qual è Garnett la cui seconda figlia gli ricorderà sempre Varese, essendo nata nella città giardino, per dire di una scelta non comune per uno statunitense di passaggio. Carter è il primo colpo della Whirlpool, sempre che egli non faccia cilecca ma Keith non ci sembra il tipo che si fa venire le "paturnie" pur avendo a che fare con un tecnico come Magnano, molto stressante se si fissa su un difetto di un suo atleta. Ne sa qualche cosa Bolzonella che, finalmente gradito da Ruben, non ha più voluto sentirne parlare. Già, Mangano. Che desidera un’ala nei suoi binari cestistici, mentre un po’ di estemporanea pericolosità, purchè domabile, farebbe anche comodo a una squadra che non dev’essere mai prevedibile, seppur solida: su questo punto, con Holland (ex Teramo) già in agenda, Mario Oioli sembra avere sott’occhio qualcuno migliore. Ma sarà gradito a Magnano? E se non lo sarà, verrà bocciato, ecco un limite di mercato, così pensiamo, pur apprezzando il tecnico che, non essendo più un cittì, quindi un selezionatore, deve solo allenare, e bene, quei giocatori che mette a sua disposizione la società. Santiago e Galanda non erano scelte di Recalcati, anzi... ma Carlo li guidò, come se fossero suoi pupilli e citiamo pure Manuel Raga e Bob Morse, "mostri sacri" della grande Varese, imposti ai tecnici di allora. Serve poi un’ala-centro: uno, come Nolan, ma con una marcia in più in difesa, tanto per rendere l’idea, sarebbe l’ideale. Infine manca un play che Dio comanda per non dover rimpiangere uno come Collins, sennò saremmo al colmo dei colmi. I play off e le final-eight di Coppa Italia, come obiettivi, ci sembrano semplicistiche etichette di ambizioni gratuite, tipiche d’una vigilia di campionato. Semmai Varese deve azzeccare ogni mossa secondo quel sano rapporto tra qualità e prezzo per puntare a una brillante "regular season", il vero "cavallo di Troia" per quella squadra che, sfruttando le fatiche altrui di Coppa, riuscirà ad arrivare lassù e disputarsi i play off da una posizione di privilegio. Il resto sarebbe solo grasso che cola... Giancarlo Pigionatti
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