Lucaweb Posted June 15, 2008 Posted June 15, 2008 di Francesco Caielli "Siamo alla fine dell´inizio". Gianni Chiapparo, visibilmente soddisfatto, tira il fiato. La squadra è praticamente fatta, e la sensazione di tutti è che sia molto più competitiva rispetto a quella dello scorso anno. Ora arriva il bello: tra qualche giorno si incomincerà a sudare, poi le prime amichevoli. Ma intanto si può respirare, con la netta sensazione di aver portato a termine un buon lavoro. "Sono soddisfatto - ammette Chiapparo - perché abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissi. In più, cosa fondamentale, abbiamo rispettato i vincoli di budget anche se - va detto - c´è stata una piccola concessione da parte della famiglia Castiglioni, sempre disponibilissima e appassionata, che ci ha permesso di sforare un po´". Che tipo di formazione avete allestito? Abbiamo cercato di dare - credo riuscendoci - una quadratura alla squadra. Ogni giocatore è stato preso con uno scopo preciso. Certo, magari il pedigree di qualcuno non fa impazzire i tifosi... Si riferisce al playmaker, Billy Keys? Non lo conosce nessuno, ma sono certo che lui saprà darci il contributo che ci attendiamo. Tra tutti i play che ci sono stati offerti, compatibilmente con le nostre possibilità di spesa, abbiamo individuato lui come il più adatto al sistema di Magnano e alla squadra che stavamo costruendo. Che tipo di giocatore è? Un uomo squadra, un gran passatore che conosce la pallacanestro. Sono sicuro che dopo qualche partita i varesini - che di basket ne capiscono - non potranno che apprezzarlo. Tra l´altro gli ho visto fare delle cose con la palla tra le mani che se dovesse ripetere qui a Varese farebbero venir giù il palazzetto dagli applausi. Keys pare essere complementare agli altri elementi del quintetto base. Esattamente, è stato preso per questo. Holland è un uomo che ci garantirà talento, freschezza e imprevedibilità: è in grado di crearsi dei tiri in situazioni impossibili. Poi c´è Carter, uno che è costantemente pericoloso. Su Galanda non dico nulla, se non che è l´uomo ideale per il gioco di coach Magnano. Obiettivi? Non parlo di obiettivi, ma di regole. Anzi, una regola, fissa: chi gioca per Varese dovrà lottare, sempre, in ogni momento. Non saranno concesse deroghe in questo senso. L´ho detto ieri a Galanda, e sua moglie ha commentato: "Ecco il Gianni Chiapparo che conoscevo ai tempi dei Roosters". Arriverà qualche altro giocatore? Siamo sempre vigili e attentissimi per valutare ogni situazione. Ma ho comunque fiducia in questo gruppo. Al quale potrebbe aggiungersi Andrea Meneghin: farà la preparazione con noi, e poi vedremo cosa ne verrà fuori. Se potesse garantirci anche cinque-dieci minuti a partita sarebbe una cosa fantastica. Francesco Gergati sarà il play di riserva? Ho molta fiducia in Francesco. Non dimentichiamoci che è il play titolare della nazionale juniores che, agli ultimi europei, ha perso la semifinale di un solo punto dopo due supplementari. Se fosse uno straniero, magari uno slavo, saremmo qui a parlare di un fenomeno. Invece è italiano, e nessuno se lo fila. Secondo me farà bene e sfrutterà i minuti che gli verranno concessi. Tra l´altro è stato compagno di Galanda a Siena, e Jack ha dato la sua benedizione: "Ha una gran faccia tosta". Francesco Caielli
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