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di Francesco Caielli

Claudio Castiglioni ha lo sguardo e la voce di chi sa di aver

lavorato bene. La Varese che ha allestito, avvalendosi dell´opera

preziosissima della coppa Oioli-Chiapparo, piace e piacerà. La

sensazione è che il gruppo che difenderà i colori biancorossi nella

prossima stagione sia molto competitivo, migliorato e potenziato

rispetto alla squadra che lo scorso anno fallì l´accesso ai playoff.

Mosse abili e importanti - su tutte il ritorno i Galanda, o l´arrivo

di due elementi come Carter e Holland - segnali inequivocabili di una

società che si è mossa benissimo, e che potrà dare soddisfazioni

all´immenso popolo biancorosso.

Il vicepresidente (ancora per poco, papà Gianfranco lo ha già

promosso sul campo da mesi al ruolo di presidente) non può che dirsi

soddisfatto, per mille buoni motivi.

"Abbiamo costruito una bella squadra, competitiva, tenuto conto del

nostro budget. E´ arrivato Galanda, insieme a due giocatori dal

sicuro valore come Carter e Holland. E non dimentichiamoci poi delle

conferme: Fernandez, De Pol e Hafnar. Credo siano poche le squadre

che possano permettersi il lusso di far uscire dalla panchina uno

come lo sloveno. Lui e Holland formano una delle coppie di ali più

forti dell´intero campionato".

Eppure la piazza storce un po´ il naso. Non convince l´ingaggio del

playmaker. Lei è convinto dell´acquisto di Keys?

I tifosi forse si aspettavano un giocatore dal pedigree più nobile,

ma noi abbiamo fatto quel che potevamo. A quel prezzo ci sono stati

offerti molti play, abbiamo scelto Keys perché riteniamo sia l´uomo

ideale nel sistema di gioco del nostro allenatore. E´ un ragionatore,

sa passare molto bene la palla, non ci serviva un uomo con molti

punti nelle mani. Credo che il nostro quintetto sia molto

equilibrato, e sono convinto che Keys sia la scelta adatta.

Appare invece un po´ scoperto il ruolo del play di riserva. Arriverà

qualcuno?

Non è detto. Al momento dico che siamo a posto così, poi più avanti

valuteremo se sarà il caso di intervenire. Ora non abbiamo fretta,

sono stati piazzati i colpi che ci eravamo prefissi: se si presenterà

qualche occasione cercheremo di non farcela scappare.

La Pallacanestro Varese sorride anche per i nuovi sponsor che hanno

deciso di affiancarli in questa avventura. Non solo Whirlpool.

Rispetto allo scorso anno sono aumentate le realtà - anche locali -

che ci danno una mano. Non posso che essere soddisfatto, il loro

apporto per noi è di fondamentale importanza, e il fatto che in molti

abbiano voluto aiutarci significa che abbiamo lavorato bene, che la

nostra società è sempre più radicata nel territorio.

Fatto testimoniato anche dal ritrovato dialogo con l´amministrazione

comunale. Un´altra notizia positiva?

Senz´altro: abbiamo trovato una grande disponibilità al dialogo e

sono stati fatti grossi passi avanti.

Eppure fino a qualche mese fa la volontà della famiglia Castiglioni

pareva essere quella di mollare tutto. Ora stiamo parlando di una

società rinforzata e destinata a durare. Cosa è cambiato?

Attenzione: il grido d´allarme che abbiamo lanciato qualche tempo fa

è ancora attuale. Siamo sempre aperti a chiunque voglia affiancarci,

perché continuare a tirare avanti da soli è sempre più difficile.

Abbiamo molte aziende da gestire: se un domani dovessimo avere dei

problemi seri, la prima cosa che sacrificheremmo sarebbe la squadra

di pallacanestro.

Francesco Caielli

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